Attacco di Panico: Cos'è e Come si Manifesta

Attacco di Panico: Cos'è e Come si Manifesta
Ultima modifica 18.05.2020
INDICE
  1. Definizione
  2. Cause
  3. Sintomi
  4. Diagnosi
  5. Trattamento

Definizione

Cos'è l'Attacco di Panico?

L'attacco di panico è un evento caratterizzato dall'insorgenza di un fortissimo ed improvviso senso di paura, disagio ed ansia accompagnato da sintomi sia emotivi che fisici.

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La durata dell'attacco di panico è generalmente breve, ma coloro che hanno avuto la sfortuna di sperimentarlo lo descrivono come un'esperienza decisamente terribile.

Sebbene questa descrizione dell'attacco di panico sia certamente di forte impatto, è importante sottolineare che, da un punto di vista medico, questo episodio non risulta essere pericoloso per l'individuo.

L'attacco di panico può manifestarsi come evento isolato e poi più ripetersi, o comunque può ripetersi a distanza di diverso tempo.

Attacco di Panico e Disturbo di Panico: quali differenze?

Il disturbo di panico si caratterizza per la comparsa di ripetuti attacchi di panico accompagnati dalla paura che possa ripetersi un attacco futuro e/o da una serie di comportamenti che sono dettati dalla volontà di evitare situazioni o fattori che possono favorire la comparsa di altri episodi (comportamenti disadattavi).

Cause

Perché si manifestano gli Attacchi di Panico?

Le cause alla base di un attacco di panico non sempre sono facilmente identificabili e in molti casi non sono del tutto note. Indubbiamente, vi è il coinvolgimento sia di fattori psicologici che di fattori fisiologici.

Ad ogni modo, fra le possibili condizioni che possono favorire lo sviluppo di un attacco di panico ritroviamo:

  • Situazioni caratterizzate da stress particolarmente intensi;
  • Diagnosi di malattie gravi;
  • Lutti;
  • Traumi;
  • Problemi e cambiamenti importanti che interessano l'ambito lavorativo, affettivo, famigliare, economico, ecc.

L'attacco di panico può manifestarsi nell'ambito di qualsiasi disturbo d'ansia, ma può insorgere anche in pazienti che manifestano anche altri disturbi psichiatrici, quali ad esempio, la depressione.

Quando l'attacco si manifesta nell'ambito di altri disturbi d'ansia, spesso si tratta di un attacco collegato al disturbo stesso (ad esempio, un individuo aracnofobico può sviluppare un attacco di panico qualora dovesse trovarsi vicino ad un ragno). In questi casi, si parla più propriamente di attacchi di panico attesi. Quando, invece, gli episodi si manifestano senza alcun apparente innesco, si parla di attacchi di panico inaspettati.

Sintomi

Come si manifestano gli Attacchi di Panico?

Come accennato, l'attacco di panico si caratterizza per la comparsa improvvisa di un forte senso di disagio, paura ed ansia. A questa condizione possono poi associarsi altri sintomi, quali:

A questa sintomatologia di tipo cognitivo possono altresì associarsi sintomi somatici, come:

Il tipo e la quantità di sintomi che accompagnano l'attacco di panico possono variare da individuo a individuo, anche in funzione della gravità con cui si manifesta l'episodio. Ad ogni modo, l'attacco di panico è generalmente accompagnato da almeno quattro dei sopra citati sintomi.

Per approfondire: Sintomi Attacchi di Panico

Solitamente, i sintomi dell'attacco di panico raggiungono il loro picco in circa dieci minuti per poi svanire nel giro di pochi minuti.

Gli individui che soffrono di disturbo di panico, inoltre, sperimentano una pressoché costante paura di sviluppare un nuovo attacco di panico (trattasi di ansia anticipatoria) che li spinge ad evitare ad ogni costo tutti quei fattori o quelle situazioni che potrebbero favorire l'insorgere di un altro episodio.

Quando dura un Attacco di Panico?

La durata di un attacco di panico può variare da alcuni secondi fino ad arrivare a qualche ora. In linea di massima, comunque, si stima che gli attacchi di panico abbiano una durata media di circa mezz'ora (30 minuti).

Diagnosi

Come si Diagnosticano gli Attacchi di Panico?

La diagnosi solitamente si basa sulla sintomatologia descritta dal paziente al proprio medico quando l'episodio è ormai terminato. Difatti, difficilmente in seguito ad un singolo attacco rimangono evidenti sintomi che il medico possa analizzare per effettuare una diagnosi.

In alcuni casi, il paziente che sperimenta l'attacco di panico associato a sintomi somatici come quelli elencati nel soprastante capitolo potrebbe non rendersi conto di quanto sta succedendo e potrebbe invece pensare di essere affetto da patologie gravi, ad esempio, respiratorie, cardiache o cerebrali. Tali pensieri possono spingere il paziente a chiedere aiuto al proprio medico curante o al pronto soccorso; in un simile frangente, tuttavia, può capitare che concentrandosi sui sintomi somatici presentati, la diagnosi di attacco di panico non venga formulata correttamente.

Diagnosi del Disturbo di Panico

Per quanto riguarda la diagnosi del disturbo di panico, invece, il discorso cambia. Tale disturbo, infatti, può essere diagnosticato solo dopo aver escluso la presenza di altri disturbi organici e solo se i sintomi manifestati dal paziente rispondono ai criteri diagnostici stabiliti dal DSM-5, ovvero il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali.

Secondo tale manuale, i pazienti con disturbo di panico manifestano attacchi di panico ricorrenti (benché la frequenza non venga specificata) in cui uno o più attacchi sono seguiti da una o entrambe le condizioni di seguito riportate per un periodo uguale o superiore a un mese:

  • Preoccupazione persistente di sperimentare ulteriori attacchi di panico o preoccupazione delle conseguenze che potrebbero derivarne;
  • Risposta comportamentale disadattiva (ad esempio, l'individuo può evitare situazioni sociali, luoghi, attività, ecc. che potrebbero favorire la comparsa di nuovi attacchi, isolandosi).

Trattamento

Come curare gli Attacchi di Panico?

Di per sé, l'attacco di panico tende ad essere autolimitante e ad esaurirsi nell'arco di un intervallo di tempo più o meno ampio.

Attacchi di panico isolati, solitamente, non richiedono un trattamento specifico; mentre attacchi ripetuti e lo stesso disturbo di panico possono richiedere più spesso una terapia mirata.

Va precisato, comunque, che ogni individuo è a sé stante e può reagire alla comparsa degli attacchi di panico in maniera differente. Di seguito, quindi, ci limiteremo ad illustrare quelle che sono le strategie terapeutiche maggiormente impiegate nel trattamento dei disturbi di panico; ma spetta al medico curante e allo specialista stabilire il miglior trattamento per ciascun paziente.

In linea generale, il trattamento dei disturbi di panico può avvalersi di un approccio terapeutico multiplo che prevede interventi psicoterapici e trattamenti farmacologici.

Terapia Farmacologica

Fra i farmaci che si possono utilizzare nel trattamento del disturbo di panico, ritroviamo:

  • Farmaci ansiolitici e, in particolare modo, le benzodiazepine. Queste ultime, tuttavia, dovrebbero essere usate per brevi periodi di tempo (anche se ciò non sempre è possibile) per via degli effetti indesiderati che sono in grado di provocare e a causa della loro capacità di indurre dipendenza e assuefazione.
Per approfondire: Farmaci Ansiolitici Benzodiazepine
  • Farmaci antidepressivi, come ad esempio, inibitori del reuptake di serotonina (SSRI), inibitori del reuptake di serotonina e noradrenalina (NSRI), modulatori della trasmissione serotoninergica (SARI), inibitori delle monoammino ossidasi (IMAO), ecc.
Per approfondire: Antidepressivi

Psicoterapia

I pazienti che soffrono di disturbo di panico possono essere trattati efficacemente con due diversi modelli psicoterapeutici, quali:

  • Terapia cognitivo-comportamentale: l'obiettivo di questa forma di psicoterapia è quello di insegnare ai pazienti a riconoscere e controllare i propri pensieri - quindi, le proprie paure - e a modificare il loro comportamento affinché questo sia il più possibile adattivo e non disadattivo.
Per approfondire: Psicoterapia Cognitivo Comportamentale
  • Terapia di esposizione: questo tipo di psicoterapia fa sì che i pazienti si trovino dinanzi le proprie paure affinché queste possano diminuire. Il paziente viene quindi esposto gradualmente e ripetutamente alle situazioni o ai fattori che possono favorire gli attacchi di panico, naturalmente con l'assistenza continua del medico che per tutta la seduta lo aiuta ad affrontare la situazione. Lo scopo è quello di far rivivere al paziente lo stato di ansia più volte fino a quando la paura perderà il suo effetto (processo di assuefazione).

Concludiamo ribadendo ancora una volta che il tipo di trattamento dipende dalla gravità e dalla frequenza degli attacchi di panico, oltre che dalla risposta del paziente alla stessa terapia.

Autore

Ilaria Randi
Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha sostenuto e superato l’Esame di Stato per l’Abilitazione alla Professione di Farmacista