Le ipersonnie di Redazione MyPersonalTrainer

A cura del Dott. Stefano Casali


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Le ipersonnie comprendono parecchie affezioni sia funzionali che organiche, il cui comune denominatore è rappresentato dall'eccessiva sonnolenza diurna, gravemente disturbante e talora così grave da risultare incontrollabile. A seconda della ipersonnia considerata, i sintomi principali sono di volta in volta rappresentati da sonnolenza durante le ore diurne, ridotte performance cognitive e motorie, eccessiva tendenza a dormire, attacchi di sonno incontrollabili, aumento del tempo di Sonno nelle 24 ore e difficoltà a raggiungere un risveglio completo. I pazienti possono giungere all'osservazione del medico in una situazione di ansia e depressione reattive all'inefficienza delle loro più elementari attività quotidiane, interferite da continua sonnolenza, astenia, mancanza di lucidità mentale e di capacità di concentrazione (Lungaresi E., 2005). Il Sonno notturno e quello dei sonnellini diurni, che spesso sono costretti a concedersi, non è riposante. Altre frequenti lagnanze di questi pazienti sono la cefalea mattutina e, per gli uomini, difficoltà nella sfera sessuale. Talora presentano comportamenti automatici, riferibili a brevi intrusioni di fasi di Sonno nel corso dell'attività di veglia, i cosiddetti microsleeps. Occorre differenziare questi pazienti da quelli che lamentano astenia e ridotta efficienza mentale e non vera e propria sonnolenza: si tratterà più facilmente, in questi casi, di pazienti insonni o depressi (Sudhansu Chokroverty., 2000). Una ancor più importante differenziazione da operare è tra l'ipersonnia e le alterazioni dello stato di vigilanza conseguente a noxae patogene di varia natura (metabolica, vascolare, neoplastica ecc.), che deprimono l'attività della sostanza reticolare ascendente e determinano i coma (Ferri R. et Al., 1996; Ferri R., 1995). I pazienti ipersonnici presentano un tempo di addormentamento significativamente inferiore a quello dei normali dormitori. In generale, la diagnosi di ipersonnia deve essere riservata ai pazienti che accusano sì sonnolenza ma che hanno anche una dimostrabile tendenza ad addormentarsi rapidamente, quando non sono impegnati in qualche attività. Fa eccezione a questa regola unicamente l'ipersonnia soggettiva senza reperti polisonnografici, che costituisce la forma opposta all'insonnia con analoga definizione e che, almeno in una parte dei casi, rappresenta un sintomo ipocondriaco (Lungaresi E., 2005).
Secondo la classificazione adottata dalla ASDC americana (Classification Committee., 1979) le ipersonnie sono suddivise in:

  1. ipersonnia psicofisiologica
  2. ipersonnia associata a disturbi psichiatrici
  3. ipersonnia associata all'uso di farmaci
  4. ipersonnia associata a compromissione della respirazione indotta dal sonno
  5. ipersonnia associata al mioclono notturno e alla sindrome delle gambe senza riposo
  6. narcolessia
  7. ipersonnia idiopatica
  8. ipersonnia associata a malattie, intossicazioni e condizioni ambientali sfavorevoli
  9. ipersonnia periodica
  10. ipersonnia da sonno insufficiente
  11. ebbrezza del sonno
  12. pseudoipersonnia: i lunghi dormitori
  13. ipersonnia soggettiva e senza corrispondenti reperti polisonnografici.

Vedi anche: Ipersonnia - Farmaci per curare l'Ipersonnia


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