Odore Vaginale - Odore della Vagina
Ultima modifica 02.12.2021
INDICE
  1. Generalità
  2. Cosa È Normale
  3. Quando Preoccuparsi
  4. Cambiamenti dell'Odore Vaginale: Cause
  5. Cosa Fare e Cosa Evitare

Generalità

La vagina è dotata di un odore fisiologico, che può divenire più intenso o cambiare entro certi limiti, in funzione del ciclo mestruale, dell'alimentazione, dell'eccitazione sessuale e altro ancora.

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2021/12/02/odore-vaginale-orig.jpeg Shutterstock

Tuttavia, quando l'odore vaginale è percepito come sgradevole o troppo forte, potrebbe indicare la presenza di un disturbo sottostante, specialmente se accompagnato da prurito o bruciore. Per esempio, diverse infezioni - a trasmissione sessuale e non - possono influenzare l'odore della vagina.

Nell'ambito della salute declinata al femminile, quindi, riuscire a distinguere l'odore vaginale "normale" da quello che rappresenta un "campanello d'allarme" è un aspetto da tenere sempre in considerazione.

Punti Chiave

  • Una vagina sana ha un "proprio" odore che può variare entro certi limiti fisiologici a causa di mestruazioni, rapporti sessuali, alimentazione o per una serie svariata di altri normali motivi;
  • Un cambiamento significativo dell'odore vaginale può essere un segno d'infezione o indicare la presenza di altri problemi sottostanti;
  • Comprendere quali odori vaginali discostano dalla normalità è un aspetto da prendere sempre in considerazione: in alcuni casi, il disturbo ha motivazioni banali, mentre in altre circostanze può essere spia di un problema più serio, come, per esempio, una malattia sessualmente trasmissibile o una patologia ginecologica.

Cosa È Normale

Perché le Vagine Odorano?

In condizioni di salute, un certo grado di odore vaginale è normale, nonché inevitabile. Esattamente come altre parti del nostro corpo, anche la vagina emette odori in base a ciò che mangiamo e indossiamo; inoltre, il suo odore è influenzato dallo stato di salute generale, dai cambiamenti ormonali, dai farmaci, dal microbiota e dalle secrezioni. Durante l'eccitazione sessuale, per esempio, può cambiare e divenire più intenso. Inoltre, la vagina è una sede corporea calda, dotata di un proprio ecosistema delicatamente equilibrato (completo di una flora batterica unica e odorosa), in cui sono presenti linfonodi e ghiandole.

Tuttavia, quando l'odore della vagina è fisiologico non dovrebbe mai essere percepito come sgradevole.

Qual è il Normale Odore della Vagina?

L'odore della vagina può essere considerato normale quando è compreso nel seguente range:

  • Odore vaginale fermentato o acido: è riferito all'odore determinato dalla normale flora vaginale; i batteri buoni aiutano a mantenere sana la vagina producendo acido lattico, perossido di idrogeno e altre sostanze per tenere a bada i microrganismi nocivi.
  • Odore vaginale vagamente metallico: potrebbe essere dovuto al sangue delle mestruazioni (nota: il sangue contiene ferro, il che spiega l'odore del metallo); anche il contatto con lo sperma può esacerbare la percezione di un odore metallico, in quanto può alterare il pH vaginale.
  • Odore vaginale agrodolce: un odore acre e pungente può dipendere da un cambiamento dell'ecosistema vaginale sia in termini di equilibrio del pH, sia come composizione della flora che lo popolano.
  • Odore vaginale "chimico", simile a quello della candeggina: un odore "chimico" potrebbe essere attribuito alla perdita di urina nella biancheria intima o intorno alla vulva. In qualche caso, però, potrebbe anche essere il segno di un'infezione batterica.

Quando Preoccuparsi

Cattivo Odore Vaginale: Cause

  • Odore amminico, simile a quello del pesce: un odore vaginale amminico, simile a quello del pesce è indicativo di un'infezione, che va sottoposta all'attenzione del ginecologo, soprattutto in funzione dell'iter terapeutico da intraprendere per risolverla. Questo genere di odore vaginale può diventare molto intenso quando si verifica un'alcalinizzazione delle perdite, dopo il coito e le mestruazioni; sono frequenti anche prurito ed irritazione. Tra le possibili cause dell'odore vaginale amminico rientrano: vaginosi batterica e tricomoniasi.
  • Odore simile a quello della carne avariata: potrebbe dipendere da un corpo estraneo, come un frammento di carta igienica o un tampone non sostituito a tempo debito (evenienza non rara, a differenza di quanto si possa credere). In questi casi, oltre al cattivo odore delle perdite vaginali di colore giallo, verde, rosa, grigio o marrone, è possibile riscontrare ulteriori sintomi, come prurito vaginale, dolore durante la minzione, dolore intorno al bacino o all'addome, arrossamento intorno all'area genitale e gonfiore vaginale. Se non si riuscisse a recuperare facilmente il corpo estraneo e si riscontrassero questi sintomi, è opportuno consultare il medico.

Odore Vaginale: Quando Consultare il Medico?

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2021/12/02/odore-vaginale-quando-preoccuparsi-orig.jpeg Shutterstock

L'odore vaginale anomalo o sgradevole può essere una manifestazione costante o presentarsi solo durante alcune attività, come ad esempio, nel corso di rapporti sessuali o dopo la minzione (ad esempio, quando l'urina entra in contatto con aree infiammate o lesionate della regione genitale). A seconda dell'eziologia, poi, il cattivo odore può presentarsi all'improvviso o gradualmente e si può associare ad altri sintomi, come prurito, eritema, dolorabilità, perdite vaginali o uretrali.

La valutazione di tale sintomo - fondamentale per stabilire la corretta terapia diretta alla causa scatenante - deve essere eseguita dal ginecologo e prevede, di solito, l'anamnesi, l'esame obiettivo e l'analisi delle secrezioni vaginali o uretrali. All'ispezione, infatti, si possono riscontrare sintomi e segni suggestivi circa le possibili cause implicate. La diagnosi precoce e l'adeguato trattamento della condizione patologica alla base del cambiamento dell'odore vaginale riducono il rischio di possibili complicanze.

Per approfondire: Visita Ginecologica: Cos’è? Quando e Come si Esegue?

Sintomi di Accompagnamento a cui prestare attenzione

Nel caso in cui l'odore vaginale non accenni a regredire nel giro di alcuni giorni, è consigliabile rivolgersi al proprio medico o farsi visitare dal ginecologo di riferimento per determinarne le cause. Occorre prestare attenzione e portare all'attenzione del medico questo sintomo, specialmente quando è accompagnato da:

Odore Vaginale: Quali Esami sono indicati?

Per definire l'eziologia del cambiamento dell'odore vaginale, il medico può raccogliere un campione di urina e prelevare piccole quantità di secrezioni genitali. La misurazione del pH e l'esame microscopico di questo materiale consente di dare un primo indizio sulla condizione che ha provocato la sensazione urente. Se i risultati delle analisi preliminari sono inconcludenti, i campioni prelevati possono essere posti in coltura allo scopo di determinare quale sia il microrganismo responsabile della sintomatologia. Il medico può anche utilizzare un tampone cervicale per prelevare un campione di secrezioni dal collo dell'utero e verificare la presenza d'infezioni con l'esame microbiologico.

In base al sospetto diagnostico ed alle evidenze riscontrate con l'ispezione dei genitali, volta soprattutto ad escludere preventivamente la presenza di lesioni, è possibile che siano indicati accertamenti clinici e di laboratorio, tra cui analisi del sangue per verificare le eventuali alterazione ematochimiche indicative di un'infiammazione o di un processo infettivo in corso.

Cambiamenti dell'Odore Vaginale: Cause

Infezioni che Cambiano l’Odore Vaginale

Vaginosi Batterica

L'infezione più comunemente associata ad un cambiamento dell'odore vaginale è la vaginosi batterica.

Alla base di tale condizione, vi è un dismicrobismo vaginale che provoca l'aumento dei batteri patogeni. Spesso, la sua presenza è segnalata da prurito, bruciore intimo ed aumento delle perdite vaginali, le quali sono omogenee, bianco-grigiastre e caratterizzate da cattivo odore.

Da Sapere

Normalmente, nelle donne in età riproduttiva, i lactobacilli sono i costituenti predominante della flora microbica vaginale. La colonizzazione da parte di questi batteri è normalmente protettiva, in quanto mantiene il pH vaginale a valori normali (tra 3.8 e 4.2) e previene l'eccessiva crescita dei microrganismi patogeni. Tuttavia, in presenza di situazioni che possono alterare l'ecosistema vaginale, i genitali possono risultare vulnerabili: alcuni germi possono così trovare delle condizioni favorevoli e proliferare in modo abnorme, al punto da diventare pericolosi e causare una vaginosi batterica.

Il quadro eziologico della vaginosi batterica è piuttosto articolato: l'insorgenza sembra dipendere dalla contemporanea interazione di diversi fattori, piuttosto che essere provocata da un singolo microrganismo o comportamento "a rischio". In ogni caso, il risultato è uno squilibrio nella flora vaginale in cui predominano dei microrganismi che, di norma, non dovrebbero essere presenti o che dovrebbero esserlo soltanto in quantità limitate.

La vaginosi batterica è più frequente nelle donne sessualmente attive, soprattutto se i rapporti sessuali non prevedono l'utilizzo del profilattico. Lo sperma aumenta, infatti, il pH della vagina allo scopo di produrre condizioni di vita più favorevoli per gli spermatozoi; tuttavia, una simile modifica potrebbe favorire il dismicrobismo vaginale e la proliferazione di alcuni batteri. Anche la promiscuità, intesa come elevato numero di partner sessuali, è considerata un importante fattore di rischio per la vaginosi batterica.

Altre condizioni che possono turbare il normale equilibrio della flora batterica vaginale e predisporre lo sviluppo della vaginosi batterica sono:

La vaginosi batterica è trattata con antibiotici come metronidazolo, per via orale o vaginale sotto forma di ovuli, e clindamicina, in crema o gel da applicare localmente. 

Per approfondire: Vaginosi Batterica: Cos'è e Come riconoscere i Sintomi

Tricomoniasi

La tricomoniasi è un'altra possibile spiegazione del cambiamento nell'odore vaginale. Si tratta di un'infezione a trasmissione sessuale tra le più diffuse, causata dal protozoo flagellato Trichomonas vaginalis.

Gli uomini sono spesso dei portatori asintomatici dell'infezione, mentre nelle donne il Trichomonas vaginalis determina spesso vaginiti, cerviciti e uretriti.

Pertanto, la sintomatologia della tricomoniasi può comprendere:

  • Intenso prurito o bruciore ai genitali esterni e alla vagina;
  • Perdite vaginali giallo-verdastre, schiumose e, in genere, maleodoranti, talvolta con piccole macchie di sangue;
  • Arrossamento o dolore genitale;
  • Bruciore durante la minzione e necessità di urinare frequentemente;
  • Dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali).

Un altro riscontro piuttosto comune, identificabile durante una visita ginecologica, è quello della cosiddetta "cervice a fragola". Questo similitudine deriva dalla tipica presenza di piccole macchie rossastre sulla superficie della mucosa cervicale e sulla parete della vagina.

In presenza di tricomoniasi, inoltre, è stata osservata una variabilità della sintomatologia nelle diverse fasi del ciclo mestruale ed un esacerbarsi dei sintomi durante le mestruazioni.

Se il trattamento della tricomoniasi è tempestivo, la guarigione è rapida. La terapia della tricomoniasi si basa in particolare sull'assunzione di antibiotici specifici.

Attenzione! Considerato che spesso, se non viene curata tempestivamente, la tricomoniasi si evolve da una forma acuta ad una cronico-recidivante, caratterizzata dall'alternanza di fasi asintomatiche e fasi acute o subacute, è molto importante rivolgersi ad un medico alla comparsa dei sintomi sospetti sopraelencati.

Per approfondire: Tricomoniasi Trichomonas: Definizione, Contagio e Cura

Candida

Le infezioni da funghi e lieviti possono causare cambiamenti dell'odore vaginale in alcune persone.

La candidosi è un'infezione micotica, provocata cioè da un lievito del genere Candida. Nella maggioranza dei casi, l'agente responsabile di tale infezione è la Candida albicans.

La candida si può trasmettere attraverso i rapporti sessuali e con l'uso condiviso di asciugamani o biancheria usata da una persona infetta: va sottolineato, però, che la trasmissione per via sessuale, a differenza di altre infezioni vaginali, è poco significativa. Numerose condizioni possono favorire la proliferazione di questo microrganismo, quindi l'insorgenza della candidosi. Ad esempio, le persone con diabete incontrollato possono essere a maggior rischio di infezioni da lieviti perché questi adorano nutrirsi dello zucchero in eccesso nelle urine. La vulnerabilità a questa micosi è dovuta anche a stress, uso protratto di antibiotici o di corticosteroidi, squilibri del microbiota e nel pH vaginale. In generale, tutte le situazioni o malattie che debilitano l'organismo o abbassano le difese immunitarie possono predisporre all'eccessiva proliferazione della Candida.  Anche l'uso di biancheria intima troppo stretta o di nylon, l'impiego di contraccettivi orali e le variazioni ormonali che si verificano durante il ciclo mestruale e durante la gravidanza sono stati messi in relazione con la comparsa della candidosi.

La candida può essere trattata, invece, con farmaci antimicotici specifici, ad esempio, a base di clotrimazolo, miconazolo e fenticonazolo. Il medico prescrive solitamente una terapia locale, cioè a base di ovuli e creme vaginali. Più raramente, la terapia locale può essere associata a quella sistemica, cioè all'assunzione di compresse per via orale. È opportuno precisare che la guarigione dalla candidosi può essere lenta e, talvolta, il trattamento non è risolutivo. Bisogna, infatti, considerare che la terapia è di tipo fungo-statico, cioè blocca la replicazione e la proliferazione della Candida, concedendo al sistema immunitario il tempo utile per eliminarla. Pertanto, il disturbo può essere estremamente difficile da controllare e può recidivare dopo l'interruzione della terapia.

Attenzione! Qualunque sia l'opzione di trattamento, seguire scrupolosamente le indicazioni fornite dal medico e portare a termine l'intero protocollo di trattamento, poiché l'infezione potrebbe non scomparire completamente predisponendo a recidive.

Per approfondire: Candida: Cos'è e Come si Manifesta

Altre Cause di Odore Vaginale

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2021/12/02/odore-vaginale-cause-delle-alterazioni-orig.jpeg Shutterstock

I cambiamenti dell'odore vaginale possono anche essere un sintomo di altre infezioni trasmesse sessualmente e disturbi ginecologici, in particolare se tali condizioni sono gravi e/o accompagnate da perdite. Tuttavia, la maggior parte delle volte, un cambiamento nell'odore vaginale è causato da condizioni relativamente semplici da diagnosticare e trattare.

Ciò non significa che ricevere cure adeguate sia meno importante. Se non trattata, la vaginosi batterica - ad esempio - può determinare complicanze ginecologiche (occasionalmente, è stata associata a malattia infiammatoria pelvica, che può influire sulla fertilità) e può potenzialmente rendere la persona vulnerabile a infezioni più gravi.

Cosa Fare e Cosa Evitare

Come ricordato più volte, se l'odore della vagina è cambiato o è diventato sgradevole, è opportuno consultare il ginecologo, affinché il sintomo sia correttamente interpretato. Una volta formulata la diagnosi, il trattamento è rivolto alle specifiche cause: solitamente, la problematica si risolve una volta che viene gestita con successo la patologia che ne è alla base e di cui l'odore vaginale anomalo rappresenta solo un sintomo. In base cause individuate in corso dell'iter diagnostico, il trattamento potrebbe consistere nell'uso di farmaci, previo consiglio del proprio medico.

Nel caso fosse presente un'infezione batterica, ad esempio, la terapia prevede il ricorso ad antibiotici, da assumere per via orale o da applicare a livello topico, per qualche giorno. In presenza di infezioni da funghi, invece, è indicato il ricorso farmaci antimicotici.

Oltre a seguire scrupolosamente la terapia indicata dal medico, è fondamentale la correzione dei fattori predisponenti e l'adozione di alcuni accorgimenti, come:

  • Non usare deodoranti vaginali e lavande, se non espressamente indicato dal medico: mascherare l'odore non risolve il problema che lo sta causando ed i prodotti applicati potrebbero peggiorare l'infezione o il disturbo sottostante, oltre ad alterare i livelli di pH. Sottoporre la vagina a pratiche igieniche troppo intense può sconvolgere, infatti, l'equilibrio dei batteri in essa normalmente presenti ed aumentare il rischio d'infezioni. Anche il ricorso a detergenti intimi non dev'essere effettuato in maniera eccessiva: quest'abitudine potrebbe alterare le naturali difese immunitarie vaginali e la flora microbica saprofita.
  • Nel lavarsi, preferire la doccia al bagno: sciacquare bene il detergente utilizzato e asciugare bene per evitare il ristagno di umidità. Non usare saponi troppo aggressivi ed evitare il continuo ricorso a salviette intime deodoranti, proteggi-slip, assorbenti interni e saponi a pH acido.
  • Dopo aver fatto uso della toilette, è buona regola pulirsi dall'avanti all'indietro: in questo modo si evita la diffusione di batteri fecali alla vagina. Inoltre, occorre porre l'attenzione sull'adozione di corrette misure igieniche, come ricordare di lavarsi le mani ed dopo ogni evacuazione e minzione.
  • Per quanto riguarda i rapporti sessuali: utilizzare un preservativo per prevenire il contatto tra sperma e fluidi vaginali; utilizzare solo lubrificanti non profumati e non aromatizzati.
  • Scegliere indumenti intimi che garantiscano la giusta traspirazione e che non irritino la zona genitale. Pertanto, si dovrebbe preferire l'uso di biancheria di puro cotone, meglio se bianca; questo tessuto naturale permette una corretta ossigenazione tissutale e limita il ristagno di secrezioni.

Bibliografia e Fonti Utili

  • Centers for Disease Control and Prevention. STD facts - bacterial vaginosis. Feb 8, 2017.
  • STD Facts - Trichomoniasis. Centers for Disease Control and Prevention. Jan 31, 2017.
  • Rodrigues CF, Rodrigues ME, Henriques M. Candida sp. Infections in patients with diabetes mellitus. J Clin Med. 2019;8(1)
  • Office of Women's Health Pelvic inflammatory disease. Apr 1, 2019.
Prosegui con la lettura di: Vaginosi Batterica o Candida? Come Distinguerle

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici