Coprolalia: cos’è? Perché si dicono parolacce e come si gestisce

Coprolalia: cos’è? Perché si dicono parolacce e come si gestisce
Ultima modifica 08.11.2022
INDICE
  1. Cos’è
  2. Cause
  3. Come si cura

Cos’è

Cos’è la Coprolalia?

La coprolalia è un tic vocale complesso che comporta l'uso involontario di parole e frasi oscene o volgari, inappropriate, dispregiative o socialmente inaccettabili per il contesto.

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Quest'impulso può manifestarsi, per esempio, sotto forma di parolacce, frasi di natura sessuale, tabù culturali, commenti offensivi sull'aspetto, la sessualità o l'etnia di una persona e la blasfemia. Anche i tic socialmente inappropriati non-osceni (NOSI), come gridare "bomba" in un aeroporto, possono essere classificati come coprolalia.

Il termine coprolalia deriva dalla parola greca "kopros", che significa "feci, sterco" e "lalein" che significa "balbettio".

Coprolalia: quando e come si presenta?

La coprolalia può presentarsi come singole parole, frasi più complesse o può sembrare contestuale alla conversazione, quindi può sembrare incorporata in un discorso normale e fluente. Di solito, la coprolalia viene espressa al di fuori del contesto sociale o emotivo e le parole possono essere pronunciate con un tono più alto o con una cadenza diversa rispetto alla normale conversazione.

Nella coprolalia mentale, l'espressione di queste frasi o parole volgari e/o oscene avviene sotto forma di pensieri, senza esternarli ad alta voce; queste subvocalizzazione possono essere molto angoscianti.

Cause

Coprolalia: perché si manifesta?

La coprolalia appartiene alla macro-categoria dei "coprofenomeni", tra cui rientrano anche:  

  • Coproprassia: tic motorio complesso caratterizzato dall'esecuzione involontaria di gesti osceni, ad esempio alzare due dita in modo offensivo e toccare se stessi o gli altri in modo inappropriato.
  • Coprografia: anche questo è un tic motorio e coincide con l'impulso involontario di digitare o scrivere parole o frasi volgari o disegnare immagini inappropriate.

L'esatto motivo per cui si verifica la coprolalia è ancora sconosciuto, ma si pensa che, come altri tic, siano coinvolti:

In pratica, si ritiene che la coprolalia sia il risultato di attivazioni errate o "cablaggi difettosi" all'interno dei meccanismi inibitori del cervello: in chi manifesta questo disturbo è compromessa la capacità innata di sopprimere pensieri e movimenti inconsci.

Un'ipotesi suggerisce che lo sviluppo dei tic coprolalici coinvolga le stesse regioni del cervello che sono equivalenti alle aree cerebrali coinvolte nel controllo sessuale e nel comportamento riproduttivo negli animali primitivi. Queste aree del cervello sono i gangli della base e il sistema limbico. Di conseguenza, la coprolalia potrebbe essere il risultato di una disfunzione di queste aree, quindi appare come un frammento vocale primitivo.

Un'ulteriore ipotesi è che la coprolalia sia nello spettro ossessivo-compulsivo, dove il cervello di una persona subisce un fallimento nell'inibire una parte della via cortico-striato-talamo-corticale (percorso che fa parte dei gangli della base nel cervello). Il motivo per cui tali parole e linguaggio vengono scelti piuttosto che un linguaggio molto più banale e quotidiano, è probabilmente dovuto alle forti reazioni emotive della persona prodotte dalla parte del cervello colpita.

Per saperne di più: Tic Nervosi: Cosa Sono, Perché si Manifestano e Cura

Proprio come qualsiasi altro tic, la coprolalia è vissuta in modo diverso in ogni individuo e il suo manifestarsi può essere incoerente, mutevole per tipo, intensità e frequenza e, spesso, è aumentato dallo stress.

Coloro che soffrono di tic gravi hanno maggiori probabilità di presentare coprofenomeni, oltre a coloro che hanno più condizioni concomitanti. Importante è sottolineare che la coprolalia NON è dovuta a scelte comportamentali, NON è una colpa dell'educazione e NON riflette i pensieri o le convinzioni della persona.

Coprolalia: possibili cause e disturbi associati

Sindrome di Tourette

La coprolalia è tipicamente associata alla sindrome di Tourette, un complesso disordine neuropsichiatrico caratterizzato da tic motori e vocali. In tale contesto, l'espressione di questi termini avviene in modo involontario ed inappropriato, risultando invalidante dal punto di vista psicologico e sociale. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), la coprolalia è un sintomo che si riscontra nel 10% dei pazienti con sindrome di Tourette.

Il soggetto affetto da sindrome di Tourette può pronunciare una singola parola o una serie di frasi complesse, talvolta con una differente cadenza o una voce più alta rispetto al tono abitualmente utilizzato durante la conversazione. Inoltre, una persona può ripetere mentalmente la parola volgare piuttosto che pronunciarla. In ogni caso, la coprolalia non riflette necessariamente i pensieri o le opinioni della persona: nonostante le apparenze, infatti, questo sintomo non è frutto di una scelta consapevole e volontaria, ma si manifesta nell'ambito di un irrefrenabile comportamento di natura compulsiva.

Disturbi neurologici e psichiatrici

La coprolalia non è esclusiva dei disturbi da tic, ma rappresenta anche un sintomo di altri disturbi neurologici. In particolare, è presente in alcune forme di psicosi e nella schizofrenia. Raramente, questa manifestazione si osserva dopo lesioni cerebrali (dovute, ad esempio, da ictus o encefalite) che hanno danneggiato la regione frontale profonda del cervello ed in associazione con altre condizioni neurologiche, come epilessia, corea-acantocitosi e sindrome di Lesch-Nyhan. La coprolalia si può riscontrare anche nel disturbo ossessivo-compulsivo e in alcuni pazienti con demenza.

Altre possibili cause

Nelle persone non affette da specifiche condizioni mediche, la coprolalia si può riscontrare come forma di opposizione e desiderio di protesta.

Per approfondire: Coprolalia - Cause e Sintomi

Come si cura

La gestione della coprolalia è diversa per tutti. 

Molte persone ne sono imbarazzate, quindi diventano ansiose in situazioni sociali che non fanno che aumentare la probabilità che la coprolalia si manifesti.

Alcuni pazienti hanno escogitato modi per mascherare la loro condizione quando si trovano al lavoro o in una situazione sociale e riescono a gridare solo il primo suono della parola (come "fffff" o "ssshh"). Altri se la cavano mormorando a bassa voce parole inappropriate o coprendosi la bocca; questo aiuta il malato a soddisfare in qualche modo gli impulsi. 

Altre volte ancora, però, le persone che soffrono di coprolalia sono in grado di sostituire la parola, ma questo non ha lo stesso effetto desiderato e lascia l'impulso insoddisfatto. Per fare un paragone, è un po' come non poter starnutire quando è necessario e sentirsi dire che, invece, si dovrebbe provare a tossire: la necessità di starnutire non scompare e viene alleviata solo quando alla fine si starnutisce.

La difficoltà nel gestire la condizione deriva spesso dall'incomprensione da parte di altri che vedono tali comportamenti come intenzionali, ostili, strani e/o offensivi. Questo è il motivo per cui è molto importante aumentare la consapevolezza della condizione e delle ragioni o delle cause alla base e aiutare le persone con coprolalia a condurre una vita piena e positiva.

Come gestire la Coprolalia

  • Terapie come CBiT (Comprehensive Behavioral Intervention for Tics), HRT (Habit Reversal Therapy) e mindfulness possono aiutare a deviare o gestire questi tipi di tic.
  • Concentrarsi ansiosamente su questi sintomi, o cercare di sopprimere o trattenere questi tic, può far sì che la coprolalia si verifichi più frequentemente e/o con maggiore intensità.
  • Trovare modi per spiegare coprolalia o altri coprofenomeni ad altri può essere una strategia utile (ad esempio insegnanti, datori di lavoro ecc.) e può essere molto utile se ci si trova in una situazione difficile a causa di un tic. 
  • Alcune persone scoprono che mascherare i tic può aiutare a ridurre il loro impatto: in caso di coprolalia, ad esempio, può essere utile mormorare senza emettere vocalizzazioni.

Autore

Dott.ssa Giulia Bertelli

Dott.ssa Giulia Bertelli

Biotecnologa Medico-Farmaceutica
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici