Faringotonsillite: Cos'è? Quanto Dura? Rimedi e Cura
Ultima modifica 03.03.2020
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos’è
  3. Cause
  4. Sintomi e Complicanze
  5. Diagnosi
  6. Trattamento e Rimedi

Generalità

La faringotonsillite è un'infiammazione che coinvolge la faringe e le tonsille palatine. Nella maggior parte dei casi, il processo flogistico dipende da un'infezione acuta virale o batterica.

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La faringotonsillite si presenta tipicamente con mal di gola e dolore nell'atto della deglutizione, ingrossamento doloroso dei linfonodi cervicali e malessere generale. Associato a questo quadro clinico, non è raro che compaiano anche febbre, dolore all'orecchio, alito cattivo e suppurazione (formazione di placche).

La diagnosi della faringotonsillite si basa sulla valutazione clinica ed è sostenuta da test colturali o antigenici rapidi per escludere la presenza dello streptococco beta-emolitico di gruppo A (SBEGA), responsabile di importanti complicanze.

Il trattamento dipende dai sintomi e dall'agente eziologico; generalmente, la faringotonsillite è autolimitante, ma la terapia farmacologica (es. antibiotici nel caso d'infezione batterica) può migliorare più rapidamente la sintomatologia, ridurre il periodo di contagiosità e prevenire le complicanze. La gestione terapeutica della faringotonsillite prevede, inoltre, l'analgesia, l'idratazione ed il riposo.

Cos’è

Come suggerisce il termine, la faringotonsillite è un processo flogistico contemporaneamente a carico di tonsille e faringe. Quest'infiammazione è frequente soprattutto nei bambini, ma può interessare anche gli adulti.

Nella maggior parte dei casi, questa manifestazione dipende da un'infezione: gola e tonsille vengono facilmente a contatto con batteri e virus, quindi vanno incontro con estrema frequenza a processi flogistici.

Cause

Faringotonsillite: quali sono le cause?

La faringotonsillite riconosce molteplici cause. Nella maggior parte dei casi, la faringotonsillite risulta da infezioni.

La faringe rappresenta sia il primo tratto del tubo digerente, sia una parte delle vie aeree superiori, quindi viene facilmente a contatto con batteri e virus. Le tonsille formano una prima barriera contro i patogeni provenienti dall'esterno, che penetrano attraverso il naso e la bocca. Trovandosi in una posizione strategica, questo sistema di difesa è importante soprattutto durante l'infanzia, quando il sistema immunitario è ancora poco maturo.

Le tonsille palatine favoriscono, inoltre, l'immunizzazione nei confronti dei microrganismi provenienti dalle prime vie aeree: infiammandosi, obbligano l'organismo a produrre anticorpi in grado di neutralizzare virus e batteri. A quest'attività di difesa nei confronti delle infezioni dell'apparato respiratorio partecipano anche le tonsille faringee (o adenoidi). In qualche caso, però, il compito delle tonsille viene meno: dopo ripetute aggressioni batteriche o virali, queste possono diventare cronicamente infiammate o aumentare eccessivamente di volume (ipertrofia), trasformandosi, a loro volta, in un focolaio d'infezione per l'organismo.

Faringotonsillite virale

La faringotonsillite è, in genere, virale e dipende soprattutto da virus dell'influenza, adenovirus e rhinovirus (quest'ultimi responsabili della maggior parte dei raffreddori), trasmessi principalmente per via aerea e tramite contatto diretto con oggetti contaminati. La faringotonsillite può essere causata anche da virus respiratorio sinciziale, coronavirus e, occasionalmente, da virus di Epstein Barr (mononucleosi), virus dell'herpes simplex, cytomegalovirus o HIV.

La faringotonsillite virale si manifesta con gola arrossata, ghiandole linfonodali gonfie e qualche linea di febbre. In genere, la malattia va incontro a risoluzione spontanea.

Faringotonsillite batterica

In circa il 30% dei pazienti, la causa faringotonsillite è batterica e dipende più comunemente dallo Streptococco beta-emolitico di gruppo A.

Questo batterio è implicato soprattutto negli episodi di faringotonsillite in età compresa fra i 5 e 15 anni, mentre è raro provochi il quadro clinico prima dei 3 anni. Quando l'organismo è debilitato o sono in corso delle infezioni alle vie respiratorie, lo Streptococco si moltiplica provocando febbre alta (fino a 39-40°C), brividi, alito cattivo, gonfiore, difficoltà a deglutire e placche biancastre in gola. Se la faringotonsillite è trascurata, poi, questo patogeno può portare a complicanze suppurative locali (es. ascesso o cellulite peritonsillare) e, talvolta, alla febbre reumatica o alla glomerulonefrite.

Altri batteri che possono essere causa di faringotonsillite sono:

Cause rare di faringotonsillite comprendono:

Fattori di rischio

Indipendentemente dalla causa scatenante, la faringotonsillite è favorita da:

  • Basse temperature: l'infiammazione di gola e tonsille è più frequente nel periodo invernale, per l'esposizione al freddo ed il maggiore rischio di incorrere in sbalzi termici. Inoltre, le temperature più rigide tendono ad indebolire le difese immunitarie, permettendo a virus e batteri di moltiplicarsi più facilmente in gola.
  • Età pediatrica: presenti dalla nascita, le tonsille si sviluppano in modo progressivo e raggiungono la loro massima dimensione all'età di 3-5 anni. All'età di 7 anni circa, questi organi vanno incontro ad un processo involutivo, riducendo le loro dimensioni a causa della fisiologica atrofia, che le rende appena visibili durante l'adolescenza. In età adulta, le tonsille diventano praticamente inattive dal punto di vista funzionale. Aumentando di volume, queste strutture vanno incontro più facilmente alle infezioni e, per la loro particolare conformazione, diventano ottimi depositi di materiale infettivo.

Sintomi e Complicanze

Come si manifesta la Faringotonsillite?

Un elemento distintivo della faringotonsillite è la difficoltà nella deglutizione (disfagia); i bambini molto piccoli possono rifiutarsi di mangiare.

Altri sintomi frequentemente associati alla faringotonsillite comprendono:

In base alla causa scatenante, la faringotonsillite può accompagnarsi ad altre manifestazioni, tra cui:

All'osservazione, le gola risulta arrossata e le tonsille infiammate appaiono come masse iperemiche e gonfie. Oltre all'ipertrofia tonsillare, quando è in corso una flogosi acuta, si possono notare delle placche bianche o giallastre (essudati purulenti) in gola.

In qualche caso di faringotonsillite, può comparire anche un'eruzione cutanea aspecifica.

Possibili conseguenze della Faringotonsillite

Se diagnosticate e curate correttamente, le faringotonsilliti si risolvono completamente, senza alcuna conseguenza. Altre volte, il ripetersi nel tempo dell'infiammazione può predisporre allo sviluppo di complicanze come:

  • Rinofaringite cronica o recidivante;
  • Infiammazioni dell'orecchio medio (otite);
  • Sinusite e infezioni delle vie respiratorie (bronchite o polmonite);
  • Disturbi respiratori, soprattutto durante il riposo notturno, come apnee ostruttive del sonno e russamento (nei casi più gravi);
  • Ascessi peritonsillari (raccolte di essudato purulento all'interno o vicino alle tonsille);
  • Setticemia (infezione diffusa a tutto l'organismo).

In qualche caso, la faringotonsillite rappresenta un focolaio infettivo che può essere responsabile di malattie a carico di altri organi, quali occhi, articolazioni, muscoli, reni e cuore. Sebbene siano evenienze ormai rare, le possibili complicanze a distanza includono: la glomerulonefrite, la febbre reumatica e l'endocardite.

Quanto dura la Faringotonsillite?

La faringotonsillite di origine virale va incontro a risoluzione spontanea nell'arco di 7-10 giorni, con un picco sintomatologico nelle prime 48-72 ore. Se l'infiammazione di faringe e tonsille dipende da un'infezione batterica e si inizia l'antibioticoterapia, i sintomi si attenuano in circa 5 giorni.

Diagnosi

La diagnosi della faringotonsillite prevede innanzitutto la valutazione clinica e la conferma di test colturali e/o antigenici rapidi (RAD, rapid antigen detection test) per escludere la presenza dello streptococco beta-emolitico di gruppo A (SBEGA), implicato in circa la metà di tutti gli episodi di faringotonsillite batterica in età pediatrica e responsabile di importanti complicanze. Se non trattato, infatti, questo patogeno può portare a complicanze suppurative locali (es. ascesso o cellulite peritonsillare) e, talvolta, alla febbre reumatica o alla glomerulonefrite.

Cosa prevede l’iter diagnostico?

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La valutazione della faringotonsillite può essere eseguita dal proprio medico di base o dall'otorinolaringoiatra: la sintomatologia associata è facilmente riconoscibile e la diagnosi può essere formulata dopo l'ispezione completa delle vie aeree e digestive superiori (cavo orale e gola).

Al medico spetta anche il compito di stabilire nel disturbo in atto quali agenti patogeni siano implicati o meno. In linea generale, i vari sintomi delle infezioni batteriche, a differenza di quanto accade in quelle virali, tendono a peggiorare (e non a migliorare) dopo 48-72 ore.

Per distinguere le cause della faringotonsillite, il paziente può essere sottoposto ad un tampone faringeo. Quest'esame consiste nel prelevare una piccola quantità di secrezione della gola con un bastoncino rivestito di cotone sterile: il liquido viene poi analizzato in laboratorio per identificare l'agente eziologico nel giro di pochi giorni.

Per approfondire: Tampone Faringeo - Cos'è? A Cosa Serve?

La richiesta del titolo antispreptolisinico (TAS) è fondamentale per escludere l'infezione da Streptococco beta emolitico di gruppo A e può essere un indicatore di flogosi delle tonsille anche a distanza di tempo.

Se il medico, invece, sospetta che la faringotonsillite sia causata da mononucleosi o altri agenti virali, richiederà specifici esami ematochimici in associazione alle analisi microbiologiche.

Quando rivolgersi al medico con urgenza

Il medico deve essere consultato in modo tempestivo quando si verificano le seguenti condizioni:

  • Il mal di gola è particolarmente intenso e si hanno molte difficoltà di respirazione o nell'inghiottire;
  • La febbre supera i 39°C;
  • La faringotonsillite non si risolve e non tende a migliorare dopo cinque giorni dal suo inizio;
  • Si avverte dolore all'orecchio;
  • Il mal di testa è intenso e associato a vomito ripetuto;
  • Il paziente manifesta segni di confusione mentale.
Per approfondire: Titolo Antistreptolisinico (TAS) - Valore Normale e Significato

Trattamento e Rimedi

Faringotonsillite: qual è il trattamento previsto?

Per quanto riguarda il trattamento, le opzioni variano in base a sintomi e cause della faringotonsillite.

Nel caso sia confermata la presenza dello Strepococco beta-emolitico di gruppo A, prevede la somministrazione di antibiotici. La gestione della faringotonsillite può comprendere l'analgesia, l'idratazione ed il riposo.

Faringotonsillite virale

Quando l'origine è virale, l'infiammazione regredisce e guarisce spontaneamente nell'arco di 7-10 giorni. In questo caso, è possibile ricorrere ad un trattamento farmacologico volto alla mitigazione dei sintomi. In caso di febbre e mal di gola, il medico può indicare l'assunzione di antipiretici ed analgesici, come paracetamolo e ibuprofene.

Faringotonsillite batterica

Se il problema di base è un'infezione batterica, il medico può indicare l'assunzione di antibiotici specifici e mirati ad attaccare in modo selettivo il patogeno responsabile del disturbo. A questa terapia, per contrastare la febbre, può essere associato un farmaco antipiretico.

Come alleviare i sintomi della Faringotonsillite

Per alleviare i sintomi associati alla faringotonsillite può essere utile:

Fino a quando la faringotonsillite persiste è bene non assumere bevande o alimenti troppo caldi, poiché aumentano l'infiammazione locale. Al contrario, cenare o pranzare qualche volta con un gelato può essere di sollievo per il mal di gola.

Tonsillectomia: quando togliere le tonsille

Nonostante le tonsille siano utili durante la prima infanzia per prevenire le infezioni, l'organismo possiede mezzi più efficaci per contrastare batteri e virus.

Per questo motivo, se le tonsille crescono di volume, sono cronicamente infiammate e provocano notevoli problemi respiratori, può essere considerata la possibilità di rimuoverle chirurgicamente.

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici