Encefalite Giapponese: Cos’è? Sintomi, Rischi e Vaccino

Encefalite Giapponese: Cos’è? Sintomi, Rischi e Vaccino
Ultima modifica 30.09.2021
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos'è
  3. Cause e Trasmissione
  4. Sintomi e Conseguenze
  5. Diagnosi e Trattamento
  6. Prevenzione

Generalità

L'encefalite giapponese è una malattia infettiva causata da un virus, trasmessa all'uomo attraverso la puntura di zanzare infette della specie Culex. L'agente responsabile è un flavivirus (a cui appartengono anche i virus responsabili della dengue e della febbre gialla).

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Le zanzare Culex diventano infettanti dopo aver punto ed essersi nutrite del sangue di uccelli migratori (come gli aironi) e animali domestici (principalmente maiali) che "ospitano" il virus dell'encefalite giapponese e rappresentano il serbatoio di infezione.

Nell'uomo, il tempo trascorso tra la puntura infettante e la comparsa dei sintomi può variare da 5 a 15 giorni. Le infezioni possono essere asintomatiche o dare origine a manifestazioni neurologiche di diversa entità; l'encefalite vera e propria presenta un'incidenza variabile da 1 a 20 casi ogni mille infezioni.

Quando si manifesta, l'encefalite giapponese ha un andamento piuttosto grave; se non ha esito letale, l'encefalite giapponese lascia sequele e conseguenze neuropsichiatriche permanenti.

Non esiste un trattamento antivirale specifico, ma il paziente è sottoposto ad un'intensa terapia per alleviare i sintomi e ad un attento monitoraggio fino al superamento dell'infezione. Oltre che con le misure di protezione personale e di controllo ambientale, l'encefalite giapponese può essere prevenuta per mezzo della vaccinazione, consigliata soprattutto in occasione di viaggi nelle zone endemiche.

Cos'è

Cos’è l'Encefalite Giapponese?

L'encefalite giapponese è un'infezione virale acuta, trasmessa all'uomo da zanzare Culex, che può dare origine ad un'ampia gamma di manifestazioni: da sottili cambiamenti nel comportamento a problemi seri, tra cui cecità, atassia, debolezza e disturbi del movimento.

L'encefalite giapponese costituisce la principale causa di encefalite virale in Asia:

  • Nelle aree temperate ha un andamento stagionale, con picchi d'infezione nei mesi estivi e autunnali;
  • Nelle aree tropicali e subtropicali, si manifesta tutto l'anno, principalmente nella stagione delle piogge.

Cause e Trasmissione

Encefalite Giapponese: Cosa la provoca?

L'encefalite giapponese è causata da un virus appartenente al genere Flavivirus, lo stesso dei patogeni responsabili della dengue e della febbre gialla. La maggior parte delle infezioni da virus dell'encefalite giapponese (JEV) nell'uomo è asintomatica e meno dell'1% delle persone che contraggono l'agente virale sviluppa una malattia sintomatica. Si stima che la malattia grave si manifesti in 1 su 250 infezioni da virus dell'encefalite giapponese.

Come si Trasmette?

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Il virus dell'encefalite giapponese viene trasmesso all'uomo dalla puntura di zanzare infette della specie Culex (soprattutto Culex tritaeniorhynchus). Si tratta di insetti ematofagi molto diffusi, che pungono prevalentemente nelle ore serali e notturne; per la deposizione delle uova, sfruttano stagni, canali di irrigazione, risaie ecc.; per tale motivo l'infezione da virus dell'encefalite giapponese è più frequente nelle zone rurali, ma non sono rari i casi anche in ambienti urbani e può svilupparsi tra i viaggiatori di ritorno da Paesi endemici (inclusi Malesia, Filippine, Cina, Taiwan, Bangladesh, Tailandia, India, Giappone, Pakistan e molte regioni limitrofe).

In natura, l'encefalite giapponese è mantenuta in un ciclo che vede come serbatoio di infezione uccelli migratori (aironi, piccioni) e animali domestici (principalmente maiali).

Le zanzare rimangono infette per tutta la durata della loro vita, mentre negli animali serbatoio di infezione il virus può persistere da alcuni giorni a qualche mese.

Contagio Interumano (da uomo a uomo): è possibile?

L'encefalite giapponese non si trasmette da persona a persona, ma soltanto attraverso la puntura di zanzare portatrici del virus. Una volta infettato, l'essere umano, non presenta una viremia sufficiente ad infettare le zanzare.

Dove è diffusa?

Il primo caso di encefalite giapponese è stato documentato in Giappone nel 1871; attualmente, è diffusa in quasi tutta l'Asia (dal Sub-continente indiano fino alle Filippine ed al Giappone) e in alcune regioni dell'Oceania. Negli ultimi anni, l'infezione ha coinvolto anche altri Paesi come l'India, il Nepal e lo Sri Lanka.

Le aree a rischio sono soprattutto le zone rurali e agricole, in particolare quelle destinate alla coltivazione del riso, nelle quali la malattia è endemica. Non sono comunque rari i casi in prossimità o all'interno dei centri urbani, se esistono condizioni favorevoli allo sviluppo di zanzare.

Nel sud-est asiatico, il rischio di ammalarsi attraverso la puntura di zanzare infette è presente tutto l'anno, con accentuazioni in corrispondenza delle piogge monsoniche fino all'inizio della stagione secca; nelle regioni temperate della Cina, del Giappone e della penisola coreana, invece, la trasmissione è maggiore da maggio a settembre (periodo di maggiore attività dei vettori).

Quando rappresenta un Rischio per i viaggiatori?

Il rischio di contrarre l'encefalite giapponese è generalmente limitato per la maggior parte dei viaggiatori internazionali, tuttavia bisogna tenere in considerazione la destinazione (zona rurale o urbana), il periodo di permanenza (soggiorni di durata superiore ad un mese, viaggio durante la stagione delle piogge) e le attività svolte durante il viaggio.

In occasione di viaggi nelle zone endemiche, può essere raccomandata la vaccinazione.

Sintomi e Conseguenze

Periodo d’incubazione

Nell'uomo, il periodo tra la puntura infettante e la comparsa dei sintomi dell'encefalite giapponese può variare da 5 a 15 giorni (in media, è di 6-8 giorni).

Sintomi Encefalite Giapponese: Come si Manifesta?

Come anticipato, le infezioni possono essere asintomatiche o dare origine a quadri clinici di diversa entità: l'encefalite acuta è la manifestazione neurologica più comune, ma possono presentarsi anche meningite asettica o malattia febbrile indifferenziata.

Il periodo prodromico dell'encefalite giapponese è caratterizzato da febbre, cefalea, rigidità del collo, nausea, diarrea, vomito e mialgia, che può durare diversi giorni.

Successivamente, possono manifestarsi:

Le convulsioni si sviluppano più spesso nei bambini, mentre mal di testa e meningismo sono più comuni negli adulti.

Talvolta, l'encefalite giapponese può presentarsi come una sindrome parkinsoniana o con un quadro clinico simile alla poliomielite (coreoatetosi, tremore, distonia).

Decorso e Possibili Complicanze

L'encefalite giapponese comporta il decesso in quasi il 30% dei soggetti. Il coma, se non ha esito letale, può risolversi in 1-2 settimane. Chi sopravvive, può riportare disturbi neurologici permanenti come tetraparesi spastica, emiplegia, difficoltà a deglutire, convulsioni ricorrenti, incapacità di parlare e gravi deficit cognitivi.

Diagnosi e Trattamento

Come viene formulata la diagnosi?

Gli individui infettati dal virus dell'encefalite giapponese hanno una storia di esposizione alle zanzare in un'area endemica.

L'encefalite giapponese viene diagnosticata con test ELISA per il dosaggio delle IgM su siero o liquido cerebrospinale (gold standard). I virus sono dimostrabili nel sangue delle persone malate soltanto dopo la comparsa dei sintomi, ma l'isolamento del patogeno dai campioni clinici è difficile poiché la viremia nell'uomo è transitoria e di basso livello. La puntura lombare viene eseguita per ottenere il liquido cerebrospinale e per escludere altre potenziali eziologie di encefalite.

I potenziali reperti ematologici possono includere lieve leucocitosi e iponatriemia.

Per quanto riguarda l'imaging, la risonanza magnetica e la TC del cervello possono mostrare lesioni talamiche bilaterali con emorragia; l'EEG può mostrare un rallentamento diffuso.

Farmaci per l’Encefalite Giapponese

Nessun agente antivirale è efficace contro il virus dell'encefalite giapponese. Il paziente è sottoposto ad un'intensa terapia di supporto per alleviare i sintomi e ad un attento monitoraggio fino al superamento dell'infezione. Generalmente, è necessario il ricovero ospedaliero.

Prevenzione

Oltre che con le misure di protezione personale per evitare le punture di zanzara e di controllo ambientale per ridurre la popolazione di zanzare e la diffusione virale, l'encefalite giapponese può essere prevenuta per mezzo della vaccinazione.

Vaccino contro l'Encefalite Giapponese

Il vaccino anti-encefalite giapponese Ixiaro approvato dalla FDA (Food and Drug Amministration) negli USA e autorizzato dall'EMA (Agenzia Europea dei Farmaci) viene somministrato per via intramuscolare nella regione deltoidea (parte alta del braccio), in 2 dosi, la seconda delle quali è inoculata a 4 settimane di distanza dalla prima. Per una buona immunizzazione attiva, il ciclo di vaccinazione deve essere completato almeno una settimana prima del possibile contatto con il virus dell'encefalite giapponese.

Il vaccino Ixiaro è consigliato ai viaggiatori che soggiornano all'aperto per molto tempo in aree endemiche, durante la stagione in cui è più probabile la trasmissione. Il vaccino contro l'encefalite giapponese non è indicato per individui con età inferiore a 18 anni, in gravidanza e durante l'allattamento.

Misure e Interventi di Prevenzione

I consigli di prevenzione sono simili a quelli per altre malattie virali trasmesse da zanzare, come la dengue.

Seguire le seguenti precauzioni generali può ridurre l'eventuale contatto con il vettore:

  • Usare repellenti per insetti sulla pelle esposta, seguendo sempre le istruzioni riportate sull'etichetta del repellente e considerare che il sudore ne riduce l'effetto. Donne gravide e bambini dovrebbero consultare il proprio medico prima di utilizzare questi prodotti, mentre particolare attenzione va posta ai bambini di età inferiore ai 3 mesi, per i quali l'utilizzo è invece sconsigliato.
  • Indossare camicie a maniche lunghe e pantaloni lunghi, che non lascino scoperte parti del corpo di colore chiaro, perché gli indumenti scuri attraggono le zanzare.
  • Utilizzare zanzariere su finestre e porte per impedire l'ingresso alle zanzare nelle stanze in cui si soggiorna (meglio se impregnate con sostanze repellenti). Anche per coloro che dormono durante il giorno, in particolare bambini, malati o anziani, le zanzariere trattate con un'insetticida offrono una buona protezione.
  • Le zanzare vivono in una vasta gamma di habitat e possono riprodursi in piccoli ristagni d'acqua. Questi possono raccogliersi nei pneumatici, vasi da fiori, lattine, piscine per bambini, tubi di scarico e tutti gli altri contenitori aperti. Prevenire la formazione di acqua stagnante è una misura per impedire alle zanzare di proliferare.
  • Quando è necessario, è possibile ricorrere a prodotti chimici o alla lotta biologica contro il vettore (larve e zanzare adulte).

Autore

Dott.ssa Giulia Bertelli

Dott.ssa Giulia Bertelli

Biotecnologa Medico-Farmaceutica
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici