Parto Podalico: Cos’è? Cause, Rischi e Manovre di Rivolgimento di G.Bertelli

Generalità

Il parto podalico si verifica quando il nascituro si presenta, a termine della gestazione, con le natiche, i piedi o le ginocchia rivolte verso il fondo dell'utero

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A conclusione della gravidanza, la presentazione podalica rappresenta di per sé un'anomalia e correla a qualche rischio per la futura mamma ed il bambino, in quanto il parto per via vaginale risulta più complesso.

Normalmente, la presentazione cefalica facilita il parto naturale: la testa è la prima parte ad uscire, nonché la più delicata, seguita dal resto del corpo. Nel parto podalico accade il contrario: il capo è in alto, mentre il sedere o i piedi sono in basso, pronti per incanalarsi nel canale del parto.

Prima della data presunta del parto, è possibile attuare alcune manovre per tentare di correggere la posizione podalica del feto.

Per favorire il capovolgimento spontaneo prima del parto podalico, ad esempio, è possibile il ricorso alla manipolazione esterna dell'addome (attuata da personale medico e specializzato, in ambiente ospedaliero) o tentare con tecniche alternative (come esercizi posturali e moxibustione). Nel caso in cui questi interventi non risultassero efficaci, il ginecologo può indicare un taglio cesareo per facilitare la nascita del bambino e prevenire le complicanze.

Il parto podalico deve essere seguito da un ginecologo e da un'ostetrica esperta, in grado di attuare specifiche manovre di assistenza, anche in regime d'emergenza (es. distacco precoce della placenta, prolasso del cordone ombelicale ecc.).

Cos’è

Parto Podalico: Cos'è?

Il parto podalico si verifica quando il nascituro, al termine della gravidanza, non è in posizione cefalica, ovvero nella presentazione ideale per nascere, con la testa rivolta verso il basso ed i piedi in alto.

Cosa s'intende per Posizione Podalica?

La posizione podalica è un'anomala presentazione del feto; quando si verifica in prossimità del termine della gravidanza o durante il travaglio, la testa del nascituro è rivolta in alto, anziché essere impegnata nella pelvi materna (cioè verso il fondo dell'utero).

Parto Eutocico: cosa accade normalmente

Di norma, intorno alla 30esima settimana di gravidanza, il bambino assume spontaneamente la posizione più favorevole per il parto:

  • La testa è rivolta verso il basso, pronta per incanalarsi nel canale del parto, con l'asse longitudinale del corpo parallelo a quello della futura mamma;
  • Le gambe si trovano verso l'alto e sono flesse;
  • Le braccia sono raccolte sul tronco;
  • Il mento è appoggiato sul petto.

Nella posizione cefalica, il corpo del nascituro offre la minore resistenza possibile al passaggio nel canale vaginale. Quando il parto è podalico significa che il feto è posizionato con il sedere in basso e le gambe sono flesse o distese.

Cause e Fattori di Rischio

Parto Podalico: in quali casi può verificarsi?

Il parto podalico si verifica in una piccola percentuale di casi, pari a circa il 4% delle gestazioni.

Le cause all'origine di questa presentazione del feto non sono ancora del tutto note. Tuttavia, sono state osservate delle correlazioni significative con alcuni fattori, riguardanti le caratteristiche di: gravidanza in corso, bambino e gestante.

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Parto Podalico: fattori di rischio fetali

A termine della gravidanza, il parto podalico ha una maggiore probabilità di verificarsi quando il feto mantiene o assume la posizione podalica per la presenza di:

  • Complicanze placentari: un difetto di aderenza o l'inserzione della placenta ad una profondità insolita (es. placenta previa, accreta, anteriore ecc.) possono, in alcuni casi, favorire questa situazione;
  • Polidramnios: quando il sacco amniotico contiene una quantità eccessiva di liquido, il feto ha maggiore libertà di movimento.

Parto Podalico: fattori di rischio materni

Anche la struttura ossea della mamma pare predisporre il parto podalico: un bacino molto stretto potrebbe causare una certa carenza dello spazio a disposizione del bambino, per ruotare su di sé.

Altre condizioni che possono favorire il parto podalico comprendono:

  • Malformazione congenita dell'utero materno;
  • Fibromi o miomi uterini;
  • Tumori pelvici;
  • Anomalia strutturale del cranio o altre malformazioni fetali;
  • Brevità del cordone ombelicale;
  • Gravidanza gemellare.

Il parto podalico potrebbe essere condizionato anche da:

  • Predisposizione genetica (genitori nati podalici hanno più frequentemente un figlio in posizione podalica);
  • Eccessivo aumento di peso della madre durante la gestazione.

Da sapere

In molti casi, il feto si presenta "di sedere" o "di piedi" senza che possano essere evidenziati dei fattori di rischio specifici.

Rischi e Possibili Complicazioni

Il parto podalico può presentarsi in diverse varianti, nelle quali il nascituro si trova in:

  • Posizione podalica incompleta: il feto ha una o entrambe le anche parzialmente o completamente estese;
  • Posizione podalica completa: il feto presenta anche e ginocchia flesse;
  • Posizione podalica franca: detta anche "variante natiche", anche flesse e ginocchia estese.

Parto Podalico: a quali condizioni fetali può associarsi?

Il parto podalico può associarsi a:

  • Basso peso neonatale;
  • Nascita pretermine.

Nei parti pretermine, il parto podalico è frequente: spesso, i bambini prematuri non hanno ancora avuto tempo di girarsi nel ventre materno. In alcuni di questi casi, è possibile evitare il ricorso del taglio cesareo, poiché le piccole dimensioni del nascituro non aumentano i rischi di complicanze del travaglio e del parto podalico.

Quali rischi correlano al Parto Podalico?

Il parto podalico per via vaginale non è impossibile: se le ridotte dimensioni del nascituro in relazione alla pelvi della madre lo permettono, è possibile tentare la modalità tradizionale, qualora il ginecologo, valutando il rapporto beneficio-danno, ne confermi la fattibilità.

I possibili rischi implicati nel parto podalico per via vaginale comprendono:

  • Intrappolamento della testa

La fase espulsiva del parto può iniziare anche se la dilatazione è ancora insufficiente per far passare la testa. Esiste la possibilità, dunque, che il bambino inizi la discesa nel canale del parto dal bacino o dai piedi, ma il capo rimanga bloccato, poiché presenta un diametro maggiore rispetto al resto del corpo, con un pericolo di asfissia significativo. In caso di posizione podalica del feto, inoltre, è possibile che la rapida fuoriuscita delle gambe favorisca la distensione verso l'alto delle braccia del bambino (normalmente, sono raccolte sul petto). Se ciò accade, il bimbo può rimanere bloccato all'altezza delle spalle.

  • Prolasso del cordone ombelicale

Durante la fase espulsiva, la fuoriuscita di una parte del cordone ombelicale insieme a gambe e bacino del nascituro, può favorire la compressione dello stesso nel canale del parto. In tale evenienza, il passaggio dell'ossigeno viene bloccato (il cordone non è in grado di rifornire il bambino impegnato a nascere); se prolungata, l'ipossia può causare danni neurologici permanenti (ad esempio: paralisi cerebrale) o morte.

  • Altre possibili complicanze

Le difficoltà associate al parto podalico per via vaginale possono aumentare le probabilità del bambino di incorrere nelle seguenti complicanze:

Diagnosi

Qualora fosse diagnosticata una posizione podalica del feto, la gestante viene sottoposta, con cadenza settimanale, alla valutazione attraverso palpazione dell'addome o, in caso di dubbio, all'ecografia.

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Quali esami sono previsti prima del Parto Podalico?

Per verificare la posizione podalica del feto, la gestante viene sottoposta ad esame ecografico, indicativamente alla 32esima settimana di età gestazionale.

Quest'accertamento consente di:

  • Misurare la quantità di liquido amniotico;
  • Accertare che la crescita del nascituro sia normale;
  • Controllare la posizione della placenta.

Nel corso della visita, di solito, viene effettuato anche un monitoraggio cardiotocografico (CTG) per valutare il benessere fetale.

Manovre per la Versione Cefalica

Parto Podalico: manovre per favorire la rotazione del bambino

Prima della data stimata per il parto podalico, è possibile tentare di far ruotare il nascituro in posizione cefalica.

Le manovre disponibili per correggere la rotazione in presentazione podalica comprendono:

  • Tra la 36esima e la 37esima settimana di gravidanza, in ambiente ospedaliero, è possibile ricorrere alla manovra di rivolgimento o versione cefalica dall'esterno. In pratica, il ginecologo esercita una delicata pressione sull'addome della futura mamma, spingendo il feto a fare una sorta di capriola. La procedura è efficace nel 40-60% dei casi.
  • Prima di arrivare alla 36esima settimana di attesa, la futura mamma può mettere in atto alcune strategie per "incoraggiare" la rotazione spontanea del feto. Un tentativo consiste nel "convincere" il nascituro a voltarsi spontaneamente, adottando posizioni che ne favoriscano i movimenti. In alternativa, è possibile ricorrere a tecniche dolci come l'agopuntura (infissione di un ago nel mignolo del piede) e la moxibustione (stimolo termico nello stesso punto), che non garantiscono il rivolgimento, ma lo favoriscono.

È possibile la rotazione spontanea del feto?

Tra la 28esima e la 32esima settimana di gravidanza, la rotazione spontanea del bambino in posizione cefalica è possibile e si verifica in circa la metà di tutti i feti fino a quel momento podalici. Con il progredire delle settimane di gestazione, invece, la probabilità di versione spontanea si riduce.

Manovra di rivolgimento (o versione cefalica esterna): cos'è?

Se esiste la possibilità che il parto sia podalico, è possibile tentare una manovra di rivolgimento per spingere il feto a ruotare in posizione cefalica, mediante manipolazione esterna dell'addome. La procedura viene eseguita, di solito, tra la 36esima e la 37esima settimana di gestazione: in tale periodo, difficilmente il bambino è in grado di girarsi in modo spontaneo. Se questo tentativo ha successo e, nei giorni successivi, il nascituro non torna di nuovo in posizione podalica, quest'intervento permette di procedere con il parto vaginale.  

La versione cefalica dall'esterno può essere effettuata solamente da un ginecologo esperto, nei casi in cui le condizioni specifiche della gravidanza lo consentano. Questa procedura è praticata solo in alcune strutture ospedaliere, proprio per il fatto che la sua esecuzione richiede una notevole abilità, oltre ad una preparazione specifica.

La manovra di rivolgimento è meno rischiosa di un parto podalico per via vaginale e meno invasiva del cesareo.  

Manovra di rivolgimento: come viene eseguita dal ginecologo

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  • La manovra di rivolgimento viene eseguita prima del parto podalico, tra la 36esima e la 37esima settimana di gravidanza, in ambiente ospedaliero e con una sala operatoria pronta in caso si profilasse la necessità di un taglio cesareo d'urgenza (cioè se la rotazione forzata dovesse provocare una rottura della placenta o danni al cordone ombelicale).
  • Sotto costante controllo ecografico, il ginecologo esercita delle pressioni controllate sull'addome della futura mamma, spingendo delicatamente dall'esterno la testa del nascituro verso il basso, così da favorirne la rotazione nella giusta posizione.
  • Prima della manovra, vengono somministrati alla gestante dei farmaci tocolitici, che aiutano a distendere l'utero, favorendo il buon esito della procedura.

Possibili rischi e controindicazioni della manovra di rivolgimento

La manovra di rivolgimento non risulta dolorosa, ma può provocare qualche fastidio (benché questa percezione sia del tutto soggettiva). La versione cefalica esterna si può praticare fino all'inizio del travaglio, prima che si rompa il sacco amniotico. I rischi maggiori della rotazione forzata sono il distacco della placenta, l'emorragia o la rottura dell'utero ed il danno al cordone ombelicale.

Prima del parto podalico, la versione cefalica esterna è controindicata nei seguenti casi:

  • Placenta anteriore: il ginecologo non ha accesso al feto manipolando l'addome della donna e, se la placenta è posizionata a coprire l'orifizio del collo dell'utero, il parto vaginale è comunque non praticabile;
  • Oligodramnios: la scarsa quantità di liquido amniotico impedisce il movimento rotatorio del bambino;
  • Gravidanze gemellari: se il primo gemello, cioè quello posizionato più in basso nel bacino, è cefalico, si può procedere con il parto vaginale ed il ginecologo può imprimere una rotazione al secondo bambino dopo l'espulsione del primo. Quando entrambi i feti sono podalici, invece, è preferibile il ricorso al cesareo.
  • Fibromi multipli o di grosse dimensioni;
  • Pregresso taglio cesareo.

Inoltre, non è possibile procedere con questa tecnica prima del parto podalico se:

  • Il battito fetale presenta anomalie;
  • La donna presenta sanguinamenti vaginali;
  • Si è già verificata la rottura delle membrane;
  • È iniziato il travaglio.

Metodi alternativi per la versione cefalica spontanea

Prima di arrivare alla 36esima settimana di attesa, quando il feto ha ancora spazio per tentare di voltarsi da solo, la futura mamma può mettere in atto alcune strategie. Questi diversi interventi hanno il vantaggio di non essere traumatici, ma la loro efficacia è ridotta o non del tutto validata.

I metodi alternativi per incoraggiare la rotazione spontanea del feto in posizione podalica comprendono:

  • Tecniche posturali: consistono nell'eseguire movimenti o nell'assumere posizioni che possono favorire il rivolgimento del nascituro prima del parto podalico. Ad esempio, è possibile tentare di rilassarsi rimanendo qualche minuto distese con il bacino sollevato e mantenuto più in alto del tronco, per mezzo di un cuscino. In alternativa, si può optare per una posizione genupettorale (con gomiti e ginocchia piegate e poggiate a terra) o supina a terra, con le gambe sollevate a squadra ed appoggiate al muro.
  • Moxibustione (o Moxa): è una tecnica che prende origine dalla medicina tradizionale cinese. Questa prevede la stimolazione del punto di agopuntura BL 67 o Zhiyin (margine esterno del mignolo del piede, vicino all'unghia), mediante il calore generato dalla combustione di un sigaro di artemisia, realizzato con erbe essiccate e compresse. La punta calda di questo cono va mantenuta in posizione per alcuni secondi, quindi si rimuove non appena si avverte un senso di fastidio. La stimolazione di questi punti sulle dita (secondo la tradizione cinese, corrispondenti al meridiano della vescica collegato all'utero) provocherebbe un aumento dei movimenti fetali, invitando il bambino a girarsi prima del parto podalico. La moxibustione, associata o meno ad agopuntura, può essere eseguita a domicilio da un'ostetrica o da un naturopata (non sono molti gli ospedali che la praticano).
  • Agopuntura: prevede l'infissione di un ago negli stessi punti stimolati con la moxibustione.
  • Sport: il nuoto è l'attività più indicata per la versione spontanea del feto prima del parto podalico; aumentando la sensazione di galleggiamento, il bambino potrebbe essere incoraggiato a girarsi.

Parto Podalico in caso di mancata versione del nascituro

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In caso di fallimento della manovra di rivolgimento o dei metodi alternativi per la versione cefalica del nascituro, il parto podalico può avvenire per taglio cesareo elettivo (programmato anticipatamente) o, se il ginecologo lo ritiene fattibile e privo di rischi, per via vaginale.

Parto Podalico per via vaginale: quando non è indicato?

Il parto podalico per via vaginale è decisamente sconsigliato quando sussistono i seguenti presupposti:

  • La presentazione del feto è particolarmente "complicata" (ad esempio, oltre alla presentazione non cefalica, il bambino potrebbe avere anche la testa iperestesa verso l'alto, come se volgesse gli occhi al cielo);
  • Il bambino è troppo grande o troppo piccolo per l'età gestazionale;
  • La gestante presenta altre complicazioni, come la preeclampsia (o gestosi) materna;
  • Per tutte queste ragioni, nel caso in cui il bambino sia podalico, di solito, si preferisce fare ricorso al parto cesareo.
Giulia Bertelli

L'autore

Giulia Bertelli

Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici