Cheratite Erpetica - Cheratite da Herpes Simplex

Cheratite Erpetica - Cheratite da Herpes Simplex
Ultima modifica 02.10.2019
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos’è
  3. Cause e Fattori di Rischio
  4. Sintomi e Complicazioni
  5. Diagnosi
  6. Trattamento

Generalità

La cheratite erpetica è un'infiammazione della cornea correlata all'infezione da virus herpes simplex (HSV). 

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La patologia si manifesta inizialmente con lacrimazione abbondante, dolore, sensazione di corpo estraneo, ipersensibilità alla luce, arrossamento congiuntivale e visione offuscata. Le recidive della cheratite erpetica possono provocare neovascolarizzazione della cornea (di norma, trasparente e priva di vasi), cicatrizzazione permanente e diminuzione della vista.

La diagnosi si basa sulla presenza della caratteristica ulcera corneale dendritica che si colora con fluoresceina all'esame con la lampada a fessura. Con le cure adeguate, la sintomatologia della cheratite erpetica si risolve, in genere, entro qualche settimana. Occorre segnalare, però, che farmaci antivirali topici e, occasionalmente, sistemici non eliminano il virus, ma contribuiscono a farlo ritornare in uno stato di latenza.

Cos’è

Cheratite Erpetica: che cos’è?

La cheratite erpetica è una patologia infiammatoria che interessa la cornea, cioè la membrana che ricopre la parte anteriore dell'occhio, attraverso la quale è possibile intravedere l'iride e la pupilla. Normalmente trasparente, questa struttura rappresenta la prima "lente" che la luce incontra nel suo percorso verso cervello. La cornea è, infatti, un elemento essenziale del sistema diottrico oculare: permette il passaggio dei raggi luminosi verso le strutture interne dell'occhio e, insieme al cristallino, concorre a mettere a fuoco le immagini sulla retina.

La cornea è costituita da strati sovrapposti, il più esterno dei quali è l'epitelio pavimentoso stratificato, mentre i successivi sono formati da un fitto intreccio di fibrille collagene disposte in lamelle, con una matrice glicoproteica che le unisce e le rende trasparenti.

La cheratite erpetica rappresenta uno dei più gravi problemi oftalmologici in quanto può determinare la perdita della trasparenza corneale con riduzione della capacità visiva. L'infiammazione alla base del processo flogistico è correlata all'infezione da virus herpes simplex (HSV).

Cause e Fattori di Rischio

Quali sono le cause della Cheratite Erpetica?

Come anticipato, la cheratite erpetica è un'infiammazione della cornea causata dal virus herpes simplex. Quest'agente virale infetta generalmente solo le palpebre ed i loro bordi; talvolta, però, può coinvolgere anche congiuntiva, cornea e altre strutture oculari. L'herpes simplex penetra nell'organismo attraverso la pelle e le mucose, dove infetta le cellule epiteliali e ne determina la morte, da cui conseguono le vescicole piene di secreto siero-ematico e le altre lesioni tipiche della malattia.

Come si trasmette l’infezione

Il virus responsabile della cheratite erpetica si trasmette per contatto diretto con liquidi biologici infetti (sangue, saliva e lacrime) di un'altra persona o dalla madre al feto attraverso la placenta. La trasmissione del virus herpes simplex può avvenire anche in modo indiretto, utilizzando e condividendo oggetti contaminati, come asciugamani, cuscini, lenzuola o fazzoletti.

Infine, nello stesso soggetto, il virus herpes simplex si può trasmettere, mediante auto-inoculazione, anche ad altre parti del corpo: la diffusione dell'agente virale può avvenire semplicemente toccando gli occhi con le mani dopo aver graffiato o sfregato una lesione erpetica - ad esempio, sulle labbra - durante la fase contagiosa dell'infezione.

Per questo, durante l'episodio di herpes labiale, occorre prestare massima attenzione a non portare le mani dalla bocca agli occhi. In caso contrario, il virus potrebbe provocare una cheratite erpetica, gravissima complicazione oculare che può addirittura portare alla cecità.

Cheratite Erpetica: perché recidiva?

Le recidive della cheratite erpetica sono frequenti: come altri herpes virus, dopo il contagio e le prime manifestazioni della malattia, l'agente causale elude la difesa immunitaria, utilizzando la strategia della latenza. In pratica, il patogeno permane nell'organismo, nascondendosi nei gangli nervosi, senza dare segno della sua presenza. Qui il sistema immunitario e i farmaci non possono attaccarlo, poiché non replica e non genera sufficiente quantità di peptidi di derivazione virale tali da segnalare la loro presenza alle cellule T citossiche. Di norma, infatti, per neutralizzare un'infezione virale già instaurata, i linfociti T citotossici uccidono le cellule infettate.

Quando si trovano nello stato di quiescenza all'interno delle cellule umane, gli herpes virus non provocano problemi; la latenza può durare diverse settimane, mesi, anni o perfino per tutta la vita. In alcune circostanze, poi, soprattutto quando le difese immunitarie si abbassano, l'herpes virus si riattiverà determinando un episodio di malattia. Una volta terminata la fase di replicazione, l'agente virale tende infine a tornare indietro per rinchiudersi nei gangli nervosi, mantenendo così il ciclo che sta alla base della persistenza dell'infezione.

Questa caratteristica si riflette anche sull'andamento della cheratite erpetica: nel tempo, la reiterazione dell'infezione da herpes simplex può condurre a ipoestesia corneale, ulcerazione, cicatrizzazione permanente e riduzione della vista.

In alcuni casi, dopo il primo contagio, il virus dell'herpes simplex può rimanere silente anche per tutta la vita.

Cheratite Erpetica: quando si può riattivare?

La cheratite erpetica si ripresenta in alcune situazioni favorevoli al virus herpes simplex. Le riattivazioni dell'infezione tendono a presentarsi nei periodi di forte stress psicologico e/o fisico oppure come conseguenza di un'eccessiva esposizione alla luce solare o di una marcata alterazione ormonale. In simili circostanze, il virus esce dai gangli nervosi e percorre a ritroso la strada fatta al momento del contagio.

Da "innesco" per la riattivazione della cheratite erpetica possono fungere anche:

Altri fattori che possono predisporre alla cheratite erpetica sono l'impiego di alcuni farmaci immunosoppressori e l'immunodeficienza secondaria a chemioterapia, radioterapia ed infezione da HIV.

Sintomi e Complicazioni

Cheratite Erpetica: come decorre

  • La cheratite da herpes simplex si manifesta, in genere, una settimana dopo il contatto del virus con la superficie oculare (infezione primaria). Le lesioni possono coinvolgere ogni strato della cornea e sono mediate sia dall'agente virale, che dalla risposta immunitaria. Le manifestazioni dell'infezione primaria sono spesso lievi e auto-limitanti.
  • Segue, però, la fase latente della malattia, in cui il virus permane nelle radici nervose per poi riattivarsi in seguito a fattori scatenanti (infezione recidivante).
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Sintomi dell’infezione primaria

L'infezione iniziale da virus herpes simplex (cheratite erpetica primaria) è solitamente rappresentata da una congiuntivite non specifica, quindi i sintomi comprendono:

  • Sensazione di corpo estraneo all'interno dell'occhio;
  • Lacrimazione abbondante;
  • Fotofobia (ipersensibilità alla luce);
  • Arrossamento della congiuntiva.

Dopo qualche giorno, possono subentrare:

Al contempo, possono manifestarsi sintomi come:

  • Formicolio a livello della fronte;
  • Stanchezza (astenia) e facile affaticabilità;
  • Malessere generale.

In alcuni casi di cheratite erpetica, possono comparire lesioni cutanee (vescicole) sulla palpebra e nella regione periorbitaria (blefarite vescicolare) con distribuzione dermatomerica.

Le lesioni corneali possono essere importanti e portare alla formazione di cicatrici e di neovascolarizzazione, con una significativa compromissione della vista.

Infezione recidivante

Le recidive della cheratite da herpes simplex si presentano con diverse modalità: solitamente, l'infezione colpisce la superficie della cornea, ma può coinvolgere anche gli strati più profondi (stroma corneale).

Pertanto, le infezioni ricorrenti possono provocare ipoestesia o anestesia (intorpidimento della superficie oculare), ulcere corneali profonde e cicatrici permanenti. Lo sviluppo di tali condizioni è chiaramente rischioso per la cornea che, di norma, è avascolare e trasparente: possibile conseguenza della cheratite erpetica è, quindi, la perdita della vista.

Diagnosi

Come viene diagnosticata la Cheratite Erpetica?

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La diagnosi della cheratite erpetica è solitamente clinica e prevede la raccolta dei dati anamnestici, la visita oculistica ed il riscontro dei segni caratteristici della malattia, come il dolore riferito dal paziente e l'eruzione dermatomerica sulla fronte e sulla palpebra, in associazione ad altri sintomi oculari.

Anamnesi

In caso di sospetto di cheratite erpetica, il medico valuterà attentamente la sintomatologia riferita dal paziente e la sua storia clinica, soffermandosi in particolare nella ricerca d'infezioni da herpes simplex virus passate.

Esame Obiettivo

I sintomi e le lesioni che caratterizzano la cheratite erpetica si prestano ad un'interpretazione abbastanza univoca. Di solito, è sufficiente un'ispezione visiva dell'area colpita da parte del medico, per comprendere l'entità del coinvolgimento oculare.

L'occhio del paziente viene, in genere, esaminato con uno strumento chiamato oftalmoscopio, utile per esaminare la parte più profonda, il nervo ottico ed i vasi sanguigni. La lampada a fessura è uno strumento costituito, invece, da una sorgente luminosa e da una lente d'ingrandimento che visualizza nel dettaglio le strutture oculari interne, quindi risulta utile per valutare eventuali abrasioni e ulcerazioni corneali.

Altri accertamenti

In genere, non è necessario ricorrere ad esami di laboratorio;in presenza di sintomi sospetti o dubbi circa l'eziologia, tuttavia, il medico può prelevare un campione dalla congiuntiva o dalla secrezione oculare per la successiva indagine citologica (cellulare), l'immunofluorescenza diretta per la ricerca degli antigeni virali e/o il dosaggio delle particelle virali mediante PCR, amplificandone cioè il DNA.

Trattamento

Cheratite Erpetica: qual è il trattamento previsto?

La terapia della cheratite erpetica dipende fondamentalmente dall'entità dell'infezione e dal grado di coinvolgimento dell'occhio (cornea superficiale, cornea profonda, uvea, iride ecc.).

Di solito, il trattamento si avvale dell'uso di farmaci antivirali (es. aciclovir, ganciclovir, valaciclovir ecc.) e corticosteroidi, su prescrizione medica.

  • Se il coinvolgimento è superficiale si può facilmente debellare con l'applicazione di pomate oftalmiche o colliri antivirali, per ridurre la gravità delle manifestazioni e accelerare i tempi di guarigione dalla cheratite erpetica. A tal proposito, una raccomandazione importante per accorciare la durata delle manifestazioni è di iniziare questo trattamento il prima possibile.
  • Nei casi più gravi, la cura topica potrebbe essere rafforzata da farmaci antivirali ad assunzione orale.
  • L'utilizzo delle gocce di collirio a base di cortisonici è riservato esclusivamente ai casi gravi di cheratite erpetica (coinvolgimento dello stroma corneale o uveite): in simili circostanze, i pazienti dovranno attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal medico. Un utilizzo smodato o inadeguato di questi farmaci può paradossalmente aggravare i sintomi.

Per controllare il dolore associato alla cheratite erpetica, possono essere impiegati farmaci analgesici ed antinfiammatori.

Se vi fosse rischio di incorrere in qualche sovrainfezione batterica, invece, il medico può consigliare colliri a base antibiotica a fini esclusivamente profilattici.

Se le cicatrici corneali secondarie alla cheratite erpetica non rispondono alle cure farmacologiche può rendersi necessaria la chirurgia o il trapianto di cornea.

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici