Ultima modifica 20.03.2019

Muscoli Ischiocrurali: cenni di anatomia

I muscoli ischiocrurali , o semplicemente ischiocrurali o hamstring, sono tre muscoli situati nella regione posteriore della coscia chiamati rispettivamente: semimebranoso, semitendinoso, bicipite femorale. Questi tre muscoli condividono: origine (tuberosità ischiatica), innervazione (nervo tibiale), biarticolarità e funzione (flessoria della gamba ed estensoria della coscia).


semitendinoso bicipite-femorale.htm semimebranoso ISCHIOCRURALI

Stiramento e Strappo degli Ischiocrurali

Lo stiramento e lo strappo degli ischiocrurali sono infortuni causati da contrazioni intense o troppo brusche, durante la flessione del ginocchio o l'estensione dell'anca. Ciò spiega per quale motivo, lo stiramento e soprattutto lo strappo dei muscoli ischiocrurali siano più comuni nei centometristi, nei saltatori in lungo, nei mezzofondisti, nei tennisti e in atleti di altre discipline caratterizzate da scatti improvvisi, forti decelerazioni (lavoro eccentrico) e bruschi cambi di ritmo.

Cause

Per generare movimento, i vari muscoli o gruppi muscolari lavorano in sincronia: quando un muscolo si accorcia, il muscolo con funzione opposta si deve rilassare allungandosi in modo tale da non impedire il movimento.


Quando si esegue un calcio (estensione della gamba), il muscolo quadricipite si contrae e gli ischiocrurali si allungano. La stessa cosa avviene quando si avvicina la coscia all'addome.

Quando invece si piega il ginocchio (flessione della gamba), avvicinando i talloni al bacino, gli ischiocrurali si contraggono ed il quadricipite si rilassa.


In molti atleti vi è un certo squilibrio di forza tra i muscoli ischiocrurali ed il quadricipite a favore di quest'ultimo. A causa di tale squilibrio, i muscoli ischiocrurali tendono ad affaticarsi precocemente rispetto al quadricipite. In un muscolo affaticato gli organi muscolo tendinei del Golgi ed i fusi neuromuscolari possono diventare inefficaci nell'impedire un suo eccessivo allungamento (stiramento/strappo degli ischiocrurali) in seguito alla contrazione del quadricipite. Tale alterazione può anche impedire che il muscolo si accorci troppo, sottoponendo le sue fibre a contrazioni eccessive e predisponendo il muscolo a strappi localizzati soprattutto nel punto in cui le fibre muscolari si fondono con quelle tendinee (passaggio muscolotendineo).

Sintomi

Lo strappo dei muscoli ischiocrurali è responsabile di un dolore violento e tagliente che insorge nella parte posteriore della coscia subito dopo il trauma.

Altri sintomi tipici sono: dolore alla palpazione, ematoma e percezione tattile di uno scalino nella parte posteriore della coscia in prossimità della zona lesa (in caso di lesione severa).


Gli strappi muscolari si possono classificare usando una scala di gravità composta da tre stadi (o gradi).


Al primo stadio, rientrano gli strappi meno gravi che causano soltanto modeste rotture muscolari (meno del 5% delle fibre); rotture parziali o complete del muscolo sono invece classificate rispettivamente come strappi di secondo e di terzo grado.


I sintomi, ovviamente, sono tanto più gravi quanto maggiore è il numero di fibre muscolari lesionate.


Le lesioni di primo grado sono quasi impercettibili e, a parte una leggera ipertonia locale (contrattura muscolare), normalmente non causano gonfiore o importanti limitazioni del movimento. In occasione di uno strappo di secondo grado degli ischiocrurali, la lesione interferisce con la normale deambulazione, causa dolore alla palpazione e al movimento di flessione del ginocchio contro resistenza e negli ultimi gradi di estensione del ginocchio. Infine, negli strappi muscolari di terzo grado, spesso l'atleta avverte un rumore simile ad uno schiocco al momento della lesione; in questi casi , inoltre, il dolore è particolarmente intenso e il soggetto colpito, che in genere tende ad accasciarsi immediatamente al suolo, è costretto a camminare con l'ausilio delle stampelle.

Diagnosi

Per la diagnosi di uno stiramento o uno strappo dei muscoli ischiocrurali, sono molto importanti le informazioni fornite da un esame di imaging, come l'ecografia muscolo-tendinea o la risonanza magnetica; oltre che per la conferma diagnostica, questi test strumentali permettono al medico di stabilire l'esatta entità della lesione muscolare.

Trattamento

Nella fase acuta del trauma (primi due o tre giorni) applicare il protocollo R.I.C.E (riposo, elevazione, compressione, ghiaccio).


I farmaci antinfiammatori possono essere utili in questa prima fase per ridurre il dolore e l'infiammazione.


Dopo tre o cinque giorni, non appena il dolore in carico ed il gonfiore diminuiscono, è importante iniziare un programma di esercitazioni di rafforzamento e di stretching. Il potenziamento degli ischiocrurali, infatti, è necessario per impedire la cronicizzazione delle lesioni. E', però, importante aumentare gradualmente l'intensità di questi esercizi: nella fase iniziale, per esempio, occorre lavorare con carichi moderati ed un alto numero di ripetizioni; in questo modo si favorirà l'afflusso locale di sangue, ossigeno e nutrienti facilitando il processo di rigenerazione e limitando la formazione di tessuto cicatriziale. Tra le terapie fisiche più utili ricordiamo gli ultrasuoni e la tercarterapia.


L'intervento chirurgico si rende necessario soltanto nei casi più gravi o quando le lesioni diventano croniche.

Prevenzione

  • Eseguire sempre un riscaldamento generale e specifico della muscolatura
  • Assicurarsi di essere nelle condizioni fisiche idonee per sopportare lo sforzo
  • Valutare attentamente la praticabilità del terreno di gioco
  • Scegliere abbigliamenti adatti, coprirsi per bene nei mesi invernali e, se necessario, utilizzare pomate specifiche durante la fase di riscaldamento
  • Eseguire sempre esercizi di allungamento per migliorare l'elasticità e la flessibilità muscolare sia in fase preparatoria che defaticante