Pancreatite: Esami per la Diagnosi, Dieta e Cura

Pancreatite: Esami per la Diagnosi, Dieta e Cura
Ultima modifica 01.07.2022
INDICE
  1. Premessa
  2. Diagnosi
  3. Cure e trattamento

Premessa

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La pancreatite è un'infiammazione del pancreas, che può presentarsi in forma acuta (si manifesta all'improvviso e si risolve in circa una settimana) o cronica (tende a peggiorare nel tempo e richiede una gestione a lungo termine).

I sintomi più comuni sono: dolore addominale improvviso ed intenso che si irradia al dorso, nausea, pesantezza allo stomaco, difficoltà digestive e vomito. Con la pancreatite possono verificarsi gravi complicazioni, anche pericolose per la vita. Pertanto, una diagnosi e un trattamento tempestivi, sono fondamentali.

Pancreatite acuta

Pancreatite cronica

  • Si presenta all'improvviso
  • In genere, si risolve entro una o due settimane
  • Può causare molte gravi complicazioni, ma la maggior parte delle persone guarisce completamente con il trattamento
  • Può seguire un caso di pancreatite acuta
  • Si sviluppa gradualmente e peggiora nel tempo
  • Non guarisce, né migliora
  • Porta a danni permanenti agli organi da cui conseguono problemi digestivi e metabolici
Per approfondire consulta la prima parte dell’articolo: Pancreatite

Diagnosi

I primi indizi utili a formulare la diagnosi di pancreatite derivano dall'analisi dei sintomi riferiti dal paziente. Con gli esami del sangue è possibile riscontrare un rialzo degli enzimi pancreatici: se il tessuto pancreatico viene danneggiato, questi passano nel circolo sanguigno e possono essere evidenziati da semplici esami del sangue.

Considerato il danno al pancreas, è frequente riscontrare anche un'iperglicemia, segno di una ridotta produzione d'insulina.

Esami per la diagnosi di Pancreatite: quali sono utili e reperti indicativi

La diagnosi di pancreatite può avvalersi di analisi del sangue, delle feci e di esami strumentali:

A scopo diagnostico, si utilizzano anche l'ecografia addominale o endoscopica, la tomografia computerizzata (TAC), la risonanza magnetica e la l'ERCP (colangiopancreatografia retrograda endoscopica). L'ecografia può dare un'idea dell'estensione del danno pancreatico e, nello stesso tempo, è utile per rivelare l'eventuale presenza di calcoli biliari. Altri accertamenti, come la TAC addominale eseguita con mezzo di contrasto e la risonanza magnetica, consentono di riconoscere ancora più chiaramente la pancreatite, discriminare tra le forme lievi e quelle più gravi e monitorare il decorso della malattia. 

Cure e trattamento

Come si cura la Pancreatite? Farmaci, dieta e chirurgia

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La pancreatite acuta, a differenza di quella cronica, ha tendenza alla guarigione, se la causa viene rimossa. Il trattamento è inizialmente conservativo e richiede molto spesso l'ospedalizzazione del paziente; i primi interventi terapeutici mirano alla risoluzione del processo infiammatorio. Questa terapia, in pratica, ha lo scopo di mettere il pancreas a riposo, pertanto non devono essere ingeriti né liquidi, né alimenti, ma soltanto sostanze nutritive elementari che non necessitano digestione.

A tale scopo, quindi, l'alimentazione orale viene sospesa per qualche giorno, seguita dalla lenta e graduale reintroduzione degli alimenti. Allo stesso tempo, può rendersi necessaria la somministrazione di fluidi per via endovenosa tramite fleboclisi, e di sostanze nutritive mediante l'impiego di un sondino naso-gastrico per evitare che i succhi gastrici entrino nel duodeno stimolando l'attività pancreatica.

Farmaci per la Pancreatite

Oltre a tutto ciò si instaura un trattamento farmacologico. La terapia medica si basa soprattutto sul controllo del dolore con analgesici e sulla somministrazione di soluzioni reidratanti per combattere la perdita di liquidi causata da vomito e sudore. Ai pazienti colpiti dalle forme più gravi può essere prescritta anche una terapia antibiotica, per prevenire l'infezione del tessuto pancreatico danneggiato e necrotico.

Chirurgia

Una volta che l'infiammazione è sotto controllo, la terapia prevede l'eliminazione della causa che ha provocato la pancreatite. Ad esempio, a seconda dei casi, è possibile intervenire chirurgicamente per asportare i calcoli che ostruiscono il coledoco, spesso eseguita tramite la già citata ERCP (colangiopancreatografia retrograda endoscopica), che consiste nella discesa di un sondino per via orale fino al raggiungimento delle vie biliari extraepatiche. Grazie all'ausilio di una telecamera montata all'apice e alla possibilità di far scorrere al suo interno sottilissimi strumenti chirurgici, all'occorrenza questa tecnica permette di effettuare manovre terapeutiche come la rimozione di calcoli o il ripristino della pervietà dei canali occlusi).

Nel trattamento della pancreatite, può essere utilizzata anche la terapia chirurgica, con asportazione del tratto di pancreas necrotico (pancreatectomia subtotale) o il drenaggio dei fluidi accumulati al suo interno. L'asportazione della colecisti (colecistectomia) può invece essere effettuata in caso di calcolosi con rischio di nuovi episodi di pancreatite ostruttiva.

Dieta e correzione dello stile di vita

Molto importante - soprattutto nelle forme croniche, dove l'alcol rappresenta il più comune agente causale - è la definitiva astensione dalle bevande alcoliche. A tale scopo, può rendersi necessaria l'entrata in appositi gruppi psicoterapeutici per la dipendenza da alcol.

Nella pancreatite cronica con insufficienza della ghiandola si somministrano ad ogni pasto estratti pancreatici (pancreatina), per consentire il normale espletamento dei processi digestivi. L'alimentazione, all'insegna della sobrietà, dovrebbe essere particolarmente povera di grassi, con preferenza verso frutta e verdura fresca, cereali integrali, semi e proteine magre. In presenza di pancreatite, è altrettanto importante l'eliminazione del fumo.

Le forme lievi di pancreatite acuta possono regredire in pochi giorni, senza conseguenze. Le forme più gravi e quelle croniche, invece, possono necessitare di ripetuti interventi chirurgici, che hanno l'obiettivo di drenare il dotto pancreatico ed asportare i frammenti di tessuto danneggiato.

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Autore

Dott.ssa Giulia Bertelli

Dott.ssa Giulia Bertelli

Biotecnologa Medico-Farmaceutica
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici