Epitrocleite - Gomito del Golfista

Ultima modifica 18.09.2019
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos'è l'Epitrocleite?
  3. Cause
  4. Sintomi e Complicazioni
  5. Diagnosi
  6. Terapia
  7. Prognosi
  8. Prevenzione

Generalità

L'epitrocleite è l'infiammazione del complesso tendineo che collega all'epicondilo mediale dell'omero parte dei muscoli anteriori dell'avambraccio.

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A causare l'epitrocleite è il sovraccarico funzionale dei muscoli sopraccitati; infatti, l'esasperata ed eccessiva sollecitazione di questi muscoli (sovraccarico funzionale), attraverso una ben precisa gestualità, produce uno stress a carico dei tendini collegati, tale per cui quest'ultimi s'infiammano e diventano dolorosi.
Particolarmente diffusa in chi pratica sport come il golf, il tennis o il baseball, l'epitrocleite è responsabile di: dolore al lato interno del gomito, rigidità articolare a carico del gomito, debolezza a livello della mano e del polso (solo in alcuni casi), e intorpidimento e formicolio lungo le dita.
Generalmente, la diagnosi di epitrocleite è clinica, cioè fondata sul racconto dei sintomi, sull'esame obiettivo e sull'anamnesi.
Di norma, il trattamento dell'epitrocleite prevede una cura conservativa, basata su: riposo dell'arto sofferente, impacchi di ghiaccio, utilizzo di fasciature compressiva, uso di un tutore per il gomito, assunzione di antinfiammatori e fisioterapia.

Breve ripasso di cos'è un Tendine

Un tendine è una fascia di tessuto connettivo fibroso, dotato di una certa flessibilità e ad alto contenuto di collagene, che unisce un muscolo scheletrico a un osso.

Cos'è l'Epitrocleite?

L'epitrocleite è la condizione dolorosa, sostenuta all'infiammazione dei tendini che collegano parte dei muscoli anteriori dell'avambraccio all'epicondilo mediale dell'omero.
L'epitrocleite è un'affezione dell'apparato muscolo-scheletrico; più precisamente, è un esempio di tendinite, ossia di infiammazione di un o più tendini.
L'epitrocleite è anche nota con le espressioni "gomito del golfista" ed "epicondilite mediale".
L'epitrocleite è una condizione molto simile, seppure sul lato opposto del gomito, all'epicondilite laterale (o gomito del tennista).

Le tendiniti rientrano nel grande gruppo clinico delle tendinopatie, ossia della malattie/sofferenze dei tendini; al gruppo delle tendinopatia appartengono anche le tendinosi, ossia le affezioni croniche dei tendini sostenute da una degenerazione della normale struttura tendinea.

Per capire: un breve ripasso anatomico

  • L'omero è l'osso pari del corpo umano che costituisce lo scheletro del braccio, ossia della sezione anatomica compresa tra spalla e gomito;
  • L'omero è un osso lungo, pertanto su di esso sono distinguibili 3 porzioni: l'epifisi prossimale, la diafisi e l'epifisi distale;
  • Attraverso l'epifisi prossimale (che è la porzione più vicina al centro del corpo umano), l'omero si articola con la scapola, per formare l'articolazione della spalla; attraverso l'epifisi distale (che è la porzione più distante dal centro del corpo umano), invece, si articola con ulna e radio (ossa dell'avambraccio), per costituire l'articolazione del gomito.

EPICONDILO MEDIALE DELL'OMERO

Immaginando che l'arto superiore sia disteso lungo il fianco e con il palmo della mano rivolto verso l'osservatore, l'epicondilo mediale dell'omero è la prominenza, percepibile al tatto, presente sul lato interno dell'ultimo tratto dell'estremità distale dell'osso costituente lo scheletro del braccio.
L'epicondilo mediale dell'omero è importante dal punto di vista anatomico, perché è la sede di ancoraggio del complesso tendineo collegato al capo iniziale di 5 degli 8 muscoli anteriori dell'avambraccio.

MUSCOLI ANTERIORI DELL'AVAMBRACCIO

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I muscoli anteriori dell'avambraccio sono in totale 8; questi 8 muscoli si dispongono in 3 piani di profondità differenti:

  • Sul piano più superficiale, ci sono 4 muscoli, che sono: il flessore ulnare del carpo, il palmare lungo, il flessore radiale del carpo e il pronatore rotondo;
  • Sul piano intermedio, c'è un solo muscolo: il flessore superficiale delle dita;
  • Sul piano più profondo, ci sono 3 muscoli: il flessore profondo delle dita, il flessore lungo del pollice e il pronatore quadrato.

Per la comprensione di questo articolo sull'epitrocleite, sono di interesse soltanto i muscoli anteriori dell'avambraccio collegati all'epicondilo mediale dell'omero, ossia: tutti i muscoli del piano superficiale (flessore ulnare del carpo, palmare lungo, flessore radiale del carpo e pronatore rotondo) e l'unico muscolo del piano intermedio (flessore superficiale delle dita).

Origine del nome

Il termine "epitrocleite" deriva da "epitroclea", che è un altro nome, coniato dagli anatomisti, per indicare l'epicondilo mediale dell'omero.

Cause

La causa dell'epitrocleite è il sovraccarico funzionale dei muscoli che trovano aggancio sull'epicondilo mediale dell'omero; infatti, l'esasperata ed eccessiva sollecitazione di questi muscoli (sovraccarico funzionale), attraverso una ben precisa gestualità, produce uno stress a carico dei tendini collegati, tale per cui quest'ultimi s'infiammano e diventano dolorosi.

Quali movimenti dell'arto superiore producono Epitrocleite?

L'epitrocleite è l'infiammazione dei tendini derivante dall'uso eccessivo dei muscoli che consentono:

  • La flessione del polso;
  • La flessione delle dita per afferrare gli oggetti;
  • L'adduzione del polso;
  • L'abduzione del polso.

L'epitrocleite, pertanto, è il risultato della ripetizione esasperata e molto volte combinata (es: afferrare un oggetto con forza e flettere il polso) dei suddetti gesti.

Chi soffre maggiormente Epitrocleite?

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L'epitrocleite colpisce soprattutto:

  • I golfisti. Per il movimento dello swing è fondamentale la stimolazione dei muscoli anteriore dell'avambraccio;
  • Chi pratica sport di racchetta (es: tennis). I gesti associati all'epitrocleite (se, ovviamente, eseguiti all'esasperazione) sono il rovescio e il topspin;
  • Chi pratica sport di lancio (es: baseball, softball o lancio del giavellotto). Il giocatore di baseball, per esempio, chiama in causa i muscoli dell'avambraccio coinvolti nell'epitrocleite durante il movimento di pitching;
  • Chi pratica sollevamento pesi. Le persone dedite a questa attività flettono le dita della mano per afferrare oggetti e, se la tecnica esecutoria non è perfetta, potrebbero abdurre o addurre leggermente il polso;
  • Chi esercita attività lavorative manuali, nei settori dell'idraulica, della carpenteria o dell'edilizia.

Fattori di Rischio dell'Epitrocleite?

A favorire la comparsa dell'epitrocleite sono fattori come:

  • La ripetizione, per oltre due ore e con una tecnica impropria, di movimenti a rischio;
  • L'uso, nella pratiche sportive a rischio, di attrezzature inadeguate;
  • L'età superiore ai 40 anni;
  • L'obesità;
  • Il fumo di sigaretta.

La tecnica esecutoria di un gesto potenzialmente a rischio è molto importante: se corretta, infatti, comporta uno stress inferiore a carico dei muscoli anteriori dell'avambraccio.

Sintomi e Complicazioni

I sintomi tipici dell'epitrocleite sono:

  • Dolore e/o senso di indolenzimento sul lato interno del gomito. Queste sono le manifestazioni cliniche più caratteristiche;
  • Senso di rigidità articolare a carico del gomito;
  • Senso di debolezza a livello di mano e/o polso. Si tratta di un disturbo non sempre presente;
  • Intorpidimento e/o formicolio a livello della mano, dita in particolare.

L'epitrocleite tende a colpire l'arto superiore dominante, quindi l'arto superiore destro, per i destrimani, e l'arto superiore sinistro, per i mancini.

Dolore: come compare e quando peggiora?

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Il sintomo più caratteristico dell'epitrocleite – il dolore al lato interno del gomito – può insorgere in maniera improvvisa oppure gradatamente.
Come capita in tutte le altre forme di tendinite, anche nell'epitrocleite la dolenzia tende a peggiorare con l'esecuzione di quei movimenti che richiamano all'azione i muscoli i cui tendini sono infiammati.

L'utilizzo, ai fini di un determinato gesto, di un muscolo il cui tendine è infiammato alimenta il processo infiammatorio a carico di quest'ultimo e ciò si traduce in un peggioramento della sintomatologia (specialmente quella dolorosa).

Quando rivolgersi al medico?

In caso di epitrocleite, è bene contattare il proprio medico oppure rivolgersi a un esperto di malattie dell'apparato muscolo-scheletrico, quando la sintomatologia (in particolar modo il dolore e il senso di indolenzimento) persistono nonostante il riposo.

Complicazioni

In assenza di un trattamento adeguato, l'epitrocleite può evolvere in una tendinopatia più grave, caratterizzata da una lesione o da una degenerazione della struttura tendinea.
Il verificarsi della suddetta complicanza comporta una sintomatologia cronica e debilitante, e richiede un intervento medico specifico.

La sintomatologia cronica e gli effetti debilitanti di un'epitrocleite sfociata in complicanze possono incidere fortemente sull'umore del paziente, in quanto quest'ultimo ha difficoltà, per colpa del dolore, a eseguire i più semplici movimenti con l'arto superiore interessato.

Diagnosi

In genere, la diagnosi di epitrocleite è clinica, ossia fondata sul racconto dei sintomi da parte del paziente, sull'esame obiettivo e sull'anamnesi; è possibile, tuttavia, che tale approccio sia insufficiente e che, per la conferma diagnostica della condizione in corso, servano le informazioni fornite da esami di imaging, quali la radiografia, l'ecografia e/o la risonanza magnetica.

Esame Obiettivo

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L'esame obiettivo consiste nella constatazione medica, anche attraverso particolari manovre e la palpazione, dei sintomi e dei segni che il paziente lamenta o esibisce.

Per chi lamenta i disturbi tipici dell'epitrocleite, l'esame obiettivo prevede un esame palpatorio del gomito e l'esecuzione, con l'arto superiore dolente, di tutti quei movimenti che, in presenza di infiammazione, evocherebbero dolore.

Anamnesi

L'anamnesi è lo studio critico dei sintomi annotati durante l'esame obiettivo e dei fatti di interesse medico raccolti attraverso specifiche domande (riguardanti non solo la sintomatologia, ma anche lo stato di salute generale, le abitudini, l'attività quotidiana, le malattie ricorrenti in famiglia ecc.).

In presenza di una condizione come l'epitrocleite, l'anamnesi permette di individuare i fattori che, nel dato paziente, hanno indotto il processo infiammatorio.

Terapia

Di norma, la cura dell'epitrocleite prevede un trattamento conservativo, basato su:

  • Il riposo dell'arto superiore dolente. In termini pratici, il riposo dell'arto superiore dolente significa che il paziente deve sospendere completamente l'attività responsabile della condizione in corso ed evitare qualsiasi pratica affine.
    La durata del riposo varia da caso a caso, a seconda della severità dell'infiammazione; sicuramente, un indicatore importante dei benefici del riposo è l'assenza totale di dolore in occasione di movimenti con l'arto superiore che, un tempo, recavano dolore;
  • L'applicazione di ghiaccio sulla zona dolente. Se adoperato nel modo giusto, il ghiaccio ha un incredibile potere antinfiammatorio e antidolorifico, specie agli esordi di un'infiammazione.
    In genere, le indicazioni al suo utilizzo sono: 4-5 impacchi al giorno sulla zona dolorosa (nel caso dell'epitrocleite, è il lato interno del gomito), per 15-20 minuti ciascuno (applicazioni più brevi o più lunghe sono inefficaci);
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  • L'applicazione di una fasciatura compressiva attorno al gomito. La fasciatura compressiva mitiga il dolore e velocizza la guarigione;
  • L'utilizzo di un tutore per il gomito. Il tutore per il gomito ha lo scopo di preservare l'arto superiore sofferente da quei movimenti che potrebbero stressare ulteriormente i tendini;
  • L'assunzione di un farmaco antinfiammatorio non-steroideo (FANS) oppure di paracetamolo. Il ricorso a questi farmaci è indicato per placare l'infiammazione e la sintomatologia dolorosa.
    Tra i FANS, il più comunemente impiegato da chi soffre di epitrocleite è l'ibuprofene;
  • L'iniezione locale di corticosteroidi. I corticosteroidi rappresentano un'alternativa ai FANS e al paracetamolo, quando quest'ultimi risultano inefficaci e la sintomatologia persiste.
    Il ricorso ai corticosteroidi nella gestione terapeutica dell'epitrocleite è raro, per via dei possibili effetti collaterali correlati all'utilizzo dei farmaci in questione.
    Si ricorda che l'assunzione di corticosteroidi deve avvenire previa prescrizione medica;
  • Esercizi di fisioterapia. La fisioterapia per chi soffre di epitrocleite prevede esercizi di stretching e rinforzo dei muscoli dell'arto superiore sofferente.
    Per conoscere in cosa consistono precisamente tali esercizi, è bene rivolgersi a un esperto del settore, con esperienza in problematiche ai tendini.

La Chirurgia: quando può servire?

In genere, l'epitrocleite non richiede la chirurgia.
Tuttavia, se la sintomatologia persiste per oltre 6 mesi a dispetto del trattamento conservativo sopra riportato oppure se la condizione si è evoluta in una tendinopatia più grave, l'intervento chirurgico diviene un'opzione terapeutico percorribile.

Lo sapevi che…

Meno del 10% dei pazienti con epitrocleite necessita della chirurgia per la risoluzione della condizione.

Prognosi

Di norma, se il trattamento è tempestivo, l'epitrocleite ha una prognosi benevola.
I tempi di recupero variano da persona a persona, seconda della severità dell'infiammazione; in linea generale, tuttavia, la maggior parte dei pazienti con epitrocleite guarisce nel giro di 3-4 settimane.

Ritorno alle attività dopo la Guarigione: come deve avvenire?

Dopo la guarigione, la ripresa delle attività svolta prima della comparsa dell'epitrocleite deve avvenire in maniera graduale; il mancato rispetto di tale indicazione è fortemente associata a ricadute.

Prevenzione

La prevenzione dell'epitrocleite si basa su:

  • Non eccedere nella pratica delle attività sportive a rischio;
  • Nell'approcciarsi per la prima a una attività sportiva a rischio, farsi seguire da un esperto del settore, in maniera tale da imparare la corretta tecnica esecutoria di tutti i movimenti previsti;
  • Attuare il giusto riscaldamento muscolare prima di iniziare qualsiasi attività sportiva collegata all'epitrocleite;
  • Osservare delle pause durante le attività lavorative o gli hobby che sottopongono a grandi sforzi i muscoli degli arti superiori;
  • Dotarsi, per la pratica delle attività sportive a rischio, di un'attrezzatura di qualità.

Come evitare l'aggravarsi dell'Epitrocleite

Per prevenire l'aggravarsi dell'epitrocleite è fondamentale astenersi immediatamente da qualsiasi attività che evochi dolore, anche se quest'ultimo è sopportabile o controllabile con un FANS.

Autore

Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza