Ictus Ischemico: cause, sintomi e aspettative di vita

Ictus Ischemico: cause, sintomi e aspettative di vita
Ultima modifica 26.01.2024
INDICE
  1. Cos'è
  2. Cause
  3. Sintomi e Complicanze
  4. Diagnosi
  5. Cure
  6. Prognosi
  7. Prevenzione

Cos'è

Cosa si intende per Ictus Ischemico?

L'ictus ischemico è la forma più comune di ictus; questa variante, infatti, caratterizza l'87% circa dei casi totali di ictus.

L'altra variante di ictus è quello emorragico.

Per approfondire: Ictus Emorragico: cause, sintomi e cure

Cos’è l’Ictus?

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Quando si parla di ictus ci si riferisce ad una grave condizione patologica, provocata da un mancato o insufficiente afflusso di sangue al cervello. Ciò determina, più o meno lentamente (dipende dalla gravità dell'ictus), la morte del tessuto cerebrale, per mancanza di ossigeno e nutrienti, e la perdita delle capacità motorie (e non solo) connesse all'area di encefalo interessata.

Ictus: definizione secondo l'OMS

L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) definisce l'ictus come una perdita di funzione cerebrale a insorgenza rapida, i cui sintomi durano almeno 24 ore e sono attribuibili esclusivamente a cause di natura vascolare.

Ictus: Diffusione e Incidenza in Italia e nel Mondo

L'ictus è una condizione molto comune.

Secondo quanto riporta il Ministero della Salute, in Italia, ogni anno, si verificherebbero 196.000 casi di ictus, di cui l'80% sono nuovi episodi e il restante 20% ricadute (cioè pazienti che hanno già sofferto di ictus in passato).

Una fonte attendibile come il CDC (Centro di Controllo delle Malattie) afferma che, negli Stati Uniti, ogni anno, sviluppano un ictus ben 795.000 persone (circa 610.000 sono nuovi episodi).

Secondo una statistica relativa al 2011, nel Mondo, avrebbero sofferto di ictus approssimativamente 17 milioni di persone.

Per approfondire: Ictus: cause, sintomi e cure

Cause

Cosa provoca un Ictus Ischemico?

L'ictus ischemico si verifica a seguito del restringimento o della completa occlusione di un vaso arterioso cerebrale o di un'arteria immediatamente precedente (es: carotidi).

Il protagonista del restringimento (o dell'occlusione) può essere un trombo o un embolo.
Quando è un trombo, l'ictus ischemico è di tipo trombotico; quando è un embolo, l'ictus ischemico è di tipo embolico.

Tra i fattori di rischio di ictus ischemico, figurano:

Cosa vuol dire "Ischemia"?

Il termine "ischemico" deriva da "ischemia"; in medicina, la parola "ischemia" indica una qualsiasi riduzione del flusso di sangue ossigenato in un tessuto od organo del corpo umano.

Ictus Ischemico Trombotico

Nell'ictus ischemico trombotico, la riduzione dell'apporto di sangue al cervello è dovuta alla presenza di un trombo in un'arteria cerebrale o in un vaso arterioso precedente alle arterie cerebrali.

I trombi sono coaguli di sangue anomali ancorati alla parete interna dei vasi, che spesso si formano a seguito di una lesione dell'endotelio vascolare e in corrispondenza di una placca aterosclerotica.

Lo sapevi che…

I trombi sono aggregati di piastrineglobuli rossi e fibrina.

Ictus Ischemico Embolico

Nell'ictus ischemico embolico, la riduzione dell'afflusso di sangue al cervello è dovuta alla presenza di un embolo in un'arteria cerebrale o in un vaso arterioso immediatamente precedente.

In genere, gli emboli sono piccoli coaguli di sangue circolanti, che derivano dallo sfaldamento di un trombo.
Questi particolari coaguli sanguigni divengono pericolosi, nel momento in cui, circolando nel sistema vascolare, raggiungono un vaso il cui diametro è pari al loro: ciò comporta, infatti, l'ostruzione del vaso interessato e il conseguente blocco del flusso sanguigno.

Sintomi e Complicanze

Come si manifesta l’Ictus Ischemico?

I sintomi dell'ictus ischemico dipendono dall'area cerebrale coinvolta dall'evento vascolare, questo perché le varie regioni del cervello umano controllano distretti diversi del corpo e attività cognitive differenti (per esempio, l'area di Broca, il centro di comprensione e produzione del linguaggio, si trova nell'emisfero sinistro del cervello).

Inoltre, ha un'importanza fondamentale l'entità del danno: infatti, più l'ictus è esteso e grave, più possono essere drammatiche e letali le conseguenze.

Alla luce di ciò, ogni paziente colpito da ictus rappresenta un caso a sé stante.

Sintomi tipici dell’Ictus Ischemico

Le classiche manifestazioni dell'ictus ischemico sono:

  • Paralisi e intorpidimento della faccia o degli arti
    • Caratteristiche: l'episodio è improvviso e il paziente mostra il disturbo su un lato soltanto del corpo (per esempio solo sul braccio destro o solo sul sinistro).
      È possibile riconoscere il segno chiedendo al paziente di alzare le braccia davanti a sé o sopra la testa e osservando se una delle due tende a cedere; oppure, richiedendo al paziente di sorridere e osservando se uno dei due angoli della bocca tende a cedere o risulta incontrollabile.
  • Difficoltà a camminare
    • Caratteristiche: il paziente comincia improvvisamente a incespicare, soffrire di vertigini e perdere l'equilibrio e la coordinazione.
  • Confusione improvvisa e/o difficoltà a parlare e a capire
    • Caratteristiche: il paziente è confuso e non riesce a capire ciò che gli altri dicono; potrebbe, inoltre, parlare farfugliando.
  • Difficoltà visive
    • Caratteristiche: sempre in modo improvviso, il paziente comincia a vedere in modo annebbiato od offuscato; il disturbo può insorgere a carico di uno o di entrambi gli occhi.
  • Mal di testa
    • Caratteristiche: il paziente avverte un forte mal di testa, accompagnato molto spesso da vomitonauseatorcicollo e perdita di conoscenza.

Ictus: quando chiamare i soccorsi?

Un individuo colpito da ictus ischemico necessita di assistenza medica immediata, in quanto più tempo passa dalla comparsa del disturbo e più i danni cerebrali conseguenti saranno estesi e irrimediabili.

Ecco per quale motivo è fondamentale conoscere quali sono i sintomi, i segni e i modi per riconoscerli, senza dover aspettare un consulto medico.

Al minimo sospetto di ictus ischemico, quindi, la prima cosa da fare è chiamare il 118.

Complicanze dell’Ictus Ischemico

L'ictus può provocare invalidità temporanee o permanenti.

La loro gravità dipende da quanto a lungo, prima dell'arrivo dei soccorsi, il cervello è rimasto senza rifornimenti di sangue e dall'area di cervello colpita.

Le complicazioni tipiche dell'ictus sono:

  • Paralisi semi-totale o totale dei muscoli motori;
  • Gravi difficoltà a parlare e a deglutire;
  • Perdita di memoria e incapacità di ragionamento;
  • Dolorepost-ictus;
  • Problemi emotivi e cambiamenti del comportamento;
  • Incapacità a curarsi di se stessi.

Diagnosi

Come riconoscere un Ictus Ischemico?

Riconoscere un episodio di ictus è abbastanza semplice, in quanto le manifestazioni della condizione sono spesso inconfondibili.

Lo scoglio diagnostico è scoprire il tipo di ictus (se ischemico o emorragico), la sede e l'estensione.

Quindi, venendo al pratico, dopo esame obiettivo e anamnesi (spesso sufficienti alla diagnosi di ictus), servono anche:

Cure

La persona colpita da ictus ischemico necessita di cure immediate, che solo un ospedale è in grado di fornire.

Come curare un Ictus Ischemico?

In presenza di ictus ischemico, l'obiettivo della terapia è ristabilire il flusso di sangue lungo i vasi sanguigni cerebrali.

Le opzioni terapeutiche comprendono farmaci e chirurgia.

Trattamento Farmacologico

I farmaci indicati in presenza di ictus ischemico sono gli antitrombotici (o trombolitici) e gli anticoagulanti.
Questi medicinali servono a prevenire la formazione di trombi e a diluire il sangue (terapia trombolitica o trombolisi).

Entrando nei dettagli, l'elenco dei farmaci sfruttabili nel trattamento dell'ictus ischemico comprende:

  • Aspirina. È il principale farmaco antitrombotico per il trattamento immediato dell'ictus ischemico. Avendo anche un potere preventivo, la sua somministrazione continua anche dopo l'emergenza.
  • Attivatore tissutale del plasminogeno (TPA) ricombinante. Somministrato per via endovenosa in un braccio, ha funzione trombolitica, ovvero dissolve i coaguli di sangue presenti all'interno dei vasi sanguigni.
  • Altri anticoagulanti. Sono l'eparina, il Clopidogrel, il Warfarin o il dipiridamolo.
    Trovano impiego raramente, specie nelle emergenze, in quanto hanno un lungo tempo d'azione che poco si adatta alle esigenze immediate del paziente.
    Acquisiscono maggiore utilità a fine emergenza.

Lo sapevi che…

Studi hanno evidenziato che la terapia trombolitica per l'ictus ha maggiori probabilità si successo se i medici la realizzano entro 4-5 ore dal verificarsi dell'evento vascolare.

Trattamento Chirurgico

Particolari forme di ictus ischemico richiedono l'intervento chirurgico.

Le procedure chirurgiche adottabili sono diverse, ma tutte hanno il medesimo obiettivo: liberare i vasi sanguigni occlusi in modo parziale o totale dall'agente che blocca il flusso sanguigno (coagulo o placca che sia).

Entrando nei dettagli, le opzioni d'intervento chirurgiche sono:

  • Somministrazione direttamente in situ del TPA. Il chirurgo inserisce un piccolo catetere in un vaso arterioso del paziente e lo conduce fino al cervello; qui, tramite lo stesso catetere, rilascia TPA direttamente nel punto dove è avvenuta l'ostruzione da parte del coagulo di sangue.
    La somministrazione direttamente in situ del TPA ha un effetto più veloce rispetto alla somministrazione endovena.
  • Rimozione meccanica del coagulo di sangue. Il chirurgo utilizza un catetere provvisto di un particolare congegno per afferrare e rimuovere i coaguli di sangue.
  • Endoarteriectomia carotidea. Trova impiego quando l'ostruzione al passaggio di sangue si trova a livello della carotide.
    L'intervento prevede che il chirurgo effettui un'incisione sul collo e attraverso questa agisca sull'arteria carotidea occlusa, sostituendola con piccoli pezzi di tessuto artificiale.
    A sancire la conclusione della procedura è la chiusura dell'incisione.
  • Angioplastica con stent. Anche questa procedura trova impiego in presenza di un'ostruzione sanguigna lungo le carotidi.
    Nell'effettuare l'intervento, il chirurgo introduce uno stent, ovvero un tubicino metallico espandibile, a livello della carotide. Da qui, lo conduce fino al punto di occlusione e lo espande servendosi di un palloncino gonfiabile: l'espansione dello stent ha l'effetto finale di riaprire il vaso ostruito dalla placca aterosclerotica.

Prognosi

Sopravvivenza e prognosi in caso di ictus ischemico dipendono da diversi fattori, tra cui:

  • Gravità ed estensione dell'ictus. Più l'ictus è esteso e più i danni saranno gravi e difficilmente recuperabili.
  • Tempestività e qualità dei soccorsi. Più il trattamento è precoce e minori saranno i danni cerebrali.
  • Età del paziente. Un paziente più anziano è più difficilmente curabile, anche dal punto di vista della riabilitazione.
  • Cause dell'ictus. Ci sono cause, come le cardiopatie, la predisposizione familiare ecc., meno curabili e prevenibili di altre.
  • Stato di salute del paziente. Il paziente può soffrire di altre patologie, come l'ipertensione cronica, che rendono più difficile la cura e il recupero post-ictus.
  • Qualità della riabilitazione. Migliore è il percorso riabilitativo, maggiori saranno i benefici.

Aspettative di vita dopo Ictus Ischemico

Uno studio europeo relativo al tasso di sopravvivenza dopo un ictus ischemico riporta che:

  • Il 60% dei pazienti è ancora in vita a 1 anno di distanza dall'evento cerebrovascolare (contro il 38% nel caso dell'ictus emorragico).
  • Il 31% dei pazienti è ancora in vita a 5 anni di distanza dall'evento cerebrovascolare (contro il 24% nel caso dell'ictus emorragico).

Prevenzione

Come prevenire l'Ictus Ischemico?

Quando si parla di prevenzione dell'ictus ischemico ci si riferisce non solo al momento precedente la comparsa del disturbo (prevenzione primaria e secondaria), ma anche a situazioni successive, in cui la patologia ha già fatto la sua comparsa (prevenzione terziaria).

Prevenzione Primaria dell'Ictus Ischemico

La prevenzione primaria della malattia si attua mediante il controllo dei valori pressori, adottando uno stile alimentare equilibrato (con particolare attenzione al sale e agli eccessi in genere) e alla pratica regolare di attività fisica.

Prevenzione Secondaria dell'Ictus Ischemico

La prevenzione secondaria si basa invece sulla diagnosi precoce e sulla terapia chirurgica, farmacologica e comportamentale delle condizioni patologiche predisponenti.

Prevenzione Terziaria dell'Ictus Ischemico

Infine, la prevenzione terziaria è rivolta a quei soggetti che hanno già subito un ictus ischemico ed hanno un rischio di recidiva piuttosto alto; anche in questi casi, il trattamento si avvale di misure comportamentali di carattere generale, farmacologiche (in genere antiaggreganti piastrinici e anticoagulanti) e chirurgiche.

Misure Preventive dell'Ictus

Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza