Riboflavina
Ultima modifica 13.02.2020
INDICE
  1. Generalità
  2. Struttura Chimica
  3. Assorbimento
  4. Metabolismo
  5. Funzioni
  6. Carenza e Tossicità
  7. Alimenti
  8. Razione Consigliata

Generalità

La riboflavina o vitamina B2 è un nutriente essenziale idrosolubile appartenente al macro-gruppo vitaminico B.

riboflavina Shutterstock

Ha funzione prevalentemente coenzimatica e, nelle sue forme metabolicamente attive (FMN e FAD), costituisce il gruppo prostetico di enzimi ossidoriduttivi definiti flavoenzimi o flavoproteine – necessari alla respirazione cellulare e alle vie metaboliche di glucidi, lipidi e amminoacidi.

Si trova sia negli alimenti vegetali che animali, ma abbondantemente solo nel latte e nei suoi derivati, nelle uova e nelle frattaglie, come il fegato, il cuore e l'intestino – usato prevalentemente nelle ricette tradizionali (stigliola, pajata ecc).

Viene assorbita nell'intestino – processo ostacolato dall'alcol e altri fattori nutrizionali come le metilxantine – e metabolizzata in gran parte dentro le cellule intestinali; nel sangue è veicolata dalle globuline. La via di escrezione primaria è quella renale con le urine.

La carenza si manifesta prima con sintomi e segni aspecifici, poi con altri piuttosto specifici – a carico del derma, degli occhi e della lingua. La tossicità è pressochè impossibile da raggiungere, per l'assorbimento limitato e la scarsa solubilità.

L'assunzione raccomandata è di circa 0,6 mg / 1000 kcal / die. Ad ogni modo, si consiglia di non scendere sotto 1,2 mg / die.

Struttura Chimica

La riboflavina sintetica è stata realizzata per la prima volta nel 1935 da Kuhn e Karrer.

Trattasi di un composto eterociclico derivato dalla isoallosazina (composto azotato a tre anelli esagonali) con il ribitolo che, una volta purificata, presenta colore giallastro.

Le forme metabolicamente attive della riboflavina sono il flavin mononucleotide (FMN) e il flavin adenin dinucleotide (FAD).

Nessuno degli "analoghi" della riboflavina ha notevole importanza sperimentale o commerciale.

Assorbimento

La riboflavina viene ingerita con gli alimenti sotto forma di coenzima. Solo grazie all'acidità gastrica e agli enzimi digestivi intestinali è possibile distaccare FAD e FMN dalle proteine enzimatiche rilasciando la vitamina in forma libera.

La riboflavina viene assorbita mediante trasporto attivo specifico ATP-dipendente ma tale processo è saturabile. Ciò significa che pur assumendone concentrazioni nutrizionali molto elevate, la differenza tra la il totale e quella che può essere impegnata dai carrier specifici viene inesorabilmente perduta con le feci.

L'assorbimento della riboflavina è inibito dalla presenza di alcol etilico – come avviene per la tiamina o vit B1 – mentre caffeina, teofillina, saccarina, triptofano, vitamina C (acido ascorbico) e urea ne diminuiscono la biodisponibilità.

Metabolismo

Metabolismo della riboflavina

La fosforilazione della riboflavina in FMN o FAD avviene, in presenza di ATP, per buona parte dentro le cellule della mucosa intestinale, gli enterociti:

Riboflavina + ATP → FMN + ADP FMN + ATP → FAD + Ppi

Nel sangue, la riboflavina è presente sia in forma libera che come FMN, e viene trasportata legata a diverse classi di globuline, principalmente IgA, IgG, IgM; sembra che durante la gravidanza siano sintetizzate diverse proteine capaci di legare le flavine.

Riboflavina nei tessuti

Il passaggio della riboflavina nei tessuti avviene normalmente per trasporto facilitato e, solo ad elevate concentrazioni, per diffusione; gli organi che ne contengono di più sono: fegato, cuore, intestino. Il cervello contiene poca riboflavina, ma il suo turnover è elevato e la sua concentrazione abbastanza costante indipendentemente dall'apporto alimentare, il che fa pensare ad un meccanismo omeostatico di regolazione.

Eliminazione della riboflavina

La principale via di eliminazione della riboflavina è rappresentata dalle urine, dove la si ritrova sotto forma libera (60÷70%) o degradata (30÷40%). In considerazione dei ridotti depositi, l'escrezione urinaria riflette il grado di assunzione con la dieta.

Nelle feci si trovano solo bassi quantitativi di prodotti degradati (meno del 5% di una dose orale); la maggior parte dei metaboliti fecali proviene, con ogni probabilità, dal metabolismo della flora intestinale.

Funzioni

La riboflavina, come componente essenziale dei coenzimi FMN e FAD, partecipa alle reazioni di ossidoriduzione di numerose vie metaboliche (glucidi, lipidi e proteine) e nella respirazione cellulare.

Gli enzimi flavina-dipendenti sono le ossidasi - che in aerobiosi trasferiscono l'idrogeno all'ossigeno molecolare per formare H2O2 – e le deidrogenasi – invece specifiche dell'anaerobiosi.

Ossidasi e Deidrogenasi flavina dipendenti

  • Glucosio 6 P deidrogenasi (contenente FMN): trasforma il glucosio in acido fosfogluconico;
  • D-aminoacido ossidasi (con FAD) e L- aminoacido ossidasi (con FMN): ossidano gli amminoacidi nei corrispondenti chetoacidi;
  • Xantina ossidasi (Fe e Mo): interviene nel metabolismo delle basi puriniche e trasforma l'ipoxantina in xantina e la xantina in acido urico;
  • Citocromo reduttasi e succinato deidrogenasi (contenenti FAD): intervengono nella catena respiratoria accoppiando l'ossidazione dei substrati alla fosforilazione e sintesi di ATP;
  • Acil-CoA-deidrogenasi (FAD dipendente): catalizza la prima deidrogenazione nell'ossidazione degli acidi grassi;
  • Una flavoproteina (con FMN) è necessaria per la sintesi degli acidi grassi a partire dall'acetato;
  • Glicerolo-3-fosfato deidrogenasi (FAD dipendente) e l'acido lattico deidrogenasi (FMN): intervengono nel trasferimento di equivalenti riducenti dal citoplasma ai mitocondri;
  • Glutatione reduttasi eritrocitaria (FAD dipendente) catalizza la riduzione del glutatione ossidato.

Carenza e Tossicità

Carenza di riboflavina

L'ariboflavinosi umana, che compare dopo 3÷4 mesi di deprivazione – per le buone scorte dell'organismo – esordisce con una sintomatologia generale costituita da segni aspecifici, rilevabili anche in altre forme carenziali, quali astenia, disturbi digestivi, anemia, ritardo della crescita nei bambini.

Seguono segni più specifici quali dermatite seborroica (ipertrofia delle ghiandole sebacee), con pelle finemente granulosa e unta, localizzata specialmente a livello dei solchi naso labiali delle palpebre e dei lobi dei padiglioni auricolari.

Le labbra appaiono lisce, brillanti e secche con ragadi che si irradiano a ventaglio a partire dalle commessure labiali (cheilosi); stomatite angolare.

La lingua appare ingrossata (glossite) con punta e margini arrossati e centralmente biancastra, in fase iniziale, successivamente si manifesta ipertrofia soprattutto a carico delle papille fungiformi (lingua granulosa); a volte la lingua presenta il calco dell'arcata dentaria superiore e presenza di fessurazioni prima leggere e successivamente marcate (lingua a carta geografica o scrotale), segue poi una fase atrofica (lingua pelata e scarlatta) e infine lingua color rosso violaceo magenta.

A livello oculare si manifesta blefarite angolare (palpebrite), alterazioni oculari (fotofobia o lacrimazione, bruciore agli occhi, stanchezza visiva, diminuzione della vista) e ipervascolarizzazione della congiuntiva che invade la cornea formando anastomosi a rete concentrica; questo si verifica per carenza dell'enzima FAD dipendente che permette la nutrizione e l'irrorazione della cornea per imbibizione.

Si possono evidenziare anche dermatosi vulvare e scrotale.

Tossicità della riboflavina

La somministrazione di riboflavina a dosi elevate anche per periodi prolungati non provoca effetti tossici, in quanto l'assorbimento intestinale non supera i 25 mg e perché, come dimostrato sull'animale, esiste un limite massimo all'accumulo tissutale mediato da meccanismi protettivi.

La scarsa solubilità in acqua della riboflavina previene l'accumulo anche nella somministrazione per via parenterale.

Alimenti

La riboflavina è abbastanza uniformemente distribuita negli alimenti sia di origine animale che vegetale, dove è presente soprattutto legata a proteine come FMN e FAD.

Gli alimenti ricchi di riboflavina sono, tuttavia, relativamente pochi e precisamente: latte e suoi fermentati, formaggi, ricotte, frattaglie e uova.

Per approfondire: Alimenti con Vitamina B2

Razione Consigliata

Per gli stessi motivi della tiamina, anche la razione consigliata della riboflavina è espressa in funzione dell'energia assunta con la dieta. Secondo i LARN, la razione consigliata di un adulto è di 0,6 mg/1.000 kcal, con la raccomandazione di non scendere sotto i 1,2 mg nel caso dell'adulto con un apporto energetico <2.000 kcal/die.

Autore

Riccardo Borgacci
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer