Omicron: Cos'è? Sintomi, Quanto Dura e Vaccini

Omicron: Cos'è? Sintomi, Quanto Dura e Vaccini
Ultima modifica 05.05.2022
INDICE
  1. Variante Omicron: Generalità
  2. Il Problema delle Varianti: Considerazioni Importanti
  3. Origine della variante Omicron e Diffusione
  4. Caratteristiche
  5. Sintomi della Variante Omicron
  6. Incubazione e Durata
  7. Vaccinazione COVID-19
  8. Cos’Altro Sapere

Variante Omicron: Generalità

Omicron è la nuova variante di SARS-CoV-2 (coronavirus responsabile della sindrome respiratoria nota come COVID-19) che sta focalizzando l'interesse delle istituzioni sanitarie e dei gruppi di ricerca scientifica per il numero di mutazioni che contiene e la sua potenziale capacità di diffondersi molto velocemente.

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In particolare, la variante Omicron presenta più di 30 mutazioni di "spike", cioè la proteina che il coronavirus utilizza per eludere le difese delle cellule del nostro organismo, in modo da sfruttarle per produrre copie di sé e stabilire l'infezione.  

Nell'ambito della nomenclatura per le varianti, Omicron è identificata da sequenziamento genico con la sigla B.1.1.529 e denominata dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) con la lettera greca O (per l'appunto, "omicron" in italiano).

Le fonti consultate per la stesura di questo articolo sono i siti ufficiali del Ministero della Salute, dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), dell'Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) e dell'ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control).

Il Problema delle Varianti: Considerazioni Importanti

Il termine "variante" suona da qualche tempo come una minaccia: di fatto, sono proprio le mutazioni a cui il coronavirus va incontro a renderlo potenzialmente più temibile. Il motivo sta nel fatto che, ad un certo punto, potrebbero crearsi le condizioni biologiche per la selezione di una super mutazione capace di rendere SARS-CoV-2 ancora più contagioso e pericoloso in termini di conseguenze per la salute della prima versione ad esordire.

Noto è, infatti, che un virus che tende a mutare molto potrebbe diventare progressivamente più aggressivo. Ma non solo: è possibile che gli anticorpi (cioè le armi di difesa dell'organismo) che si sono sviluppati dopo la malattia contratta naturalmente o dopo la vaccinazione non riescano a contrastare le infezioni provocate dalle varianti. Tale evenienza aprirebbe la strada al rischio teorico di ammalarsi nuovamente di COVID-19 o di non essere sufficientemente protetti dal vaccino.

La presenza delle varianti è, inoltre, un segnale allarmante che esprime un'evidenza ben nota in virologia: SARS-CoV-2 sta ancora circolando in misura significativa. L'equazione è semplice: tutti i virus, per loro caratteristica mutano; quanto più alta è la loro concentrazione, tanto più aumentano le probabilità che si sviluppino delle varianti.

L'obiettivo del Coronavirus rimane comunque quello di moltiplicare e, per poterlo fare, deve infettare le cellule umane; in altre parole, per il virus e le sue varianti non sarebbe vantaggioso eliminare le specie che rappresentano un habitat necessario alla sua sopravvivenza in natura.

Quel che allarma di più gli scienziati rimane comunque il fatto che le varianti attualmente responsabili del protrarsi della pandemia potrebbero essere più contagiose rispetto al primo SARS-CoV-2 studiato.

Anche per questo motivo, conoscere le caratteristiche di una variante è utile per essere preparati ad affrontarla, tenendo sempre a mente la "regola" che più il virus è libero di circolare (in popolazioni scarsamente vaccinate, quindi ancora "suscettibili"), più ha la possibilità di mutare.

Leggi anche: Varianti Coronavirus SARS-CoV-2: Quali Sono e Cosa Sappiamo

Origine della variante Omicron e Diffusione

Variante Omicron: Dove è nata e Come?

Non è dato sapere quale sia il Paese di origine della variante, visto che l'individuazione dipende dalla capacità di sequenziamento dei laboratori.

Omicron è stata identificata per la prima volta nel Botswana e, in seguito, sono stati sequenziati, quasi contemporaneamente, i primi casi della variante a Hong Kong e Sudafrica. Proprio in quest'ultimo Paese, tra il 14 e il 23 novembre 2021, un aumento significativo dei contagi che aveva interessato soprattutto i più giovani, in età scolare, associato al riscontro di Omicron in molti dei sequenziamenti eseguiti per valutare la diffusione delle varianti e la loro prevalenza hanno fatto scattare l'allarme tra gli esperti.

Nonostante il "paziente zero" non sia stato identificato, l'ipotesi è che la variante Omicron abbia avuto origine in un paziente il cui sistema immunitario non era riuscito a contrastare efficacemente l'infezione.

Variante Omicron: Come Cambierà la Pandemia?

Non è dato sapere in quale misura e come la nuova variante Omicron sarà più trasmissibile o più letale, anche se l'OMS ha detto che "i primi segnali" dimostrerebbero una maggior capacità di trasmissione e una maggior capacità di reinfezione.

A gennaio 2022, i dati elaborati in seguito al monitoraggio di Omicron suggeriscono che la quota di persone che sviluppano malattie gravi o muoiono è notevolmente inferiore rispetto alle precedenti ondate, nonostante sia stato sottolineato che i risultati sono ancora preliminari e la situazione potrebbe cambiare a seconda della progressiva diffusione della variante.

Pare evidente, però, che a fronte di un tasso di ospedalizzazione inferiore rispetto a quanto osservato con la variante Delta, il numero di persone suscettibili è molto più ampio a causa della estrema contagiosità di Omicron. In altre parole, ogni individuo vaccinato ha minori probabilità di andare incontro a forme di COVID severe, ma il rapido incremento dei casi positivi totali correla statisticamente ad un numero di ricoveri maggiore, con le conseguenze che ne derivano per il sistema sanitario.

Quanto è Contagiosa Omicron?

La contagiosità della variante Omicron di SARS-CoV-2 è stata stimata essere 500 volte più elevata rispetto al ceppo originale di Wuhan. Secondo diversi studi, potrebbe essere il virus con la propagazione più rapida della Storia. Per far capire la velocità di propagazione di questa variante del coronavirus, Roby Bhattacharyya, infettivologo del General Hospital in Massachusetts, ha fatto un paragone con uno dei virus più trasmissibili conosciuti, quello del morbillo: «Una persona affetta da questa malattia infettiva, non vaccinata, contagia in media altre 15 persone; una colpita da Omicron ne infetta 6, secondo gli ultimi studi. Ma la differenza sta nei tempi del contagio: il morbillo ha bisogno di 12 giorni in media, ma ad Omicron ne bastano 4 o 5» e prosegue osservando che «un caso di morbillo ne produce altri 15 in 12 giorni, un caso di Omicron ne produce 6 in quattro giorni; in otto giorni ne ha prodotti 36, 216 in 12 giorni».

Caratteristiche

Quali Caratteristiche presenta Omicron?

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La variante Omicron (B.1.1.529) ha 32 mutazioni a carico della proteina spike, ma, cosa più importante, presenta contemporaneamente quasi tutte le mutazioni dalle cosiddette "varianti di preoccupazione" (VOC) Beta, Gamma e Delta e altre ancora.

Alcune di queste mutazioni erano già state riscontrate nelle varianti Delta e Alfa (tra l'altro, le stesse che si sono dimostrate più efficaci nel rendere il coronavirus più contagioso o in grado di eludere più facilmente l'attività degli anticorpi). Altre – almeno 10 mutazioni – sono state riscontrate nell'area della proteina spike in cui avviene il primo contatto tra virus e cellula (contro le due della variante Delta).

Nota Bene: la presenza di numerose mutazioni non significa che la nuova variante sia necessariamente più rischiosa di quelle circolate finora; in termini di rischi per la salute, molto dipende dal tipo specifico di mutazione, cioè dalle nuove caratteristiche riesce a conferire alla variante di SARS-CoV-2.

Secondo uno studio condotto all'Università di Hong Kong, la variante Omicron sarebbe in grado di replicarsi velocemente nei bronchi e meno nel tessuto polmonare profondo. Ciò può indirettamente associarsi ad un quadro sintomatologico meno grave rispetto a quello determinato dalle precedenti ondate.

Consulta anche Omicron 2: Cos’è una Sottovariante? Cosa Sapere su Omicron BA.2

Sintomi della Variante Omicron

L'infezione da Omicron comporta sintomi variabili da persona a persona, ma è stato evidenziato che i disturbi tendono ad essere lievi e durare pochi giorni in chi è vaccinato; senza copertura vaccinale, invece, non è sempre possibile prevedere chi svilupperà forme gravi di COVID.

Tra la popolazione suscettibile, la gravità dell'infezione da SARS-CoV-2 non è cambiata, quindi anche le forme determinate dalla variante Omicron possono essere: grave, moderata, lieve o asintomatica; a questi quadri clinici, si aggiungono i casi di reinfezione. Nove pazienti su dieci, se vaccinati, accusano disturbi lievi e di breve durata, che vanno dalla tosse al mal di gola ed alla febbre.

Variante Omicron: Cambiano i Sintomi di COVID?

Il National Institute for Communicable Diseases (NICD) sudafricano, l'istituto pubblico di riferimento sulle malattie infettive, scrive: «Attualmente non sono stati riportati sintomi insoliti a seguito dell'infezione con la variante B.1.1.529 e, come con altre varianti, alcuni individui sono asintomatici». I sintomi della variante Omicron riportati più comunemente sono: stanchezza, mal di testa, prurito in gola e raffreddore leggero.

Per approfondire: COVID-19: Come Riconoscere i Primi Sintomi e Cosa Fare

Sintomi Omicron: Come Si Riconoscono?

I Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) indicano come sintomi attualmente più frequenti d'infezione da variante Omicron:

  • Tosse;
  • Congestione o naso che cola;
  • Mal di testa;
  • Senso di affaticamento;
  • Starnuti;
  • Mal di gola.

Sintomi indicati come "caratteristici" di COVID — febbre alta, tosse insistente, perdita di gusto e olfatto — sarebbero, invece, meno comuni nel caso d'infezione da Omicron rispetto a quanto avveniva con le varianti precedenti di SARS-CoV-2.

La variante Omicron causa sintomi lievi e di breve durata nelle persone vaccinate con 2 o 3 dosi; la presentazione della forma leggera di COVID che ne consegue può essere difficile da distinguere dall'influenza o da un semplice raffreddore. Per questo motivo, in caso di sintomi che fanno pensare ad una malattia simile a COVID, è necessario rivolgersi al proprio medico e seguire le terapie prescritte, dopo aver fatto un tampone molecolare.

Per approfondire: Sintomi Omicron: Come Si Riconosce, Incubazione e Differenze

Incubazione e Durata

Omicron: Dopo quanto si manifesta?

L'incubazione della malattia è in media di 3 giorni. Essendo più contagiosa della precedenti, Omicron riesce a colonizzare le mucose delle prime vie aeree anche con una carica virale relativamente bassa.

Quanto Dura Omicron?

Nelle persone che hanno completato il ciclo vaccinale, la durata media della malattia causata da Omicron è di 5-7 giorni circa.

Vaccinazione COVID-19

Variante Omicron: Può indebolire l’Efficacia dei Vaccini?

A tal proposito, gli esperti del National Institute for Communicable Diseases (NICD) sudafricano dichiarano: «Sulla base della nostra comprensione delle mutazioni in questo lignaggio, è probabile una fuga immunitaria parziale, ma è probabile che i vaccini offriranno ancora alti livelli di protezione contro il ricovero e la morte».   

Rispetto alle altre varianti di preoccupazione dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i vaccini sono rimasti validi e protettivi rispetto alla possibilità di sviluppare forme gravi di COVID-19. Al momento, non c'è motivo di pensare che per la variante Omicron sarà diverso e la possibilità che la variante Omicron riesca ad invalidare la protezione offerta dagli attuali vaccini è ritenuta remota dagli esperti.

D'altro lato, dall'analisi del genoma della nuova variante si deducono altri particolari poco rassicuranti: si conoscono esattamente quali parti del virus riconoscono le terapie basate su anticorpi monoclonali e alcune di queste sono cambiate nella variante B.1.1.529.

Da Ricordare

Le varianti nascono quando e dove il virus è lasciato libero di circolare. Ciò implica che le vaccinazioni e le misure adottate per il contenimento della pandemia hanno il potere di tenerlo a freno.

Cos’Altro Sapere

Omicron è davvero meno grave?

Dati aneddotici ed epidemiologici recenti hanno evidenziato che la variante Omicron è certamente più trasmissibile, ma tende a:

  • Rimanere nelle mucose della gola e delle prime vie respiratorie
  • Non raggiungere i polmoni (a livello polmonare, le infiammazioni dovute alle varianti precedenti possono associarsi a gravi problemi respiratori)

Per questa ragione, Omicron sembra essere meno pericolosa della versione originale e delle altre varianti.

Livello di Trasmissibilità e Virulenza della variante Omicron

La variante Omicron si tramette più facilmente rispetto alla Delta (le probabilità stimate sono di 6 volte superiori). Al momento, invece, non ci sono prove che sia più aggressiva.

Come Si Prende Omicron?

Omicron può essere trasmesso da persona a persona tramite un contatto stretto con un caso infetto.

Le modalità di contagio primarie sono:

  • L'esposizione ai droplets delle persone infette, ad esempio quando le persone ammalate malate starnutiscono, tossiscono o si soffiano il naso;
  • Il contatto con tra le mani con oggetti e superfici contaminate dalle secrezioni infette; il rischio aumenta toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.

Per questi motivi, è buona norma, per prevenire l'infezione da Omicron, continuare ad applicare le seguenti misure di igiene:

  • Starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso;
  • Gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l'uso:
  • Lavare le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone per almeno 60 secondi, soprattutto:
    • Dopo aver toccato oggetti e superfici potenzialmente sporchi,
    • Prima di portarle al viso, agli occhi e alla bocca;

Qualora non fosse praticabile il lavaggio con acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcool (concentrazione di alcool di almeno il 60%).

Come Proteggersi dalla Variante Omicron?

Come riportato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), al momento le misure per prevenire l'infezione rimangono invariate da quelle finora in uso. Pertanto, utilizzo delle mascherine, distanziamento sociale e igiene delle mani devono continuare ad essere rigorosamente adottate e rispettate in qualsiasi circostanza.

Chiaramente, è fondamentale rispettare anche tutte le indicazioni e le restrizioni imposte dalle normative attualmente in vigore.

Per approfondire: Farmaci COVID-19: quali sono?

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici