Castrazione Chimica: Cos'è? Scopi, Funzionamento, Farmaci ed Effetti di A.Griguolo

Generalità

La castrazione chimica è una forma di inibizione dell'attività delle gonadi, ottenuta tramite farmaci anti-androgeni e contraddistinta da un calo della libido.

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2018/10/28/castrazione-chimica-2-orig.jpeg

Nata come trattamento di tumori ormono-dipendenti (es: cancro alla prostata), la castrazione chimica è oggi nota ai più soprattutto perché, in diversi Paesi del Mondo (non l'Italia), trova impiego come forma di pena per i reati a sfondo sessuale.
Attualmente, i farmaci maggiormente impiegati per ottenere la castrazione chimica sono: gli anti-gonadotropinici, gli anti-androgeni non-steroidei e gli agonisti dell'ormone di rilascio delle gonadotropine.
Oltre al calo della libido, la castrazione chimica riduce le fantasie sessuali, la capacità eccitazione sessuale nonché una serie di effetti collaterali spiacevoli, sia nell'uomo che nella donna.

Ripasso del concetto di Castrazione e delle Gonadi

Il termine "castrazione" descrive l'inibizione dell'apparato riproduttivo maschile o femminile, realizzata attraverso la rimozione delle gonadi o la repressione della loro attività.
Si ricorda che le gonadi sono gli organi sessuali primari dell'apparato riproduttivo umano, i quali hanno l'importante compito di produrre i gameti (cioè le cellule necessarie alla riproduzione) e secernere gli ormoni sessuali (ossia le sostanze fondamentali allo sviluppo dei caratteri sessuali secondari e al controllo dello stesso apparato riproduttivo).
Nell'uomo, le gonadi sono i testicoli; nella donna, invece, le gonadi sono le ovaie.

Cos'è la Castrazione Chimica?

La castrazione chimica è una forma di inibizione dell'attività delle gonadi, ottenuta per mezzo di farmaci – detti volgarmente farmaci anafrodisiaci – e caratterizzata da una repressione della libido (o desidero sessuale).
La castrazione chimica può essere reversibile o irreversibile, a seconda delle sue finalità.
Salvo casi particolari (che saranno oggetto di discussione nel capitolo dedicato agli "Usi"), la castrazione chimica è un tipo di castrazione conservativa, nel senso che non prevede l'asportazione/eliminazione delle gonadi maschili o femminili, come invece accade nella castrazione chirurgica.
In quanto inibitrice farmacologica dell'attività delle gonadi, la castrazione chimica rientra tra le potenziali cause di ipogonadismo acquisito di tipo iatrogeno.

La castrazione chimica è l'inibizione farmacologica dell'apparato riproduttivo maschile o femminile, che si caratterizza per un calo della libido e del desiderio sessuale.

Castrazione Chimica e Castrazione Chirurgica: il confronto

  • La castrazione chimica è l'inibizione delle gonadi di uomo o donna, conseguita attraverso l'uso di farmaci anafrodisiaci, i quali hanno l'effetto di ridurre la libido e il desiderio sessuale; la castrazione chirurgica, invece, è l'inibizione dell'apparato riproduttivo maschile o femminile, ottenuta attraverso la rimozione delle gonadi (orchiectomia, nell'uomo, e ovariectomia, nella donna);
  • La castrazione chimica può essere reversibile o irreversibile, a seconda degli scopi; la castrazione chirurgica, invece, è sempre irreversibile.

Usi

La castrazione chimica è nota ai più per essere una forma di pena applicabile, in alcuni Paesi del Mondo (non l'Italia), alle persone (uomini in particolare) macchiatesi di reati a sfondo sessuale (es: stupri, atti di pedofilia ecc.).
In pochi, però, sanno che i farmaci per l'attuazione della castrazione chimica sono nati con lo scopo di combattere il carcinoma della prostata e che fanno parte del piano terapeutico preliminare, impiegato nel processo di cambiamento del sesso da uomo a donna, per quanto concerne i soggetti transessuali.

Lo sapevi che…

Il primo uso storico della castrazione chimica risale al 1944.

Castrazione Chimica come Pena per i Reati a Sfondo Sessuale

La castrazione chimica come forma di pena per i reati a sfondo sessuale è una pratica dagli effetti reversibili, adottata in diversi Paesi del Mondo, tra cui: gli Stati Uniti, l'Australia, l'India, il Regno Unito, la Francia, la Polonia,l'Estonia, la Svezia, la Norvegia, la Danimarca, la Spagna, la Germania, la Russia, il Canada, l'Argentina, l'Indonesia, lo Stato di Israele e la Corea del Sud.

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2018/10/28/castrazione-chimica-usi-orig.jpeg

In molti dei Paesi sopra elencati, la legislazione relativa penale prevede che lo stesso reo di crimini a sfondo sessuale possa richiedere l'attuazione della castrazione chimica, in cambio di uno sconto di pena.
Come i lettori avranno notato, nell'elenco dei Paesi che applicano la castrazione chimica in ambito penale, non rientra l'Italia, sebbene alcuni partiti politici, in tempi passati, ne avessero avanzato l'utilizzo.

Un mito da sfatare

Ormai da diversi anni, la scienza ha sfatato il mito secondo cui in pedofili e violentatori siano presenti livelli di testosterone superiori alla normalità.

Uso Medico della Castrazione Chimica

Alcuni farmaci adottati per la castrazione chimica trovano impiego in ambito medico come forma di trattamento dei tumori ormono-dipendenti, in primis il cancro della prostata (i tumori ormono-dipendenti sono quelle neoplasie che risentono dei livelli ormonali presenti nell'organismo).

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2018/10/28/castrazione-chimica-uso-medico-orig.jpeg

L'uso medico della castrazione chimica ha riscosso enorme successo ed è molto apprezzato, perché, di fatto, quando è efficace, sostituisce la pratica della castrazione chirurgica con scopi terapeutici.
Chiaramente, la castrazione chimica con finalità mediche è una pratica dagli effetti sulla sfera sessuale del tutto reversibili.

Castrazione Chimica nel Cambiamento del Sesso da Uomo a Donna

La castrazione chimica nel cambiamento del sesso da uomo a donna è, per logici motivi, l'unico caso in cui tale pratica ha effetti irreversibili.
Di norma, questo genere di castrazione chimica prevede una somministrazione farmacologica della durata di 6 mesi.

Meccanismo

Prodotti in larga quantità dalle gonadi maschili ma anche da quelle femminili, gli androgeni – di cui il principale rappresentante è il testosterone – sono gli ormoni sessuali, che, tra le varie funzioni ricoperte, hanno anche il compito di favorire la libido e il desiderio sessuale in entrambi i sessi.
La castrazione chimica si basa sull'impiego di farmaci che, con meccanismi diversi, interrompono l'azione degli androgeni, ottenendo in questo modo quanto sperato: il calo della libido e del desiderio sessuale.

L'idea che sta alla base della castrazione chimica e della volontà di ridurre la libido e il desiderio sessuale è annullare l'attività androginica.

Farmaci

Attualmente, i farmaci più impiegati per ottenere la castrazione chimica sono i farmaci anti-gonadotropinici, seguiti, immediatamente dopo, dai farmaci antiandrogeni non-steroidei e dai farmaci agonisti dell'ormone di rilascio delle gonadotropine.
Sia gli anti-gonadotropinici che gli antiandrogeni non-steroidei e gli agonisti dell'ormone di rilascio delle gonadotropine appartengono alla macrocategoria dei cosiddetti farmaci antiandrogeni.
È doveroso segnalare che tra i farmaci sfruttabili ai fini della castrazione chimici figurano anche gli antipsicotici e gli antidepressivi noti come inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.

Farmaci Anti-Gonadotropinici: come funzionano?

Per capire: l'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi

La secrezione degli ormoni sessuali da parte delle gonadi dipende da altri ormoni, secreti e rilasciati in circolo da due importanti strutture anatomiche con sede all'interno del crani: l'ipotalamo e l'ipofisi.
Nello specifico, ecco cosa accade:

  • Ghiandola endocrina appartenente al sistema nervoso centrale, l'ipotalamo rilascia una serie di ormoni di natura proteica, noti come ormoni di rilascio od ormoni RH (RH sta per Relasing Hormones).
    Tra i vari ormoni di rilascio, ce n'è uno conosciuto come GnRH od ormone di rilascio delle gonadotropine, il quale è molto importante per l'attività delle gonadi;
  • La funzione del GnRh, infatti, è stimolare l'ipofisi, un'altra ghiandola endocrina del sistema nervoso centrale, a secernere e rilasciare in circolo due ormoni, chiamati ormone follicolo-stimolante (o FSH) e ormone luteinizzante (o LH), i quali hanno il compito di interagire con le gonadi e stimolarle affinché producano gli ormoni sessuali (N.B: gli ormoni FSH e LH sono anche note come gonadotropine, il che spiega il nome "ormone di rilascio delle gonadotropine").

I farmaci anti-gonadotropinici permettono di attuare la castrazione chimica, perché bloccano il rilascio, da parte dell'ipofisi, delle gonadotropine, ossia gli ormoni necessari a stimolare l'attività ormonale delle gonadi.

https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2018/10/28/castrazione-chimica-farmaco-orig.jpeg

I farmaci anti-gonadotropinici, quindi, agiscono sul sistema nervoso centrale, interrompendo a monte una cascata di eventi che si concludono con la produzione di androgeni, testosterone in particolare.
Tra i farmaci anti-gonadotropinici più impiegati per la castrazione chimica, figurano: il medrossiprogesterone e il ciproterone acetato.

Farmaci Antiandrogeni Non-Steroidei: come funzionano?

I farmaci antiandrogeni non-steroidei consentono di conseguire la castrazione chimica, perché sono capaci di bloccare i recettori sfruttati dagli androgeni, una volta secreti, per poter adempiere alle loro funzioni.
In altri termini, i farmaci antiandrogeni non-steroidei privano gli androgeni del mezzo che serve loro, una volta secreti dalle gonadi, per agire sull'organismo.
Tra i farmaci antiandrogeni non-steroidei più utilizzati in ottica castrazione chimica, merita una citazione il flutamide, in quanto trova impiego anche come antiandrogeno per la cura del cancro alla prostata.

Farmaci Agonisti dell'Ormone di Rilascio delle Gonadotropine: come funzionano?

Per capire: regolazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi

Il controllo della secrezione degli ormoni sessuali, da parte delle gonadi, è un esempio di regolazione ormonale a feedback negativo.
Nelle regolazioni ormonali a feedback negativo, lo stimolo iniziale riceve un segnale di arresto dalla risposta finale, che lo stesso stimolo iniziale ha provocato.
Le regolazioni ormonali a feedback negativo rappresentano una strategia vincente per limitare la risposta successiva allo stimolo iniziale, senza incappare nel problema di reazioni finali esagerate.

  • All'interno dell'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, lo stimolo iniziale è il rilascio di GnRh da parte dell'ipotalamo, mentre la riposta finale è il rilascio di ormoni sessuali da parte delle gonadi;
  • Una volta che gli ormoni sessuali sono stati secreti e sono in circolo, una parte di questi va a interagire con l'ipotalamo, bloccando il rilascio di GnRh;
  • Con il blocco di GnRh, viene a mancare l'elemento che, attraverso le gonadotropine FSH e LH, stimola le gonadi.

I farmaci agonisti dell'ormone di rilascio delle gonadotropine permettono di ottenere la castrazione chimica, perché sfruttano la regolazione ormonale a feedback negativo per interrompere la produzione di ormoni sessuali; infatti, grazie a una spiccata affinità per il recettore dell'ormone GnRh (quello che rilascia le gonadotropine), inducono un'elevata secrezione di FSH e LH, la quale ha l'effetto finale di deprimere il rilascio ormonale da parte delle gonadi.
In altre parole, questi medicinali ingannano l'organismo, facendogli credere, attraverso la massiccia secrezione di FSH e LH, che occorra bloccare a monte la produzione degli ormoni sessuali.
Tra i farmaci agonisti dell'ormone di rilascio delle gonadotropine più usati per la castrazione chimica, spicca la leuprorelina, in quanto – come il flutamide – rientra anch'essa tra i medicinali antiandrogeni per la cura del cancro alla prostata.

Somministrazione

La somministrazione dei farmaci per la castrazione chimica può avvenire per via orale e tramite iniezioni sottocutanee.

Reversibilità: come si ottiene?

Per annullare gli effetti della castrazione chimica, è sufficiente interrompere la somministrazione farmacologica.
Chiaramente, questo discorso non è valido per quando la castrazione chimica è finalizzato al cambiamento del sesso da uomo a donna.

Effetti

Effetti della Castrazione Chimica sull'Uomo

Nell'uomo, la castrazione chimica ha l'effetto di:

  • Ridurre il desiderio sessuale (o libido);
  • Ridurre le fantasie sessuali;
  • Ridurre la capacità di eccitazione sessuale.

Effetti della Castrazione Chimica sulla Donna

Nella donna, la castrazione chimica ha effetti sovrapponibili a quelli rilevati nell'uomo, quindi: calo del desiderio sessuale, riduzione delle fantasie sessuali e riduzione della capacità di eccitazione sessuale.

Effetti Collaterali

La castrazione chimica non è esente da effetti collaterali.

Effetti Collaterali della Castrazione Chimica sull'Uomo

Nell'uomo, gli effetti collaterali della castrazione chimica consistono in:

  • Aumento del grasso corporeo, specie a livello di fianchi e cosce;
  • Ingrandimento delle mammelle (ginecomastia), dovuto non soltanto a un aumento del grasso corporeo in tali sedi, ma anche a uno sviluppo del tessuto ghiandolare;
  • Riduzione della densità ossea, a cui segue un maggior rischio di osteoporosi, fratture e malattie cardiovascolari;
  • Impossibilità di procreare.

Effetti Collaterali della Castrazione Chimica sulla Donna

Nella donna, gli effetti collaterali della castrazione chimica consistono in:

  • Blocco del flusso mestruale. Sotto questo aspetto, la situazione ricalca quanto si osserva con l'avvento della menopausa;
  • Riduzione del volume del seno;
  • Riduzione della massa muscolare;
  • Calo della densità ossea;
  • Riduzione della peluria su tutto il corpo.

Critiche

La castrazione chimica come forma di pena per i reati a sfondo sessuale è, da anni ormai, oggetto di numerosi dibattiti tra chi la appoggia e chi la critica.
In particolare, l'idea dei critici è che la castrazione chimica rappresenti una punizione crudele, perché esercita un controllo sulla mente e sulle pulsioni dei carcerati, e sottopone quest'ultimi a dei cambiamenti fisici indesiderati (si ricorda che, riducendo la densità ossea, la castrazione chimica aumenta il rischio di osteoporosi e malattie cardiovascolari).

Antonio Griguolo

L'autore

Antonio Griguolo

Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza