Sesso Orale Non Protetto: Quali Rischi? di G.Bertelli

Generalità

Il sesso orale è una tipologia di rapporto intimo che prevede l'uso della bocca, delle labbra e della lingua per stimolare l'area genitale (fellatio e cunnilingus) o anale (anilingus) del partner. In presenza di determinati fattori predisponenti, questa pratica correla a vari rischi per la salute, sia degli uomini, che delle donne.

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Oltre alle malattie a trasmissione sessuale (MST, come clamidia, herpes genitale, HPV, gonorrea e sifilide), i rapporti intimi che avvengono con tale modalità possono favorire l'insorgenza di infezioni urinarie, orali, faringee o respiratorie. Per ridurre quest'evenienza, è possibile ricorrere all'uso di un profilattico, una diga dentale (dental dam) o un altro metodo contraccettivo di barriera, ogni volta che si pratica il sesso orale o lo si riceve.

Occorre precisare sin da ora che le infezioni trasmesse con il sesso orale non protetto colpiscono soprattutto le persone che hanno rapporti occasionali e frequenti con più partner, mentre l'utilizzo del preservativo abbatte drasticamente il rischio di contagio.

Cos’è

Cosa s'intende per Sesso Orale?

Il sesso orale comporta l'uso della bocca, delle labbra o della lingua per stimolare il pene (fellatio), la vagina (cunnilingus) o l'ano (anilingus) di un partner.

Il sesso orale è comunemente praticato da oltre l'85% dei soggetti sessualmente attivi, in un'età compresa tra i 18 ed i 44 anni. Questa tipologia di rapporto intimo può avvenire tra coppie composte da persone di sesso opposto (eterosessuali) o con partner dello stesso sesso (omosessuali).

Il principale rischio correlato al sesso orale non protetto è rappresentato dalle infezioni urinarie, genitali o rettali e faringee.

Sesso Orale Non Protetto: perché può essere rischioso?

Attraverso il sesso orale non protetto, è possibile contrarre alcune malattie a trasmissione sessuale (MTS) e favorirne la diffusione, ma non solo.

  • Se il partner ha un'infezione genitale o anale/rettale, il sesso orale non protetto può favorire la trasmissione degli agenti infettivi in causa nel cavo orale e nella gola;
  • Di contro, se il partner ha un'infezione alla bocca o alla gola, è possibile che queste vengano diffuse a livello di pene, vagina, ano o retto.

Occorre considerare, poi, che le infezioni sessualmente trasmissibili possono coinvolgere più di un distretto corporeo allo stesso tempo, come nel caso, ad esempio, della gola e dei genitali.

Altro rischio del sesso orale non protetto è costituito dal fatto che le malattie sessualmente trasmissibili possono essere trasmesse ad un partner sessuale, anche se la persona infetta non manifesta particolari segni o sintomi (nota bene: all'inizio, molte MST sono asintomatiche).

Fattori Predisponenti

Sesso Orale Non Protetto: cosa aumenta le probabilità di contrarre o trasmettere una MST?

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Molte malattie sessualmente trasmissibili (MST), così come altre infezioni di bocca, gola, genitali o retto, possono essere diffuse attraverso il sesso orale non protetto. Maggiormente a rischio sono le persone che hanno rapporti senza protezione con partner multipli ed occasionali.

Gli agenti patogeni sono trasmessi con fluidi e liquidi organici, come:

  • Le secrezioni pre-coitali;
  • Le secrezioni vaginali;
  • Lo sperma;
  • Il sangue proveniente da piccole lesioni;
  • La saliva.

Spesso, il rischio è tanto maggiore quanto più energico è il rapporto di sesso orale non protetto. In alcuni casi, però, può bastare anche il semplice contatto delle pelle e delle mucose genitali, come accade, ad esempio, per l'herpes genitale o per i condilomi acuminati.

Il rischio di contrarre una di queste patologie con il sesso orale non protetto e la probabilità di trasmetterle ad altri partner sessuali dipende soprattutto da:

  • Tipologia d'infezione sessualmente trasmessa;
  • Modalità e numero di atti sessuali praticati;
  • Incidenza della MST nella popolazione a cui appartengono i diversi partner sessuali.

Altri fattori che possono aumentare le probabilità di contrarre una MST durante il rapporto di sesso orale non protetto, se esposti ad un partner infetto, comprendono:

  • Scarsa igiene del cavo orale e presenza di particolari condizioni come carie, afte e gengive sanguinanti;
  • Presenza di lesioni, piaghe o ulcere in bocca o sui genitali;
  • Esposizione alle secrezioni pre-coitali o all'eiaculato di un partner infetto.

Naturalmente, la MST può essere trasmessa anche quando i partner non raggiungono l'orgasmo, durante un rapporto di sesso orale non protetto.

Occorre considerare, poi, che le malattie sessualmente trasmissibili non causano sempre sintomi di rilievo, per cui anche soggetti asintomatici, apparentemente in perfetta salute, possono comunque trasmettere l'infezione con il sesso orale non protetto.

Sesso Orale Non Protetto: è più sicuro dei rapporti vaginali o anali?

Gli esatti rischi del sesso orale non protetto sono difficili da stimare; in parte, ciò dipende dal fatto che molte persone lo praticano e hanno anche rapporti vaginali o anali. Inoltre, pochi studi scientifici hanno esaminato i rischi di contrarre malattie sessualmente trasmissibili (diverse dall'HIV) con il cunniligus e l'anilingus rispetto alla fellatio.

In linea generale, occorre considerare che:

  • Contrarre a livello di gola e bocca un'infezione sessualmente trasmissibile, come la clamidia o la gonorrea, può predisporre alla diffusione della malattia in tutto il corpo, oltre a facilitare la diffusione dell'agente infettivo ad altre persone attraverso il sesso orale non protetto;
  • Sebbene il sesso orale non protetto comporti un rischio minore di trasmissione dell'HIV rispetto ad altre forme di rapporti, le reiterate esposizioni non protette possono aumentare le probabilità di contrarre l'infezione. La concomitante presenza di una MST a livello orale o genitale può incrementare ulteriormente questo rischio.

Sesso Orale Non Protetto e rischio di contrarre l'HIV

Le ricerche finora sostenute hanno dimostrato che il rischio di contrarre l'HIV con il sesso orale non protetto con un partner infetto è di molto inferiore rispetto alle probabilità di esposizione allo stesso agente virale nel corso di rapporti anali o vaginali. Il sesso orale comporta comunque dei rischi e ripetuti rapporti non protetti con persone portatori del virus possono rappresentare un pericolo considerevole per la diffusione dello stesso.

Infezioni e Rischi associati

Quali Infezioni si possono trasmettere con il Sesso Orale Non Protetto?

Le principali infezioni che si possono trasmettere e/o contrarre con il sesso orale non protetto sono:

  • Clamidia;
  • Gonorrea;
  • Sifilide;
  • Herpes genitale;
  • Tricomoniasi;
  • Infezioni da papilloma virus (HPV);
  • HIV.
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Clamidia (Chlamydia trachomatis)

La clamidia è un'infezione batterica, causata dalla Chlamydia trachomatis, comune soprattutto tra gli adolescenti ed i giovani adulti. Il principale problema di questa malattia è che produce sintomi abbastanza vaghi e sfumati: i disturbi correlati all'infezione non sono sempre riconoscibili dalle persone oppure vengono confusi per condizioni di altro genere.

La clamidia può essere trasmessa a partner sessuali non infetti, soprattutto praticando la fellatio. Il sesso orale non protetto predispone, in particolare, ad infezioni di gola, genitali, urinarie e/o rettali.

Rischio d'infezione da Chlamydia trachomatis con il Sesso Orale Non Protetto

La Chlamydia trachomatis viene trasmessa con rapporti di vario genere, sesso orale non protetto incluso, tra una persona infetta ed una sana. In tal senso, il rischio si nasconde ogni qualvolta vi sia uno scambio di fluidi sessuali sia diretto, che indiretto (ad esempio: attraverso le mani o lo scambio di sex toys).

In caso di rapporti oro-genitali, la clamidia può infettare anche la gola.

Rischi del sesso orale non protetto noti:

  • Praticare una fellatio ad un uomo infetto può provocare l'ingresso della clamidia in gola;
  • Ricevere del sesso orale da un partner con la clamidia in gola può portare alla variante genitale della malattia.

Altri rischi del sesso orale non protetto probabili, che devono essere avvalorati da ulteriori studi scientifici, sono:

  • Se il partner ha la clamidia nella faringe:
    • Il cunnilingus potrebbe provocare l'infezione a livello della vagina o del tratto urinario;
    • L'anilingus potrebbe favorire l'ingresso della Chlamydia trachomatis nel retto.
  • Praticare del sesso orale non protetto ad una donna con infezione vaginale o urinaria da clamidia può provocare l'insorgenza della malattia faringea;

Praticare un anilingus ad un uomo o ad una donna portatori della Chlamydia trachomatis potrebbe provocare l'insorgenza di clamidia in gola.

Sedi d'infezione iniziale

  • Gola;
  • Genitali;
  • Tratto urinario;
  • Retto.

Segni e sintomi iniziali d'infezione

I sintomi della clamidia compaiono da una a tre settimane dopo il contagio. Questa finestra di tempo è rischiosa, poiché in questa fase si può trasmettere la malattia ad altri senza esserne consapevoli.

Nelle donne, il batterio infetta l'uretra e la cervice uterina, e provoca:

  • Bruciori e prurito intimo;
  • Perdite vaginali di colore bianco-giallastro;
  • Fastidiosa sensazione di irritazione.

Se trascurata, la clamidia può causare:

Negli uomini, la clamidia può dar luogo a:

  • Uretriti con bruciore e secrezioni dall'uretra;
  • Sensazione di irritazione e prurito alle parti intime;
  • Infiammazione, ingrossamento e dolore ai testicoli.

Se la clamidia è trasmessa attraverso un rapporto oro-anale, può infettare il retto e provocare dolore, perdite e sanguinamenti.

Trattamento

Considerata la natura batterica dell'infezione, la clamidia viene trattata con antibiotici. La terapia va stabilita in base ai risultati dell'antibiogramma effettuato durante le analisi microbiologiche; con questo test si valuta la suscettibilità del batterio a vari tipi di antibiotici, in modo da identificare il farmaco più efficace. Oltre al soggetto interessato, devono essere trattati anche tutti i partner sessuali avuti fino a 60 giorni prima dell'insorgenza dei sintomi.

Se non viene adeguatamente trattata:

  • La clamidia può condurre, nella donna, ad un'infiammazione della cervice, con serie conseguenze per l'apparato riproduttivo che possono sfociare nella cosiddetta malattia infiammatoria pelvica (PID).
  • Negli uomini, invece, la clamidia può provocare uno stato infiammatorio dell'area genitale (in particolare: epididimite), con il rischio che l'infezione si estenda ad altri organi. Inoltre, possono subentrare danni ai testicoli e infezioni alla prostata.

In entrambi i sessi, la clamidia trasmessa con il sesso orale:

  • Può aumentare il rischio di contrarre l'infezione da HIV;
  • Potrebbe aumentare il rischio di diffusione dell'HIV ai partner sessuali;
  • Può causare artrite reattiva, polmonite e congiuntivite.

Gonorrea (Neisseria gonorrhoeae)

Conosciuta anche come blenorragia (o scolo, nel gergo popolare), la gonorrea è un'infezione causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae, che, per crescere e riprodursi, ha bisogno di un ambiente caldo-umido. Rappresentano habitat ideali, quindi, l'uretra nell'uomo, le vie uro-genitali nella donna e la mucosa anale. Più raramente, il batterio si insedia nella bocca e nella gola, nel retto o, addirittura, a livello oculare.

Rischio d'infezione da Neisseria gonorrhoeae con il Sesso Orale Non Protetto

La gonorrea si trasmette attraverso il sesso orale e rapporti anali o vaginali. Il contagio può avvenire anche per contatto diretto con secrezioni infette, tipicamente con lo sperma o con secrezioni vaginali.

La trasmissione indiretta è meno probabile; il gonococco è, infatti, scarsamente resistente nell'ambiente esterno e viene facilmente inattivato dal calore e dai disinfettanti. Un certo rischio potrebbe essere legato allo scambio di oggetti ad uso erotico, come i vibromassaggiatori durante il rapporto.

Sedi d'infezione iniziale

  • Gola;
  • Genitali;
  • Tratto urinario;
  • Retto.

Segni e sintomi iniziali d'infezione

Nell'uomo, i primi sintomi della gonorrea compaiono dopo 2-7 giorni dal contagio; in un caso su dieci, l'infezione è asintomatica.

 I sintomi più comuni sono:

  • Bruciore durante la minzione;
  • Prurito, arrossamento e gonfiore all'orifizio del pene.

Il segno più evidente rimane comunque la perdita di secrezioni prima sierose, poi purulente, quindi giallo-verdastre; proprio per questa perdita, favorita dalla spremitura del glande, la gonorrea è nota anche come scolo. A volte, possono comparire gonfiore ai testicoli e dolore durante l'erezione e l'eiaculazione.

Nella donna, sono più frequenti decorsi asintomatici: nel 30% circa dei casi, la gonorrea non produce disturbi di rilievo, quindi può passare inosservata per lungo tempo. Quando sono presenti, nella donna i sintomi sono, in genere, lievi e difficilmente distinguibili da altre infezioni vaginali o delle vie urinarie.

Tra i sintomi iniziali si ricordano:

  • Bruciore e difficoltà nell'urinare;
  • Minzioni frequenti e dolorose;
  • Gonfiore ai genitali esterni;
  • Secrezioni vaginali giallastre
  • Perdite di sangue tra un ciclo mestruale e l'altro.

A seconda delle pratiche sessuali, possono insorgere sintomi anche in bocca o in gola, sotto forma di arrossamento o irritazione.

Nella regione ano-rettale, le infezioni sono in genere asintomatiche, ma possono manifestarsi, sia nell'uomo, che nella donna, perdite, sanguinamento, prurito o irritazione, tutti sintomi tipici di una proctite.

Trattamento

La gonorrea è un'infezione batterica, pertanto può essere efficacemente trattata con antibiotici. La guarigione si ottiene, in genere, nel giro di pochi giorni, purché la cura sia tempestiva ed appropriata. Il trattamento va sempre esteso ai recenti partner sessuali, anche se questi non presentano sintomi.

Le infezioni alla gola sono più difficili da trattare rispetto alle infezioni genitali o rettali.

Se non viene trattata adeguatamente, la gonorrea può avere conseguenze gravi e permanenti. Nell'uomo l'infezione può estendersi alla prostata e agli epididimi, che sono piccoli dotti localizzati in ogni testicolo.

Nelle donne, la gonorrea mostra una forte tendenza a cronicizzare ed il batterio può risalire lungo il tratto genitale infettando le tube uterine, e provocando la malattia infiammatoria pelvica (PID). Questa sindrome può provocare febbre accompagnata da dolori addominali e pelvici cronici. Inoltre, rappresenta una delle maggiori cause di sterilità ed aumenta il rischio di aborti e gravidanze extrauterine. Sempre nella donna, l'infezione può raggiungere le ovaie e la cavità addominale, determinando una peritonite.

Sifilide (Treponema pallidum)

La sifilide è una malattia causata da un batterio chiamato Treponema pallidum. L'infezione viene trasmessa principalmente per via sessuale e contatto diretto con le lesioni infette a livello cutaneo e genitale. Il Treponema Pallidum è presente in tutti i liquidi corporei delle persone infette, in particolare in quelli sessuali, quindi nello sperma e nelle secrezioni vaginali e pre-coitali. Per questa ragione, la trasmissione dell'infezione avviene principalmente attraverso rapporti sessuali non protetti, sia genitali, che orali od anali, consumati con una persona infetta e in fase contagiosa.

La malattia ha un decorso molto lungo, suddiviso in vari stadi che, in assenza di trattamento, diventano via via sempre più gravi, fino a danneggiare gravemente molteplici organi e apparati, quali cute, cuore, scheletro e sistema nervoso.

Grazie alla disponibilità di metodi diagnostici validi e all'elevata efficacia dell'antibiotico-terapia, la sifilide è un'infezione controllabile e curabile.

Rischio d'infezione da Treponema pallidum con il Sesso Orale Non Protetto

  • Oltre che nei liquidi sessuali, il batterio è abbondantemente presente anche nelle lesioni provocate dalla sifilide, presenti a livello cutaneo, genitale e delle mucose in genere, comprese quelle della bocca;
  • Praticare il sesso orale non protetto ad un partner che presenta lesioni sifilitiche sui genitali o sull'ano favorisce la trasmissione della malattia;
  • Ricevere del sesso orale non protetto da un partner con sifilide conclamata o un'eruzione sulla bocca o nella gola può condurre alla malattia.

Aree d'infezione iniziale

  • Labbra;
  • Bocca;
  • Gola;
  • Genitali;
  • Ano;
  • Retto.

Segni e sintomi iniziali d'infezione

In genere, i tempi di incubazione della sifilide sono abbastanza lunghi e si estendono dalle 2 alle 12 settimane. Dopo un primo esordio senza sintomi evidenti, la malattia si manifesta con lesioni cutanee e genitali, accompagnate da sintomi simili all'influenza.

Chi ha la sifilide rischia maggiormente di essere contagiato dall'HIV, virus responsabile dell'AIDS, poichè le lesioni cutanee rappresentano una porta di ingresso per il virus.

Trattamento

La terapia antibiotica di elezione per il trattamento della sifilide è a base di penicillina. Solo nei pazienti allergici a questo principio attivo si ricorre ad altri farmaci, come la doxiciclina e la tetraciclina. Il medico si baserà sullo stadio della malattia per stabilire il corretto dosaggio e la durata del trattamento.

Herpes genitale (virus Herpes simplex di tipo 1 e di tipo 2)

L'herpes genitale è una malattia causata dai virus Herpes simplex di tipo 2 (responsabile dell'80-90% circa di tutti i casi) ed Herpes simplex di tipo 1 (cioè lo stesso virus dell'herpes labiale).

Entro una settimana dal contagio, l'infezione da Herpes simplex può dare manifestazioni nel punto di ingresso del virus. Tali manifestazioni possono risultare piuttosto fastidiose, ma è anche possibile che l'herpes simplex non provochi alcun disturbo evidente. A tal proposito, un fattore rilevante nella diffusione dell'herpes genitale è proprio la trasmissione inconsapevole della malattia. Può accadere, infatti, che una persona sia una portatrice sana dell'herpes genitale, e che possa quindi trasmetterlo ad altre persone pur non manifestando alcun sintomo o disturbo legato alla malattia.

Rischio d'infezione erpetica con il Sesso Orale

  • La trasmissione dell'herpes genitale avviene soprattutto attraverso il sesso orale non protetto e rapporti vaginali ed anali. Le probabilità di contagio si nascondono anche dietro il cosiddetto petting: a rischio sono le pratiche come baci, carezze erotiche, sfregamento dei genitali e masturbazione reciproca, in particolare quando le mucose orali o genitali entrano a contatto con fluidi vaginali, secrezioni pre-coitali e sperma. Anche i giocattoli sessuali usati per il piacere sessuale e scambiati durante il rapporto possono rappresentare un veicolo di infezione.
  • Generalmente, l'Herpes simplex di tipo 1 limita la propria azione nella zona della bocca, delle labbra e del naso; tuttavia, durante rapporti sessuali di natura orale questo virus può diffondersi per contatto diretto dei genitali con la mucosa labiale infetta.

Rischi del Sesso Orale Non Protetto

  • Praticare il sesso orale non protetto ad un partner con herpes su genitali, ano, glutei o retto può portare all'infezione erpetica su labbra, bocca o gola;
  • Ricevere del sesso orale non protetto da un partner con infezione erpetica su labbra, bocca o gola può portare all'herpes nell'area genitale, nell'ano o nel retto.

Sedi d'infezione iniziale

  • Labbra;
  • Bocca;
  • Gola;
  • Area genitale;
  • Ano;
  • Retto;
  • Natiche.

Segni e sintomi d'infezione

L'infezione primaria da Herpes virus può essere asintomatica o dare manifestazioni nel punto d'ingresso dell'agente infettivo. Quando presenti, i sintomi dell'herpes genitale compaiono, di norma, 4-7 giorni dopo il contagio. Generalmente, il primo sintomo a comparire è rappresentato da una fastidiosa sensazione di bruciore e formicolio, localizzati nell'area dove poi compariranno le lesioni. Nella fase acuta, infatti, il segno più caratteristico è la comparsa di vescicole rotondeggianti riunite "a grappolo". Queste lesioni sono localizzate sulla mucosa o sulla cute dei genitali e delle aree circostanti.

Nell'arco di pochi giorni, queste vescicole si rompono, riversando il loro contenuto e lasciando delle piccole ulcere dolorose e pruriginose; proprio questo momento coincide con la fase di massima contagiosità. Oltre ai segni genitali, l'infezione primaria può essere complicata da sintomi sistemici, con comparsa di febbre, mal di testa, dolori articolari, malessere generale e difficoltà ad urinare.

Con l'evolversi della malattia, le ulcere lasciate dalla rottura delle vescicole si seccano. Si formano così delle croste che a poco a poco guariscono fino a scomparire, proprio come accade alle lesioni dell'herpes quando compare sulle labbra.

Trattamento

I trattamenti attualmente disponibili non sono in grado di curare l'infezione erpetica in modo definitivo. Tuttavia, la terapia a base di farmaci antivirali è comunque efficace nel ridurre i sintomi e le manifestazioni dell'herpes genitale.

Una caratteristica importante di tutti gli herpes virus è che dopo il contagio e le prime manifestazioni, permangono nell'organismo nascondendosi nei gangli nervosi, dove il sistema immunitario e i farmaci non possono attaccarli. Così rintanati, gli herpes virus rimangono in uno stato latente per lunghi periodi, che possono essere diverse settimane, mesi o anni.

Questa caratteristica si riflette anche sull'andamento dell'herpes genitale, che è tipicamente recidivante; in pratica, la malattia si ripresenta di tanto in tanto, con episodi brevi e, generalmente, meno gravi rispetto all'infezione primaria.

Tricomoniasi (infezione da Trichomonas vaginalis)

La tricomoniasi è un'infezione che colpisce gli organi genitali e le vie urinarie e si trasmette principalmente attraverso rapporti non protetti (sesso orale incluso). Responsabile della malattia è il protozoo Trichomonas vaginalis. L'infezione provoca per lo più disturbi sessuali ed urinari, come vaginiti, uretriti e prostatiti.

Rischio d'infezione con il Sesso Orale Non Protetto

  • Praticare sesso orale ad una donna o ad un uomo con la tricomoniasi a livello dei genitali (vagina e pene) potrebbe causare l'infezione faringea;
  • La diffusione della tricomoniasi con altre pratiche sessuali orali non è stata ancora segnalata.

Sedi d'infezione iniziale

  • Vagina;
  • Pene;
  • Bocca/Gola.

Segni e sintomi iniziali d'infezione

Il periodo di incubazione della tricomoniasi è piuttosto lungo e si estende dai 4 ai 28 giorni. Molto spesso l'infezione da Trichomonas vaginalis non provoca sintomi o disturbi di rilievo, specialmente negli uomini.

Quest'ultimi sono, infatti, più spesso dei portatori asintomatici e solamente nei rari casi in cui l'infezione provoca uretriti o prostatiti possono essere presenti:

  • Irritazioni al glande;
  • Secrezioni uretrali scarse o moderate;
  • Bruciore ad urinare e durante l'eiaculazione.

Rispetto all'uomo, la donna è più soggetta a sviluppare sintomi, dato che l'infezione da Trichomonas vaginalis determina spesso vaginiti, cerviciti e uretriti. La sintomatologia è caratterizzata da un intenso prurito o bruciore ai genitali esterni e alla vagina, con perdite giallo-verdastre, schiumose e, in genere, maleodoranti, talvolta con piccole striature di sangue. Come risultato, il rapporto sessuale può essere doloroso. Sempre nella donna, possono essere presenti disturbi della minzione, come bruciore e necessità di urinare frequentemente. Un altro riscontro piuttosto comune, identificabile durante una visita ginecologica, è quello della cosiddetta "cervice a fragola". Questo similitudine deriva dalla tipica presenza di piccole macchie rossastre sulla superficie della mucosa cervicale e sulla parete della vagina.

Trattamento

Se il trattamento della tricomoniasi è tempestivo, la guarigione è rapida. La terapia della tricomoniasi si basa in particolare sull'assunzione di antibiotici specifici, come il metronidazolo o il tinidazolo.

Infezioni da papilloma virus (HPV)

L'HPV è un agente infettivo caratterizzato da un'ampia variabilità genetica: se ne conoscono oltre 100 sierotipi che possono infettare l'uomo. Alcuni di questi sono responsabili di lesioni benigne della pelle e delle mucose, come verruche, condilomi o papillomi. Altri ceppi virali hanno, invece, un potenziale oncogeno, cioè sono in grado di produrre lesioni che possono evolvere in un senso neoplastico.

In particolare, il papilloma virus rappresenta il principale fattore di rischio per il tumore della cervice uterina.

Rischio d'infezione con il Sesso Orale Non Protetto

L'infezione genitale da HPV si può trasmettere con il sesso orale, oltre che con i rapporti vaginali ed anali. Tra le modalità di contagio si devono includere anche i contatti intimi manuali e lo scambio di giocattoli sessuali contaminati da persone infette.

L'utilizzo del preservativo, in questo caso, ha un efficacia solo parziale nel prevenire l'infezione, poiché il contatto con il virus può avvenire tra le parti non coperte dal profilattico. In generale, il contagio può avvenire soprattutto se ci sono cellule virali attive e se sono presenti lacerazioni, tagli o abrasioni nella pelle o nelle mucose.

La trasmissione del virus HPV può avvenire anche in modo indiretto. A rischio sono, in particolare, i luoghi che ospitano molte persone, come bagni pubblici, spogliatoi o piscine, dove è possibile il contatto con superfici in precedenza utilizzate da portatori dell'infezione.

Aree d'infezione

  • Bocca;
  • Gola;
  • Area genitale;
  • Vagina;
  • Cervice;
  • Ano;
  • Retto.

Segni e sintomi d'infezione

Verruche genitali (papillomatosi) - Alcuni HPV sono implicati nell'insorgenza delle verruche, dette anche condilomi acuminati o creste di gallo. Queste lesioni possono essere localizzate sui genitali esterni, nella vagina, intorno all'ano e sul perineo ed appaiono come piccole escrescenze o protuberanze, in rilievo o piatte, talvolta disposte a grappolo. Nella maggior parte dei casi, non causano dolore, ma possono provocare fastidio, prurito o disagio. Queste lesioni hanno un potenziale oncogeno molto scarso. Tuttavia, sono molto infettive, per cui vanno trattate. Le verruche possono presentarsi anche in sedi extra-genitali, come nella cavità orale e su mani, piedi o viso.

Infezione della cervice – I ceppi di HPV potenzialmente oncogeni producono un'infezione subdola, poichè a differenza dei condilomi non si manifesta in modo evidente. L'infezione da HPV è caratterizzata da modificazioni asintomatiche a carico delle mucose genitali, tipicamente del collo uterino.

L'assenza di sintomi, tra l'altro, ne favorisce la diffusione, poiché la maggior parte degli individui affetti non è consapevole del processo infettivo in corso. Ad ogni modo, ci sono alcuni segnali che possono far pensare ad un'infezione uterina e possono mettere in allerta. Tra i sintomi più comuni ricordiamo il sanguinamento inconsueto, soprattutto dopo il rapporto sessuale, e il dolore nella parte bassa della schiena o alla minzione.

Trattamento

Attualmente, non esiste una cura per l'infezione da HPV. È possibile, però, trattare con successo le lesioni pretumorali provocate dal virus. Occorre segnalare che le lesioni da HPV vanno spesso incontro a regressione spontanea, per cui molti casi di displasia lieve non si trattano, ma vengono solo monitorati nel tempo. Quando necessario, le lesioni precancerose della cervice uterina vengono invece rimosse con piccole procedure chirurgiche conservative o mediante laserterapia. Nei casi in cui il tumore sia già sviluppato le opzioni terapeutiche comprendono l'asportazione parziale o totale dell'utero, la chemioterapia e la radioterapia.

Per quanto riguarda le verruche genitali, si effettua, in genere, un'applicazione di soluzioni chimiche o un trattamento laser.

Quali altre Malattie si possono contrarre con il Sesso Orale Non Protetto?

Oltre alle malattie sessualmente trasmissibili, il sesso orale non protetto può favorire altre infezioni come E. coli, Shigella, virus dell'epatite A e parassiti intestinali (tra cui Entamoeba histolytica, responsabile dell'amebiasi).

Prevenzione

Sesso Orale Non Protetto: cosa fare per prevenire le MST?

Durante i rapporti di sesso orale non protetto, è possibile ridurre le probabilità di contrarre o tramettere malattie sessualmente trasmissibili utilizzando:

  • Preservativo;
  • Diga dentale;
  • Altro metodo di barriera.

Per il sesso orale sul pene (fellatio):

  • Coprire il pene con un preservativo in lattice non lubrificato;
  • In caso di allergia al lattice (propria o del partner), è possibile ricorrere ai profilattici in ​poliuretano.

Per il sesso orale sulla vagina (cunnilingus) o sull'ano (anilingus):

  • Posizionare tra la bocca e la vagina o l'ano del partner una diga dentale o, in alternativa, ricavare un quadrato tagliando un preservativo.

Come ridurre i rischi del Sesso Orale Non Protetto

Le strategie per prevenire le MST si basano soprattutto sull'adozione di comportamenti sessuali responsabili.

In particolare, per ridurre le possibilità di contrarre un'infezione con il sesso orale, è importante ricordare che:

  • Il metodo più efficace nel prevenire le malattie a trasmissione sessuale prevede d'indossare il preservativo prima di iniziare il rapporto. L'uso corretto del profilattico non solo ostacola la trasmissione delle infezioni attraverso i liquidi organici, ma riduce anche il rischio di contrarre malattie per semplice contatto fra i genitali, come nel caso dell'herpes genitale, dei condilomi acuminati e della sifilide. In quest'ultimi casi, la protezione offerta è parziale, in quanto il contagio potrebbe avvenire per contatto di aree non coperte dal profilattico.
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  • L'eventuale terapia delle infezioni contratte con il sesso orale non protetto deve coinvolgere anche il partner, anche quando quest'ultimo non manifesta sintomi. Questa precauzione è importante per limitare la diffusione della malattia ad altre persone ed evitare l'effetto ping-pong, cioè il continuo passaggio dell'infezione da un partner all'altro. Durante il trattamento, inoltre, è importante astenersi dai rapporti sessuali. Spesso, nelle donne e negli uomini sessualmente attivi viene raccomandato un controllo entro 3-6 mesi dal termine della terapia, vista l'elevata incidenza di recidive in questo tipo di infezioni, per accertare l'avvenuta eradicazione.
  • Un'igiene intima insufficiente, non corretta o eccessiva, specie con prodotti non adatti, può facilitare le infezioni. È importante usare prodotti specifici e delicati, in modo da non alterare l'equilibrio delle mucose. Inoltre, è bene indossare della biancheria intima in fibre naturali, come il cotone, ed evitare capi in nylon, microfibra e indumenti troppo stretti, che possono ostacolare la naturale traspirazione della pelle.

Per concludere, è utile ricordare che, in generale, le infezioni, non solo quelle trasmissibili con il sesso orale, si possono facilmente prevenire con alcuni accorgimenti:

  • Lavare le mani, prima e dopo aver fatto uso della toilette;
  • Non condividere mai: biancheria intima o da bagno, giocattoli sessuali, spazzolini da denti, farmaci o siringhe.
Giulia Bertelli

L'autore

Giulia Bertelli

Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici