Anticorpi Monoclonali: Cosa Sono, Tipi e Utilizzi

Anticorpi Monoclonali: Cosa Sono, Tipi e Utilizzi
Ultima modifica 11.02.2022
INDICE
  1. Cosa Sono gli Anticorpi Monoclonali?
  2. Anticorpi Endogeni
  3. Come Funzionano gli Anticorpi Monoclonali?
  4. Tipi di Anticorpi Monoclonali
  5. Utilizzi
  6. Anticorpi Monoclonali Anti-COVID-19
  7. Come si Assumono?
  8. Effetti Collaterali e Limiti degli Anticorpi Monoclonali

Cosa Sono gli Anticorpi Monoclonali?

Gli anticorpi monoclonali (MAb, MAB o mAb dall'inglese Monoclonal Antibodies) sono particolari tipi di anticorpi, prodotti con tecniche di DNA ricombinante a partire da un unico tipo di cellula immunitaria.

Più correttamente, gli anticorpi monoclonali possono essere definiti come proteine omogenee ibride, ottenute da un singolo clone di linfocita ingegnerizzato.

Gli anticorpi monoclonali sono molto sfruttati in ambito clinico, sia per scopi diagnostici che per scopi terapeutici.

Tuttavia, prima di approfondire quali sono gli impieghi di queste particolari proteine e per comprenderne al meglio il meccanismo d'azione, può essere utile una piccola premessa su cosa sono gli anticorpi.

Anticorpi Endogeni

Anticorpi prodotti dal nostro Organismo: Cosa Sono e Come Funzionano

Gli anticorpi (o immunoglobuline) sono glicoproteine prodotte dai linfociti B del sistema immunitario umorale. Tali proteine sono in grado di riconoscere e legarsi in maniera specifica ad altri tipi di sostanze definite "antigeni" (gli antigeni possono essere di varia natura; ad esempio, proteica, polisiccaridica, lipidica, ecc.).

La funzione degli anticorpi è quella di riconoscere e neutralizzare gli agenti estranei e/o patogeni, come, ad esempio, virusbatteri o tossine. Ciò è possibile grazie alla particolare struttura di queste molecole.

Gli anticorpi, infatti, sono proteine globulari dotate di una particolare conformazione a "Y". All'interno di questa struttura proteica vi sono una regione detta costante e delle regioni variabili, corrispondenti alle braccia della "Y". È proprio a livello delle regioni variabili che si trovano i siti di legame specifici per l'antigene.

Anticorpi monoclonali Shutterstock

Ogni linfocita B è in grado di produrre milioni di anticorpi, a loro volta in grado di riconoscere diversi tipi di antigeni (anticorpi policlonali).

Una volta che l'anticorpo si lega all'antigene per cui è specifico, l'anticorpo stesso si attiva e dà origine alla risposta immunitaria che porterà all'eliminazione dell'agente estraneo.

Come Funzionano gli Anticorpi Monoclonali?

Gli anticorpi monoclonali agiscono con il medesimo meccanismo d'azione appena descritto per gli anticorpi policlonali.

Gli anticorpi monoclonali, infatti, possiedono un'affinità altamente specifica per un determinato tipo di antigene e si legano ad esso, consentendo in questo modo di ottenere una marcata risposta immunitaria nei confronti di quella tossina, proteina, mediatore chimico, cellula maligna o agente patogeno che costituisce il target della terapia.

In altri termini, il meccanismo dei monoclonali è sovarapponibile a quello degli anticorpi policlonali, ma i primi sono in grado di riconoscere e legarsi in maniera selettiva solo ad una tipologia di antigene ben precisa.

Tipi di Anticorpi Monoclonali

Gli anticorpi monoclonali impiegati in terapia sono molti e possono essere classificati in diversi modi.

Considerando l'origine di questi prodotti, è possibile distinguere quattro tipologie di anticorpi monoclonali:

  • Murini, ossia anticorpi monoclonali interamente derivati da cellule di topo. Sono riconoscibili dal nome in quanto terminano con il siffisso -omab.
  • Chimerici, si tratta di MAb realizzati attraverso tecniche di biologia molecolare che consentono di sostituire la regione costante dell'anticorpo monoclonale ottenuto da cellule di topo con la corrispondente parte di origine umana. In altri termini, si tratta di anticorpi monoclonali che contengono una porzione originaria da cellule di topo e una porzione di origine umana. Si riconoscono in quanto i loro nomi terminano con il suffisso -ximab.
  • Umanizzati, sono anticorpi monoclonali che derivano principalmente da cellule umane, ad eccezione della parte che si lega all'antigene specifico. Riconoscibili dai nomi che terminano con il suffisso -zumab.
  • Umani, sono anticorpi interamente originati da cellule umane. Vengono chiamati con nomi che terminano con il suffisso -umab.

Oltre all'origine dell'anticorpo monoclonale, è possibile suddividere questi prodotti in funzione del legame o meno con altre molecole. Più precisamente, è possibile distinguere:

  • Anticorpi monoclonali nudi (ossia non coniugati ad altre molecole);
  • Anticorpi monoclonali coniugati a farmaci o a isotopi radioattivi.
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Esempio di Anticorpo Monoclonale coniugato a Farmaci

Con la coniugazione di uno o più farmaci agli anticorpi monoclonali è possibile direzionare con estrema precisione quello stesso principio attivo verso il target di interesse, evitando di coinvolgere anche altri distretti dell'organismo. In questo modo, si possono potenzialmente ridurre gli effetti indesiderati e aumentare le probabilità di efficacia terapeutica.

La coniugazione di isotopi radioattivi agli anticorpi monoclonali, invece, è una tecnica che viene sfruttata soprattutto nella terapia antitumorale. Più precisamente, in questi casi si parla di radioimmunoterapia (per informazioni più dettagliate in merito, si rimanda alla lettura dell'articolo dedicato "Radioterapia Esterna e Radioterapia Interna").

Utilizzi

Come già accennato, gli usi degli anticorpi monoclonali sono molteplici e comprendono sia l'ambito diagnostico che quello terapeutico. Entriamo più nel dettaglio.

Anticorpi Monoclonali impiegati in Ambito Diagnostico

Come si può facilmente intuire, questa tipologia di anticorpi monoclonali viene utilizzata per diagnosticare la presenza di un determinato antigene e, se necessario, perfino per misurarne la quantità.

Gli anticorpi monoclonali, pertanto, possono essere impiegati per individuare agenti batterici o virali, particolari tipi di proteine o cellule e marker tumorali.

Appare quindi chiaro come queste molecole possano essere sfruttate in laboratori clinici per la diagnosi di patologie (come, ad esempio le neoplasie), ma non solo. Infatti, gli anticorpi monoclonali impiegati in quest'ambito vengono ampiamente utilizzati anche nei cosiddetti kit diagnostici d'uso domestico, quali, ad esempio, i ben noti test di gravidanza, i test dell'ovulazione, il test rapido o test antigenico rapido per COVID-19.

Uso degli Anticorpi Monoclonali in Terapia

Sono diversi i tipi di anticorpi monoclonali ad essere impiegati per fini terapeutici, così come sono diversi i target della terapia e le patologie per cui queste molecole vengono utilizzate.

Per cercare di semplificare il più possibile il concetto, possiamo suddividere questi principi attivi in funzione dell'attività da essi esercitata.

Anticorpi Monoclonali ad Azione Antinfiammatoria

Appartengono a questo gruppo farmaci quali l'infliximab (Remicade®, Remsima®, Inflectra®) e l'adalimumab (Humira®). Questi anticorpi monoclonali esercitano un'azione antiflogistica poiché il loro antigene è costituito dal TNF-α umano, una delle citochine pro-infiammatorie maggiormente coinvolte nella sintomatologia di patologie infiammatorie su base autoimmune, come, ad esempio, l'artrite reumatoide e l'artrite psoriasica.

Anticorpi Monoclonali ad Azione Immunosoppressiva

Il target di questi principi attivi è costituito soprattutto da cellule della difesa quali i linfociti B e i linfociti T e da proteine fondamentali per il loro differenziamento e la loro attivazione, come ad esempio l'interleuchina-2.

Appartengono a questo gruppo di anticorpi monoclonali i farmaci impiegati nel trattamento di patologie autoimmuni e nella prevenzione del rigetto nei trapianti d'organo, fra questi ricordiamo il rituximab (impiegato anche nel trattamento di alcuni tipi di linfomi) e il basiliximab (Simulect®).

Inoltre, a questo gruppo appartiene anche l'omalizumab (Xolair®), il cui target è costituito dalle IgE umane e trova impiego nel trattamento dell'asma allergica.

Anticorpi Monoclonali ad Azione Antitumorale

Sono numerosi i principi attivi appartenenti a questo gruppo. Il target di questi anticorpi monoclonali è costituito perlopiù da fattori fondamentali per lo sviluppo delle cellule maligne, oppure da proteine che vengono sovraespresse quando sono presenti determinati tipi di tumori, come avviene, ad esempio, nel caso dei tumori della mammella HER-2 positivi. In questo caso, per il trattamento di questa forma tumorale, si utilizza l'anticorpo monoclonale trastuzumab (Herceptin®, Kadcycla®).

Appartengono a questo gruppo di anticorpi monoclonali anche il rituximab (MabThera®), il cetuximab (Erbitux®) e il bevacizumab (Avastin®).

Anticorpi Monoclonali dotati di altre Attività

Esistono anticorpi monoclonali in grado di esercitare attività differenti rispetto a quelle appena descritte. È questo il caso dell'abciximab (Reopro®), che è dotato di attività antiaggregante piastrinica. L'antigene di questo anticorpo monoclonale è, infatti, la glicoproteina IIb/IIIa presente nelle piastrine ed implicata, appunto, nei processi di aggregazione piastrinica.

Anticorpi Monoclonali Anti-COVID-19

A causa della necessità di trovare una terapia contro la COVID-19, malattia causata dal virus SARS-CoV-2, la ricerca farmacologica - inclusa quella sugli anticorpi monoclonali - ha ricevuto un notevole impulso. Ad oggi (febbraio 2022), gli anticorpi monoclonali approvati a tutti gli effetti o la cui distribuzione e il cui impiego sono stati autorizzati in via temporanea a causa della situazione emergenziale per la cura (e in lacuni casi la prevenzione) della COVID-19 sono diversi.

Più nel dettaglio, essi sono:

  • L'associazione casirivimab/imdevimab (Ronapreve®), autorizzata dall'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), che può essere utilizzata sia nell'ambito delal terapia domiciliare che nell'ambito della terapia ospedaliera. Il target di questi anticorpi è la proteina Spike di SARS-CoV-2.
  • L'associazione bamlanivimab/etesevimab, la cui distribuzione temporanea è autorizzata in via emergenziale. Tale associazione può essere utilizzata anch'essa nell'ambito del trattamento domiciliare della COVID-19. I due anticorpi riconoscono e si legano a siti differenti della proteina Spike.
  • Il regdanvimab (Regkirona®), è autorizzato dall'EMA, trova impiego nell'ambito della terapia domiciliare della malattia da Coronavirus e, anche in questo caso, l'antigene target è una porzione della proteina Spike.
  • Il sotrovimab (Xevudy®), anch'esso autorizzato dall'EMA e utilizzato anch'esso nell'ambito del trattamento domicliare della COVID-19; il suo bersaglio è costituito dalla proteina Spike.
  • Il tocilizumab (RoActemra®), autorizzato per il tarttamento della COVID-19 e altre patologie, il suo uso è solo ospedaliero. Il suo bersaglio è costituito dall'interleuchina-6, una citochina coinvolta nell'eziologia di varie patologie, fra cui quelle di natura infiammatoria.
  • Il sarilumab (Kevzara®), si tratta di un anticorpo monoclonale approvato per il trattamento di altre patologie, ma fra le cui indicazioni non rientra espressamente la COVID-19; tuttavia, si ritiene possa essere impiegatonelal terapia ospedaliera in sostituzione al tocilizumab qualora questo non fosse disponibile.
  • L'associazione di tixagevimab e cilgavimab - o Evusheld - realizzata da AstraZeneca e la cui distribuzione temporanea è autorizzata in via emergenziale; di nuovo, il bersaglio di questi anticorpi monoclonali è rappresentato da due siti differenti della proteina Spike.
Puoi trovare informazioni più dettagliate nel seguente articolo: Anticorpi Monoclonali COVID-19: Cosa Sono, Come Funzionano, Effetti Collaterali

Come si Assumono?

Generalmente, gli anticorpi monoclonali si somministrano per infusione endovenosa, benché alcuni tipi possano essere somministrati anche tramite iniezione sottocutanea.

La somminsitrazione di questi prodotti deve essere effettuata da personale sanitario specializzato ed è richiesto un periodo di osservazione al termine dell'infusione o iniezione, sempre ad opera di personale sanitario specializzato ch epossa intervenire in caso di comprsa di reazioni avverse.

Effetti Collaterali e Limiti degli Anticorpi Monoclonali

Gli effetti collaterali che possono manifestarsi durante la terapia a base di anticorpi monoclonali dipendono da molte variabili, quali il tipo di principio attivo scelto, la patologia che s'intende trattare, la coniugazione o meno dell'anticorpo con altri farmaci o isotopi radioattivi, le condizioni generali e la sensibilità dei pazienti nei confronti dello stesso farmaco.

Ad ogni modo, si potrebbe affermare che fra gli effetti collaterali più comuni derivanti dall'uso di anticorpi monoclonali vi sono:

Effetti indesiderati più gravi, ma fortunatamente rari e che non riguardano tutti gli anticorpi monoclonali, invece, possono consistere in:

Per informazioni più specifiche in merito agli effetti collaterali di un dato MAb, si consiglia la lettura del foglietto illustrativo dello stesso.

Oltre a quanto finora detto, vi sono anche alcuni limiti che accomunano tutti i tipi di terapia a base di anticorpi monoclonali, indifferentemente dal principio attivo scelto.

Più precisamente, stiamo parlando dell'elevato costo di produzione e della possibile risposta immunitaria che queste molecole potrebbero scatenare. Difatti, può accadere che l'organismo dei pazienti sviluppi egli stesso degli anticorpi atti a contrastare gli anticorpi monoclonali introdotti con la terapia, poiché li riconosce come agenti estranei, portando così all'inefficacia del trattamento.

Ad ogni modo, vista l'elevata potenzialità della terapia a base di anticorpi monoclonali, la ricerca in quest'ambito è in costante sviluppo, nel tentativo di individuare molecole sempre più efficaci e con meno effetti collaterali possibili.

Autore

Ilaria Randi
Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha sostenuto e superato l’Esame di Stato per l’Abilitazione alla Professione di Farmacista