Paracetamolo: Cos'è, A Cosa Serve, Effetti Collaterali

Paracetamolo: Cos'è, A Cosa Serve, Effetti Collaterali
Ultima modifica 15.02.2022
INDICE
  1. Generalità
  2. A Cosa Serve
  3. Avvertenze e Precauzioni
  4. Interazioni
  5. Effetti Collaterali
  6. Come Funziona
  7. Dosaggio e Modo d'uso
  8. Gravidanza e Allattamento
  9. Controindicazioni

Generalità

Che cos'è il Paracetamolo?

Il paracetamolo - o acetaminofene - è un principio attivo dotato di attività antipiretica ed analgesica.

Si tratta di un farmaco considerato piuttosto sicuro, tanto che il suo impiego - agli opportuni dosaggi e nelle opportune formulazioni farmaceutiche - può essere fatto anche nei neonati.

Dal punto di vista chimico, il paracetamolo è un derivato del para-amminofenolo, ottenuto per acetilazione di quest'ultimo.

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2022/02/15/struttura-chimica-della-molecola-di-paracetamolo-orig.jpeg Shutterstock
Struttura Chimica della molecola di Paracetamolo

Il paracetamolo è disponibile in svariate formulazioni farmaceutiche adatte alla somministrazione per via orale, per via rettale e per via parenterale. I medicinali che lo contengono - sia da solo che in associazione ad altri principi attivi - sono molteplici. Alcuni di questi sono liberamente acquistabili senza ricetta medica (farmaci da banco o OTC, oppure farmaci SOP o Senza Obbligo di Prescrizione), mentre altri necessitano di presentazione di ricetta medica generalmente ripetibile; in entrambi i casi, trattasi di farmaci classificati in fascia C il cui costo è a totale carico del cittadino. I medicinali contenenti paracetamolo in associazione ad oppioidi (ad esempio, codeina, tramadolo), invece, possono essere dispensati solo dietro presentazione di ricetta medica non ripetibile (RNR); alcuni sono classificati in fascia C, mentre altri in fascia A (questi ultimi sono rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale - SSN).

Approfondimento: il Paracetamolo è un FANS o Antinfiammatorio Non Steroideo?

Al contrario di quello che molti erroneamente pensano, il paracetamolo NON è dotato di attività antinfiammatoria, quindi NON è un FANS, ma è dotato di una'interessante attività analgesica che lo rende utile nel trattamento di molte tipologie di dolore (artritico, muscoloscheletrico, nevralgico, ecc.)

Esempi di alcuni Medicinali che contengono Paracetamolo

Nota: in questo articolo ci occuperemo delle caratteristiche del solo paracetamolo e non del paracetamolo associato ad altri principi attivi.

Lo sapevi che…

Uno dei medicinali più famosi per il contenuto di paracetamolo è la Tachipirina®. Per questo motivo, non è insolito che nel linguaggio comune si utilizzi il nome commerciale della suddetta specialità medicinale - benché in modo improprio - per indicare e riferirsi al principio attivo vero e proprio.

A Cosa Serve

Quando si Usa il Paracetamolo e quali sono le sue Indicazioni Terapeutiche?

Il paracetamolo è indicato in adulti, adolescenti e bambini (agli opportuni dosaggi e nelle idonee formulazioni farmaceutiche):

Approfondimento: Paracetamolo e COVID

Il paracetamolo può essere utilizzato - fatto salvo il cui non vi siano controindicazioni note - per abbassare la febbre in presenza di COVID-19. Chiaramente, in un simile frangente, è sempre necessario il consulto preventivo con il proprio medico prima di assumere qualsivoglia medicinale.

Avvertenze e Precauzioni

Cosa bisogna sapere prima di utilizzare il Paracetamolo?

Nonostante molti dei medicinali contenenti paracetamolo possano essere acquistati senza necessità di presentare la ricetta medica, è opportuno contattare sempre il medico prima di assumerli, a maggior ragione se è la prima volta che si ricorrere all'uso del principio attivo in questione.

In particolare, prima di utilizzare il paracetamolo, il medico deve essere informato se l'individuo che lo deve utilizzare:

Infine, è opportuno informare il medico se si sta assumendo il paracetamolo e ci si deve sottoporre ad analisi del sangue; questo perché il principio attivo può interferire con la determinazione di alcuni valori, quali la glicemia e l'uricemia.

Attenzione!

L'utilizzo di dosi elevate di paracetamolo e/o l'uso del principio attivo per periodi di tempo prolungati possono causare gravi disturbi al fegato e alterazioni anche gravi a carico di sangue e reni. In simili casi, il medico - attraverso l'esecuzione di esami ed analisi - controllerà la funzionalità epatica e renale e la composizione sanguigna del paziente.

Pertanto, appare chiaro quanto sia importante assumere il farmaco seguendo le indicazioni del medico o le indicazioni riportate sul foglietto illustrativo. Le dosi massime consentite NON devono mai essere superate.

Interazioni

Interazioni Farmacologiche fra il Paracetamolo e Altri Farmaci o Prodotti

Prima di assumere il paracetamolo attraverso qualsiasi via di somministrazione, è opportuno informare il medico se si stanno assumendo o sono stati da poco assunti farmaci quali:

Inoltre, quando il paracetamolo per via orale è somministrato in concomitanza a farmaci in grado di ridurre la velocità di svuotamento gastrico (come, ad esempio, gli anticolinergici e gli analgesici oppioidi) può verificarsi una diminuzione della biodisponibilità dello stesso paracetamolo. Al contrario, quando il farmaco è somministrato in concomitanza a farmaci che aumentano la velocità di svuotamento gastrico (come i procinetici), allora si va incontro ad un aumento della biodisponibilità di paracetamolo.

Ad ogni modo, prima di iniziare ad assumere il paracetamolo, è necessario informare il medico se si stanno assumendo, sono stati recentemente assunti o si potrebbe assumere farmaci o prodotti di qualsiasi tipo, inclusi i farmaci senz'obbligo di prescrizione medica (SOP), i farmaci da banco (OTC), i prodotti erboristici e fitoterapici, i prodotti omeopatici, ecc.

Paracetamolo con Cibi e Bevande

L'assunzione concomitante di paracetamolo e alcol aumenta il rischio di danni al fegato. Pertanto, nei pazienti che soffrono di etilismo (dipendenza da alcol) che devono assumere il paracetamolo, il medico dovrà ridurre la dose solitamente impiegata.

È opportuno sottolineare che l'uso del paracetamolo va effettuato con cautela anche nelle persone che non soffrono propriamente di dipendenza da alcol, ma che ne fanno un uso cronico o eccessivo.

In qualsiasi caso, durante il trattamento con paracetamolo, è necessario evitare di consumare grandi quantità di alcol.

Effetti Collaterali

Quali Effetti Indesiderati può causare il Paracetamolo?

Il paracetamolo, così come qualsiasi altro principio attivo, può causare diversi effetti indesiderati, anche se non tutti i pazienti li manifestano o li manifestano nello stesso modo. Infatti, ogni persona reagisce in maniera soggettiva alla somministrazione del farmaco, manifestando effetti indesiderati diversi per tipo ed intensità, oppure non manifestandone affatto.

Di seguito saranno riportati alcuni degli effetti indesiderati che potrebbero manifestarsi con l'utilizzo dei medicinali a base di solo paracetamolo. Per informazioni più specifiche, leggere il foglietto illustrativo del medicinale che si deve assumere.

Il trattamento con il principio attivo va immediatamente sospeso e il medico subito contattato se si manifestano reazioni allergiche che possono essere caratterizzate dalla comparsa di:

Inoltre, con l'assunzione di paracetamolo potrebbero altresì manifestarsi i seguenti effetti indesiderati la cui frequenza non è tuttavia nota:

Infine, si segnala che sono altresì stati riportati casi molto rari di eruzioni cutanee gravi.

Con la somministrazione endovenosa sono stati segnalati:

Sovradosaggio da Paracetamolo

In caso di assunzione di dosi eccessive da paracetamolo, i primi sintomi che possono manifestarsi sono:

  • Anoressia, nausea e vomito, seguiti da un marcato decadimento delle condizioni generali;
  • Pallore;
  • Malessere generalizzato;
  • Diaforesi;
  • Aumento dei livelli ematici di bilirubina, lattico-deidrogenasi e delle transaminasi epatiche;
  • Riduzione dei livelli ematici di protrombina;
  • Danni epatici che possono portare a coma e morte.

L'assunzione di dosi eccessive di paracetamolo aumenta il rischio di intossicazione e può portare a risvolti tragici, soprattutto se chi assume il principio attivo si trova in una o più delle seguenti condizioni:

  • Soffre di patologie del fegato;
  • Fa abuso di alcol;
  • Soffre di malnutrizione cronica;
  • Sta assumendo sostanze o farmaci che stimolano gli enzimi epatici.

In caso di assunzione di dosi elevate di paracetamolo, pertanto, è opportuno contattare subito il medico o rivolgersi al più vicino ospedale.

Il trattamento del sovradosaggio da paracetamolo è sintomatico e di supporto, ma prevede anche l'allontanamento del farmaco dal corpo mediante lavanda gastrica, diuresi forzata o emodialisi e la somministrazione tempestiva di antidoti, quali sono l'acetilcisteina o la cisteamina.

Come Funziona

Meccanismo d'Azione del Paracetamolo

Il paracetamolo è un farmaco dotato di spiccata attività analgesica e antipiretica, ma il meccanismo esatto con cui esso espleta la sua azione terapeutica non è ancora stato del tutto chiarito.

Si ritiene che l'azione analgesica sia riconducibile ad un'azione diretta esercitata a livello del Sistema Nervoso Centrale (SNC), probabilmente mediata dal sistema oppioide e da quello serotoninergico, ma non solo. Si ritiene, infatti, che l'effetto analgesico possa essere generato anche dall'inibizione della sintesi di prostaglandine sempre a livello centrale, probabilmente mediata dall'inibizione dell'enzima ciclossigenasi di tipo 3 (COX-3), l'isoforma di quest'enzima maggiormente espresso a livello centrale.

La ciclossigenasi è un enzima di cui si conoscono tre diverse isoforme: la COX-1, la COX-2 e la COX-3. Il compito di questi enzimi è quello di convertire l'acido arachidonico in prostaglandine, prostacicline e trombossani. Nel dettaglio, le prostaglandine mediano le risposte dolorose e sono implicate nei meccanismi che provocano l'innalzamento della temperatura corporea.
Il paracetamolo, pertanto, inibendo la COX-3 a livello centrale, impedisce la sintesi delle prostaglandine (in particolare delle prostaglandine E o PGE) responsabili dell'insorgenza di febbre e dolore.

Ad ogni modo, si pensa che il paracetamolo sia in grado di ridurre lo stimolo doloroso agendo anche a livello periferico.

L'azione antipiretica potrebbe essere mediata sempre dal suddetto meccanismo d'inibizione della sintesi di prostaglandine e, in particolare, della prostaglandina E1 (PGE1) a livello del centro ipotalamico regolatore della temperatura corporea.

Dosaggio e Modo d'uso

Come si Somministra il Paracetamolo e in Quali Dosi?

Come accennato, il paracetamolo è disponibile in differenti formulazioni farmaceutiche adatte a diverse vie di somministrazione. Più nel dettaglio, il paracetamolo è disponibile per la:

  • Somministrazione orale sotto forma di compresse, compresse effervescenti, compresse orodispersibili, granulato effervescente, sciroppo, polvere per soluzione orale e gocce orali.
  • Somministrazione per via rettalesotto forma di supposte.
  • Somministrazione per via parenterale sotto forma di soluzione per infusione endovenosa.

Durante il trattamento con il farmaco - per evitare l'insorgenza di pericolosi effetti collaterali, soprattutto a livello epatico e renale - è fondamentale non superare mai le dosi di paracetamolo consigliate ed è necessario attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal medico e riportate sul foglietto illustrativo del medicinale, sia per quanto riguarda la quantità di farmaco da assumere, sia per quanto riguarda la frequenza delle somministrazioni e la durata dello stesso trattamento.

Di seguito sono riportate alcune indicazioni sulle dosi di paracetamolo abitualmente impiegate in terapia. Si tratta di valori puramente indicativi, riportati per il solo scopo illustrativo. Per conoscere l'esatta posologia di ciascuna formulazione farmaceutica e quanto paracetamolo e medicinale che lo contiene assumere, si rimanda ai foglietti illustrativi del prodotto che si deve assumere e alle indicazioni fornite dal medico.

Somministrazione per Via Orale e per Via Rettale

Quando il paracetamolo è somministrato per via orale o per via rettale, la dose abitualmente impiegata negli adulti è di 500-1000 mg di farmaco, da assumersi dalle 3 alle 4 volte al giorno, a seconda dei casi, con intervalli di almeno quattro ore fra una somministrazione e l'altra.

La quantità di farmaco da assumere e la frequenza delle somministrazioni variano in funzione della gravità dei sintomi e delle condizioni cliniche di ogni singolo paziente.

La dose solitamente utilizzata nei bambini varia dai 120 mg ai 500 mg di paracetamolo in funzione del peso corporeo del bambino, anche la frequenza di somministrazione varia in funzione del peso corporeo del paziente pediatrico.

Nella prima infanzia, invece, la dose di paracetamolo abitualmente somministrata può variare dai 40 mg ai 120 mg in funzione del peso corporeo e dell'età del neonato o bambino.

Ribadiamo che quanto riportato ha solo un fine illustrativo, per la posologia di paracetamolo da somministrare al bambino, attenersi alle indicazioni fornite dal pediatra.

NON superare mai le dosi giornaliere massime raccomandate.

Somministrazione per Via Endovenosa

La quantità di paracetamolo da somministrare per via endovenosa dipende dal peso corporeo del paziente, dalle sue condizioni di salute e dall'eventuale presenza di terapie farmacologiche in corso. Il paracetamolo per via endovenosa verrà somministrato solo da personale sanitario specializzato.

Gravidanza e Allattamento

Paracetamolo in Gravidanza: si può usare? E durante l'Allattamento?

Fermo restando che le donne in gravidanza e le madri che allattano al seno devono informare il medico della loro condizione prima di assumere qualsiasi tipo di farmaco, se necessario, il paracetamolo può essere utilizzato nelle gestanti. In questi casi, è innanzitutto necessario che sia il medico a prescriverlo ed è opportuno che venga utilizzata la dose più bassa possibile per il minor tempo di trattamento possibile.

Alle dosi raccomandate, nei casi di assoluta necessità e solo previo consiglio medico, il paracetamolo può essere utilizzato anche durante l'allattamento al seno.

Nonostante quanto finora detto, le donne in gravidanza e le madri che allattano al seno devono sempre consultare il medico o il ginecologo prima di assumere il paracetamolo.

ATTENZIONE!

Alcuni medicinali contenenti paracetamolo in associazione ad altri principi attivi possono essere controindicati durante la gravidanza e/o l'allattamento al seno. Informazioni dettagliate sono riportate sul foglietto illustrativo di ciascun farmaco contenente paracetamolo. Per qualsiasi dubbio rivolgersi al medico.

Controindicazioni

Quando il Paracetamolo NON deve essere usato?

Il paracetamolo e tutti i medicinali che lo contengono non devono essere utilizzati in caso di allergia nota allo stesso paracetamolo e/o ad uno o più degli altri componenti (eccipienti ed eventuali altri principi attivi) del medicinale.

Allergia al Paracetamolo: cosa assumere in alternativa?

Nel caso in cui si soffra di allergia nota nei confronti del paracetamolo, il medico consiglierà al paziente quali altri farmaci analgesici e/o antipiretici assumere. Il tipo di farmaco da utilizzare in sostituzione del paracetamolo dovrebbe essere scelto dal medico in quanto questa figura sanitaria - conoscendo la storia clinica del suo paziente, il suo stato di salute e le terapie farmacologiche eventualmente in corso - è in grado di individuare quale principio attivo può essere efficace e privo di controindicazioni per il paziente stesso.

L'uso del paracetamolo, inoltre, è controindicato:

  • Nei pazienti affetti da gravi patologie epatiche;
  • Nei pazienti che soffrono di grave anemia emolitica.

In funzione del medicinale preso in considerazione, possono esserci ulteriori controindicazioni all'impiego. Per informazioni dettagliate e specifiche, si rimanda alla lettura del foglietto illustrativo dello stesso.

NOTA BENE

In questo articolo si è cercato di fornire una panoramica generale sulle principali caratteristiche dei medicinali che contengono paracetamolo. Tuttavia, poiché tali caratteristiche possono variare in funzione del prodotto preso in considerazione - quindi anche in funzione della via di somministrazione e della presenza di eventuali altri principi attivi in associazione - per informazioni più specifiche e dettagliate, si rimanda ancora una volta all'attenta lettura del foglietto illustrativo del medicinale prescritto dal medico che si deve impiegare.

In caso di dubbi, consultare il medico o rivolgersi al farmacista.

Autore

Dott.ssa Ilaria Randi

Dott.ssa Ilaria Randi

Chimica e Tecnologa Farmaceutica
Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha sostenuto e superato l’Esame di Stato per l’Abilitazione alla Professione di Farmacista