Scintigrafia
Ultima modifica 26.05.2020
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos'è
  3. Come Funziona
  4. Indicazioni
  5. Preparazione
  6. Procedura
  7. Rischi
  8. Controindicazioni
  9. Risultati

Generalità

La scintigrafia è una tecnica diagnostica di medicina nucleare, che permette di studiare l'anatomia e la funzionalità di diversi organi importanti del corpo umano.

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2020/05/26/scintigrafia-orig.jpeg Shutterstock

Compresa nell'elenco delle procedure di diagnostica per immagini, la scintigrafia si basa sul rilevamento, tramite un apposito apparecchio, delle radiazioni emesse da un radiofarmaco dopo la sua somministrazione.
La scintigrafia trova impiego nella diagnosi di patologie e tumori a carico di organi quali cuore, cervello, polmoni, tiroide, ossa, reni e fegato; è utile nell'individuazione delle coronaropatie e dell'attacco di cuore; infine, è di aiuto nel monitorare l'esito di alcuni interventi chirurgici.
La scintigrafia prevede il rispetto di poche norme preparatorie, presenta alcuni rischi ed è controindicata a certe categorie di pazienti.

Cos'è

Cos’è la Scintigrafia?

La scintigrafia è una tecnica diagnostica di medicina nucleare, che sfrutta le radiazioni emesse da un radiofarmaco dopo la sua somministrazione per creare immagini relative all'anatomia e alla funzionalità di organi importanti come cuore, cervello, polmoni, tiroide, ossa, reni e fegato.

La scintigrafia rientra tra le procedure di diagnostica per immagini, come per esempio la TAC o la PET; a eseguirla e a interpretarne i risultati è un medico radiologo specializzato in medicina nucleare.

Come Funziona

Cos’è la Medicina Nucleare?

La medicina nucleare è quella branca della medicina che si fonda sull'impiego a scopo diagnostico o terapeutico di sostanze radioattive, meglio note come radiofarmaci o traccianti radioattivi.

Un radiofarmaco è un medicinale iniettabile, che contiene radionuclidi, ossia isotopi radioattivi.

Una volta iniettati, questi particolari preparati interagiscono specificatamente con un determinato tessuto biologico (come un normale farmaco) e, in virtù delle loro proprietà radioattive, sono monitorabili nel loro diffondersi attraverso un'apposita strumentazione di rilevazione della radioattività, il cui nome è gamma-camera.

La gamma-camera è un complesso strumento capace di tradurre in immagini il modo in cui il radiofarmaco si è distribuito all'interno dell'organismo. 

Come funziona la Scintigrafia

Il funzionamento della scintigrafia ricalca quanto detto poc'anzi in merito alla medicina nucleare.
Questa tecnica diagnostica, infatti, prevede l'impiego di una gamma-camera per rilevare le radiazioni emesse da un radiofarmaco (o tracciante radioattivo) precedentemente somministrato.

La gamma-camera elabora le radiazioni rilevate e le traduce in immagini bidimensionali.
Tale operazione permette un'analisi altamente precisa di sede, forma, dimensioni, particolarità anatomiche e funzionalità dell'organo o del tessuto in esame.

È molto importante segnalare che è la natura del farmaco a determinare l'organo o il tessuto in cui andrà a distribuirsi il radiofarmaco e con il quale interagirà; questo vuol dire che la scelta del preparato farmacologico non è casuale, ma dipende da ciò che si vuole osservare mediante scintigrafia (es: per la scintigrafia tiroidea serve un radiofarmaco allo iodio, mentre per la scintigrafia miocardica un radiofarmaco al tallio).

Scintigrafia: alcune differenze con TAC e PET

  • Diversamente dallo strumento per la TAC, per la PET o normali raggi X, la scintigrafia non emette radiazioni, ma le rileva; essa, infatti, capta le radiazioni emesse dal paziente, una volta iniettatogli il radiofarmaco.
  • Mentre la scintigrafia crea immagini bidimensionali, TAC e PET creano immagini tridimensionali.

Indicazioni

A Cosa Serve la Scintigrafia?

La scintigrafia consente di identificare condizioni che compromettono l'anatomia e/o la funzione dell'organo "bersaglio" del radiofarmaco; inoltre, in alcuni casi, permette anche di valutare se un certo trattamento applicato per la cura di una qualche patologia sta avendo successo oppure no.

La scintigrafia è molto importante in oncologia, in quanto è procedura valida all'individuazione dei tumori.

Di seguito, sono riportate le potenzialità diagnostiche delle varie tipologie di scintigrafia eseguibili oggi.

Scintigrafia Miocardica

La scintigrafia miocardica (o scintigrafia cardiaca) è utile nella diagnosi di coronaropatia e attacco di cuore.

Inoltre, può servire per valutare gli esiti di un intervento di bypass coronarico o di angioplastica coronarica con stenting.

Scintigrafia Tiroidea

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2020/05/26/scintigrafia-indicazioni---scintigrafia-tiroidea-orig.jpeg Shutterstock

La scintigrafia tiroidea consente di studiare a fondo l'anatomia e soprattutto la funzionalità della tiroide.

Dal punto di vista diagnostico, può servire come tecnica per individuare:

Scintigrafia Renale

La scintigrafia renale permette la diagnosi di numerose condizioni, tra cui, tanto per citare le principali, l'insufficienza renale, le cisti e i tumori renali, la glomerulonefrite, l'ostruzione delle arterie renali, le anomalie nel flusso di urina all'interno dei reni, l'idronefrosi, l'ipertensione nefrovascolare e l'ascesso renale.

La scintigrafia renale, inoltre, consente di valutare l'esito di un trapianto di rene.

Scintigrafia Ossea

La scintigrafia ossea consente di individuare:

La scintigrafia ossea è poi utile nel valutare gli effetti, a livello dello scheletro, di trattamenti quali la radioterapia e la chemioterapia, e nel monitorare l'inserimento di una protesi ortopedica.

Scintigrafia Epatica

La scintigrafia epatica permette l'individuazione di malattie croniche del fegato (es: cirrosi epatica), tumori epatici e angiomi al fegato.

Scintigrafia Polmonare

Anche nota come scintigrafia polmonare perfusoria, la scintigrafia polmonare individua condizioni come l'embolia polmonare, il tumore al polmone, l'enfisema polmonare e la sarcoidosi.

Inoltre, consente uno studio approfondito della circolazione sanguigna lungo le arterie polmonari (perfusione) e degli scambi gassosi che avvengono all'interno dei polmoni.

Scintigrafia Cerebrale

La scintigrafia cerebrale è di supporto alla diagnosi di tumori al cervello e di alterazioni a carico della circolazione sanguigna cerebrale.

Scintigrafia per lo studio delle Vie Biliari

Conosciuta anche come colescintigrafia, la scintigrafia per lo studio delle vie biliari è di aiuto nell'individuazione dei calcoli biliari (colelitiasi), delle fistole biliari e dei tumori a carico della cistifellea.

Scintigrafia delle Paratiroidi

La scintigrafia delle paratiroidi è tra i test diagnostici utili al riconoscimento dell'adenoma paratiroideo, un tumore benigno che causa iperparatiroidismo.

Preparazione

Come prepararsi alla Scintigrafia

Di norma, la scintigrafia non richiede una preparazione particolare; infatti, le sole norme preparatorie a cui il paziente deve attenersi sono:

  • Comunicare al medico che prescrive la scintigrafia qualsiasi assunzione farmacologica in atto in quel momento, poiché esistono medicinali, alcuni anche molto diffusi, capaci di inquinare i risultati dell'esame diagnostico in questione. Tra i medicinali che, se in uso, possono alterare l'esito della scintigrafia, si segnalano in particolare: gli ACE-inibitori (per la cura dell'alta pressione e di alcune patologie di cuore), i beta-bloccanti (anche loro per la cura dell'ipertensione e delle patologie cardiache), i diuretici, i FANS (compresi aspirina e ibuprofene).
    Una volta che il paziente ha comunicato i farmaci che sta assumendo, il medico deciderà il da farsi: per esempio, una possibile soluzione è la richiesta di interrompere momentaneamente l'assunzione farmacologica in corso e riprenderla solo dolo l'esecuzione della scintigrafia renale.
  • Riferire sempre al medico che prescrive la scintigrafia qualsiasi eventuale allergia e condizione patologica in atto o del recente passato.
    Nel caso in cui la paziente sia una donna, comunicare anche un'eventuale stato di gravidanza o presunto tale.
  • Nelle ore di poco precedenti alla scintigrafia, bere in abbondanza (almeno 1 litro d'acqua) in modo tale che, al momento dell'esame, la vescica sia piena.
  • Presentarsi all'esame privi preferibilmente di gioielli o indumenti con parti in metallo, in quanto questi potrebbero interferire con il buon esito della scintigrafia.

Scintigrafia: è previsto un digiuno?

Salvo diversa indicazione da parte del medico, il digiuno non rientra tra le norme preparatorie. Pertanto il paziente può alimentarsi com'è sua consuetudine.

Scintigrafia: come vestirsi?

In occasione di un elettrocardiogramma, è consigliabile vestirsi con abiti comodi, specialmente se l'esame prevede anche il test da sforzo.

Procedura

Scintigrafia: come si esegue

Per prima cosa, il paziente deve privarsi temporaneamente di tutti gli oggetti e gli indumenti che potrebbero interferire con il buon esito della scintigrafia renale; dopodiché, deve sdraiarsi su un apposito lettino scorrevole, il quale serve a posizionarlo in un momento successivo all'interno della gamma-camera (per certi versi, quest'ultima assomiglia molto allo strumento per la TAC).

Per disporsi correttamente sul lettino il paziente può contare sull'aiuto di un membro dello staff medico, in genere un tecnico del reparto di medicina nucleare o un infermiere generico.

A questo punto, con il paziente coricato e prima dell'introduzione di quest'ultimo nella gamma-camera, interviene il medico nucleare, il quale, grazie anche alla collaborazione di un infermiere professionale, effettua l'iniezione del radiofarmaco necessario alla scintigrafia renale.
L'iniezione del radiofarmaco avviene, di norma, in una vena del braccio o della mano; il radiofarmaco impiega qualche minuto a distribuirsi, attraverso il sangue, negli organi oggetto d'indagine.

Trascorso il tempo necessario affinché il radiofarmaco raggiunga gli organi "bersaglio", può finalmente avvenire l'introduzione del paziente, tra le piastre della gamma-camera, e avere inizio la rilevazione della radioattività.

Durante la raccolta delle immagini tramite gamma-camera, il paziente deve rimanere immobile; i suoi movimenti, infatti, potrebbero alterare l'esito dell'esame diagnostico e la precisione delle immagini.

Una volta acquisite le immagini necessarie a una valutazione dettagliata dello stato di salute dell'organo o del tessuto "bersaglio", il medico nucleare dichiara conclusa la scintigrafia e permette l'estrazione del paziente dalla gamma-camera, estrazione di cui si occupa un tecnico del reparto o un infermiere generico.

Una volta rivestitosi, il paziente può tornare immediatamente a casa e riprendere le sue normali attività quotidiane, salvo diversa indicazione medica.

Lo sapevi che…

Seppur raramente, la somministrazione del radiofarmaco può avvenire anche per via orale, tramite capsula.

È da segnalare, inoltre, che la distribuzione in un dato organo o tessuto di un certo radiofarmaco può richiedere molte ore; in tali frangenti, pertanto, la somministrazione del tracciante avviene con largo anticipo rispetto alla fase di rilevamento della radioattività tramite gamma-camera.

Scintigrafia: quanto dura?

La scintigrafia può durare dai 20 minuti alle 2 ore.
La sua durata dipende dallo scopo (se è renale, se tiroidea ecc.) e dal numero di immagini che il medico nucleare ha intenzione di raccogliere, per formulare una diagnosi accurata.

Cosa fare subito dopo la Scintigrafia?

Per quanto concerne la fase immediatamente successiva alla scintigrafia, il medico si limita a raccomandare al paziente di bere molta acqua, per favorire l'eliminazione naturale del radiofarmaco.

Dopo la Scintigrafia per quanto tempo si è radioattivi?

Una persona sottoposta a scintigrafia continua a emettere radiazioni per un tempo che varia in funzione della decadenza del radiofarmaco impiegato: esistono radiofarmaci che decadono in uno o pochi giorni e radiofarmaci che, invece, presentano tempi di decadenza dell'ordine di settimane.

È importante segnalare che, in attesa che decada la radioattività del tracciante, il paziente dovrebbe evitare il contatto ravvicinato e prolungato con bambini e donne incinte.

Scintigrafia: le sensazioni del paziente durante la procedura

Nel corso di un esame come la scintigrafia, il paziente potrebbe provare una sorta di fastidio al momento dell'inserimento dell'ago necessario all'iniezione del radiofarmaco.

Dopo l'iniezione, inoltre, potrebbe avvertire uno strano sapore metallico.

Infine, è da segnalare che i pazienti che faticano a rimanere immobili, potrebbero sentirsi a disagio dopo poco tempo; tuttavia l'immobilità è una condizione fondamentale per il buon esito dell'esame.

Scintigrafia: perché il rientro a casa potrebbe posticipare

Il paziente potrebbe dover posticipare il rientro a casa, nel caso in cui dalla scintigrafia emergessero immagini poco chiare, che impongono la ripetizione dell'esame.

Rischi

Scintigrafia: quali rischi comporta?

La scintigrafia è, secondo l'attendibile opinione di medici ed esperti, una procedura sicura.
Tuttavia, è bene ricordare che:

  • Prevede l'esposizione del paziente a una dose di radiazioni nocive (derivanti dal tracciante radioattivo impiegato).
    Entità del rischio? Fortunatamente la dose di radiazioni è minima.
  • In alcuni soggetti, i radionuclidi che costituiscono i radiofarmaci potrebbero dar luogo a spiacevoli reazioni allergiche (reazioni anafilattica).
    Entità del rischio? Le reazioni allergiche post-scintigrafia sono un'evenienza davvero molto rara, che riguardano pochissimi pazienti.
  • Data la nascita relativamente recente della medicina nucleare, sono sconosciuti gli effetti che quest'ultima può avere a lungo termine sulla salute dell'essere umano.
  • L'ago impiegato per l'iniezione del radiofarmaco potrebbe essere responsabile di una piccola ferita e rossore, laddove è inserito.
    Entità del rischio? Ferita e rossore si risolvono nel giro di 24-48 ore.

Controindicazioni

Esistono Controindicazioni alla Scintigrafia?

Rappresentano sicuramente una controindicazione alla scintigrafia: la gravidanza, l'allattamento al seno e la mancata interruzione dei trattamenti farmacologici a base di ACE-inibitori.
Occorre precisare che si tratta di controindicazioni relative.

Scintigrafia e Claustrofobia

Di norma, la claustrofobia non rappresenta una controindicazione alla scintigrafia, in quanto la strumentazione impiegata nella procedura è aperta e poco opprimente.

Risultati

Scintigrafia: quando sono disponibili i Risultati?

A seconda della gravità delle condizioni in cui versa il paziente, i risultati della scintigrafia possono essere disponibili subito (accade in presenza di gravi patologie) o dopo qualche giorno (succede in presenza di malattie di moderata entità clinica).

Una volta che il paziente avrà ricevuto i risultati, sarà sua cura mostrarli al proprio medico curante, affinché questo possa consultarli e prendere tutte le decisioni del caso.

Vantaggi della Scintigrafia

  • Fornisce informazioni sull'anatomia e sulla fisiologia (funzione) dell'organo "bersaglio", che nessun'altra procedura diagnostica è in grado di assicurare;
  • Permette l'identificazione di numerose condizioni;
  • È meno costosa e meno invasiva della chirurgia esplorativa;
  • Consente il monitoraggio di determinati trattamenti (es: esito di trapianti);
  • È una procedura a basso rischio.

Limiti della Scintigrafia

  • La definizione delle immagini fornite dalla scintigrafia potrebbe essere inferiore a quella delle immagini garantite da una TAC o una risonanza magnetica.
  • Per alcuni tipi di scintigrafia servono molte ore per la distribuzione del tracciante all'organo "bersaglio".

Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza