Osteoporosi
Ultima modifica 15.06.2020
INDICE
  1. Cos’è
  2. Cause
  3. Sintomi e Complicanze
  4. Diagnosi
  5. Terapia
  6. Prognosi
  7. Prevenzione
  8. Per approfondire

Cos’è

Cos’è l’Osteoporosi: il Significato

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L'osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro, che rende le ossa più fragili e aumenta il rischio di frattura.
All'origine dell'osteoporosi (e della maggiore fragilità delle ossa) ci sono il deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo e la conseguente riduzione della massa minerale ossea (o densità minerale ossea).

Riassumendo, quindi, l'osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro che aumenta la fragilità delle ossa e la predisposizione alle fratture, in quanto comporta il deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo e una riduzione della massa ossea.

Il Ciclo Vitale dell’Osso

Le ossa sono un tessuto vivo, protagonista di un rimodellamento continuo tale per cui si assiste alla perpetua alternanza tra distruzione delle componenti cellulari più vecchie (riassorbimento osseo) e deposizione di nuove cellule (deposizione ossea).

Fino all'età di 20 anni circa, l'attività di deposizione ossea supera abbondantemente l'attività di riassorbimento osseo; ciò comporta che le ossa aumentino continuamente in densità e forza (a 20 anni si ha il picco di densità ossea).

Superati i 20 anni, quindi, l'attività di deposizione ossea comincia a ridursi progressivamente, fino a divenire, all'età di circa 30 anni, uguale all'attività di riassorbimento osseo; a questo punto, si crea una sorta di equilibrio.

Con il sopraggiungere dell'età avanzata, l'equilibrio tra deposizione ossea e riassorbimento osseo viene meno, con il secondo processo che, lentamente, diventa preponderante sul primo; la conseguenza di un maggior riassorbimento osseo rispetto alla deposizione ossea consiste in una riduzione della densità e della forza delle ossa.

Quanto accade a livello osseo in età avanzata pone le basi per l'insorgenza dell'osteoporosi.

In giovane età, le ossa presentano una microarchitettura più densa, sono più resistenti alle fratture e pesano di più.
In vecchiaia, invece, le cose cambiano notevolmente: si assiste a una rarefazione della microarchitettura dovuta a una riduzione della densità ossea; c'è un calo della resistenza alle fratture; infine, le ossa divengono più leggere.

Densità Minerale Ossea (o Massa Minerale Ossea)

La densità minerale ossea (BMD, dall'inglese Bone Mass Density) è una misura della quantità di minerali (massa minerale ossea) contenuti in un centimetro cubo di osso (volume).
La densità minerale ossea è un indicatore della resistenza alle fratture, posseduta dalle ossa: valori di BMD inferiori al normale sono indicativi di una certa fragilità ossea e di una maggiore suscettibilità, da parte dello scheletro, a subire fratture.

Perché si chiama Osteoporosi?

La parola "osteoporosi" significa, letteralmente, "osso poroso" e fa riferimento all'aspetto per l'appunto poroso delle ossa, nel momento in cui subiscono un deterioramento della microarchitettura e una riduzione della densità minerale.

Osteoporosi e Osteopenia

Osteoporosi e osteopenia sono due condizioni affini; a distinguerle è il livello di densità minerale ossea: nell'osteoporosi, il calo della densità minerale ossea è più severo che nell'osteopenia.

L'osteopenia può considerarsi una forma tenue di osteoporosi; non a caso, molto spesso, questa condizione precede l'insorgenza dell'osteoporosi.

Per approfondire: Osteopenia: Cos'è

Cause

Osteoporosi: Cause e Fattori di Rischio

L'insorgenza dell'osteoporosi è correlata a diversi fattori, primo fra tutti l'invecchiamento; come descritto in precedenza, infatti, l'inevitabile avanzare dell'età favorisce l'attività di riassorbimento osseo, a discapito di quella di deposizione ossea, e sfocia in una riduzione della massa minerale ossea.

Passando oltre, quindi, altri importanti fattori favorenti l'osteoporosi sono:

  • La familiarità per la riduzione della densità minerale ossea. Questa predisposizione favorisce sia l'osteoporosi che l'osteopenia.
  • La riduzione dei livelli di estrogeni, nelle donne, e la riduzione dei livelli di testosterone, nell'uomo. Estrogeni e testosterone sono due ormoni sessuali di fondamentale importanza anche per la buona salute delle ossa e dello scheletro in generale.
    La riduzione dei livelli di estrogeni, osservabile nei soggetti di sesso femminile, è una conseguenza tipica della menopausa e rappresenta uno dei principali fattori favorenti la comparsa di osteoporosi e osteopenia;
  • La limitata attività fisica o l'immobilità dovuta, per esempio, a una malattia fortemente debilitante;
  • L'esposizione a radiazioni ionizzanti, per esempio in occasione di lunghi trattamenti radioterapici;
  • L'assunzione di alcuni determinati farmaci, tra cui i medicinali per la chemioterapia (chemioterapici), i corticosteroidi (prednisone) e gli antiepilettici. In questi frangenti, l'osteoporosi è un effetto avverso di tali medicinali;
  • La scarsa assunzione di calcio nella dieta e, in generale, tutte le patologie che compromettono il metabolismo della vitamina D e/o dei minerali essenziali per la buona salute delle ossa (calcio e fosforo). Una patologia di questo tipo, associata tipicamente a osteoporosi e a osteopenia, è la celiachia;
  • L'appartenenza alla popolazione Caucasica o Asiatica. Asiatici e Caucasici sono più a rischio di osteoporosi e osteopenia;
  • L'ipertiroidismo. È la condizione medica caratterizzata da un'eccessiva produzione di ormoni tiroidei;
  • L'abuso di alcol e il fumo di sigaretta;
  • L'anoressia nervosa e l'estrema magrezza. L'eccessiva magrezza può favorire l'osteoporosi, perché il tessuto adiposo produce una quota di estrogeni, i quali influenzano positivamente la salute delle ossa.

Sintomi e Complicanze

Osteoporosi: i Sintomi

In genere, la riduzione della massa minerale ossea che caratterizza l'osteoporosi è asintomatica, cioè non causa sintomi o segni di alcun tipo.
Il suo verificarsi, però, è un fattore predisponente le fratture ossee.

Osteoporosi e Fratture

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Salvo alcune eccezioni, le fratture ossee correlate all'osteoporosi molto dolorose; inoltre, in alcuni sede anatomiche (es: anca), faticano a guarire spontaneamente, tanto da richiedere un intervento chirurgico riparativo.

Negli individui con osteoporosi, la fratture ossee possono verificarsi anche a seguito di traumi o cadute non particolarmente gravi: ciò accade per effetto della riduzione della massa minerale ossea, riduzione che aumenta la fragilità dello scheletro.

In presenza di osteoporosi, le ossa maggiormente inclini a fratturarsi sono quelle dell'anca, del polso e le vertebre.

Particolarmente interessante è quanto accade a livello vertebrale: a causa dell'osteoporosi, le vertebre (soprattutto quelle toraciche e lombari) possono subire una frattura da compressione, che ne riduce l'altezza e che, se interessa più elementi vertebrali, induce una curvatura anomala della colonna vertebrale.

Lo sapevi che…

Se ripetute e multiple, le fratture vertebrali da compressione dovute all'osteoporosi possono comportare un accorciamento della colonna vertebrale e, di conseguenza, un abbassamento della statura complessiva del paziente.

Osteoporosi: Complicanze delle Fratture Ossee

In età avanzata, le fratture ossee da osteopenia – in particolare quelle degli arti inferiori – possono pregiudicare fortemente le aspettative di vita, causando la morte prematura del soggetto interessato.
In tali frangenti, tra le possibili cause di decesso, si segnalano in particolare la trombosi venosa correlata all'immobilità e la polmonite da stasi (per ridotta espansione polmonare e ristagno di secrezione ricchi di batteri e germi).

Osteoporosi: quando preoccuparsi?

L'invecchiamento e, solo per la donna, il sopraggiungere della menopausa devono richiamare a una maggiore attenzione verso la salute delle ossa.
In questo contesto, comportamenti fondamentali per il benessere dello scheletro sono: l'esercizio fisico costante, una dieta equilibrata e che apporti tutti i nutrienti necessari, non fumare e non abusare di sostanze alcoliche.

Osteoporosi: a chi rivolgersi?

A seconda delle cause scatenanti o sospette tali, l'osteoporosi può essere materia d'interesse per geriatri, ginecologi, endocrinologi, ortopedici, reumatologi e medici nutrizionisti.

Diagnosi

Osteoporosi: la Diagnosi

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Per una diagnosi corretta di osteoporosi, l'esame più indicato è la cosiddetta densitometria ossea (DEXA).
La densitometria ossea è una tecnica diagnostica che permette di valutare, solitamente a livello di colonna vertebrale, anca, polso, dita e/o tibia, la densità minerale ossea di un individuo.
Si ricorda che la densità minerale ossea è quel parametro che in caso di osteoporosi e osteopenia è inferiore ai valori normali.

Altri esami diagnostici, a cui i medici potrebbero ricorrere in caso di sospetta osteoporosi, sono: la tomografia computerizzata quantitativa, la tomografia computerizzata quantitativa periferica e l'ultrasonografia ossea quantitativa.

Densitometria Ossea: Osteoporosi, T score e Z score

Lo strumento per la densitometria ossea descrive la densità minerale ossea di un individuo attraverso due parametri, denominati dai medici "T score" e "Z score".
Il "T score" è la misura di quanto il valore di densità minerale ossea del soggetto esaminato si discosta dal valore di riferimento, rappresentato dalla popolazione sana di 25-30 anni e dello stesso sesso.
Lo "Z score", invece, è la misura di quanto il valore di densità minerale ossea del soggetto esaminato si discosta dal valore di riferimento, rappresentato dalla popolazione sana di uguale età e sesso.
Per diagnosticare la presenza di osteoporosi, il parametro d'interesse è il "T score": se un individuo presenta un "T score" compreso tra -1 e -2,5, allora soffre di osteoporosi.
Nella tabella sottostante, il lettore può vedere i valori che assume il "T score", in base alla salute delle ossa.

Valore del T score

Salute ossea

≥ -1

Normale

< -1 e ≥ -2,5

Osteopenia

< -2,5

Osteoporosi

< -2,5 con frattura

Osteoporosi severa

Terapia

Come Curare l’Osteoporosi

Attualmente, non esiste una cura specifica per l'osteoporosi; tuttavia, tramite un sano stile di vita, una dieta e un esercizio fisico mirati, e talvolta il ricorso a ben precisi farmaci, è possibile controllare in modo soddisfacente questa condizione, riducendo significativamente il rischio di frattura.

In presenza di osteoporosi, lo scopo di qualsiasi piano terapeutico adottato è limitare il processo di riassorbimento osseo, processo da cui dipende la maggiore fragilità ossea e la predisposizione alle fratture.

Il trattamento dell'osteoporosi varia da paziente a paziente, a seconda del rischio di frattura emerso durante il percorso diagnostico e ad altri fattori quali età, sesso e storia clinica.
In linea generale, se il suddetto rischio è contenuto, possono risultare sufficienti uno stile di vita, una dieta e un esercizio fisico finalizzati a preservare il più possibile la salute delle ossa; se invece il rischio di frattura è considerevole, in aggiunta a stile di vita, dieta e attività fisica, è altamente probabile che sia indispensabile anche una terapia farmacologica ad hoc.

Alimentazione e Osteoporosi: Cosa Mangiare

In caso di osteoporosi, la dieta più indicata è quella che prevede un apporto (o intake) adeguato di calcio e vitamina D.

Alcuni dei cibi maggiormente ricchi di calcio sono: il latte, i derivati del latte, gli ortaggi a foglia verde (es: radicchio verde, foglie di rapa, spinaci), i legumi in forma disidratata, la crusca di frumento, il grano saraceno, l'acciuga e il calamaro.

Alcuni dei cibi a più alto contenuto di vitamina D, invece, sono: le uova, il salmone, le sardine, il pesce spada e l'olio di pesce.

In alcuni frangenti particolari, i medici potrebbero ritenere indispensabile supportare l'intake dietetico di calcio e vitamina D con integratori appositi.

Nota bene: il nostro organismo è in grado di sfruttare la vitamina D introdotta con gli alimenti soltanto se è esposto alla luce solare.
La luce del sole, infatti, innesca un processo cellulare che trasforma la vitamina D, presente nei cibi, da una forma inadatta all'organismo umano a una forma a lui fruibile.    

Osteoporosi e Attività Fisica

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Per far fronte all'osteoporosi e al rischio di frattura che ne deriva, l'attività fisica deve comprendere:

  • Esercizi fisici di carico. Sono le attività fisiche in cui il peso corporeo grava sulle ossa. La loro utilità deriva dal fatto che il peso del corpo, unito alla forza di gravità, rappresenta uno stimolo positivo alla deposizione ossea; stimolo positivo che si traduce in un aumento della densità ossea.
    Tra i principali esercizi fisici di carico, rientrano: camminata, marcia, ballo, escursioni, salire le scale, aerobica, corsa leggera (osteopenia non grave) ecc.
    Perché gli esercizi fisici di carico risultino efficaci, un paziente deve eseguirli almeno 2-3 volte a settimana.
  • Esercizi fisici di resistenza. Consistono in esercizi con pesi leggeri o elastici e servono a rinforzare la muscolatura e a renderla meno rigida.
    Una muscolatura più forte e meno rigida riduce il rischio di cadute, quindi anche di fratture.
    Per vedere i risultati degli esercizi fisici di resistenza, è bene eseguirli 2-3 volte a settimana.
  • Esercizi fisici di posturali di balance (equilibrio). Sono attività fisiche che migliorano l'allineamento del corpo e l'equilibrio. Per apprezzarne gli effetti, è bene eseguirli con continuità.

Osteoporosi e Stile di Vita

Per contenere l'osteoporosi e il conseguente rischio di frattura, è fondamentale:

  • Non fumare;
  • Non eccedere nel consumo di sostanze alcoliche;
  • Non praticare attività fisiche o domestiche che espongano al rischio di cadute;
  • Mantenere il giusto peso corporeo, tramite una dieta equilibrata (si ricorda che l'eccessiva magrezza rappresenta un fattore favorente l'osteoporosi).

È da segnalare, inoltre, l'importanza di predisporre un ambiente domestico a basso rischio di cadute da inciampo o scivolamento.

Farmaci per l’Osteoporosi

Tra i farmaci per l'osteoporosi, rientrano:

  • I bifosfonati. Sono medicinali in grado di aumentare la densità minerale ossea, limitando il processo di decalcificazione delle ossa.
    I bifosfonati più somministrati in caso di osteopenia sono: l'alendronato, il risedronato, l'ibandronato e l'acido zoledronico.
  • I modulatori selettivi del recettore degli estrogeni (SERM). Sono farmaci che stimolano i recettori per estrogeni, inducendo effetti simili a quest'ultimi (tranne che sull'utero e sul seno).
    Un modulatore selettivo del recettore degli estrogeni comunemente usato in caso di osteoporosi è il raloxifene. Il raloxifene ha l'effetto di aumentare la densità minerale ossea.
  • Il teriparatide. È una sostanza simile all'ormone paratiroideo. La sua funzione è stimolare la deposizione ossea.
  • Il denosumab. Appartenente alla categoria degli anticorpi monoclonali, è un farmaco che, per gli effetti indotti, può sostituire i bifosfonati, quando questi sono responsabili di effetti avversi nel paziente.
  • Il romosozumab. Di recente approvazione (aprile 2019), questo medicinale aumenta la formazione ossea e riduce il riassorbimento osseo.
    È indicato tipicamente alle donne in post-menopausa e presentanti un elevato rischio di frattura.

Nell'elenco dei trattamenti farmacologici impiegabili contro l'osteoporosi, inoltre, figurano anche  la cosiddetta terapia ormonale sostitutiva estrogenica; è doveroso precisare, tuttavia, che, nonostante l'impatto positivo sulla salute delle ossa colpite da osteoporosi, questa risorsa farmacologica è poco impiegata, in quanto presenta importanti effetti collaterali (favorisce condizioni come la trombosi venosa, il tumore al seno e il tumore dell'ovaio).

Osteoporosi e Trattamento delle Fratture

La guarigione delle fratture ossee correlate all'osteoporosi richiede dalle 6 alle 8 settimane.

Se la frattura non è grave, è sufficiente il riposo e, quando possibile, l'immobilizzazione del reparto anatomico coinvolto; se la frattura è grave, invece, è necessario intervenire chirurgicamente per saldare le componenti ossee interessate.

Prognosi

Guarire dall’Osteoporosi: è possibile?

Dall'osteoporosi non è possibile guarire; tuttavia, il paziente che si attiene ai trattamenti previsti per il suo caso specifico può controllare significativamente questa condizione ed evitare di incorrere nelle sue complicanze più severe.

Prevenzione

È possibile prevenire l’Osteoporosi?

La strategia migliore per ridurre il rischio di osteoporosi è vivere secondo uno stile di vita di sano, quindi praticare esercizio fisico regolarmente, non fumare, non abusare di sostanze alcoliche, adottare una dieta completa dal punto di vista nutrizionale ecc.

Terapia Farmacologica Preventiva dell’Osteoporosi: quando serve?

Ai pazienti a rischio di osteoporosi e sottoposti a lunghi cicli di corticosteroidi e chemioterapici, i medici potrebbero prescrivere farmaci quali i bifosfonati o il raloxifene, al fine di prevenire la riduzione della massa minerale ossea (si ricorda che corticosteroidi e chemioterapici sono medicinali che favoriscono l'osteoporosi).

Autore

Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza