Indometacina: a cosa serve e quando prenderla?

Indometacina: a cosa serve e quando prenderla?
Ultima modifica 09.10.2023
INDICE
  1. Che cos'è l'Indometacina e caratteristiche generali
  2. A cosa serve l'Indometacina?
  3. Avvertenze e precauzioni
  4. Interazoni
  5. Effetti collaterali
  6. Sovradosaggio da Indometacina
  7. Come funziona l'Indometacina?
  8. Come si assume l'Indometacina?
  9. Uso in gravidanza e allattamento
  10. Controindicazioni

Che cos'è l'Indometacina e caratteristiche generali

L'indometacina è un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) utilizzato per contrastare dolore, infiammazione e anche febbre. Difatti, oltre all'attività antinfiammatoria, l'indometacina è dotata di spiccata attività antipiretica e di un'altrettanta spiccata attività analgesica.

È disponibile in medicinali adatti alla somministrazione orale (capsule), alla somministrazione rettale (supposte), alla somministrazione oculare (collirio) e alla somministrazione intramuscolare ed endovenosa (polvere e solvente per soluzione iniettabile). Per tale ragione, può essere utilizzata per il trattamento di diversi stati infiammatori localizzati in diverse aree del corpo. Per acquistare tali medicinali, è necessaria la presentazione di apposita ricetta medica. Alcuni di essi sono classificati come farmaci di fascia C, pertanto, il loro costo è a carico del cittadino; altri, invece, sono classificati come farmaci di fascia A e possono, perciò, essere rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Esempi di medicinali contenenti Indometacina

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Indometacina - Struttura chimica

A cosa serve l'Indometacina?

L'indometacina è indicata per il trattamento di:

  • Dolore dovuto a infiammazioni dall'apparato muscoloscheletrico (somministrazione endovenosa);
  • Patologie infiammatorie e non infiammatorie dell'apparato muscoloscheletrico (somministrazione orale e rettale), quali:
  • Stati infiammatori, non necessariamente dolorosi e non causati da infezioni, del segmento anteriore dell'occhio, ossia della parte esterna dell'occhio (somministrazione oculare).

Avvertenze e precauzioni

Cosa bisogna sapere prima di prendere l'Indometacina?

Prima di iniziare il trattamento con indometacina, è necessario informare il medico se si soffre - o si è sofferto in passato - di qualsivoglia disturbo o malattia, fra cui ricordiamo:

Durante il trattamento a base di indometacina in qualsiasi sua forma farmaceutica e attraverso qualsiasi via di somministrazione, invece, il medico va immediatamente informato e il trattamento subito interrotto qualora compaiano sintomi di reazioni allergiche. Allo stesso tempo, il medico deve essere informato nel caso in cui compaiano effetti collaterali di qualsiasi tipo.

Per quel che riguarda la somministrazione oculare, è bene ricordare che quando si utilizza il collirio a base di indometacina, è necessario evitare l'uso delle lenti a contatto.

Infine, si segnala che i pazienti anziani si trovano ad essere esposti ad un maggior rischio di sviluppare effetti indesiderati, soprattutto quelli a carico del tratto gastroenterico. Se il medico lo ritiene necessario, può decidere di prescrivere una terapia a base di farmaci gastroprotettori in concomitanza al trattamento con indometacina.

Interazoni

Interazioni farmacologiche fra l'Indometacina e altri farmaci

A causa delle possibili interazioni che possono instaurarsi, prima di iniziare un trattamento a base di indometacina per uso parenterale, per uso orale o per uso rettale, è necessario informare il medico se si stanno assumendo, sono stati recentemente assunti o si potrebbero assumere:

Prima dell'uso dell'indometacina per via oculare, invece, il medico va informato se si stanno assumendo, sono stati recentemente assunti o si potrebbero assumere:

In qualsiasi caso, prima di assumere l'indometacina in qualsiasi sua forma farmaceutica e attraverso qualsiasi via di somministrazione, è necessario informare il medico se si stanno assumendo, sono stati recentemente assunti, o si potrebbero assumere, farmaci o prodotti di qualsiasi tipo - anche se non riportati nei soprastanti elenchi - inclusi i farmaci senz'obbligo di prescrizione medica (SOP), i farmaci da banco (OTC), i prodotti erboristici e fitoterapici, gli integratori alimentari, i prodotti omeopatici, ecc.

Effetti collaterali

Quali sono i possibili effetti indesiderati dell'Indometacina?

Innanzitutto è bene sapere che l'assunzione dell'indometacina va immediatamente interrotta qualora si manifestino effetti indesiderati gravi, come:

Possibili effetti indesiderati dell'indometacina per via parenterale, per via orale e per via rettale

Oltre a quanto già riportato, con l'assunzione di medicinali a base di indometacina per uso orale e rettale potrebbero anche manifestarsi:

Possibili effetti indesiderati dell'indometacina per via oculare

  • Subito dopo l'instillazione, bruciore (generalmente di grado lieve) o sensazione di calore;
  • Fotofobia;
  • Infiammazione della cornea;
  • Arrossamento congiuntivale ed oculare;
  • Edema corneale;
  • Cheratite;
  • Perforazione della cornea;
  • Edema palpebrale;
  • Aumento della lacrimazione.

I soprastanti elenchi riportano solo alcuni dei possibili effetti indesiderati che possono manifestarsi in seguito all'assunzione di indometacina. Per conoscere nel dettaglio tutti gli effetti indesiderati di un dato medicinale a base di questo antinfiammatorio, si rimanda all'attenta lettura del suo foglietto illustrativo e al consulto con il medico.

Sovradosaggio da Indometacina

Al momento, non sono noti casi di sovradosaggio in seguito all'utilizzo di indometacina per uso oculare.

In caso di assunzione di dosi eccessive di indometacina per via orale, rettale o parenterale, invece, possono manifestarsi sintomi gastrointestinali. Il trattamento è sintomatico e di supporto.

In ogni caso, qualora si sospetti un iperdosaggio da indometacina, è necessario contattare subito il medico o recarsi nel più vicino ospedale.

Come funziona l'Indometacina?

L'indometacina, come tutti i FANS, svolge la sua attività antinfiammatoria, analgesica e antipiretica inibendo l'attività della ciclossigenasi (o COX).

La ciclossigenasi è un enzima di cui si conoscono tre diverse isoforme: COX-1, COX-2 e COX-3. La COX-1 è un'isoforma costitutiva, normalmente presente nelle cellule e coinvolta nei meccanismi di omeostasi cellulare. La COX-2, invece, è un'isoforma inducibile che viene prodotta dalle cellule infiammatorie (citochine infiammatorie) attivate. Il compito di questi enzimi è di convertire l'acido arachidonico in prostaglandine, prostacicline e trombossani.

Le prostaglandine sono coinvolte nei processi infiammatori e dolorosi (in particolare, le PGG2 e le PGH2) e inducono l'aumento della temperatura corporea, cioè inducono la febbre (in particolare, le PGE).

Attraverso l'inibizione della COX-2, quindi, l'indometacina ostacola la formazione delle prostaglandine responsabili di febbre, infiammazione e dolore.

Va, però, ricordato che l'indometacina non è selettiva nei confronti della COX-2, perciò, è in grado di inibire anche la COX-1. Quest'ultima inibizione è all'origine di alcuni degli effetti collaterali tipici di tutti i FANS non selettivi.

Per approfondire: FANS: cosa sono e quali sono?

Come si assume l'Indometacina?

L'indometacina è disponibile per la:

  • Somministrazione orale sotto forma di capsule rigide;
  • Somministrazione rettale sotto forma di supposte;
  • Somministrazione intramuscolare ed endovenosa sotto forma di polvere e solvente per soluzione iniettabile (utilizzato solo in ambito ospedaliero);
  • Somministrazione oculare sotto forma di collirio;

Le capsule devono essere deglutite intere, preferibilmente a stomaco pieno.

Il collirio va instillato nell'occhio/negli occhi interessato/i, avendo cura di tirare delicatamente la palpebra verso il basso e facendo attenzione a non toccare gli occhi con il contenitore.

Tipologia di farmaco da usare, quantità di farmaco da assumere, frequenza delle somministrazioni e durata del trattamento verranno stabilite dal medico su base individuale per ciascun paziente, in funzione del disturbo che ha reso necessario l'uso dell'indometacina.

Pertanto, è indispensabile seguire sempre le indicazioni fornite dal medico, sia per quanto riguarda la quantità di indometacina da assumere, sia per quanto riguarda la frequenza delle somministrazioni e la durata dello stesso trattamento.

Per qualsiasi dubbio, rivolgersi nuovamente al medico e leggere il foglietto illustrativo del medicinale a base di indometacina da esso prescritto.

Uso in gravidanza e allattamento

L'Indometacina può essere usata dalle donne in gravidanza e dalle madri che allattano al seno?

L'uso dell'indometacina è generalmente controindicato durante la gravidanza e, in particolare, nell'ultimo trimestre; benché alcuni medicinali a base di questo principio attivo siano espressamente controindicati durante tutto il periodo di gestazione.

Allo stesso tempo, l'uso dell'indometacina è controindicato anche nelle madri che allattano al seno.

Alla luce di quanto appena detto, qualora fosse necessario un eventuale trattamento con indometacina, le donne in gravidanza (o che sospettano di esserlo, così come quelle che la stanno pianificando) e le madri che allattano al seno devono necessariamente informare il medico della loro condizione.

Controindicazioni

Quando l'Indometacina NON deve essere utilizzata?

L'impiego dell'indometacina per via orale, rettale e parenterale è controindicato in tutti i seguenti casi:

  • In presenza di allergia nota alla stessa indometacina e/o ad uno o più degli altri componenti del medicinale che si deve assumere;
  • In pazienti che hanno avuto reazioni allergiche in seguito all'assunzione di salicilati (come l'acido acetilsalicilico);
  • In pazienti che soffrono - o che hanno sofferto - di due o più episodi di ulcera gastrointestinale;
  • In pazienti che hanno avuto precedenti episodi di sanguinamento, lesioni o perforazione gastrointestinale in seguito ad altri trattamenti farmacologici;
  • In pazienti affetti da grave insufficienza cardiaca;
  • In pazienti che hanno reazioni particolari, di natura non allergica, eccessive o violente (note come manifestazioni idiosincrasiche) nei confronti di diverse sostanze (ad esempio, alimenti, farmaci, ecc.);
  • In pazienti con disturbi psichici (in particolare, per la somministrazione orale);
  • Nei pazienti che soffrono di epilessia;
  • Nei pazienti affetti da morbo di Parkinson o da parkinsonismo;
  • In pazienti che soffrono di proctite (per quel che riguarda la somministrazione rettale);
  • In pazienti sottoposti a terapia diuretica intensiva (per la somministrazione parenterale);
  • In pazienti predisposti allo sviluppo di sanguinamenti ed emorragie (per la somministrazione parenterale);
  • Durante il terzo trimestre di gravidanza;
  • Durante l'allattamento al seno.

Inoltre, l'uso dell'indometacina per via orale, rettale o parenterale è controindicato nei bambini e negli adolescenti con meno di 14 anni di età.

L'indometacina in forma di collirio per uso oculare, invece, risulta controindicata nei seguenti casi:

  • Allergia nota allo stesso principio attivo o agli eccipienti contenuti nel collirio che si deve usare;
  • In pazienti che in passato, dopo l'assunzione di FANS o acido acetilsalicilico, hanno manifestato attacchi asmatici;
  • In pazienti con ulcera peptica attiva;
  • Nei pazienti che hanno una grave disfunzione del fegato e/o dei reni;
  • Nell'ultimo trimestre di gravidanza;
  • Durante l'allattamento al seno;
  • Nei bambini con meno di 3 anni di età.

NOTA BENE

In questo articolo si è cercato di fornire una panoramica generale delle caratteristiche dell'indometacina e dei medicinali che la contengono. Tuttavia, tali caratteristiche possono variare in funzione del medicinale preso in considerazione, così come in funzione della via di somministrazione impiegata. Pertanto, per maggiori e specifiche informazioni, si raccomanda la lettura del foglietto illustrativo del medicinale che si deve assumere. Ad ogni modo, per qualsiasi dubbio, è sempre valida l'indicazione di consultare il proprio medico.

Autore

Dott.ssa Ilaria Randi

Dott.ssa Ilaria Randi

Chimica e Tecnologa Farmaceutica
Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha sostenuto e superato l’Esame di Stato per l’Abilitazione alla Professione di Farmacista