Linfogranuloma Venereo: Cos’è? Come si Manifesta? Cause e Terapia

Ultima modifica 19.07.2019
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos’è
  3. Cause
  4. Sintomi e Complicazioni
  5. Diagnosi
  6. Trattamento
  7. Prevenzione

Generalità

Il linfogranuloma venereo è una malattia a trasmissione sessuale (MTS). L'infezione è causata da alcuni sierotipi del batterio Chlamydia trachomatis, che hanno la peculiarità patogenica di invadere e riprodursi nei linfonodi della regione inguinale.

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Il linfogranuloma venereo si manifesta dopo un periodo di incubazione variabile (3-21 giorni), in corrispondenza della sede d'ingresso del batterio (glande, vulva, vagina e retto) con una papula che evolve in un'ulcera asintomatica.

Successivamente, l'infezione diffonde lungo i vasi linfatici fino alle linfoghiandole inguinali, comportando una loro tumefazione dolorosa. Al contempo, il paziente affetto da linfogranuloma venereo può presentare febbre, cefalea e dolori addominali.

Nello stadio più avanzato, subentra una difficoltà al drenaggio linfatico con gonfiore cronico dei genitali, proctite e stenosi (restringimento) dell'uretra e dell'ano.

In assenza di trattamento, il linfogranuloma venereo può causare ostruzione del flusso linfatico, dolore e gonfiore cronico dei tessuti genitali e piaghe della pelle.

La terapia del linfogranuloma venereo si basa sull'assunzione di antibiotici.

Cos’è

Linfogranuloma Venereo: cos'è?

Il linfogranuloma venereo è una malattia sistemica a trasmissione sessuale (MTS), provocata da alcuni sierotipi del batterio Chlamydia trachomatis.

La manifestazione clinica classica dell'infezione si verifica a livello inguinale e prevede la comparsa di ulcere genitali o perianali e l'aumento del volume dei linfonodi regionali. Nelle fasi avanzate, il processo infiammatorio linfoghiandolare può provocare suppurazione con possibilità di fistole.

Il linfogranuloma venereo può manifestarsi anche nella variante ano-rettale e, meno spesso, nella forma orale-faringea (quest'ultima comporta prevalentemente una faringite con linfoadenite ai lati del collo).

Linfogranuloma Venereo: sinonimi

Il linfogranuloma venereo è noto anche come:

  • Malattia di Nicolas-Favre;
  • Linfogranuloma inguinale;
  • Linfopatia venerea.

Cause

Cosa provoca il Linfogranuloma Venereo?

L'agente eziologico del linfogranuloma venereo è la Chlamydia trachomatis. In particolare, possono provocare la malattia alcuni sierotipi di questo batterio - L1, L2 e L3. Questi assumono un particolare comportamento patogenetico, in quanto hanno la capacità di invadere, stazionare e riprodursi nei linfonodi della regione inguinale.

A differenza della più nota Clamidia, il linfogranuloma venereo si presenta con caratteristiche cliniche più aggressive.

Per saperne di più: Clamidia - Cause e Sintomi

Linfogranuloma Venereo: modalità di trasmissione

La trasmissione del linfogranuloma venereo si verifica per via diretta durante rapporti sessuali anali, orali e vaginali non protetti. L'infezione si può contrarre più facilmente in presenza di piccole abrasioni o taglietti della pelle e delle mucose.

Chi è più a rischio?

Il linfogranuloma venereo colpisce con più frequenza il sesso maschile. Maggiormente a rischio sono le persone che hanno rapporti senza protezione con partner multipli ed occasionali.

Linfogranuloma Venereo: quanto è diffusa?

  • Il linfogranuloma venereo è un'infezione endemica in alcune zone di Africa, Sud Est asiatico, Centro e Sud America.
  • In Europa e Nord America, l'infezione è piuttosto rara: il linfogranuloma venereo era pressoché scomparso, ma, negli ultimi anni, sta riemergendo. In passato, era più probabile che la malattia venisse contratta all'estero, nel corso di viaggi nelle aree in cui l'infezione era diffusa.
  • In Italia, i casi di linfogranuloma venereo sono finora sporadici e prevalentemente d'importazione da Paesi tropicali e subtropicali.

Sintomi e Complicazioni

Il linfogranuloma venereo tende a manifestarsi con sintomi e segni genitali, inguinali e ano-rettali. Come anticipato, infatti, i sierotipi della Chlamydia trachomatis implicati nella malattia hanno la capacità di invadere, stazionare e riprodursi nei linfonodi della regione inguinale.

In alcuni casi, l'infezione può essere asintomatica.

Linfogranuloma Venereo: decorso

Il linfogranuloma venereo è una malattia che, se non è prontamente riconosciuta e trattata, tende a cronicizzare. Il periodo di incubazione è variabile e compreso tra 3-21 giorni.

Le manifestazioni cliniche si presentano in tre fasi:

  • PRIMA FASE: lesione papulo-erosiva

Dopo un periodo di incubazione di circa 3-5 giorni, il linfogranuloma venereo si presenta come una piccola lesione cutanea, spesso asintomatica, in corrispondenza del sito d'ingresso - in area genitale, orale o anale - dell'agente patogeno.

Nella sede d'inoculo della Chlamydia trachomatis, può comparire un rigonfiamento non dolente (simile ad un foruncolo). La papula con la quale esordisce il linfogranuloma venereo può causare un'ulcerazione della cute sovrastante; tuttavia, la guarigione è così rapida da farla passare inosservata.

Al contempo, il linfogranuloma venereo può comportare sintomi simili a quelli di un'infiammazione delle vie urinarie, associati ad un lieve ingrossamento monolaterale dei linfonodi inguinali.

Nelle donne, la lesione iniziale può presentarsi a livello della cervice o della porzione vaginale alta.

Dopo 2-4 settimane circa, il linfogranuloma venereo provoca una tumefazione delle linfoghiandole inguinali. La linfoadenopatia tende a formare, per la confluenza, masse molto dolenti e di grandi dimensioni, soffici e, in alcuni casi, fluttuanti.

I linfonodi aumentati di volume aderiscono ai tessuti profondi e causano infiammazione della cute sovrastante, a volte accompagnata da:

Dopo poche settimane, il linfonodo ingrossato va incontro a suppurazione e rottura spontanea, facendo fuoriuscire il pus in esso sviluppatosi; la ferita che residua da tale evento guarisce lasciando profonde cicatrici. Il materiale purulento può farsi strada verso l'esterno, creando tragitti fistolosi ad interessamento vaginale o rettale.

Questa seconda fase del linfogranuloma venereo può verificarsi, talvolta, a livello dell'ano, comportando prurito, ulcere, dolore e perdite di liquido o materiale purulento.

Se non viene trattato con antibiotici, subentra la terza fase del linfogranuloma venereo, durante la quale ricompaiono le ulcere in area genitale, accompagnate da cicatrici. Dopo qualche tempo, questi segni si associano a difficoltà di drenaggio linfatico (o, addirittura, blocco del flusso linfatico) da cui consegue:

  • Aumento delle dimensioni dei genitali esterni (nella donna);
  • Elefantiasi del pene e dello scroto (nell'uomo);
  • Infiammazione dei vasi linfatici pelvici (linfangite);
  • Sviluppo di fistole da cui può fuoriuscire materiale purulento o sangue;
  • Restringimento (stenosi) dell'uretra.

Nello stadio più avanzato, gli uomini possono presentare una proctite con:

  • Secrezioni anali muco-ematiche;
  • Dolore anale;
  • Costipazione;
  • Tenesmo (sensazione di dolore profondo a carico dell'ano e della vescica, accompagnata dallo stimolo frequente di defecare o di urinare);
  • Fibrosi attorno al retto;
  • Stenosi o ostruzione dell'ultimo tratto dell'intestino.

Linfogranuloma Venereo: variante ano-rettale

Recentemente, è stata descritta una variante clinica del linfogranuloma venereo a coinvolgimento ano-rettale. In tal caso, la malattia si manifesta con proctite erosiva e/o lesioni ulcerative perianali e sintomi generali (calo ponderale, febbre, astenia ecc.). Questa forma di linfogranuloma venereo è stata osservata in persone sieropositive (HIV-positive) e risulta più grave e difficile da curare rispetto alla variante classica inguinale.

Complicazioni del Linfogranuloma Venereo

Se il linfogranuloma venereo non viene curato, si verifica la cronicizzazione della malattia, oltre a mantenere il soggetto nella condizione di poter trasmettere l'infezione. Al focolaio linfoghiandolare iniziale, ne subentrano altri con formazione di fistole ed eliminazione di materiale purulento.  

Il linfogranuloma venereo può comportare anche un ingrossamento del fegato (epatomegalia) e della milza (splenomegalia).

Linfogranuloma Venereo: coinfezioni

Spesso, il linfogranuloma venereo è concomitante ad altre infezioni sostenute da:

Diagnosi

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Linfogranuloma Venereo: come viene diagnosticato?

La diagnosi del linfogranuloma venereo si basa sulle indagini sierologiche e sulle evidenze cliniche. La malattia va sospettata nei pazienti con ulcere genitali, linfonodi inguinali di dimensioni aumentate o proctite, soprattutto nel caso in cui:

  • Abbiano visitato aree dove l'infezione è endemica;
  • Abbiano avuto contatti sessuali con persone che vivono o provengono dalle stesse zone.

La conferma al sospetto di linfogranuloma venereo può essere ottenuta tramite analisi di laboratorio, come:

  • Test ELISA per la ricerca degli anticorpi anti-Chlamydia trachomatis;
  • Metodiche d'immunofluorescenza;
  • Prove di ipersensibilità dermica (intradermoreazione di Frei);
  • Individuazione al microscopio dell'agente infettante nel pus.

Trattamento

Linfogranuloma Venereo: quale trattamento è necessario?

Il trattamento del linfogranuloma venereo prevede il ricorso a farmaci specifici che devono essere assunti sotto stretto controllo medico.

In particolare, la terapia si avvale di antibiotici, quali doxiciclina, tetraciclina o eritromicina; solitamente, per eradicare completamente l'infezione sono necessari almeno 21 giorni di trattamento.

Negli stadi avanzati del linfogranuloma venereo, il gonfiore dei tessuti coinvolti potrebbe non diminuire, nonostante la risoluzione dell'infezione e l'antibioticoterapia. In questi casi, le lesioni devono essere ago-aspirate o drenate a scopo sintomatico.

Le fistole possono richiedere, invece, una riparazione chirurgica.

Prevenzione

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Linfogranuloma Venereo: è possibile prevenire l'infezione?

La prevenzione del linfogranuloma venereo è basata sulla pratica del sesso sicuro (orale, vaginale e anale): utilizzare il preservativo in modo corretto non elimina il rischio di trasmissione del linfogranuloma venereo, ma contribuisce a ridurlo significativamente.

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici