Riso Rosso Fermentato - Monascus purpureus di R.Borgacci

Generalità

Cos'è il riso rosso fermentato?

Il riso rosso fermentato è ricavato per fermentazione del comune riso da cucina (Genere Oryza e specie sativa) ad opera di un particolare microorganismo chiamato "lievito rosso" (Genere Monascus e specie purpureus).

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(fonte: Shutterstock)

Deve il suo nome alla tipica colorazione che assume dopo la proliferazione del suddetto agente fungino, che ne cambia blandamente anche la consistenza, mentre sapore ed aroma diventano estremamente caratteristici.

Utilizzato da tempo immemorabile nella medicina tradizionale cinese, oggi il riso rosso fermentato è molto conosciuto anche in occidente – dove viene considerato un alimento dietetico, nutraceutico, funzionale – grazie alle proprietà fitoterapiche ipolipemizzanti, che consentono di abbassare soprattutto il colesterolo nel sangue. La domanda dei consumatori ha tuttavia orientato il commercio di riso rosso fermentato più sui suoi principi attivi, disponibili in forma concentrata dell'estratto secco, piuttosto che sull'alimento vero e proprio.

L'efficacia del riso rosso fermentato nell'abbassare i grassi nel sangue, con particolare riferimento al colesterolo, è imputabile ai residui metabolici lasciati dal lievito rosso; non si tratta quindi di una proprietà fitoterapica del cereale iniziale. Ad essere più precisi, nutrendosi, il M. purpureus rilascia dei composti chiamati monacoline – soprattutto monacolina K – che somigliano per struttura e comportamento alle ben note statinefarmaci ipocolesterolemizzanti.

Approfondimento

Il riso rosso fermentato non è tutto uguale. Infatti, esistono numerosi ceppi di M. purprureus che si distinguono leggermente per l'azione metabolica e per il contenuto chimico finale del prodotto da essi fermentato. La produzione di integratori a base di monacoline ha determinato una selezione dei ceppi più efficaci nella sintesi di monacolina K, quella che – come vedremo sotto – si dimostra più simile ad un farmaco, effetti collaterali annessi.

Va da sé che, se da un lato offre non pochi vantaggi metabolici, dall'altro questa somiglianza può comportare analoghe controindicazioni, effetti collaterali ed interazioni farmacologiche. Per questo, nel 2018, la "European Food Safety Authority" (EFSA) ha pubblicato sul suo "EFSA journal" un piccolo trattato (scientific opinion) intitolato "Scientific opinion on the safety of monacolins in red yeast rice", con l'intento di rendere pubblici gli ultimi aggiornamenti sulla segnalazione di aspetti negativi correlati all'utilizzo del principio attivo estratto dal riso rosso fermentato; sotto approfondiremo meglio questi aggiornamenti.

Efficacia

Riso rosso fermentato: efficacia contro il colesterolo

L'enorme interesse scientifico ed economico che circonda il riso rosso fermentato è legato, come abbiamo detto, al metabolismo del Monascus purpureus. Attraverso la fermentazione, questo lievito arricchisce il riso di un gruppo di sostanze chiamate "monacoline", a cui è stata scientificamente attribuita una spiccata attività ipocolesterolemizzante. Il tipo "K" (monacolina K), imitando fedelmente la struttura chimica e l'azione farmacologica della "lovastatina" (un farmaco di sintesi ad azione ipocolesterolemizzante), è considerata la monacolina più efficace e importante del gruppo.

Statine

Le statine, note anche come inibitori dell'enzima HMG-CoA reduttasi, rappresentano una classe di farmaci ipolipemizzanti. Sono largamente utilizzate per combattere l'ipercolesterolemia, le malattie cardiovascolari e la mortalità correlata nei soggetti ad alto rischio. Risultano molto efficaci come prevenzione secondaria, ovvero nel trattamento della malattia cardiovascolare alle prime fasi patologiche, ma sembrano quasi inutili nella prevenzione primaria, cioè nella cura della malattia avanzata (aterosclerosi vascolare).

Monacolina K: efficacia contro il colesterolo

Come mostrato in figura, similmente alle statine farmacologiche, la monacolina K del riso rosso fermentato è in grado di inibire l'enzima chiave della biosintesi del colesterolo – che si trova negli epatociti, le cellule del fegato. Dal momento che la colesterolemia dipende almeno per il 70% dalla via biosintetica endogena e poiché il contributo della dieta non supera il 30%, l'integrazione alimentare con riso rosso fermentato – soprattutto in forma di estratto secco concentrato – si rivela efficace per:

Riso rosso fermentato VS statine

Il riso rosso fermentato si è dimostrato più efficace rispetto alla somministrazione di dosi equivalenti di lovastatina. Ciò dimostra che i suoi effetti ipolipemizzanti costituiscono la somma di vari fattori benefici e non sono riconducibili esclusivamente all'impatto della monacolina K. Anche per questo, oltre alla ben documentata attività ipolipemizzante, si crede che il riso rosso fermentato possa ridurre il rischio cardiovascolare grazie ad azioni antiaterosclerotiche "parallele"; tra queste citiamo gli effetti:

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(fonte: Redazione)

Lipoproteina A

Detta Lp (a), è una lipoproteina simile alle LDL, della quale si conosce ben poco; i ricercatori sostengono che possa rappresentare – in maniera simile a quanto si credeva per l'omocisteina – un fattore di rischio indipendente per le malattie cardiovascolari.

La fermentazione controllata in laboratorio, inoltre, può variare leggermente la composizione del Monascus purpureus e permettere la selezione di ceppi con un contenuto superiore di monacolina K o di altre sostanze dotate di particolari azioni farmacologiche. A differenza delle statine di sintesi, considerate un vero e proprio farmaco, l'impiego di estratto di riso rosso fermentato è ammesso anche nella produzione di integratori alimentari, purché rimanga entro certi limiti fissati dal Ministero –per assicurare adeguate garanzie di sicurezza d'uso.

Alcuni studi iniziali hanno indicato che certe persone intolleranti alle statine sono state in grado di sopportare il riso rosso fermentato. Non è chiaro se ciò possa essere riconducibile alla minore quantità di monacolina K rispetto alla concentrazione dei farmaci oppure no. D'altro canto, recentemente sono aumentati i casi di segnalazione per reazioni avverse legate all'uso di prodotti concentrati a base di riso rosso fermentato, di cui parleremo nei prossimi paragrafi.

Cos'altro c'è da sapere?

Il successo in ambito sperimentale del riso rosso fermentato ha contribuito ad alimentare il già fiorente business di questo prodotto, troppo spesso pubblicizzato in maniera eccessiva e scarsamente professionale.

Inoltre, gli integratori a base di riso rosso fermentato tendono a fornire solo ed esclusivamente il valore quantitativo di quest'ultimo, non del principio attivo monacolina K. La composizione dei prodotti a base di riso rosso fermentato varia a seconda dei ceppi di lievito e delle condizioni di coltura nella produzione.

Effetti Collaterali

Integrazione con riso rosso fermentato: ci sono effetti collaterali?

Se assunto ad alte dosi e per lunghi periodi, il riso rosso fermentato in forma concentrata può ricalcare gli effetti collaterali delle statine:

Lo stesso dicasi per le interazioni farmacologiche con:

Attenzione! Le pubblicazioni più recenti, come quelle riportate in un documento EFSA nel 2018, esacerbano una maggior incidenza delle condizioni disagevoli legate al consumo di estratto di riso rosso fermentato e / o monacolina K. Parlando di effetti collaterali, quelli più comuni riguardano la possibile insorgenza di cefalea e lievi disturbi gastrointestinali come:

Non mancano tuttavia quadri sintomatologici sovrapponibili a quelli tipici delle statine, come i classici dolori muscolari. In proposito però, non esistono ancora dati certi o ben definiti, tanto che i prodotti a base di riso rosso fermentato sono ancora commercializzabili.

Attenzione!

Alcuni prodotti a base di lievito di riso rosso fermentato contengono una micotossina – considerata un contaminante indesiderato – chiamata "citrinina". Prodotta dal fungo Penicillium citrinum, se in eccesso può causare insufficienza renale. In un'analisi del 2011 effettuata sui prodotti a base di lievito di riso rosso fermentato, venduti come integratori alimentari, 4 su 11 contenevano questo contaminante.

Rischi

Rischi per la salute legati alla monacolina k del riso rosso fermentato

Riconducendoci alla "scientific opinion" pubblicata nel 2018 dalla "European Food Safety Authority" (EFSA), ne "EFSA journal", con il titolo "Scientific opinion on the safety of monacolins in red yeast rice", potremmo riassumere che:

Le monacoline del riso rosso fermentato (RYR), utilizzate come integratori alimentari, hanno un basso livello di sicurezza se utilizzate in dosi di 10 mg / die. Sono anche stati segnalati singoli casi di gravi reazioni avverse alle monacoline del RYR con dosi di 3 mg / die. L'esposizione alla monacolina K del RYR potrebbe portare a severi effetti avversi sul sistema muscolo-scheletrico, inclusa rabdomiolisi, e sul fegato. Nei casi segnalati, il prodotto in oggetto conteneva anche altri ingredienti oltre a RYR. Tuttavia, le segnalazioni sugli effetti avversi di natura muscoloscheletrica, si sono entrambi verificati indipendentemente dopo l'ingestione di monacolina K e lovastatina. Sulla base delle informazioni disponibili e delle numerose incertezze, il "Panel on Food Additives and Nutrient Sources added to Food" (ANS) non è stato in grado di identificare un apporto di monacoline da RYR che possa essere definito sicuro.

Controindicazioni

Controindicazioni del riso rosso fermentato

L'impiego del riso rosso fermentato è controindicato in caso di:

Si raccomanda inoltre prudenza nella somministrazione agli alcolisti.

Integrazione di coenzima Q10

Dal momento che gli inibitori della HMG-CoA riduttasi, compresa la monacolina K del riso rosso fermentato, abbassano la sintesi di ubiquinone – un potente antiossidante noto come coenzima Q10 – in caso di utilizzo prolungato è opportuna l'integrazione alimentare di questo elemento, che diviene ancor più importante se si considera la sua azione positiva sulla salute del sistema cardiocircolatorio.

Interazioni Farmacologiche

Interazioni farmacologiche del riso rosso fermentato

Il riso rosso fermentato interagisce farmacologicamente con gli ipolipidemizzanti, in particolare se contenenti gemfibrozil e altri fibrati.

Si raccomanda cautela nella consociazione a terapie antibiotiche, antivirali, cortisoniche intense, chemioterapia ecc.

Riccardo Borgacci

L'autore

Riccardo Borgacci

Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer