Polisonnografia: cos'è, perché si fa, cosa rileva e risultati

Polisonnografia: cos'è, perché si fa, cosa rileva e risultati
Ultima modifica 16.06.2022
INDICE
  1. Generalità
  2. Sonno e Fasi del Sonno
  3. Cos'è
  4. Cosa Registra
  5. A Cosa Serve
  6. Rischi
  7. Preparazione
  8. Come si Svolge
  9. Dopo la Polisonnografia
  10. Risultati
  11. Costo

Generalità

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La polisonnografia è un test diagnostico mirato alla studio e all'individuazione dei disturbi del sonno.
Durante la notte, mentre il paziente dorme, una particolare strumentazione rileva e registra alcuni parametri fisiologici fondamentali, come l'attività cerebrale, la respirazione, i livelli di ossigeno ecc.
In base a come tali parametri evolvono durante la nottata, un medico specializzato in malattie del sonno è in grado di stabilire se il paziente soffre effettivamente di un qualche disturbo e di quale condizione si tratta.
La polisonnografia si svolge in un centro ospedaliero attrezzato alla procedura: l'esame, infatti, deve avvenire in una stanza del tutto particolare, munita di determinati strumenti.
I rischi del test sono minimi e la preparazione all'esame è estremamente semplice, in quanto non richiede alcune speciale precauzione.

Sonno e Fasi del Sonno

Il sonno si caratterizza per due fasi principali, che si alternano l'una con l'altra per diverse volte (4-5 cicli) nel corso della notte; queste fasi sono:

  • La fase NON-REM, o sonno ortodosso, e
  • La fase REM, o sonno paradosso.

Ogni ciclo composto da una fase NON-REM e una fase REM dura in genere 90-100 minuti.

Solo la corretta alternanza tra la fase NON-REM e la fase REM garantisce un riposo ristoratore.

Fase NON-REM

La fase NON-REM (o NREM) si contraddistingue per quattro stadi, durante i quali il sonno diviene progressivamente più profondo.

I primi due stadi sono, rispettivamente, l'addormentamento e il sonno leggero; al terzo stadio, inizia la fase di sonno profondo, il quale raggiunge il suo culmine al quarto stadio.
È al quarto stadio della fase NREM che l'organismo umano si rigenera.

La fase NON-REM si accorcia a ogni ciclo: inizialmente, occupa gran parte del ciclo "fase NREM-fase REM" (almeno per due cicli); dopodiché, lascia sempre più spazio alla fase REM.

Fase REM

La fase REM è un momento particolare del sonno: se da un lato c'è un aumento del battito cardiaco e della frequenza respiratoria, e l'individuo sogna e muove rapidamente gli occhi (da qui l'acronimo REM che vuol dire Rapid Eye Movement, ossia rapido movimento oculare), dall'altro si verifica, sotto l'influsso di specifi neurotrasmettitori, una sorta di rilassamento/paralisi della musculatura (atonia muscolare).

La fase REM inizialmente copre una piccola porzione dei cicli del sonno notturno; verso il mattino, però, si allunga, sottraendo tempo alla fase NREM.

Cos'è

Polisonnografia: in cosa consiste?

La polisonnografia è un test diagnostico che registra l'andamento e le variazioni di alcuni parametri fisiologici durante le fasi REM e NON-REM, nei soggetti con sospetti disturbi del sonno.

Lo strumento utilizzato per la registrazione di tali parametri è il polisonnigrafo; quest'ultimo è uno apparecchio computerizzato che, in occasione dell'esame, un tecnico provvede a collegare all'individuo tramite una serie di sensori cutanei situati all'estremità di diversi cavi.

La polissonnografia è conosciuta anche come polisonnogramma, anche se in realtà questo termine indica più specificatamente il complesso dei vari tracciati stilati dal polisonnografo durante l'esame. 

Cosa Registra

Cosa rileva la Polisonnografia?

La polisonnografia registra tutti quei dati utili a tracciare l'evoluzione dei cicli del sonno in una persona.

Più nei dettagli, analizza:

Come già detto, la polisonnografia compie un'analisi delle variazioni dei suddetti parametri nel passaggio dalla fase NON-REM a quella REM del sonno.

Lo sapevi che...

In fase REM, l'attività cerebrale è più intensa che in fase NON-REM; a testimoniarlo sono i sogni, il movimento oculare rapido e l'aumento della frequenza respiratoria (per tutti gli muscoli, invece, si assiste a una sorta di paralisi).

A Cosa Serve

Quando si fa la Polisonnografia?

La polisonnografia è indicata quando un individuo soffre (o c'è il sospetto che soffra) di un qualche disturbo del sonno.
Infatti, i parametri registrati dal polisonnigrafo consentono di stabilire le anomalie delle fasi REM e NON-REM e cosa ne altera la corretta alternanza.

In base ai risultati del test, un medico specialista delle malattie del sonno è in grado di valutare la natura del disturbo notturno e pianificare la terapia più opportuna.

Quali disturbi del Sonno diagnostica la Polisonnografia?

La polisonnografia trova impiego quando il medico, sulla base di quanto emerso da un esame obiettivo preliminare, sospetta che il paziente soffra di:

  • Sindrome delle apnee ostruttive del sonno. Nota anche come sindrome delle apnee ostruttive notturne o OSAS, questa condizione provoca, durante il sonno, delle interruzioni temporanee della respirazione.
  • Disturbi del movimento correlati al sonno. L'individuo affetto da tali problemi è protagonista di movimenti involontari, solitamente con gli arti inferiori (è assai raro che muova le braccia o le mani).
    Due esempi tipici di disturbi del movimento correlati al sonno sono: la sindrome della gambe senza riposo (RLS) e i movimenti periodici degli arti inferiori.
  • Narcolessia. È una malattia neurologica che causa ripetuti attacchi di sonno e una continua sensazione di sonnolenza diurna. Chi ne soffre, si addormenta più volte nell'arco dell'intera giornata, anche quando è occupato in attività coinvolgenti.
  • Disturbi del comportamento durante la fase REM. Soffrono di tali disturbi le persone che "vivono" fisicamente i propri sogni con gesti di gambe o braccia, imprecazioni, agitazione ecc.
  • Disturbi del comportamento durante la fase NON-REM (o disturbi comportamentali notturni della fase NON-REM). Appartengono a questa categoria problemi come, per esempio, il sonnambulismo e il risveglio confusionale.
  • Insonnia cronica. È l'incapacità di dare continuità al sonno notturno. Certe persone ne sono affette in modo cronico.

Sintomi delle Apnee Ostruttive del Sonno

Rischi

La polisonnografia è un test indolore e per nulla invasivo.
Gli unici problemi che potrebbero insorgere sono correlati alle irritazioni cutanee provocate dall'applicazione sulla pelle dei sensori del polisonnigrafo.

Preparazione

Come prepararsi alla Polisonnografia?

La polisonnografia richiede una preparazione molto semplice, a cui è facile attenersi.

A partire almeno dal pomeriggio del giorno precedente il test, infatti, è sufficiente non assumere alcolici e cibi o bevande contenenti caffeina; questo perché alcolici e caffeina possono disturbare il sonno notturno, alterando i risultati della polisonnografia.

Importante!

È buona norma che il paziente informi il medico che potrebbe prescrivere la polisonnografia di eventuali terapie farmacologiche in corso, così da sapere, in vista dell'esame, se deve o meno interrompere temporaneamente le assunzioni.

Come si Svolge

Cosa avviene durante la Polisonnografia?

La polisonnografia si svolge, ovviamente, di notte e in un centro ospedaliero attrezzato alla procedura o, in alternativa, in una clinica del sonno specializzata; l'esame, infatti, ha luogo in una stanza particolare, munita di tutto ciò che serve per seguire passo passo l'attività notturna del paziente.

Tra le varie cose, l'ambiente presenta anche una telecamera e un sistema audio per la comunicazione tra paziente e personale medico.

Polisonnografia: tutte le tappe della procedura

Arrivo

Il personale medico richiede al paziente di recarsi presso la struttura ospedaliera verso sera (in genere, un paio d'ore prima dell'orario a cui si corica solitamente), in modo tale che ci sia il tempo per preparare la strumentazione.

Per facilitare l'adattamento al nuovo ambiente, l'individuo sotto esame può portare con sé tutto ciò che usa solitamente a casa propria quando va a dormire.

Stanza

La stanza è simile a una stanza d'albergo ed è fornita di tutti i confort, così che il paziente possa sentirsi maggiormente a proprio agio.

Inoltre, è munita di una telecamera e di un sistema audio: la telecamera permette al personale medico di osservare cosa avviene all'interno della stanza durante la notte; il sistema audio, invece, serve alla comunicazione con l'esterno, nel caso in cui il paziente soffra di un qualche malore.

Collegamento alla strumentazione

Come anticipato, il collegamento al polisonnigrafo avviene tramite dei sensori cutanei, posti all'estremità di diversi cavi.
I cavi sono lunghi abbastanza da permettere al paziente qualsiasi movimento notturno.

Le sedi di applicazione dei sensori sono: cuoio capelluto, tempie, torace e arti inferiori.
Per collegare i sensori alle cute trova impiego un adesivo apposito o un collante.

Il sensore per la misurazione dei livelli d'ossigeno rappresenta un'eccezione, rispetto agli altri: è, infatti, una sorta di clip da applicare in genere al dito indice.

Parametri misurati

Ricapitolando, i parametri misurati o monitorati durante la polisonnografia sono: le onde cerebrali (che descrivono l'attività del cervello), i movimenti oculari, il battito cardiaco, la respirazione, i livelli d'ossigeno nel sangue e l'attività dei muscoli scheletrici di arti superiori e inferiori.

Durata della registrazione

La registrazione comincia quando il paziente si addormenta e termina quando il paziente si sveglia.

In genere, in assenza di intoppi, dura tutta la notte.

Assistenza

Se il paziente avverte un malore improvviso ha la possibilità di comunicarlo al personale medico, mediante il sistema audio di cui è dotata la camera per la notte.

Il personale medico si trova nelle immediate vicinanze, appena al di fuori della stanza; pertanto, può intervenire immediatamente.

Possibili problemi

Può capitare che il paziente si senta a disagio e fatichi a prendere sonno, perché l'esame e l'ambiente, a lui estraneo, lo preoccupano.

Tuttavia, ciò non altera il buon esito del test, in quanto è sufficiente che il paziente dorma qualche ora, non per forza tutta la notte.

Polisonnografia domiciliare

Da qualche tempo ormai, esiste la possibilità di sottoporsi alla polisonnografia a domicilio, cioè tra le mure di casa, in piena comodità.

Occorre precisare che diverse cliniche che offrono questo vantaggioso servizio effettuano, a casa del paziente, soltanto una polisonnografia parziale, mirata alla misurazione dei parametri cardio-respiratori (polisonnografia cardio-respiratoria).
Per l'esame completo (con la misurazione dell'attività cerebrale ecc), quindi, bisogna sempre che il paziente si rechi in struttura. 

I motivi di questa scelta si devono essenzialmente all'impossibilità di dotare l'abitazione del paziente delle apparecchiature necessarie per effettuare la polisonnografia completa.

Quanto dura la Polisonnografia?

La polisonnografia è un esame per la valutazione della qualità del sonno di un individuo.
Come si è visto, si svolge di notte, mentre il paziente dorme.
Pertanto, la durata dell'esame è l'intera notte; in termini di ore, si parla di 7-8 ore, a seconda di quando il paziente si addormenta alla sera e si sveglia al mattino seguente.

Dopo la Polisonnografia

Dopo la Polisonnografia quando si può tornare a casa?

Con il risveglio del paziente, un tecnico sanitario si occupa di interrompere la registrazione, spegnere lo strumento e scollegare i sensori applicati sulla cute.

Dopodiché, il paziente può già fare ritorno a casa.

Risultati

Prima un tecnico sanitario e poi un medico specializzato in malattie del sonno si occupano di valutare e interpretare l'esito della polisonnografia.

Solo ad analisi conclusa, il medico discuterà i risultati con il paziente e gli esporrà la terapia più appropriata. 

In genere, i risultati di una polisonnografia sono disponibili nel giro di qualche settimana: l'interpretazione dei vari dati raccolti, infatti, richiede un po' di tempo, non è immediata.  

Come interpretare i Risultati della Polisonnografia

Di seguito, è riportata una breve descrizione di cosa vogliono dire (o possono voler dire) determinati parametri registrati durante una polisonnografia.

  • Onde cerebrali e movimenti oculari. Malattie come la narcolessia e i disturbi del comportamento durante la fase REM interferiscono con l'attività cerebrale e/o con i movimenti oculari (N.B: si ricorda che la sigla REM sta per Rapid Eye Movement).
  • Battito cardiaco, respirazione e cambiamenti dei livelli d'ossigeno. Questi tre parametri subiscono delle forti variazioni quando è in corso la cosiddetta sindrome delle apnee notturne.
  • Movimenti degli arti, in particolare delle gambe. Una loro presenza potrebbe voler significare che il paziente soffre di un qualche disturbo del movimento correlato al sonno, come per esempio la sindrome delle gambe senza riposo (RLS) e i cosiddetti movimenti periodici degli arti inferiori.
  • Movimenti e comportamenti inusuali durante il sonno (parasonnie). Gesti e modi di agire inusuali durante il sonno sono il possibile segno di un disturbo del comportamento durante la fase REM o NON-REM.

Ricordando che quanto sopra riportato sono soltanto esempi di possibili interpretazioni, i dati che emergono dalla polisonnografia servono a confermare i sospetti di partenza del medico e permettono di stabilire il trattamento terapeutico più adeguato.

Costo

Quanto costa la Polisonnografia?

ll prezzo di una polisonnografia varia in funzione che l'esame si svolga in convenzione (avvalendosi cioè del Servizio Sanitario Nazionale, il cosidetto ticket sanitario) oppure privatamente. 

In regime privato, l'esame potrebbe costare dai 150 ai 300 euro, a seconda della struttura che effettua la prestazione e degli scopi della stessa.

In convenzione, invece, la polisonnografia comporta un esborso economico decisamente più contenuto; tuttavia, sul piatto della bilancia bisogna mettere i tempi di attesa, che sono senza dubbio più lunghi.

Autore

Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza