Complesso di Elettra: Cos’è? Significato e Risoluzione

Complesso di Elettra: Cos’è? Significato e Risoluzione
Ultima modifica 09.09.2019
INDICE
  1. Generalità
  2. Definizione
  3. Caratteristiche e Fasi
  4. Come si Supera

Generalità

Complesso di Elettra è un termine usato in psicoanalisi per descrivere la competizione e la gelosia che una figlia inconsciamente nutre per la madre, dovuta alla proiezione amorosa nei confronti del genitore di sesso opposto (padre).

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Il complesso di Elettra è descritto come una normale fase di passaggio della maturazione individuale, relazionale e sociale. Il superamento di questa tappa dello sviluppo evolutivo è, dunque, essenziale per la futura strutturazione della personalità.

Generalmente, la risoluzione del complesso di Elettra è spontanea e prevede l'identificazione progressiva con il genitore del proprio sesso. In molti casi, infatti, il fenomeno ha come conseguenza violenti conflitti emotivi e sensi di colpa, da cui risulta la scoperta delle differenze che permettono alla bambina di comprendere quale ruolo deve occupare nella relazione tra i due sessi. Durante la crescita, il modo in cui il complesso di Elettra viene affrontato e superato dipende da come si svolgono le tappe evolutive e da come i due genitori costruiscono il rapporto con i loro figli.

Definizione

Complesso di Elettra: che cos’è?

Il complesso di Elettra è definito come la competizione che una bambina sperimenta nei confronti del genitore dello stesso sesso (la madre), associata all'attrazione inconsciamente indirizzata al genitore di sesso opposto (il padre).

Per la psicoanalisi, il complesso di Elettra è una fase dello sviluppo e rappresenta l'equivalente femminile del complesso di Edipo, salvo alcune importanti considerazioni che ampliano l'interpretazione della variante maschile.

Origine del termine

L'espressione "complesso di Elettra" prende ispirazione dal nome dal personaggio mitologico di Elettra, che uccise la madre, Clitemnestra, per vendicare la morte di suo padre Agamennone. Il mito di Elettra è diverso da quello di Edipo (lei non sposò il padre, ma lo fece vendicare in battaglia dal fratello Oreste), ma le basi psicologiche utilizzate per l'interpretazione psicoanalitica sono identiche.

Quali sono le differenze con il complesso di Edipo?

Il concetto del complesso di Elettra è stato introdotto da Carl Gustav Jung con l'intento di approfondire le differenze tra l'evoluzione psicosessuale dei due generi, cioè negli atteggiamenti di attrazione verso il genitore di sesso opposto e di gelosia nei confronti del genitore dello stesso sesso. Più nel dettaglio, Jung modificò il concetto del complesso edipico, ponendo l'attenzione su quanto avviene nel processo di crescita nelle bambine e, in particolare, durante la fase fallica freudiana (3-6 anni di età).

La differenza cruciale tra il complesso di Edipo e quello di Elettra sta nel ruolo che l'organo sessuale maschile giocherebbe all'interno delle due situazioni, configurando il complesso di castrazione nel bambino e l'invidia nel pene nelle bambine.

Complesso di castrazione

Nel complesso di Edipo, il bambino inizia a capire che non gli è permesso sedurre la madre (secondo Freud, ciò avviene attraverso i richiami paterni): incontrando il limite del divieto e non riuscendo in queste incoscienti manovre, soffocherà la propria contrarietà e sarà costretto a rinviare il soddisfacimento delle proprie pulsioni. Il complesso di Edipo finirà per esprimersi, quindi, attraverso attacchi di collera ed incubi notturni. Questa fase viene definita da Freud come complesso di castrazione: nei confronti del proprio desiderio, il bambino ritiene che la punizione inflitta dal padre sia giusta.

Verso i cinque-sei anni, il bambino rinuncerà gradualmente a prendere il posto del genitore del suo stesso sesso, respingendo nell'inconscio le proprie emozioni e passioni. A quest'età, il bambino sposta il suo interesse dalla madre ad un altro individuo di sesso femminile all'esterno della famiglia; inoltre, costui inizia a condividere delle attività ed adotta comportamenti simili a quelli del papà, con il quale si identifica progressivamente. La risoluzione del complesso di Edipo e dell'angoscia di castrazione porta alla comprensione psichica delle differenze tra gli esseri, tra i sessi e tra le generazioni.

Invidia del pene

Per quanto riguarda il sesso femminile, la presa di coscienza di non avere un pene costituirebbe un motivo di ostilità ulteriore nei confronti della madre.

La fase dell'invidia del pene segna il passaggio dall'attaccamento alla madre alla competizione con la stessa per l'attenzione, il riconoscimento e l'affetto del padre. Questa scelta sarebbe influenzata dall'obiettivo di appropriarsi del pene paterno. In pratica, le bambine non soffrono del complesso di castrazione, cioè la paura di perdere il pene, ma sperimentano una frustrazione per il fatto di non averlo: la madre è vista sia come rivale per il possesso del padre, sia come responsabile per averle create senza pene.

Anche in questo caso, il superamento di questa fase segna la transizione verso una sessualità femminile matura e lo sviluppo di un'identità di genere. Verso i cinque-sei anni, le bambine inizieranno così a fare tutto come la mamma, che prendono come esempio da seguire.

Caratteristiche e Fasi

Complesso di Elettra: qual è il significato?

Il complesso di Elettra è un concetto originariamente elaborato nell'ambito della teoria psicoanalitica, per descrivere come una bambina matura l'identificazione col genitore del proprio sesso (cioè la madre) e il desiderio nei confronti del genitore del sesso opposto (il padre).

Il complesso di Elettra, la cui interpretazione rientra nella teoria dello sviluppo psicosessuale, è il modo in cui Jung "adatta" il complesso di Edipo di Freud al femminile.

Cosa sostiene Freud

Secondo Freud, la libido (ossia l'espressione psichica dell'energia sessuale fondata sull'esistenza di pulsioni fondamentali) emerge fin dalla nascita, determinando non solo i comportamenti adulti, ma anche quelli infantili. Il modo in cui la sessualità viene gestita nei primi mesi e anni di vita avrebbe, quindi, ripercussioni importanti in età adulta. Freud sostiene, in particolare, che la libido attraversi varie fasi evolutive correlabili a diverse zone erogene (cioè quelle parti del corpo la cui stimolazione è fonte di piacere sessuale).

Per approfondire, puoi consultare: Fasi del Complesso di Edipo

Se le pulsioni durante questa strutturazione della personalità non vengono soddisfatte, l'inconscio che governa il modo in cui ci comportiamo, può indurre allo sviluppo di fissazioni che possono dar luogo a disturbi psicologici. Sigmund Freud sviluppò la teoria dello sviluppo psicosessuale concentrandosi principalmente su ciò che accade negli uomini e sostenendo che analoga situazione fosse valida per le bambine. Nel sesso femminile, in realtà, le fasi dello sviluppo sono più complesse e presentano delle importanti differenze.

L’interpretazione di Jung

Carl Gustav Jung ha cercato di risolvere questa "lacuna teorica" sviluppando il concetto del complesso di Elettra, secondo il quale, durante lo sviluppo psicosessuale femminile, una ragazza è inizialmente attaccata a sua madre. Quando scopre di non avere un pene, si affeziona a suo padre ed inizia a maturare un senso di competizione e di rifiuto nei confronti della figura materna, che incolpa per la sua "castrazione".

Di conseguenza, la bambina inizia ad identificarsi e ad emulare sua madre per paura di perdere il target delle sue attenzioni. La risoluzione del complesso Elettra porta all'identificazione con il genitore dello stesso sesso.

Fasi del Complesso di Elettra

Il complesso di Elettra è strutturato in cinque fasi successive: orale, anale, fallica, latente e genitale, a seconda delle varie zone erogene della bambina dalle quali origina la libido.

Il complesso di Elettra inizia nella bambina a partire dai tre anni d'età. Una figlia può fortificare la proiezione amorosa nei confronti del padre, al quale richiede numerose manifestazioni d'affetto. Inoltre, la bambina cerca di attirare continuamente l'attenzione del papà, rifugiandosi spesso tra le sue braccia. Al contempo, la madre diventa una rivale o viene vista come una figura superflua. Nei casi peggiori, la bambina esplica comportamenti irrispettosi ed aggressivi nei confronti della figura materna, la quale viene incitata ad allontanarsi dal padre.

Tra i tre ed i cinque anni di età, la bambina inizia a capire che non gli è permesso sedurre il padre e sarà costretta a rinviare il soddisfacimento delle proprie pulsioni.

Verso i cinque-sei anni, la bambina rinuncerà gradualmente a prendere il posto del genitore del suo stesso sesso, respingendo nell'inconscio le proprie emozioni. A quest'età, l'interesse si sposta dal padre ad un altro individuo di sesso maschile all'esterno della famiglia; inoltre, la bambina inizia a condividere delle attività ed adotta comportamenti simili a quelli della mamma, che considera un esempio da seguire.

Come si Supera

Ruolo dei genitori nel Complesso di Elettra

Il complesso di Elettra è un momento cruciale, nel quale viene sancita la differenza tra i sessi e tra le generazioni.  Questa tappa richiede l'opportuna attenzione da parte dei genitori. In particolare, è necessario spiegare alla bambina che non potrà avere lo stesso tipo di relazione che ha il papà con la mamma, ma troverà, nel tempo, un'altra persona con la quale potrà fare ciò che fanno i genitori. 

Durante lo sviluppo emotivo, la figura familiare preferita deve cogliere ogni occasione per valorizzare l'altro genitore e porre dei limiti rispetto ai desideri della bambina. Tuttavia, se quest'ultima diventasse temporaneamente aggressiva o manifestasse eccessiva gelosia ed ostilità, il genitore deve continuare a comportarsi come se niente fosse.

Complesso di Edipo: a quale età si risolve?

Il complesso di Elettra è una fase normale per lo sviluppo della sessualità e della personalità di ogni individuo. Il modo in cui questo viene affrontato e superato dipende da come si svolgono le tappe evolutive e da come i due genitori costruiscono il rapporto con i loro figli.

Il complesso di Elettra si risolve normalmente da solo, tra i 5 ed i 7 anni d'età, con la progressiva rinuncia a prendere il posto del genitore del suo stesso sesso (la madre per la bambina) e la repulsione nell'inconscio delle emozioni e delle passioni per l'altra figura genitoriale. Di solito, verso i cinque-sei anni inizia l'età in cui i bambini sono felici di adottare comportamenti simili a quelli del papà e le bambine vogliono imitare la mamma. Questi comportamenti sanciscono concretamente il superamento del complesso di Elettra e di quello di Edipo e delineano l'ingresso in una nuova fase di crescita, nonché il corretto approccio psicologico nei confronti della figura paterna e materna.

Come affrontare la mal risoluzione

Come anticipato, il complesso di Elettra può essere influenzato dall'atteggiamento dei genitori e dal rapporto che ciascuno di essi ha con la bambina.

Un rifiuto delle manifestazioni fisiche di affetto, come il contatto da parte di un genitore, può generare sensi di colpa e di vergogna nella bambina inibendo la sua capacità di godere della propria sessualità e di sviluppare delle sane relazioni intime. In alcuni casi, la rivalità tra figli e padri e figlie e madri rimane radicata e fa sì che il loro rapporto si deteriori, sfociando in disturbi della personalità e/o problemi di sessualità.

Il normale superamento del complesso di Elettra può essere influenzato in senso negativo da atteggiamenti punitivi e violenti da parte di un genitore e, all'estremo, da episodi di abuso sessuale. In questo caso, è indispensabile l'aiuto di psicoterapeuti ed altri professionisti della salute ben informati sulla storia personale del paziente, che non devono perdere l'opportunità di intervenire in modo utile. Questi possono fornire, infatti, consigli con delicatezza e competenza.

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici