Vaiolo
Ultima modifica 04.08.2021
INDICE
  1. Cos’è il Vaiolo?
  2. Cause
  3. Sintomi
  4. Trattamento e Vaccino
  5. Approfondimenti e Curiosità

Cos’è il Vaiolo?

Il vaiolo è una malattia ad eziologia virale, altamente contagiosa, nota per essere stata una delle infezioni più gravi che abbiano mai afflitto l'umanità.

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L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato eradicata l'infezione naturale: nessun caso di vaiolo si è verificato dal 1977, per via della vaccinazione applicata su scala mondiale. Oggi, la principale preoccupazione in senso epidemiologico è legata al bioterrorismo.

Il vaiolo si manifestava con un caratteristico esantema vescicolo-pustoloso, accompagnato da una profonda compromissione dello stato generale.

Cause

Vaiolo: Quali sono le Cause?

Il vaiolo è causato da due varianti del virus Variola, microrganismo appartenente alla famiglia dei Poxviridae, genere Orthopoxvirus, agenti virali accomunati dalle grosse dimensioni e dalla capacità di determinare eruzioni cutanee vescicolari. Quest'agente virale era estremamente resistente, perché poteva sopravvivere sugli oggetti, essiccato, anche per un anno.

Forme di Vaiolo: Minor e Major

Il vaiolo esisteva in due forme, variola minor e variola major, ma di queste la seconda, di gran lunga più grave, era anche la più diffusa.

Contagio: Come si prende?

Il virus che causa il vaiolo si diffonde attraverso il contatto da persona a persona tramite:

  • Inalazione di goccioline respiratorie contenenti l'agente virale;
  • Contatto diretto con le lesioni cutanee delle persone infette;
  • Oggetti contaminati (es. uso condiviso di biancheria, utensili e posate).

La persona che contrae il vaiolo diventa infettiva solo quando sviluppa la febbre. Il periodo più contagioso è durante la prima settimana di malattia, sebbene una persona con il vaiolo sia ancora infettiva fino a quando le ultime croste non cadono.

Il vaiolo non si presenta più naturalmente, poiché è stato totalmente debellato grazie ad un lungo e scrupoloso piano globale di sorveglianza e vaccinazione su ampia scala, che ha identificato tutti i casi e i loro contatti e ha assicurato che fossero tutti vaccinati. Fino ad allora, il vaiolo ha ucciso milioni di persone da almeno 3000 anni.

Sintomi

Periodo d’Incubazione del Vaiolo

Dopo il contagio, il periodo di incubazione del vaiolo varia da 7 a 17 giorni, in genere da 10 a 14. Il virus penetra nelle vie respiratorie o nella mucosa orofaringea e moltiplica nei linfonodi regionali e nel sangue, portando alla viremia.

Come si Manifesta il Vaiolo

Dopo l'incubazione, esordiscono i primi sintomi del vaiolo: febbre alta, cefalea, lombalgia e malessere generale. Talvolta, possono presentarsi anche dolore addominale e vomito.

Dopo 2-3 giorni, la febbre si attenua e subentra un'eruzione esantematica distintiva che interessa le mucose e la cute, con progressione uniforme in maculepapule e pustole (riprende la febbre e le condizioni generali peggiorano).

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L'esantema maculo-papulare si presenta inizialmente su volto e braccia, prima di diffondersi a tronco e gambe. Per aspetto, l'eruzione del vaiolo è in parte somigliante a quella della varicella, ma facilmente distinguibile da essa poichè molto più pronunciata e grave. Anche la mucosa orofaringea è colpita da lesioni che si ulcerano rapidamente.

Dopo 1-2 giorni, le lesioni cutanee evolvono in stadi successivi diventando prima vescicolari, poi pustolose.

Dopo 8 o 9 giorni, le pustole diventano croste nerastre (la febbre regredisce e le condizioni generali migliorano), che cadono lasciando gravi cicatrici crateriformi, stesso deturpanti. Gli altri organi sono raramente coinvolti, eccetto il sistema nervoso centrale (si può sviluppare un'encefalite).

Decorso e Durata

Nei casi di prognosi benigna, la malattia si risolve nel giro di due settimane.

Il quadro morboso può comunque presentarsi in forma più o meno severa (vaiolo emorragico o vaiolo nero, vaiolo confluente e vaiolo attenuato); in linea generale, la mortalità arrivava al 30%, cioè moriva quasi un malato su tre. Esistevano anche forme fulminanti, che conducevano a morte molto rapidamente.

Trattamento e Vaccino

Vaiolo: Si Può Curare?

Non esiste una cura per il vaiolo, ma la vaccinazione può essere utilizzata in modo molto efficace per prevenire lo sviluppo dell'infezione, se somministrata durante un periodo fino a quattro giorni dopo che una persona è stata esposta al virus.

Farmaci antivirali sviluppati per altre malattie da quando il vaiolo è stato debellato potrebbero avere un ruolo nel controllo della malattia, ma non sono stati condotti studi sulla loro utilità o sicurezza su esseri umani esposti al virus.

Vaccino contro il Vaiolo

Esistono vaccini per proteggere le persone dal vaiolo. Attualmente, il vaccino contro il vaiolo non è raccomandato al grande pubblico perché il vaiolo è stato debellato. Se ci fosse un focolaio di vaiolo, i funzionari sanitari userebbero un vaccino contro il vaiolo per controllarlo. 

Approfondimenti e Curiosità

Come fu possibile l'eradicazione del vaiolo

Il 9 dicembre 1979, l'Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) ha dichiarato l'eradicazione definitiva del vaiolo, l'unica malattia infettiva a raggiungere questa distinzione. Ciò è stato possibile grazie all'intensificazione del piano di vaccinazioni e sorveglianza attuato nel 1967 su vasta scala, condotto in tutto il Mondo. L'ultimo caso naturale noto è stato in Somalia nel 1977.

Prima di allora, però, questa malattia mietuto milioni di vittime in tutto il mondo, nel corso di quasi tre millenni. Le prime tracce del vaiolo risalgono a tre mummie egizie, tra cui quella del faraone Ramses V (1157 a.C.). Dall'Egitto il virus sconfinò in India e in Cina. Nel Medioevo era in Europa, dove provocava epidemie abbastanza circoscritte. Con le colonizzazioni, venne esportato nelle Americhe e nel resto del mondo.

Il merito della sconfitta definitiva della malattia viene attribuito a Edward Jenner, medico inglese vissuto a cavallo tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo, inventore del vaccino del vaiolo. Egli osservò che le lattaie che in precedenza avevano preso il vaiolo bovino non prendevano il vaiolo e mostrò che un'inoculazione simile poteva essere usata per prevenire il vaiolo in altre persone. Il vaccino contro il vaiolo fu il primo vaccino di successo ad essere sviluppato ed a dimostrare la validità del principio che l'immunizzazione mediante vaccinazione può proteggere dalle malattie infettive.

Variolizzazione: in che cosa consisteva?

La variolizzazione consiste nell'inoculare o far inalare a una persona sana materiale proveniente dalle pustole di pazienti colpiti in maniera lieve. Questo metodo rappresentò per anni l'unica arma per combattere il vaiolo e diminuì significativamente il numero di decessi.

Già in uso in Cina nel X secolo, la pratica arriva in Europa grazie all'opera dell'aristocratica Lady Mary Wotley Montagu, moglie dell'ambasciatore inglese a Istanbul. Osservando la pratica ottomana di inoculare il liquido prelevato dalle vesciche dei malati di vaiolo, la donna decise di sottoporre i suoi figli al medesimo trattamento.

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Nel 1722, la tecnica incontrò molte resistenze in Inghilterra. Il metodo, in effetti, era tutt'altro che sicuro e non sempre aveva successo: le persone si ammalavano durante l'inoculazione divenendo sorgenti potenziali di contagio o si ammalavano ugualmente di vaiolo durante le epidemie.

Dopo le scoperte di Jenner negli anni novanta del 1700, la variolizzazione fu progressivamente abbandonata.

Vaiolo: potrebbe ritornare?

Responsabile di gravi epidemie nei secoli scorsi, il vaiolo è una malattia completamente eradicata su scala mondiale dal 1979, grazie a massicce campagne di vaccinazione durate oltre due secoli.

Gli ultimi 400 esemplari del virus del vaiolo sono conservati e ben protetti in laboratori statunitensi e russi designati dall'OMS, allo scopo di consentire proseguire la ricerca (è recente la codifica completa del genoma) e di poter reagire adeguatamente improvvise recrudescenze della malattia con nuovi vaccini e medicinali. Questi farmaci potrebbero ancora rivelarsi utili contro altri virus della stessa famiglia.

Nei paesi africani, ad esempio, la fine delle vaccinazioni antivaiolose ha coinciso con un esponenziale aumento di casi vaiolo delle scimmie, una malattia provocata dal Monkeypox virus strutturalmente correlato all'agente virale che provoca il vaiolo umano e responsabile di una malattia simile.

Inoltre, la preoccupazione che il virus del vaiolo possa essere usato come un'arma biologica in attacchi terroristici è accresciuta, anche per la possibilità che il patogeno possa essere facilmente ricreato per sintesi. Il microrganismo naturale servirebbe dunque a produrre più rapidamente la quantità di vaccino necessaria, la cui somministrazione, un tempo obbligatoria, è stata definitivamente sospesa già da diversi anni.

Per approfondire: Vaiolo delle Scimmie (Monkeypox): Cos'è e Malattia nell'Uomo

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici