Neuropatia Periferica: si guarisce? Sintomi e aspettative di vita

Neuropatia Periferica: si guarisce? Sintomi e aspettative di vita
Ultima modifica 08.02.2024
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos'è
  3. Cause
  4. Sintomi e Complicanze
  5. Diagnosi
  6. Terapia
  7. Prevenzione
  8. Prognosi

Generalità

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La neuropatia periferica è la condizione morbosa che risulta da un deterioramento e da un cattivo funzionamento dei nervi periferici.
Le cause di neuropatia periferica sono numerose; il diabete è il principale fattore scatenante, almeno per quanto concerne i Paesi industrializzati come l'Italia o il Regno Unito.
I sintomi variano a seconda che siano coinvolti nervi di tipo sensitivo, motorio o autonomo.
Per pianificare un'adeguata terapia, occorre un'indagine diagnostica molto attenta: l'individuazione delle cause e il successivo trattamento sono di fondamentale importanza.

Cos'è

La neuropatia periferica è la condizione medica che scaturisce dal deterioramento e malfunzionamento dei nervi del sistema nervoso periferico (SNP).

In base alla sede del danno, gli esperti distinguono due tipi di neuropatia periferica:

  • Neuropatia demielinizzante. Si caratterizza per un danno o lo scorretto sviluppo della mielina che avvolge l'assone della cellula nervosa. Questo tipo di neuropatia altera il modo in cui i segnali nervoso viaggiano lungo l'assone.
  • Degenerazione assonale. Si contraddistingue per il deterioramento e la morte dell'assone. Più lungo è il neurone colpito e peggiori sono gli effetti.
    La degenerazione assonale è il danno più osservato nei pazienti con neuropatia periferica.

La velocità con cui si instaura una neuropatia periferica dipende dalle cause (che l'articolo tratterà in seguito): ci sono neuropatie che si sviluppano nel giro di pochi giorni o settimane e neuropatia che compaiono dopo anni (anche decenni).

Sistema nervoso e sistema nervoso periferico: un breve ripasso

Il sistema nervoso è l'insieme di organi, tessuti e cellule nervose (neuroni), capaci di ricevere, analizzare ed elaborare gli stimoli provenienti dall'interno e dall'esterno del corpo.
Al termine dell'elaborazione, il sistema nervoso genera delle risposte adatte alla situazione, che favoriscono la sopravvivenza dell'organismo di appartenenza.
Il sistema nervoso dei vertebrati è composto da:

  • Sistema nervoso centrale (SNC): formato da encefalo e midollo spinale, è l'apparato che si occupa di elaborare, controllare e rispondere agli stimoli che provengono dall'ambiente esterno e dall'organismo. È la parte più importante del sistema nervoso.
  • Sistema nervoso periferico (SNP): è il "braccio" del sistema nervoso centrale. Difatti, il suo lavoro consiste nel trasmettere al SNC tutti i dati informativi captati all'interno e all'esterno dell'organismo e nel diffondere verso la periferia tutte le elaborazioni con origine nel SNC. 
    Senza il SNP, il sistema nervoso centrale non potrebbe funzionare in maniera adeguata.

Per adempiere alle proprie funzioni, il sistema nervoso periferico si avvale di una rete di nervi.

Il nervo è un insieme di assoni; ricoperto da una guaina nota come mielina, l'assone è il prolungamento della cellula nervosa deputato a diffondere il segnale nervoso.

Grazie ai nervi, il SNP comunica con le braccia, le mani, i piedi, le gambe, gli organi interni (a questo ci si riferiva prima con "i dati informativi captati all'interno dell'organismo"), la bocca e la faccia.

Fanno parte del SNP i nervi cranici e i nervi spinali, i quali hanno origine rispettivamente nell'encefalo e nel midollo spinale.
Dal punto di vista funzionale, questi nervi possono essere:

  • Sensitivi. Un nervo sensitivo è un nervo che trasporta un'informazione sensoriale, captata in periferia. Dolore, percezione tattile e sensibilità propriocettiva sono solo alcuni esempi di informazione sensoriale.
  • Motori. I nervi motori sono i nervi che controllano i muscoli scheletrici. A metterli in azione è un segnale che ha origine nel sistema nervoso centrale.
  • Autonomi. I nervi autonomi sono i nervi che regolano le funzioni automatiche del corpo, come per esempio la pressione sanguigna, la digestione o il processo di riempimento/svuotamento della vescica.

Cause

La neuropatia periferica riconosce numerose cause; ecco quali sono:

Diabete mellito

Principale causa di neuropatia periferica nei Paesi, il diabete mellito è una malattia metabolica, provocata da un difetto di secrezione e/o di azione dell'insulina, un ormone fondamentale per il passaggio del glucosio dal sangue alle cellule.
A seguito della mancata secrezione e/o del malfunzionamento dell'insulina, i livelli di glucosio nel sangue (glicemia) aumentano e s'instaura una condizione molto pericolosa per l'organismo, nota come iperglicemia.
La neuropatia periferica che insorge a causa del diabete mellito è chiamata anche neuropatia diabetica.
Secondo le teorie più recenti e attendibili, a provocare la neuropatia diabetica sarebbe proprio l'iperglicemia. Infatti, gli alti livelli di glucosio nel sangue danneggerebbero i vasi sanguigni che riforniscono di ossigeno e nutrienti i nervi periferici (cioè i nervi del sistema nervoso periferico).
Senza ossigeno e nutrienti, un qualsiasi nervo, tessuto od organo del corpo va incontro a un processo di morte, indicato più propriamente con il termine di necrosi.
Ad aumentare il rischio di neuropatia periferica in un malato di diabete mellito concorrono varie condizioni, tra cui:

Grave alcolismo

Gli alcolisti non assorbono adeguatamente i cibi ingeriti e sono spesso soggetti a episodi di diarrea e vomito. Ciò determina uno stato di malnutrizione, in alcuni casi anche molto severo, che interessa in particolar modo le vitamine.
Le vitamine (in particolare la B12, la B1, la B6, la niacina e la E) sono fondamentali per la buona salute del sistema nervoso, pertanto una loro carenza comporta, tra le varie conseguenze, anche il deterioramento dei nervi del sistema nervoso periferico.

Carenze vitaminiche dovute a cause diverse dall'alcolismo

Diete errate o incomplete possono sfociare nella carenza di alcune vitamine.
Un ridotto apporto vitaminico può avere ripercussioni sulle strutture nervose, arrecandovi un danno e un malfunzionamento, esattamente come nel caso dell'alcolismo.

Malattie renali croniche

Se i reni funzionano male, vi è un accumulo di sostanze tossiche nel corpo; sostanze tossiche che recano danno al sistema nervoso, nervi periferici compresi.

Malattie epatiche croniche

In modo simile ai reni, se il fegato funziona male, il sangue accumula prodotti tossici di scarto e agenti infettivi; quest'ultimi, a lungo andare, determinano un danno alle cellule nervose, tra cui anche quelle costituenti i nervi periferici.

Vasculite

Il termine "vasculite" identifica un gruppo di patologie caratterizzate dall'infiammazione dei vasi sanguigni.
Le cause di vasculite sono svariate; tra queste figurano:

In alcuni individui, la vasculite è il risultato di una predisposizione genetica; in altri, invece, è correlata a un malfunzionamento del sistema immunitario (a cui contribuisce uno dei fattori precedentemente elencati).
Le vasculiti alterano la struttura e il funzionamento dei vasi sanguigni, ragion per cui risulta compromesso l'apporto di sangue a organi, tessuti e anche nervi.

Ipotiroidismo

L'ipotiroidismo è una condizione morbosa che si instaura a causa di una tiroide poco attiva. Una tiroide poco attiva produce una quantità di ormoni tiroidei insufficiente alle esigenze dell'organismo.

Infezioni

Gli agenti infettivi responsabili di patologie quali malattia di Lyme, difterite, botulismo, herpes zoster o AIDS sono capaci di invadere le cellule costituenti i nervi e danneggiarle.

Malattie autoimmuni

Le patologie autoimmuni sono condizioni caratterizzate da un malfunzionamento del sistema immunitario; gli elementi cellulari che compongono quest'ultimo, infatti, agiscono in modo improprio e aggrediscono organi e tessuti sani, come se non appartenessero all'organismo.
Tra le patologie autoimmuni associate alla comparsa di neuropatia periferica, si segnalano:  

Amiloidosi

"Amiloidosi" è il termine medico per identificare un gruppo di malattie caratterizzate dall'accumulo, spesso in sede extracellulare, delle cosiddette fibrille amiloidi.
Insolubili, le fibrille amiloidi compromettono la funzionalità di diversi tessuti e organi del corpo, tra cui anche le strutture nervose.

Malattia di Charcot-Marie-Tooth

Conosciuta anche come neuropatia motorio-sensitiva ereditaria, la malattia di Charcot-Marie-Tooth è una sindrome neurologica ereditaria a carico del sistema nervoso periferico.
La sua insorgenza determina un deterioramento dei nervi periferici, in particolare quelli destinati agli arti inferiori.

Traumi fisici a carico dei nervi periferici

I classici traumi fisici che possono recare un danno ai nervi periferici sono quelli successivi agli incidenti stradali, alle cadute (per esempio da cavallo) o alle fratture ossee.

Sindromi da compressione nervosa

Le sindromi da compressione nervose sono patologie dovute allo schiacciamento (o compressione) di un nervo, da parte dei tessuti circostanti o per la presenza di una massa tumorale. Il nervo così compresso, quindi, si irrita, provoca dolore e perde le sue funzioni.
Un classico esempio di neuropatia periferica, dovuta alla compressione di un nervo periferico, è la sindrome del tunnel carpale.

Tumori

Tumori tipicamente associati alla neuropatia periferica sono il linfoma e il mieloma multiplo.
Un linfoma è un tumore maligno a carico dell'apparato ghiandolare che costituisce il sistema linfatico (linfonodi).
Il mieloma multiplo è un tumore maligno che interessa alcune cellule del sistema immunitario; quest'ultimo, infatti, comincia a produrre una proteina anomala che causa problemi renali e danneggia altri organi e tessuti del corpo.

Esposizione a sostanze tossiche

Sono associate a neuropatia periferica le esposizioni a insetticidi, arsenico, piombo, mercurio e in generale i metalli pesanti.

Gammopatie monoclonali di significato incerto

La gammopatie monoclonali sono patologie caratterizzate da ingenti presenze, nel sangue, di una proteina anomala di origine linfoide. A produrre tale proteina sono le plasmacellule, ovvero le cellule del sistema immunitario che secernono gli anticorpi.

Malattie del tessuto connettivo

Se interessano il tessuto connettivo che circonda i nervi periferici, le malattie del tessuto connettivo possono determinare una forma di neuropatia periferica.

Assunzione di determinati farmaci

Tra i medicinali incriminati, ci sono i chemioterapici per la cura del cancro, i farmaci per la pressione sanguigna, alcuni antibiotici (metronidazolo e nitrofurantoina) e gli anticonvulsivanti per il trattamento dell'epilessia (fenitoina).
Di recente, è stato scoperto che anche le statine per l'ipercolesterolemia favoriscono la comparsa di una neuropatia periferica.
Ovviamente, si sta parlando di assunzioni di lunga durata.

Epidemiologia: quanto è diffusa la Neuropatia Periferica?

La neuropatia periferica è una condizione morbosa abbastanza comune.
Secondo una statistica inglese, nel Regno Unito, colpirebbe una persona ogni 50 della popolazione generale e un individuo ogni 10 della popolazione avente più di 55 anni.
Quindi, è più diffusa tra i soggetti di età medio-avanzata.
Particolarmente interessante è l'aspetto epidemiologico che concerne il binomio diabete-neuropatia periferica. Infatti, in base a quanto riporta il Centro per la Neuropatia Periferica dell'Università di Chicago, circa il 60% dei diabetici sviluppa dei danni più o meno gravi a livello dei nervi periferici.

Sintomi e Complicanze

A insorgenza lenta o rapida, i sintomi della neuropatia periferica dipendono dal tipo di nervi interessati:

  • Se sono coinvolti i nervi sensitivi, si hanno manifestazioni a livello sensoriale (neuropatia sensitiva);
  • Se sono coinvolti i nervi motori, si hanno disturbi a livello dei muscoli scheletrici (neuropatia motoria);
  • Infine, se sono coinvolti i nervi autonomi, risultano alterate una o più funzioni automatiche (neuropatia autonoma).

In realtà, è bene specificare che, nella maggior parte dei casi, si assiste al coinvolgimento contemporaneo di diverse tipologie di nervi periferici. Per esempio, sono molto comuni le neuropatie periferiche in cui si verifica un deterioramento simultaneo dei nervi sensitivi e di quelli motori (polineuropatie sensitivo-motorie).

Di seguito, verranno riportati i segni e i sintomi tipici in caso di neuropatia sensitiva, neuropatia motoria e neuropatia autonoma.

In presenza di una polineuropatia, le manifestazioni cliniche, ovviamente, si sovrappongono.

Neuropatia Periferica sensitiva

La sintomatologia caratteristica della neuropatia sensitiva periferica comprende:

  • Formicolio e pizzicore in corrispondenza delle zone in cui risiedono i nervi periferici danneggiati.
  • Senso di intorpidimento e ridotta capacità di avvertire il dolore e i cambiamenti di temperatura, soprattutto a livello delle mani e dei piedi.
  • Dolore bruciante e simile a fitte, specie agli arti inferiori e ai piedi.
  • Allodinia, ovvero dolore provocato da uno stimolo che, in condizioni normali, sarebbe del tutto innocuo e privo di conseguenze.
  • Perdita di equilibrio e della capacità di coordinazione.

Il dolore avvertito in corso di una neuropatia periferica rappresenta una forma di dolore neuropatico. A voler essere ancora più precisi, è detto dolore neuropatico periferico.
Il dolore neuropatico è una sensazione diversa da quella che si prova dopo un insulto fisico; infatti, trae origine direttamente nelle strutture costituenti il sistema nervoso (nervi, nel caso del SNP, ed encefalo e midollo spinale, nel caso del SNC).

Neuropatia Periferica motoria

I sintomi e i segni tipici della neuropatia motoria sono:

  • Spasmi e crampi muscolari.
  • Debolezza muscolare e/o paralisi che colpisce uno o più muscoli.
  • Riduzione della massa muscolare, dovuta all'inutilizzo.
  • Piede cadente. È una particolare condizione caratterizzata dall'incapacità di tenere sollevata la parte anteriore del piede; ciò comporta dei notevoli problemi di deambulazione.
  • Frequente caduta dalle mani degli oggetti.

Neuropatia Periferica autonoma

Le manifestazioni cliniche che caratterizzano la neuropatia autonoma consistono in:

Mononeuropatia

Per mononeuropatia periferica s'intende una neuropatia periferica che coinvolge un unico nervo periferico.

Di conseguenza, si tratta di una condizione che determina dei sintomi localizzati in un'area specifica.

Un esempio classico di mononeuropatia periferica è la già citata sindrome del tunnel carpale, in cui si assiste alla compressione del nervo mediano a livello del polso.

Quando rivolgersi al medico?

In linea generale, più tempestiva è la diagnosi e maggiori sono le probabilità di limitare i danni provocati dalla neuropatia periferica.

Pertanto, in presenza di una condizione di rischio per la neuropatia periferica, è bene fare molta attenzione a sintomi e segni, quali:

  • Formicolio, intorpidimento o perdita di sensibilità a livello di mani e soprattutto piedi.
  • Perdita di equilibrio.
  • Tagli o ferite che non guariscono, specialmente a livello dei piedi.
  • Problemi intestinali, come diarrea o costipazione, e disfunzioni della vescica.
  • Svenimento nell'alzarsi in piedi.

Complicazioni

Le possibili complicazioni della neuropatia periferica sono numerose e dipendono, in primo luogo, dalle cause di deterioramento dei nervi periferici.
Per brevità, si segnalano le tre complicanze principali e probabilmente più comuni, ovvero:

  • Il piede diabetico. È una delle conseguenze più temute del diabete.
  • Il rischio di gangrena. Con gangrena s'intende la putrefazione massiva di uno o più tessuti del corpo. A provocare un siffatto processo, è la mancanza totale di flusso sanguigno in quello o quei tessuti interessati. In caso di gangrena è necessario rimuovere il tessuto necrotico (cioè andato incontro a necrosi). Nei casi più gravi, bisogna ricorrere anche all'amputazione di una parte del corpo.
  • La neuropatia cardiovascolare autonoma. Si tratta di una condizione morbosa che sconvolge completamente diverse funzioni nervose autonome, tra cui la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca, il controllo della vescica, la sudorazione ecc.

Diagnosi

In genere, per diagnosticare una neuropatia periferica, i medici ricorrono a diverse valutazioni e test.

Innanzitutto, provvedono all'esecuzione di un esame obiettivo accurato, durante il quale indagano sintomatologia e la storia clinica del paziente (N.B: per storia clinica, s'intendono le patologie in corso, le malattie del passato, i farmaci assunti in quel momento ecc.).

Dopodiché, a seconda di quali sono le prime indicazioni provenienti dall'esame obiettivo, possono prescrivere:

Un iter diagnostico accurato permette di stabilire non sono le caratteristiche della neuropatia periferica in atto, ma anche la causa che l'ha scatenata.
La conoscenza del fattore scatenante permette la pianificazione della terapia più adeguata.

Analisi del sangue

Le analisi su un campione di sangue consentono di stabilire se il paziente soffre di diabete, di una qualche carenza vitaminica o di una disfunzione della tiroide.

Valutazione neurologica

Durante una valutazione neurologica, il medico analizza i riflessi tendinei e saggia la presenza o meno di disturbi neuromuscolari e coordinativi.

TAC e risonanza magnetica nucleare (RMN)

TAC e risonanza magnetica nucleare (RMN) risultano molto utili e forniscono discrete informazioni, quando si sospetta un tumore, un trauma fisico ai nervi periferici o una sindrome da compressione.

Elettromiografia

L'elettromiografia prevede lo studio della conduzione dei segnali nervosi lungo la zona manifestante i sintomi e, successivamente, la valutazione dell'attività elettrica del o dei muscoli, situati sempre nella zona sintomatica.
Per maggiori informazioni sull'elettromiografia, si consiglia la lettura dell'articolo presente qui.

Biopsia di uno o più nervi

La biopsia di un nervo consiste nel prelievo e nella successiva analisi di laboratorio di alcune cellule di un nervo, considerato responsabile della sintomatologia in corso.
Può risultare utile per risalire alle cause del danno nervoso.

Biopsia cutanea

L'analisi in laboratorio di cellule cutanee, prelevate precedentemente da una zona di pelle sofferente, può servire allo studio dei nervi sensitivi e a capirne il loro stato di salute.

Terapia

Quando si parla di trattamento della neuropatia periferica, ci si riferisce in genere alle cure per il miglioramento del quadro sintomatologico (terapia sintomatica) e al trattamento delle cause scatenanti.
Occorre, infatti, precisare un paio di aspetti:

  • Nella maggior parte dei casi, la neuropatia periferica è una condizione dalla quale è impossibile guarire.
    Il solo rimedio terapeutico, previsto in questi frangenti, è provare ad alleviare i sintomi più gravi, nella speranza di dare sollievo al paziente.
  • A prescindere che la neuropatia periferica si possa curare definitivamente oppure solo migliorare dal punto di vista dei sintomi, è fondamentale agire sulle cause scatenanti.
    Per esempio, nel caso del diabete, l'unico modo per ritardare o evitare il peggioramento del danno a carico dei nervi periferici è trattare la patologia con somministrazioni di insulina o ipoglicemizzanti, mantenendo sotto controllo la pressione sanguigna, regolando il peso corporeo ecc.
    Ricorrendo a un altro esempio, nel caso delle neuropatie periferiche indotte da farmaci, il rimedio terapeutico principale (talvolta anche risolutivo) è interrompere l'assunzione del farmaco responsabile il deterioramento dei nervi periferici.
  • Attualmente, non esiste alcuna cura o rimedio che permetta di rigenerare i neuroni danneggiati in corso di una neuropatia periferica.

Altri esempi di trattamenti, che dipendono dalle cause scatenanti:

TRATTAMENTO DEL DOLORE NEUROPATICO

Il dolore neuropatico richiede, molto spesso, dei farmaci con azione antidolorifica diversi da quelli utilizzati in presenza di un dolore indotto da trauma. Quindi, il paracetamolo o l'ibuprofene sono solitamente privi di efficacia.
Tra i medicinali utilizzati per il dolore neuropatico, si ricordano:

Per i medici, il principale problema di quando prescrivono questi farmaci è l'indicazione della dose più adeguata. Spesso, si procede per tentativi, in quanto ogni paziente risponde in maniera diversa, quindi rappresenta un caso a sé stante.

TERAPIA SINTOMATICA

Ai pazienti con debolezza o riduzione della massa muscolare, i medici consigliano della fisioterapia, per mantenere in forza i muscoli.
Agli uomini che soffrono di disfunzione erettile, prescrivono dei trattamenti adeguati, tenendo conto anche delle cause d'insorgenza della neuropatia periferica.
A coloro che soffrono di iperidrosi, pianificano una terapia a base di tossina botulinica.
Agli individui con costipazione, raccomandano dei preparati farmacologici e una dieta, per favorire i movimenti peristaltici.
Infine, ai pazienti con disfunzioni vescicali, indicano l'utilizzo dei cateteri vescicali.


Alcuni indicazioni importanti, relative allo stile di vita che è bene adottare in presenza di una neuropatia periferica:

Come si cura la Neuropatia Periferica?

In ambito medico, quando si parla di trattamento della neuropatia periferica, il riferimento è alle cure per il miglioramento del quadro sintomatologico (terapia sintomatica) e al trattamento delle cause scatenanti.
Occorre, infatti, precisare un paio di aspetti:

  • Nella maggior parte dei casi, la neuropatia periferica è una condizione dalla quale è impossibile guarire.
    Il solo rimedio terapeutico previsto in questi frangenti è provare ad alleviare i sintomi più gravi, nella speranza di dare sollievo al paziente.
  • A prescindere che la neuropatia periferica si possa curare definitivamente oppure solo migliorare dal punto di vista dei sintomi, è fondamentale agire sulle cause scatenanti.
    Per esempio, nel caso del diabete, l'unico modo per ritardare o evitare il peggioramento del danno a carico dei nervi periferici è trattare la patologia con somministrazioni di insulina o ipoglicemizzanti, mantenendo sotto controllo la pressione sanguigna, regolando il peso corporeo ecc.
  • Ricorrendo a un altro esempio, nel caso delle neuropatie periferiche indotte da farmaci, il rimedio terapeutico principale (talvolta anche risolutivo) è interrompere l'assunzione del farmaco responsabile il deterioramento dei nervi periferici.

Attualmente, non esiste alcuna cura o rimedio che permetta di rigenerare i neuroni danneggiati in corso di una neuropatia periferica.

Altri esempi di terapia causale

  • Immunosoppressori, immunoglobuline e corticosteroidi, nel caso di malattie autoimmuni o malattie infiammatorie.
  • Integratori vitaminici, per le carenze vitaminiche.
  • Chirurgia, per i tumori che comprimono i nervi periferici o per le sindromi da compressione nervosa.
  • Trattamenti antitumorali (chemioterapia e radioterapia), in caso di mieloma multiplo o linfoma.

Terapia del dolore neuropatico

Il dolore neuropatico richiede, molto spesso, dei farmaci con azione antidolorifica diversi da quelli utilizzati in presenza di un dolore indotto da trauma. Quindi, i classici paracetamolo o ibuprofene sono solitamente privi di efficacia.

Tra i medicinali utilizzati per il dolore neuropatico, si ricordano:

  • Antiepilettici, come il gabapentin e il pregabalin. Come effetti collaterali, presentano sonnolenza e vertigini.
  • Antidepressivi, come l'amitriptilina, la doxepina, la nortriptilina, la duloxetina (un inibitore della ricaptazione della serotonina e noradrenalina) e la venlafaxina.
    Alcuni effetti indesiderati di questi farmaci sono bocca secca, nausea, sonnolenza, vertigini, costipazione e/o riduzione dell'appetito.
  • Antidolorifici di tipo oppioide, come il tramadolo. È un derivato della morfina, quindi una sua lunga somministrazione è altamente pericolosa perché può dare dipendenza.
    Tra gli effetti collaterali, si registrano: senso di malessere, vomito, vertigini e/o costipazione.
  • Capsaicina in crema. La capsaicina è un composto chimico presente nelle piante di peperoncino piccante, che riesce in qualche modo a fermare il segnale doloroso inviato dai nervi al cervello. Il preparato in crema va spalmato dalle 3 alle 4 volte al giorno sulla zona del corpo sofferente.
    Come effetti collaterali, presenta irritazione e/o bruciore a livello cutaneo.

Per i medici, il principale problema di quando prescrivono questi farmaci è l'indicazione della dose più adeguata. Spesso, si procede per tentativi, in quanto ogni paziente risponde in maniera diversa, quindi rappresenta un caso a sé stante.

Terapia sintomatica

Ai pazienti con debolezza o riduzione della massa muscolare, i medici consigliano della fisioterapia, per mantenere in forza i muscoli.

Agli uomini che soffrono di disfunzione erettile, prescrivono dei trattamenti adeguati, tenendo conto anche delle cause d'insorgenza della neuropatia periferica.

A coloro che soffrono di iperidrosi, pianificano una terapia a base di tossina botulinica.

Agli individui con costipazione, raccomandano dei preparati farmacologici e una dieta, per favorire i movimenti peristaltici.

Infine, ai pazienti con disfunzioni vescicali, indicano l'utilizzo dei cateteri vescicali.

Stile di vita consigliato in presenza di Neuropatia Periferica

  • Praticare esercizio fisico;
  • Non fumare;
  • Evitare il consumo di alcol;
  • Per i diabetici, monitorare regolarmente la glicemia e prendersi cura dei propri piedi;
  • Mangiare in maniera sana ed equilibrata.

Prevenzione

Le forme di neuropatia periferica dovute a fattori di rischio (o cause) modificabili, come per esempio l'alcolismo o la venuta a contatto con metalli pesanti, si possono ampiamente prevenire.
Purtroppo, lo stesso non può dirsi delle forme di neuropatia periferica dovute a fattori genetici o a malattie a insorgenza sconosciuta (malattie autoimmuni).

Prognosi

Neuropatia Periferica: si guarisce?

Come affermato in precedenza, molte neuropatie periferiche sono incurabili; in questi casi, l'approccio terapeutico prevede un'azione mirate sulla cause, in modo alleviare i sintomi e rallentare la progressione della patologia nervosa.

Diverso, invece, è quanto può capitare in presenza di una neuropatia periferica curabile; in tali circostanze, la prognosi può essere anche benevola, ma tutto dipende da quanto tempestive sono diagnosi e terapia.

Neuropatia Periferica: si muore?

Raramente, la neuropatia periferica è una condizione mortale; se non trattata, tuttavia, può sfociare in complicanze che possono pregiudicare l'aspettativa di vita.
Va detto altresì che, in questi casi, più che la neuropatia periferica, è la patologia di fondo che si rivela fatale.

Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza