Mal di Schiena: da Cosa Dipende e Come Curarlo

Mal di Schiena: da Cosa Dipende e Come Curarlo
Ultima modifica 15.03.2022
INDICE
  1. Cos’è il mal di schiena?
  2. Nella Popolazione
  3. Fattori di Rischio e Cause
  4. Diagnosi
  5. Cure e Trattamenti
  6. Prevenzione
  7. Lombalgia e Sciatica
  8. Ernia del Disco
  9. Conclusioni
  10. Articoli Utili

Cos’è il mal di schiena?

Il mal di schiena è il disturbo muscolo scheletrico più diffuso al mondo.

Consiste nella manifestazione dolorosa di una o più zone del dorso, localizzate o estese, talvolta irradiate verso la zona cervicale, glutea e della coscia, o addirittura viscerale, con necessità terapeutiche estremamente specifiche sull'eziologia.

Quando il mal di schiena deve preoccupare?

Il mal di schiena deve preoccupare soprattutto:

  • in presenza di comorbilità che potrebbero complicarsi in questa sede;
  • se invalidante e/o recidivante;
  • con palese e significativo coinvolgimento dei nervi.
https://www.my-personaltrainer.it/imgs/2019/09/06/mal-di-schiena-orig.jpeg Shutterstock
Donna con Mal di Schiena

È consigliabile rivolgersi velocemente al medico in caso di: formicolii non riconducibili a sciatica, debolezza generale, incontinenza urinaria o intestinale, problemi motori inspiegabili.

In questo articolo svilupperemo in maniera approfondita le cause, i sintomi e i rimedi per il mal di schiena, ricordando ai gentili lettori che la diagnosi del disturbo e la prescrizione terapica sono una prerogativa medica o comunque degli specialisti di settore.

Nella Popolazione

Statistica del mal di schiena sulla popolazione

L'80 % della popolazione presenta almeno un episodio lombalgico durante la vita. La maggior parte dei casi è di natura benigna e regredisce spontaneamente, il 60 % entro 1 settimana e il 90 % a 6-8 settimane. Solo – si fa per dire – nel 7-10 % dei casi il dolore persiste fino a 6 mesi. Tuttavia, nel 60-70 % dei casi si corre il rischio di recidiva (ricaduta) soprattutto nei 12 mesi successivi.

Il mal di schiena è più frequente nelle donne, con un rapporto di 2:1 (il doppio rispetto agli uomini). La frequenza degli episodi lombalgici aumenta con l'avanzare dell'età; dai 65 agli 84 anni, si va dal 76 al 93,6 %.

Fattori di Rischio e Cause

Fattori di rischio del mal di schiena

Esistono inoltre fattori di rischio ben determinati, anche se la loro rilevanza può cambiare molto in base al tipo di mal di schiena; più nello specifico:

Quali sono le cause patologiche del mal di schiena?

Le cause del mal di schiena sono numerose; potremmo suddividerle in:

  • muscolari;
  • osteo-articolari;
  • nervose periferiche e centrali;
  • viscerali;
  • infettive;
  • vascolari;
  • tumorali (benigne o maligne);
  • psichiatriche.

Diagnosi

Come capire da cosa dipende il mal di schiena?

Capire da cosa dipende il mal di schiena in maniera autonoma è pressoché impossibile; o meglio, nella migliore delle ipotesi, si potrebbe "azzeccare" la diagnosi in maniera fortuita.

Questo perché la diagnosi del mal di schiena può essere molto complessa; ancora più complicato è, a volte, il percorso che ne consegue - soprattutto nelle situazioni che possono richiedere interventi posturali e delle abitudini di vita.

Essendo un disturbo dall'eziologia estremamente variegata, hanno un'importanza determinante la storia del paziente - soprattutto in presenza di un evento acuto - e l'analisi delle abitudini di vita.

Svolge un ruolo primario anche l'esame dello specialista che, se opportuno, potrà richiedere un'indagine strumentale di immaginografia (RX, TAC, RM).

Talvolta però, troppa superficialità può trarre in inganno, sbagliando totalmente l'individuazione della causa reale. Un movimento scorretto e conseguente mal di schiena acuto, può in realtà celare un difetto posturale, uno scompenso muscolare, un'artrosi ecc.

Le linee guida adottate dal medico di base suggeriscono - quando possibile - di "temporeggiare" per diverse settimane, durante le quali la maggior parte dei mal di schiena si rimette totalmente.

In questo arco di tempo, ma generalmente non prima di 7 giorni, il medico può suggerire un trattamento farmacologico antidolorifico e/o antinfiammatorio.

Se il dolore persiste nonostante tutto, è consigliabile l'esame obbiettivo e funzionale di uno specialista (fisioterapista, meglio se anche osteopata).

Trascorso un periodo non inferiore a 4 settimane - anche a seconda dell'intensità del dolore - si potrà eventualmente valutare un'indagine strumentale di immaginografia (soprattutto TC ed RM) - sempre su consiglio dello specialista.

Per approfondire: Mal di Schiena – Cause e Sintomi

Cure e Trattamenti

Iniziamo specificando le percentuali statistiche di successo nel trattamento del mal di schiena.

Quanto dura un’infiammazione alla schiena? Percentuali di successo e statistica

La maggior parte dei casi di mal di schiena è di natura benigna e regredisce spontaneamente, in misura del 60 % entro 7 giorni e del 90 % entro 1,5-2 mesi. Nel 7-10 % dei casi il dolore persiste fino a 6 mesi.

Il 60-70 % dei casi, tuttavia, ha un elevato rischio di recidiva (ricaduta), soprattutto nei 12 mesi successivi.

Cosa fare per alleviare il mal di schiena?

Cure e trattamenti per il mal di schiena possono essere più o meno risolutivi a seconda dell'eziologia.

Nel cronico (lungo termine, ovvero oltre i 3 mesi) si ottengono migliori risultati intervenendo sulla causa primaria.

La risoluzione del sintomo in acuto (entro 3 mesi) ottenuta con il solo uso di farmaci, pur utile nel breve termine per migliorare la qualità della vita, consiste generalmente in un palliativo ed ha un elevata percentuale di recidive.

Come vedremo, gran parte di ciò che funziona nelle prime 12 settimane, funziona anche nel lungo termine.

Cosa funziona per curare il mal di schiena acuto?

Nella forma acuta la cura alla quale i medici ricorrono più frequentemente è costituita da terapia farmacologica e riposo moderato.

Tuttavia, la maggior parte dei mal di schiena di bassa o moderata gravità trae grande vantaggio (fino alla risoluzione) da:

  • manipolazione fisioterapica e osteopatica, soprattutto (ma non necessariamente) in sede spinale;
  • pratica di esercizio fisico preventivo-riabilitativo specifico, dalla flessibilità e mobilità articolare, al potenziamento - soprattutto dei muscoli spinali;
  • perdita dell'eccesso di peso, soprattutto in caso di obesità;
  • correzione della postura;
  • modifica di alcuni aspetti lavorativi;
  • valutazione delle calzature;
  • ottimizzazione del sonno.

La terapia farmacologica specifica può comunque rappresentare un buon coadiuvante, soprattutto nei casi di infiammazione profonda.

In una piccola percentuale dei casi, la chirurgia può completare la remissione del mal di schiena.

Cosa NON funziona per curare il mal di schiena acuto?

Onde evitare inutili spese di tempo e denaro, è dimostrato che, in acuto, non hanno un'efficacia auspicabile altre terapie come: TENS, agopuntura, laser, ultrasuoni, trazioni, massaggi rilassanti, diatermia, biofeedback-EMG, back, schools, pilates, yoga, McKenzie ecc.

Attenzione però, il fatto che certe forme di allenamento fisico non siano efficaci nel trattamento del mal di schiena in acuto, non significa che alcune di esse non possano avere un impatto positivo sulla prevenzione – come il Pilates e lo Yoga.

Che medicina prendere per il mal di schiena?

Alcune medicine possono offrire sollievo in caso di mal di schiena lieve o moderato di natura muscolare.

Stiamo parlando principalmente di analgesici e/o antinfiammatori, sia ad uso topico (gel, pomate ecc.), sia da prendere per bocca; questi possono essere non steroidei (FANS) o, su prescrizione medica, di tipo steroideo.

Cosa funziona per curare il mal di schiena cronico?

Nella forma cronica la cura alla quale i medici ricorrono più frequentemente è costituita da:

  • perdita dell'eccesso di peso, soprattutto in caso di obesità;
  • manipolazione fisioterapica e osteopatica, soprattutto (ma non necessariamente) in sede spinale;
  • pratica di esercizio fisico preventivo-riabilitativo specifico, dalla flessibilità e mobilità articolare, al potenziamento - soprattutto dei muscoli spinali;
  • condizionamento motorio aerobico;
  • trattamenti multidisciplinari bio-psicosociali.

Anche in questo caso la terapia farmacologica specifica può comunque rappresentare un buon coadiuvante.

La chirurgia entra in campo solo in quei pochi casi che hanno deficit neurologici o severa sciatica dopo 6 settimane di terapia (asportazione dell'ernia discale).

Nota: la maggior parte dei trattamenti inefficaci per il mal di schiena acuto lo è anche per quello cronico - escluse le forme di esercizio fisico.

Quali Farmaci per il Mal di Schiena?

Prevenzione

Come prevenire il mal di schiena?

La prevenzione del mal di schiena nasce, com'è deducibile, dall'adozione di un corretto stile di vita, dal mantenimento di una piena efficienza fisica, e dall'adozione di accorgimenti nell'eseguire movimenti e sforzi fisici che interessano il rachide:

  • Gestire meglio lo stress;
  • Eliminare le condotte inadeguate, poiché il mal di schiena si associa a uno stile di vita globalmente inadeguato (rinunciare al fumo di sigaretta, ad esempio, migliora il mal di schiena anche indirettamente);
  • Mantenere il normopeso, eventualmente dimagrire se in sovrappeso o aumentare se in sottopeso;
  • Allenare costantemente la muscolatura dell'intera colonna vertebrale; non si tratta di esercizi per lo sviluppo ipertrofico dei grossi muscoli superficiali – o, quantomeno, non solo – ma soprattutto di allenamenti mirati allo sviluppo del tono e dell'elasticità dei più piccoli flessori ed estensori collocati nelle fasce più profonde;
  • Se insufficiente, garantire la stabilità e la solidità del core; questa regione include retto dell'addome, trasverso, quadrato dei lombi, tutto il pavimento pelvico ecc.;
  • Se presenti, compensare difetti di postura, paramorfismi e dismorfismi. Questo può includere l'incremento del tono o della flessibilità di muscoli che non interessano la colonna vertebrale e il tronco in genere, ma anche delle braccia e delle gambe;
  • Dormire in maniera adeguata. Questo è molto soggettivo, perché non tutti reagiscono ugualmente allo stesso materasso. Inoltre, alcune persone possono dormire lungamente senza ripercussioni, altre invece oltre un certo limite iniziano a soffrire di dolori vari. In caso sia necessario mantenere lungamente una postura eretta, curare la scelta delle calzature, eventualmente facendo uso di plantari specifici;
  • In caso sia necessario mantenere lungamente una postura seduta, curare la scelta ergonomica della sedia e la posizione dello schienale, eventualmente facendo uso di un prodotto specifico o con un sostegno lombare, e mantenere la schiena ben dritta; alla guida, si ricordi che la distanza dai pedali deve consentire al bacino di appoggiarsi allo schienale e di mantenere le ginocchia leggermente flesse;
  • In caso sia necessario mantenere lungamente una postura accovacciata, si flettano le ginocchia, non la schiena;
  • Evitare – per quanto possibile – di adottare spesso posizioni scomode e sbagliate, come rimanere chini in avanti, oppure inarcarsi verso l'alto ecc.; oppure fare pause frequenti, anche se brevi;
  • Prima di sollevare un oggetto:
    • Allargare adeguatamente i piedi per aumentare la base di appoggio;
    • Orientare i piedi verso la direzione del movimento, eventualmente ponendoli uno davanti all'altro;
    • Flettere le ginocchia;
    • Tenere il carico vicino al proprio baricentro;
    • Inspirare profondamente;
    • Mantenere la tonicità lombare, senza inarcare la schiena verso il basso, cercando di mantenere il rachide quanto più perpendicolare possibile al pavimento, e utilizzare la forza di glutei e cosce;
  • In ogni caso, evitare carichi eccessivi e chiedere aiuto;
  • Dovendo spostare un oggetto collocato in alto, si faccia uso di una scala o di un gradone.
Per approfondire: Mal di schiena e colonna vertebrale

Lombalgia e Sciatica

Cosa vuol dire quando ti fa male la schiena in basso?

Quando il dolore, la rigidità e la tensione si limitano alla zona sovrastante i glutei (regione lombare), il mal di schiena può essere definito genericamente come lombalgia.

La lombalgia è il mal di schiena più diffuso al mondo - l'80 % della popolazione generale lamenta almeno un episodio nella vita - e, quando implica il coinvolgimento delle radici nervose, irradiandosi alla coscia, alla gamba o al piede, prende il nome di lombosciatalgia o sciatica.

Ernia del Disco

Come capire se ho un'ernia lombare?

L'ernia del disco è una forma degenerativa dei dischi intervertebrali, dovuta sia ad eventi acuti che a stress meccanico cronico.

Consiste nella rottura del disco cartilagineo e conseguente fuoriuscita di materiale del nucleo polposo interno.

Per contatto diretto sui nervi o per liberazione di sostanze nocive, l'erniazione può generare sintomi e segni clinici importanti.

Ha un'incidenza incredibilmente alta, che aumenta soprattutto con l'età, ma non sempre provoca sintomi disagevoli o complicazioni. Significa che, pur essendo presente nella persona che lamenta mal di schiena, non è detto che ne sia responsabile.

Questa è la ragione principale - oltre ai costi, ovviamente - che sta dietro al consiglio di fare prima una valutazione funzionale specialistica, e solo al bisogno ricorrere all'immaginografia.

L'aumento delle diagnosi di ernia del disco nelle persone che soffrono di mal di schiena e la parallela valutazione ad opera di specialisti del settore, dimostra che spesso il problema è altrove, ed in quanto tale risponde ad una terapia ben precisa.

Ad ogni modo, è bene sapere che l'ernia del disco posizionata a livello lombare e complicata può determinare sintomi e segni clinici piuttosto consistenti, come la diminuzione della forza delle gambe, l'alterazione della percezione tattile, formicolii, dolore pungente al tatto.

Per approfondire: Lombalgia Acuta

Conclusioni

Il mal di schiena è sicuramente una grossa sfida diagnostica e terapeutica. Ciò è dovuto alla complessità della colonna vertebrale, delle articolazioni, dei legamenti, dei muscoli e dalla loro interrelazione. Il dolore lombare cronico è da considerarsi un problema sociale, anche per le ovvie ripercussioni economiche in ambito lavorativo, spesso da trattare in un contesto multidisciplinare (medico, fisiatra, psichiatra, psicologo). Molti specialisti reputano ancora troppo frequente, e talvolta ingiustificato, il ricorso alla chirurgia – con conseguente aumento del costo sanitario nazionale.

Articoli Utili

Autore

Riccardo Borgacci
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer