Colesterolo in Gravidanza di G.Bertelli

Generalità

Il colesterolo in gravidanza è normale che risulti aumentato: entro alcuni limiti, quest'incremento non è da considerarsi patologico, ma fisiologico, e non deve destare un'eccessiva preoccupazione per la futura mamma.

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(fonte: Shutterstock)

Durante la gestazione, il riscontro del colesterolo alto dipende dalla superiore quantità richiesta ai fini della formazione delle cellule fetali e del corretto sviluppo del nascituro.

I valori di colesterolo in gravidanza iniziano ad incrementare a partire dal quarto mese e raggiungono il picco massimo nell'ottavo mese.

Se il colesterolo in gravidanza risulta troppo alto e si mantiene tale, però, non è da sottovalutare. Questa condizione può predisporre a complicanze, come l'ipercolesterolemia gravidica dovuta alla combinazione tra l'aumento degli estrogeni e la resistenza insulinica.

Valori Normali

Colesterolo in Gravidanza: intervallo di riferimento

Durante la gestazione e nel puerperio sono considerati nella norma i valori di colesterolo compresi tra 200 e 337 mg/dL.

Colesterolo Alto in Gravidanza

Dopo un'iniziale riduzione, i livelli di colesterolo nel sangue (colesterolemia) aumentano leggermente durante le prime otto settimane di gravidanza, subendo un sensibile incremento a partire dal quarto mese.

I livelli massimi di colesterolo si raggiungono intorno all'ottavo mese e rimangono elevati per tutto il proseguo della gestazione. Pertanto, durante la gravidanza, valori di colesterolemia totale NON superiori a 337 mg/dL possono essere considerati assolutamente normali.

Possibili Conseguenze

Il colesterolo alto in gravidanza è correlato ad un maggior rischio di incorrere in un parto prematuro.

Inoltre, la gestazione non esclude la probabilità di sviluppare le spiacevoli conseguenze correlate all'ipercolesterolemia, quali ictus, infarto miocardico ed aterosclerosi.

Funzioni del Colesterolo

Quali sono le funzioni del Colesterolo in Gravidanza?

Durante la gravidanza, il colesterolo è essenziale sia per la salute materna, che per quella fetale.

L'organismo del nascituro ha, infatti, un forte bisogno di colesterolo per svilupparsi correttamente, soprattutto a livello nervoso (questo lipide stabilizza le membrane cellulari, regolandone fluidità e permeabilità).

Non a caso, durante la gravidanza, l'assunzione di farmaci ipolipemizzanti - come le statine - viene generalmente sospesa o perlomeno corretta, mentre la dieta ipolipidica e l'esercizio fisico continuano a rappresentare i rimedi cardine per contrastare l'ipercolesterolemia.

L'organismo materno utilizza il colesterolo come base per la sintesi degli ormoni steroidei e per la formazione delle membrane dei tessuti in crescita.

Cause e Fattori di Rischio

Alla base dell'ipertrigliceridemia e dell'ipercolesterolemia gravidica sembra esservi l'aumentata concentrazione di estrogeni combinata alla resistenza insulinica.

Non a caso, i livelli di colesterolo ritornano nella norma dopo 4-6 settimane dal parto, in maniera più rapida nelle donne che allattano al seno.

Ipercolesterolemia Gravidica: quali sono le cause?

Le cause che possono determinare un aumento della colesterolemia nel corso della gestazione comprendono:

  • Resistenza insulinica;
  • Stati infiammatori in atto.
Giulia Bertelli

L'autore

Giulia Bertelli

Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici