Aura: Cos’è? Quando e Perché Si Manifesta con il Mal di Testa?

Aura: Cos’è? Quando e Perché Si Manifesta con il Mal di Testa?
Ultima modifica 18.10.2021
INDICE
  1. Cos’è l’Aura
  2. Cause e Fattori Predisponenti
  3. Sintomi e Complicanze
  4. Diagnosi
  5. Cosa Fare

Cos’è l’Aura

Aura: In Cosa Consiste?

In medicina, con AURA s'intende un insieme di sintomi di tipo neurologico che precedono o accompagnano alcune forme di mal di testa, tra cui l'emicrania.

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Si tratta di un fenomeno transitorio, cioè reversibile a risoluzione dell'episodio doloroso, che dipende dal coinvolgimento di specifiche aree del cervello. Le manifestazioni più comini comprendono: sensazioni di intorpidimento, nausea, perdita di appetito, cambiamenti di umore, aumentata della sensibilità a luce o suoni, offuscamento visivo e scotomi.

Nonostante le cause all'origine dell'aura non siano ancora del tutto chiare, molti fattori possono scatenare o aggravare l'aura, come, ad esempio: stress, squilibri ormonali, odori e rumori forti, sbalzi climatici, attività fisiche troppo intense, cattiva postura e scarsa qualità del sonno.

Forme di Mal di Testa con Aura

L'aura visiva è un fenomeno comune e generalmente intenso nell'EMICRANIA. Tuttavia, simili disturbi della visione sono stati descritti anche in associazione ad altri tipi di cefalea primaria, come la CEFALEA TENSIVA e la CEFALEA A GRAPPOLO.

Esiste anche l’Aura Epilettica

Oltre all'aura emicranica, esiste l'aura epilettica che precede una crisi epilettica.

Cause e Fattori Predisponenti

Le cause dell'aura non sono ancora del tutto chiare, ma pare che nella fisiopatologia siano implicati

  • Fattori vascolari: è stato ipotizzato che i sintomi dell'aura possano dipendere da un'improvvisa costrizione dei vasi cerebrali, da cui conseguirebbe una riduzione nell'apporto di sangue in alcune aree encefaliche; la successiva fase di vasodilatazione coincide, invece, con l'insorgenza del mal di testa vero e proprio.
  • Fattori neuro-ormonali: nell'innescarsi dell'aura potrebbero essere implicati un'alterazione del sistema di regolazione del dolore e un'anomalia nella trasmissione dei segnali nervosi.
  • Fattori genetici: sembra che l'aura sia associata ad una predisposizione familiare.

Fattori favorenti e/o aggravanti

I fattori che possono aggravare o scatenare un attacco di aura sono diversi e comprendono:

Sintomi e Complicanze

Caratteristiche dell’Aura

Le aure sono disturbi neurologici transitori molto vari, che possono influenzare la visione, l'equilibrio, la coordinazione muscolare, le sensazioni o la parola. 

Più comunemente, l'aura è caratterizzata da sintomi visivi, quali:

  • Aumentata sensibilità alla luce (fotofobia);
  • Oscuramento di metà campo visivo (emianopsia);
  • Offuscamento visivo;
  • Fosfeni (percezione di flash e lampi di luce);
  • Scotomi (visione di macchie scure o colorate).

A volte, possono comparire anche sintomi di altra natura, come:

  • Repulsione per il cibo, nausea e/o vomito;
  • Formicolii, sensazione di intorpidimento e riduzione della sensibilità di un arto o di metà del corpo (tipicamente, le parestesie iniziano in una mano, si diffondono al braccio e possono coinvolgere l'emivolto omolaterale);
  • Ipersensibilità o fastidio per odori (osmofobia) e rumori (fonofobia);
  • Impaccio nei movimenti di un'estremità;
  • Disturbi del linguaggio di tipo afasico (da intendersi come difficoltà di esprimersi ed articolare le parole);
  • Vertigini;
  • Cambiamenti di umore.

Meno frequenti sono le alterazione dello stato di coscienza (confusione, atassia, mancanza di equilibrio o disorientamento) per la disfunzione transitoria del tronco encefalico.

Quanto dura l’Aura?

Le manifestazioni dell'aura durano da alcuni minuti ad un'ora e, in alcuni casi, possono persistere dopo l'inizio del mal di testa. Altre volte, invece, l'aura può verificarsi senza mal di testa o precede una sintomatologia dolorosa lieve.

Aura: Quale Relazione con l’Emicrania?

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Il mal di testa che si manifesta in associazione all'aura è generalmente di tipo emicranico e compare entro un'ora circa dalla risoluzione dei sintomi prodromici, ma, talvolta, può essere contemporaneo (cioè l'aura può persistere anche dopo l'inizio del mal di testa vero e proprio).

L'emicrania è una cefalea primaria (il mal di testa non è, quindi, provocato da altre patologie), nonché una delle forme più comuni. In media, questa forma di mal di testa colpisce circa il 12% delle persone adulte (18% donne vs 6% uomini); l'aura precede gli attacchi in circa un terzo dei casi.

L'emicrania è spesso avvertita come un dolore pulsante e continuo, d'intensità moderata o grave. Durante un attacco emicranico, l'area in cui è localizzato il mal di testa può cambiare posizione ed aumentare progressivamente d'intensità. L'esordio coinvolge, di solito, la parte del capo anteriore o laterale, sopra l'occhio; in un secondo momento, il mal di testa evolve in un dolore sordo e la sensazione di pulsazione può divenire bilaterale o diffondersi alla regione di fronte e tempie.

L'emicrania con aura si manifesta con attacchi ricorrenti, che si presentano con una frequenza molto variabile: da pochi episodi in un anno a 2-3 crisi alla settimana. L'attacco può durare alcune ore o, nei casi più gravi, qualche giorno (in genere, durano da 4 a 72 ore). Il dolore tende a peggiorare durante l'attività e, spesso, i pazienti riferiscono difficoltà di concentrazione nel corso delle crisi. Ne consegue che la maggior parte delle persone preferisce stare sdraiata in una stanza buia e silenziosa durante gli attacchi. 

Aura Tipica o Senza Emicrania

Dal punto di vista clinico, si riconoscono diverse varianti di emicrania con aura (forma classica, ad esordio acuto, con aura prolungata, senza cefalea ecc.).

Nell'aura isolata (o senza cefalea), ad esempio, i sintomi prodromici possono presentarsi senza poi essere seguiti dalla crisi di mal di testa. Le forme più rare di emicrania con aura sono caratterizzate da sintomi neurologici particolari, come la perdita di forza fino alla paralisi di una parte del corpo (emicrania emiplegica) o da altri disturbi dell'equilibrio e della coscienza (emicrania basilare).

Diagnosi

Quando Rivolgersi al Medico

Se l'aura è molto intensa o diventa un disturbo abituale, è bene rivolgersi al proprio medico di base o al neurologo per una valutazione corretta.

Aura: Esami per la Diagnosi

La diagnosi è clinica e si basa su un'accurata raccolta dei dati anamnestici (cioè relativi alla storia clinica e alla sintomatologia) e sull'esame obiettivo, che permette al medico di controllare alcuni parametri fisici e neurologici, come ad esempio:

  • Pressione arteriosa e frequenza cardiaca;
  • Anomalie nella respirazione e presenza di febbre;
  • Esame dei muscoli cervicali e dell'articolazione temporo-mandibolare;
  • Esame di funzioni motorie, sensoriali, cerebrali, cognitive e acuità visiva.

In base al giudizio del medico, il percorso diagnostico può avvalersi di indagini diagnostiche più approfondite, come la tomografia computerizzata (TAC), la risonanza magnetica e l'elettroencefalogramma (soprattutto in età pediatrica). Ulteriori accertamenti possono comprendere anche esami del sangue, radiografia della colonna cervicale, puntura lombare, ecodoppler e visita oculistica completa.

Diagnosi differenziale

Prima di formulare la diagnosi, è importante escludere altre condizioni che possono manifestarsi con un quadro clinico molto simile (anche se i casi sono rari), quali:

Cosa Fare

Il primo passo da attuare per gestire e prevenire l'aura consiste nel ridurre o, se possibile, eliminare i fattori scatenanti. Se il controllo di questi stimoli è inefficace e se la sintomatologia è così intensa da impedire lo svolgimento delle normali attività quotidiane, è possibile ricorrere alla terapia farmacologica

In ogni caso, l'approccio più appropriato deve sempre tenere in considerazione le indicazioni individuali stabilite dal medico, formulate in relazione all'entità del disturbo, alla sintomatologia ed alle esigenze personali del paziente.

Aura: Trattamento Sintomatico

Nei soggetti che presentano episodi di aura poco frequenti, il trattamento è esclusivamente sintomatico e prevede l'assunzione di analgesici ed antinfiammatori da automedicazione, come l'ibuprofene ed il naprossene.

Tra i farmaci più utilizzati nella terapia sintomatica rientrano gli anti-infiammatori non steroidei (FANS) ed i triptani: entrambe queste tipologie di medicinali riescono a limitare l'attacco doloroso, ma generalmente non riescono ad avere effetti sull'aura.

Aura: Prevenzione

Quando l'aura si ripresenta spesso (almeno 5 crisi al mese) o se i sintomi sono particolarmente gravi, un neurologo specializzato nella cura delle cefalee può indicare una terapia di profilassi, finalizzata a ridurre la frequenza e la gravità degli attacchi. Questo tipo di trattamento farmacologico prevede l'assunzione regolare di farmaci, spesso su base giornaliera.

Le principali classi di medicinali sono in parte simili a quelli utilizzati per le forme di mal di testa senz'aura e comprendono:

  • Beta-bloccanti e calcio-antagonisti: modulano il tono dei vasi sanguigni e regolano i meccanismi implicati nel dolore;
  • Antidepressivi: agiscono prevalentemente sui recettori della serotonina;
  • Antiepilettici: agiscono sulla soglia del dolore e sull'ipereccitabilità cerebrale.

Stile di Vita e Consigli Utili

Alcune modificazioni dello stile di vita (es. abitudini legate al sonno o dieta) possono limitare i disagi associati all'aura.

Questi comprendono:

  • Evitare fattori che possono favorire la comparsa dell'aura, come il fumo di sigaretta, gli ambienti scarsamente areati, il consumo di alcolici, il caldo eccessivo e l'esposizione a rumori intensi;
  • Limitare il consumo di alimenti che possono contenere glutammato monosodico, nitriti e lattosio implicati nell'insorgenza di attacchi di mal di testa: latticini, formaggi stagionati, cibo cinese, uova, cioccolato, agrumi, pomodoro ecc.;
  • Fare un bagno caldo o una doccia;
  • Stendersi o concedersi un piccolo riposino. Chiudere gli occhi e provare a rilasciare la tensione nella schiena, collo e spalle.

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici