Morbo di Osgood Schlatter: Cos'è? Cause, Sintomi, Diagnosi e Terapia di A.Griguolo

Generalità

Il morbo di Osgood Schlatter è la sofferenza al ginocchio, che scaturisce dall'infiammazione della tuberosità tibiale.

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Anche noto come apofisite del tubercolo tibiale, il morbo di Osgood Schlatter è una condizione medica prettamente giovanile, alla cui insorgenza concorrono l'immaturità ossea della tuberosità tibiale, tipica degli anni dell'adolescenza, e un meccanismo anomalo di trazione del tendine rotuleo, nei confronti della tuberosità tibiale stessa.
I tipici sintomi del morbo di Osgood Schlatter sono dolore e gonfiore appena sotto il ginocchio, per la precisione laddove il tendine rotuleo si aggancia alla tuberosità tibiale.
In genere, la diagnosi del morbo di Osgood Schlatter si basa sull'esame obiettivo e sull'anamnesi.
Nella quasi totalità dei casi, il morbo di Osgood Schlatter è una condizione passeggera, che si risolve spontaneamente alla conclusione dello sviluppo osseo tipico dell'età adolescenziale.

Cos'è il Morbo di Osgood Schlatter?

Il morbo di Osgood Schlatter è la condizione medica caratterizzata da dolore al ginocchio, che scaturisce da una sofferenza di natura infiammatoria a livello della tuberosità tibiale, ossia la prominenza anteriore dell'epifisi distale della tibia su cui trova inserzione il tendine rotuleo.
Conosciuto anche come apofisite del tubercolo tibiale, il morbo di Osgood Schlatter è un disturbo prettamente giovanile: i presupposti per la sofferenza della tuberosità tibiale, infatti, sussistono solo negli anni di maggiore crescita scheletrica.
Gli esperti non ritengono il morbo di Osgood Schlatter una condizione grave, in quanto è destinata a risolversi spontaneamente nel giro di qualche mese.

Il morbo di Osgood Schlatter è un esempio di apofisite; in medicina, il termine "apofisite" indica una varietà di osteocondrosi, caratterizzata dall'infiammazione di un'apofisi, ossia una proienzione o un'escrescenza di un osso del corpo umano.

Per capire: breve ripasso di Tuberosità Tibiale e Tendine Rotuleo

TUBEROSITÀ TIBIALE

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La tuberosità tibiale (o apofisi tibiale anteriore) è la prominenza ossea individuabile al tatto, che emerge sulla faccia anteriore dell'epifisi prossimale della tibia (osso della gamba), appena sotto i cosiddetti condili, cioè le zone allargate che costituiscono l'apice dell'osso in questione.

In anatomia, il termine "gamba" identifica la parte di arto inferiore che decorre dal ginocchio alla caviglia.
Lo scheletro della gamba comprende due ossa: la tibia e il perone.

TENDINE ROTULEO

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Il tendine rotuleo, o legamento rotuleo, è la banda di tessuto connettivo fibroso, che congiunge la rotula (ginocchio) alla caratteristica prominenza ossea, denominata tuberosità tibiale, presente sulla faccia anteriore dell'epifisi prossimale della tibia (parte alta della gamba, poco sotto il ginocchio).
Componente strutturale dell'articolazione del ginocchio, il tendine rotuleo presenta la particolarità di essere in continuità con il complesso di tendini, che congiunge il muscolo quadricipite femorale alla rotula.

Situato sulla superficie anteriore della coscia, il muscolo quadricipite femorale è una formazione muscolare che comprende ben 4 elementi, che sono: il muscolo vasto laterale, il muscolo vasto intermedio, il muscolo vasto mediale e il muscolo retto femorale.

Piatto, largo e lungo mediamente 4,5 centimetri circa, il tendine rotuleo ha il compito di mantenere la rotula nella posizione corretta e di supportare il muscolo quadricipite femorale nell'azione di estensione del ginocchio.

Lo sapevi che…

Il tendine rotuleo rappresenta una fonte di tessuto connettivo utile alla riparazione chirurgica di legamenti che, una volta lesionati, sono privi della capacità di guarire spontaneamente (es: legamento crociato anteriore del ginocchio).

Epidemiologia

Il morbo di Osgood Schlatter è la principale causa di dolore al ginocchio nei giovani.
Attendibili studi statistici dicono che il morbo di Osgood Schlatter:

  • Interessa, a un certo punto della vita, il 4% della popolazione generale residente nel Mondo Occidentale;
  • Colpisce i giovani soprattutto durante gli anni di maggiore crescita ossea (quindi sotto i 16, nei maschi, e sotto i 14 anni, nelle femmine);
  • È più diffuso nei giovani maschi che non nelle giovani femmine; in particolare, a soffrirne maggiormente sono i maschi di età compresa tra i 10 e i15 anni.

Origine del nome

Il morbo di Osgood Schlatter deve il proprio nome a Robert Bayley Osgood (1873-1956), un chirurgo ortopedico americano, e Carl B. Schlatter (1864-1934), un chirurgo svizzero, i quali detengono il merito di aver descritto per primi, in modo indipendente l'uno dall'altro, la condizione in questione.

Cause

Premessa…

Durante i movimenti di piegamento ed estensione del ginocchio, compiuti in una normale camminata o una corsa, il muscolo quadricipite femorale della coscia è protagonista di una contrazione che si ripercuote sul tendine rotuleo e indirettamente sulla tuberosità tibiale; il tendine rotuleo, infatti, è sottoposto a una tensione tale per cui esercita una trazione nei confronti della prominenza che lo unisce alla tibia.

Cosa accade nel Morbo di Osgood Schlatter?

All'insorgenza del morbo di Osgood Schlatter concorrono l'immaturità ossea della tuberosità tibiale, tipica degli anni dell'adolescenza, e un meccanismo anomalo di trazione del tendine rotuleo, nei confronti della tuberosità tibiale stessa. Nei soggetti con morbo di Osgood Schlatter, infatti, la condizione scaturisce da una sollecitazione insolita, da parte del tendine rotuleo, di una tuberosità tibiale non ancora completamente ossificata, come quella presente negli adolescenti di 10-15 anni.

Le conseguenze

Nei giovani con morbo di Osgood Schlatter, il comportamento anomalo del tendine rotuleo infiamma la tuberosità tibiale non ancora completamente ossificata e ne induce lo spostamento dalla sua sede naturale verso una sede alternativa.
La migrazione della tuberosità tibiale comporta un cambio dell'area di ossificazione di quest'ultima nonché la formazione di una protuberanza anomala sotto il ginocchio (anomala perché nelle persone risparmiate dal morbo di Osgood Schlatter è assente).
Come si vedrà più avanti, in presenza di una corretta gestione terapeutica della condizione, la sopraccitata protuberanza anomala e lo spostamento della sede di ossificazione della tuberosità tibiale non hanno alcuna ripercussione futura sulle funzionalità di tendine rotuleo, ginocchio e/o muscolo quadricipite femorale.

Fattori di Rischio: Cosa favorisce il Morbo di Osgood Schlatter?

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Gli esperti hanno osservato che, a favorire il morbo di Osgood Schlatter, sono:

  • La pratica di sport in cui sono prevalenti corsa e salti;
  • Una certa predisposizione genetica allo sviluppo della condizione in questione;
  • Uno squilibrio tra la crescita scheletrica e la crescita dell'apparato muscolo-legamentoso, tale per cui l'accrescimento osseo anticipa, in quanto più rapido, l'accrescimento di muscoli e legamenti.

Sintomi e Complicazioni

I caratteristici sintomi del morbo di Osgood Schlatter sono dolore e gonfiore appena sotto il ginocchio, in corrispondenza di dove il tendine rotuleo si aggancia alla tuberosità tibiale.

Caratteristiche del Dolore

Il morbo di Osgood Schlatter produce un dolore che peggiora con l'attività fisica e migliora con il riposo.
È da segnalare che il suddetto dolore aumenta d'intensità anche quando la tuberosità tibiale coinvolta è oggetto di traumi; ciò rappresenta una conferma della sofferenza di cui è vittima la tuberosità tibiale stessa.

Morbo di Osgood Schlatter: Condizione Mono- o Bilaterale?

Il morbo di Osgood Schlatter può essere sia una condizione monolaterale – ossia che produce sintomi su un solo arto inferiore – sia una condizione bilaterale – cioè che induce sintomi su entrambi gli arti inferiori.
Secondo alcuni studi statistici, il morbo di Osgood Schlatter provoca una sintomatologia bilaterale in 20-30% dei pazienti.

Complicazioni

Nei casi più gravi, il morbo di Osgood Schlatter può sfociare, a seguito di sollecitazioni molto intense della tuberosità tibiale, in una frattura dell'epifisi distale della tibia.
È doveroso precisare che tale complicanza è molto rara.

Diagnosi

In genere, la diagnosi del morbo di Osgood Schlatter si basa sull'analisi dei sintomi e dei segni (esame obiettivo) e sulla storia clinica (o anamnesi).
Talvolta, però, capita che i medici prescrivano una radiografia del ginocchio (raggi X al ginocchio), con l'obiettivo di analizzare nei dettagli le conseguenze della condizione a carico della tuberosità tibiale.

Come prevedere il morbo di Osgood Schlatter: l'Ecografia al Ginocchio

I medici specializzati nella diagnosi e nella cura delle patologie muscolo-scheletriche nei giovani hanno appurato che l'ecografia al ginocchio è un test strumentale capace di individuare il morbo di Osgood Schlatter agli esordi, quando ancora i sintomi non sono presenti. L'ecografia al ginocchio, infatti, riesce a rilevare, sulla cartilagine che costituisce la tuberosità tibiale, un'anomalia tipica prodotta dal morbo di Osgood Schlatter in fase d'insorgenza.

Diagnosi Differenziale

In presenza di morbo di Osgood Schlatter, la diagnosi differenziale prevede la distinzione della condizione appena citata da una sindrome, nota come sindrome di Sinding-Larsen and Johansson, che coinvolge il tendine rotuleo laddove si aggancia alla rotula.

Terapia

Nella quasi totalità dei casi, il morbo di Osgood Schlatter è una condizione passeggera, che si risolve spontaneamente al termine del picco di crescita ossea tipico dell'età adolescenziale (16 anni, nei maschi, e 14 anni, nelle femmine).
In attesa che ciò avvenga, i medici consigliano una serie di rimedi conservativi, tra cui:

  • Il riposo dalle attività che producono dolore. Se il paziente soffre particolarmente durante attività che prevedono la corsa o il salto, è bene indirizzarlo temporaneamente verso pratiche fisiche che non provochino dolore;
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  • L'applicazione di ghiaccio sulla zona dolente per 15-20 minuti, ripetuta almeno 4-5 volte al giorno. Gli impacchi di ghiaccio possiedono un potere antinfiammatorio importante, che, però, molti sottovalutano;
  • Esercizi di stretching e rinforzo muscolare, finalizzati a migliorare l'elasticità e il tono del muscolo quadricipite femorale. Gli esperti hanno osservato che un muscolo quadricipite femorale più elastico e più forte riduce gli effetti che la tensione anomala del tendine rotuleo produce ai danni della tuberosità tibiale;
  • L'assunzione, nei momenti di maggior dolore, di un antinfiammatorio con proprietà antidolorifiche. Tra gli antinfiammatori indicati, figurano paracetamolo e ibuprofene (un FANS);
  • L'utilizzo di un tutore per il ginocchio con funzione di supporto per il tendine rotuleo.

I medici hanno osservato che mettere in pratica i sopraccitati rimedi conservativi evita complicanze (frattura della tibia) e assicura una risoluzione senza strascichi della condizione; viceversa, trascurare quanto sopra riportato favorisce il rischio di frattura della tibia e aumenta le probabilità di dover ricorrere a un intervento chirurgico per il rimodellamento delle anomalie ossee, venutesi a formare dopo lo spostamento della tuberosità tibiale.

Il morbo di Schlatter tende a modificare l'anatomia della tuberosità tibiale, ma, con i giusti rimedi conservativi, ciò non comporta alcuna disfunzione futura del ginocchio, del tendine rotuleo e/o del muscolo quadricipite femorale.

Cosa fare se i Sintomi Persistono?

Se i sintomi del morbo di Osgood Schlatter persistono anche al termine del picco di crescita ossea adolescenziale, è molto probabile che il paziente debba sottoporsi a un intervento di chirurgia.
In breve, la terapia chirurgica del morbo di Osgood Schlatter prevede la rimozione delle anomalie ossee, formatesi, per ossificazione, successivamente al dislocamento della tuberosità tibiale.
Tale terapia non è particolarmente complessa e garantisce risultati ottimali; dopo alcune settimane di riposo e fisioterapia, infatti, il paziente può tornare a svolgere qualsiasi tipo di attività fisica.

Il ricorso alla chirurgia per risolvere il morbo di Osgood Schlatter è molto raro.

Prognosi

La prognosi in caso di morbo di Osgood Schlatter è generalmente benevola; solo in rari casi, infatti, la condizione può dar luogo a complicanze o rendere necessario il ricorso alla chirurgia.
Se il paziente si attiene alle indicazioni dei medici relativamente al riposo, l'applicazione di ghiaccio ecc., il morbo di Osgood Schlatter tende a non avere ripercussioni a lungo termine.

Antonio Griguolo

L'autore

Antonio Griguolo

Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza