Regolo Ostetrico (Ruota della Gravidanza): Cos’è? Come Funziona? A Cosa Serve?

Generalità

Il regolo ostetrico è uno strumento utilizzato da ostetriche e ginecologi per datare la gravidanza e stimare il giorno più probabile del parto.

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Nonostante siano calcoli approssimativi, in funzione di queste indicazioni è possibile:

  • Programmare i controlli previsti durante la gestazione;
  • Monitorare che lo sviluppo del feto all'interno dell'utero proceda secondo i normali ritmi fisiologici;
  • Conoscere la presunta data in cui nascerà il bambino, quindi prepararsi all'evento.

Quando usa il regolo ostetrico, il ginecologo prende a riferimento l'inizio dell'ultima mestruazione e tiene in considerazione una durata gestazionale media pari a 280 giorni, vale a dire 40 settimane.

Il risultato che si ottiene fornisce una datazione della settimana di gravidanza in cui la donna si trova e, di conseguenza, stabilisce il giorno in prossimità del quale potrebbe verificarsi la nascita del bambino.

Cos’è

Premessa: come viene datato l'inizio della gravidanza?

Per datare la gravidanza, i medici si riferiscono, in genere, al giorno d'inizio dell'ultima mestruazione. Se la gestazione procede normalmente, senza complicazioni, ha una durata media di 280 giorni, pari a 40 settimane a partire dal giorno preso come riferimento. Tuttavia, una gravidanza fisiologica più concludersi con tranquillità anche tra le 37 e le 42 settimane.

Cos'è il Regolo Ostetrico?

Il regolo ostetrico è uno strumento che permette di:

  • Sapere in quale periodo della gravidanza si trovano la futura mamma ed il suo bambino;
  • Calcolare la presunta data del parto a termine.

Se i cicli mestruali sono di 28-30 giorni e la gravidanza procede senza problemi, il parto può verificarsi in un momento qualsiasi, compreso tra due settimane prima e due settimane dopo la data prevista. Per una migliore approssimazione del calcolo ottenibile con il regolo ostetrico, comunque, è possibile prendere in considerazione alcuni fattori individuali (come la data della presunta ovulazione o del rapporto sessuale fecondante).

L'informazione fornita dal regolo ostetrico rientra tra i dati raccolti nell'anamnesi dal ginecologo e contribuisce, quindi, a monitorare i parametri di crescita fetale, che andranno poi sostenuti da analisi di laboratorio, indagini ecografiche ed altre valutazioni mediche.

Regolo Ostetrico: com'è fatto?

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Il regolo ostetrico è uno strumento composto da due dischi di cartoncino numerati e sovrapposti. Le ruote - una inferiore ed una superiore - sono unite al centro da un occhiello, che consente loro di poter girare indipendentemente in senso orario ed antiorario.

  • La ruota inferiore (più grande) del regolo ostetrico è suddivisa in 12 sezioni, una per ogni mese dell'anno, a loro volta graduate con i giorni del mese;
  • Il disco superiore (più piccolo) riporta, invece, le 40 settimane di gravidanza suddivise nei 3 trimestri. Questa parte del regolo ostetrico può riportare anche informazioni utili, come le prove diagnostiche previste nel corso della gravidanza o le fasi dello sviluppo fetale.

La data presunta del parto si calcola aggiungendo nove mesi ed una settimana (280 giorni, appunto) al primo giorno dell'ultima mestruazione. Sulla base di queste informazioni, il medico fa girare la ruota inferiore del regolo ostetrico, confermando o meno il calcolo delle settimane di gravidanza effettuato dalla gestante o dalla coppia.

Nel regolo ostetrico, la data prevista per il parto è indicata da una freccia. In funzione di questo risultato, il ginecologo programma insieme alla gestante il calendario con le varie ecografie e le visite di controllo per monitorare la gravidanza.

Regolo ostetrico: sinonimi e terminologia

Il regolo ostetrico è noto anche come ruota della gravidanza, gestogramma, disco gestazionale e P-Ruler (abbreviazione del termine inglese "Pregnancy Ruler"). In gergo comune, a volte, si può sentire parlare di "ruzzola" o "rotella" ostetrica.

Per meglio intenderci, poi, va ricordato che:

  • La durata della gravidanza è espressa in 40 settimane complete, che equivalgono a: 280 giorni, 10 mesi lunari o 9 mesi solari più una settimana.
  • Dal momento del concepimento a quello del parto, dovrebbero trascorrere circa 266 giorni, se si considera che la durata della fase luteinica (post-ovulatoria) è in media di 14 giorni (può variare da 9 a 16 giorni).

A cosa serve

Regolo Ostetrico: perché viene utilizzato?

L'uso del regolo ostetrico è un importante riferimento per stabilire l'età gestazionale in un determinato momento.

In altre parole, questo strumento permette di calcolare i tempi in gravidanza e, considerando che ogni periodo della gestazione corrisponde ad una fase specifica di crescita del feto, il regolo ostetrico è utile a:

  • Monitorare lo sviluppo del bambino all'interno dell'utero;
  • Stabilire la data probabile del concepimento ed il giorno previsto per il parto;
  • Indicare alla futura mamma le scadenze da non dimenticare, come i controlli medici previsti durante la gestazione (esami del sangue, ecografie ecc.).

Il regolo ostetrico è utile anche per indicare il piano assistenziale ideale per la futura mamma: un bambino prematuro potrebbe avere bisogno di maggiori cure, così come una gestazione che si protrae oltre le 42 settimane rende necessaria un'induzione del travaglio.

Come si utilizza

Regolo Ostetrico: come si calcola la data presunta del parto

Per convenzione, il calcolo delle settimane di gravidanza prende come riferimento il primo giorno dell'ultima mestruazione: considerando che una gestazione "standard" dura 280 giorni, occorre aggiungere sette giorni e sottrarre tre mesi a questa data (regola di Naegele).

Nella pratica, il regolo ostetrico viene utilizzato dal ginecologo inserendo la data corrispondente al giorno in cui è comparso l'ultimo flusso mestruale. Si ottiene così l'epoca presunta del parto a termine.

Da sapere

La regola di Naegele è basata su cicli mestruali di 28 giorni, con un'ovulazione presupposta al 14° giorno.

Regolo Ostetrico: quali dati servono

La data del parto che risulta dal regolo ostetrico si basa su due informazioni principali:

  1. Giorno d'inizio dell'ultima mestruazione

La durata della gravidanza viene calcolata in settimane complete, a partire dal primo giorno dell'ultimo flusso mestruale: per questo motivo, è importante conoscere con certezza questa data.

  1. Durata "standard" della gravidanza

La durata della gravidanza è convenzionalmente stabilita in 40 settimane (cioè 9 mesi più 7 giorni). Quest'arco di tempo è comunque approssimativo, tanto che i parti avvenuti in leggero anticipo o posticipo, tra la trentasettesima e la quarantunesima settimana di gestazione rientrano comunque nella normalità.

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Per datare la gravidanza, durante l'anamnesi, il ginecologo applica la regola di Naegele:

  • Prendendo come riferimento la data corrispondente al 1° giorno d'inizio dell'ultima mestruazione (1) si aggiungono 7 giorni, si sottraggono 3 mesi e si aggiunge un anno. Semplificando questa formula, si aggiungono 9 mesi più 7 giorni (2) al primo giorno dell'ultima mestruazione.

Nel caso, ad esempio, la data d'inizio dell'ultima mestruazione sia il 4 giugno, l'epoca presunta del parto sarà l'11 marzo dell'anno successivo.

In realtà, con il regolo ostetrico questo calcolo è "automatico" e molto semplice:

  • Il medico posiziona la freccia riportata sul disco interno in corrispondenza del giorno e del mese riferiti dalla donna come data d'inizio dell'ultima mestruazione, quindi legge la durata della gestazione in settimane complete per difetto (es. 40 settimane + 6 giorni = 40 settimane). Il regolo ostetrico indicherà, inoltre, la data probabile del concepimento, il giorno previsto per il parto e le scadenze da non dimenticare, come le varie visite di controllo.

Come già anticipato, il calcolo del regolo ostetrico è indicativo.

Per una migliore approssimazione del risultato, è possibile tenere in considerazione:

  • Data della presunta ovulazione

Ipotizzando una certa regolarità dei cicli mestruali, il termine della gravidanza può essere calcolato con il regolo ostetrico partendo dal presunto giorno d'ovulazione, tenendo presente che questa avviene sempre 14 giorni prima dell'ultimo flusso (fase luteinica) e, mediamente, 14 giorni dopo l'inizio dell'ultima mestruazione (fase follicolare).

In termini pratici, anziché aggiungere 7 giorni, nel regolo ostetrico, al 1° giorno d'inizio dell'ultima mestruazione se ne calcolano 14 dalla data della presunta ovulazione. Va precisato, però, che stabilire con precisione questo giorno è più complesso per una donna, se si esclude il ricorso agli stick ovulatori o ad altri sistemi per conoscere esattamente quando avviene la fase ovulatoria.

Le variabilità che intervengono nel ciclo ovulatorio, inoltre, sono maggiori: pur presentando una durata media di circa 14 giorni, la fase follicolare può subire delle forti oscillazioni, che vanno da 1 a 3 settimane. Per la maggior parte delle donne, invece, la fase luteinica (periodo che va dall'ovulazione all'inizio delle mestruazioni) è più costante e dura in media 14 giorni.

  • Data del presunto concepimento (se noto)

L'esatto giorno del concepimento è un buon punto di partenza per calcolare con il regolo ostetrico la presunta data del parto che, indicativamente, avverrà al termine del 266° giorno dopo quello del coito fecondante.

Tuttavia, per la donna o la coppia, ricordare quest'informazione potrebbe non essere un processo così immediato, poiché dovrebbe essere stato consumato un unico ed isolato rapporto sessuale non protetto dopo le ultime mestruazioni.

A prescindere dal fatto che questa data sia fruibile per calcolare la data del presunto parto, è possibile utilizzare il regolo ostetrico per andare a ritroso, cioè stabilire l'età concezionale: con un certo margine di errore, calcolato in eccesso o in difetto, questo strumento permette di stabilire il giorno del concepimento.

A tal proposito, va ricordato che si parla di età concezionale quando la durata della gravidanza viene calcolata a partire dal momento del presunto concepimento. L'età gestazionale è stabilita contando, invece, dal primo giorno dell'ultima mestruazione.

Regolo Ostetrico: quanto è preciso il calcolo?

Nelle donne con ciclo mestruale regolare, il calcolo del regolo ostetrico può essere considerato attendibile nel fornire una datazione approssimativa della settimana di gravidanza e, di conseguenza, una data a partire dalla quale potrebbe nascere il bambino.

Va sempre ricordato, infatti, che si tratta di un'indicazione: la gestazione dura in media 40 settimane, ma si potrebbe partorire in un giorno qualsiasi a partire dalla 38esima settimana fino alla 42esima.

In ogni caso, la stima del regolo ostetrico è un punto di partenza: quest'informazione può essere stabilita con una migliore approssimazione tramite un controllo ecografico e gli altri accertamenti medici che vengono eseguiti nel corso della gestazione.

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Uno degli esami che consente di "aggiustare" un risultato del regolo ostetrico è l'ecografia del primo trimestre (detta anche ecografia di datazione). Quest'esame permette, infatti, l'osservazione della camera gestazionale e delle dimensioni dell'embrione, consentendo al ginecologo di confermare o correggere la stima iniziale (parto presunto troppo precoce o tardivo), datando l'inizio della gravidanza con un margine di errore molto basso, vicino ai 3 giorni.

Alcune considerazioni

A questo punto, occorre sottolineare alcuni concetti relativi all'uso del regolo ostetrico:

  • La data del parto prevista dal regolo ostetrico è difficile che coincida proprio con quella effettiva. Tuttavia, se i cicli mestruali sono regolari (cioè si verificano in media ogni 28-30 giorni) e la gravidanza procede normalmente (senza problematiche), il parto può avvenire in un momento qualsiasi compreso nei 15 giorni precedenti o successivi alla data prevista. Durante le ecografie di controllo, il ginecologo sarà in grado di fornire una datazione più precisa basandosi su parametri relativi alla crescita e allo sviluppo del feto, confermando o meno la datazione effettuata con il regolo ostetrico e/o il calcolo delle settimane di gravidanza.
  • Il calcolo delle settimane di gravidanza si fa partire dalla data delle ultime mestruazioni. Questo riferimento è l'unico certo in possesso della donna, se si esclude il ricorso al test di ovulazione o il monitoraggio della temperatura basale. Se la futura mamma non ricorda il giorno d'inizio dell'ultima mestruazione è possibile che la datazione della gravidanza con il regolo ostetrico non risulti corretta o precisa.
  • Il calcolo fatto sulla base del regolo ostetrico è tanto più veritiero, quanto più regolari sono i cicli mestruali: nel datare le settimane di gravidanza, la lunghezza media dei cicli mestruali viene considerata nell'intervallo compreso tra 22 e 45 giorni, ma il valore di riferimento (fisiologico) è un ciclo che si ripete regolarmente ogni 28 gg. Va ricordato che è possibile una certa variabilità individuale, cioè la durata del ciclo può cambiare di mese in mese, per l'intervento di diversi fattori. In altre parole, se una donna ha un ciclo di 28 gg, ma nella fase preconcezionale qualcosa ha interferito con questa periodicità, il risultato del regolo ostetrico potrebbe essere meno preciso.
  • Il risultato del regolo ostetrico può essere incerto o non affidabile nel caso di cicli fortemente irregolari, ricorso a tecniche di fecondazione assistita, uso di anticoncezionali ormonali, amenorrea patologica o iatrogena, malattie materne, particolari incidenti o problematiche che possono influenzare il normale andamento della gestazione.