Carnitina: ruolo, tipologie e fonti alimentari di I.Randi

La carnitina è una molecola a base di carbonio (C), idrogeno (H), ossigeno (O) e azoto (N) con importanti funzioni metaboliche.

Assume un ruolo determinante nel veicolare gli acidi grassi a lunga catena dal citosol cellulare all'interno dei mitocondri (organelli deputati alla respirazione cellulare, nei quali si produce la maggior parte dell'energia utilizzando ossigeno), dove potranno essere utilizzati per produrre Adenosina-Tri-Fosfato (ATP, la molecola che "incamera" l'energia).

carnitina
(fonte: Shutterstock)

Nell'organismo, la carnitina è maggiormente concentrata nei muscoli e nel cuore. Le fonti alimentari più ricche di carnitina sono di origine animale, soprattutto: carne, frattaglie, prodotti della pesca, latte e derivati, e pochi vegetali.

Data la sua importanza cruciale per la vita e la salute, la carnitina viene prodotta anche a livello endogeno; ciò nonostante, a causa di malattie, condizioni speciali e malnutrizione, può diventare un nutriente condizionatamente essenziale, richiedendo l'assunzione per via esogena – cibi e integratori alimentari.

A tal proposito, oggi sono disponibili numerosi prodotti a base di carnitina, utili per colmarne un aumentato fabbisogno o il deficit nutrizionale, con funzione energetica fisica e mentale e ergogenica per lo sport. Gli integratori alimentari a base di L-carnitina, data la sua bassissima tossicità, in condizioni di piena salute, sono considerati totalmente sicuri al consumo.

Tipi di Carnitina

Oltre alla L-Carnitina (forma base) sono noti i suoi derivatii Acetil-L-carnitina e Propionil-L-carnitina.

L-Carnitina

La L-carnitina (LC), per iniezione o per via orale, è indicata clinicamente nel trattamento di:

  • Carenza primaria di carnitina
  • Carenza secondaria di carnitina.

Queste carenze, molto diverse tra loro (alcune genetiche, altre subordinano ad altri disturbi o trattamenti), possono determinare complicazioni gravi. La più importante è la cardiomiopatia, presente nei bambini che soffrono di carenza primaria genetica di carnitina.

Tra le cause di carenza secondaria di carnitina ricordiamo:

  • Farmaci o principi attivi per: terapia antibiotica, chemioterapia, terapia antivirale con zidovudina antivirale, acido valproico
  • Emodialisi, nella quale l'alterazione dell'omeostasi della carnitina determina anomalie, e che può essere risolta con la somministrazione di L-carnitina.

Acetil-L-Carnitina

L'acetil-L-carnitina (ALC) è presente nel sistema nervoso centrale (SNC) ed ha una struttura simile a quella dell'acetilcolina. È essenziale per la sintesi della mielina, favorisce la sintesi del "Fattore di Crescita Nervoso" (NGF), è essenziale per il metabolismo del glutammato (derivato amminoacidico), contrasta il meccanismo del dolore. Diversi studi hanno dimostrato infatti che il trattamento con acetil-L-carnitina riduce il dolore neuropatico. L'acetil-L-carnitina è stata proposta per il trattamento delle lesioni meccaniche e infiammatorie dei nervi periferici, in dosi di 0,5-1,5 g / die, con le quali potrebbe:

  • Ottimizzare la conduzione
  • Supportare la rigenerazione
  • Ridurre il dolore.

Propionil-L-Carnitina

La propionil-L-carnitina (PLC) è stata proposta nel trattamento di malattie quali:

Le proprietà farmacologiche attribuite alla propionil-L-carnitina sono:

  • Effetti anaplerotici (questo significa che, una volta assunta, la PLC fornisce alla cellula propionil-CoA, composto utile epr la produzione di energia in assenza di acetil-CoA, evento che si verifica tipicamente in caso di ischemia)
  • Antiossidante
  • Antinfiammatoria
  • Riduzione della disfunzione endoteliale.

Fonti alimentari

La carnitina presente nei cibi è perfettamente biodisponibile.

La carnitina è più abbondante nei tessuti animali rispetto a quelli vegetali.

La carnitina presente nei cibi è perfettamente biodisponibile ed è più abbondante nei tessuti animali rispetto a quelli vegetali.

Le principali fonti alimentari di carnitina – ma non le uniche – sono le carni nere (selvaggina), le carni rosse e le frattaglie. Altre sorgenti significative di carnitina esogena sono le carni bianche (pollame, coniglio ecc), i prodotti della pesca, il latte e i suoi derivati.

Circa il 54 - 86 % della carnitina alimentare viene assorbita nell'intestino tenue ed entra direttamente nel flusso sanguigno. Un adulto che segue una dieta varia, contenente anche prodotti di origine animale, assume circa 60-180 milligrammi (mg) di carnitina al giorno (die). Al contrario, nella dieta vegana questo apporto scende drasticamente e pare inferiore a 10-12 mg / die. È comunque da segnalare che le diete povere di carnitina hanno un impatto relativo sul contenuto circolante di questo nutriente, poiché i reni sono in grado di conservarla in maniera piuttosto efficiente.

Nella tabella sottostante riportiamo il contenuto di carnitina di alcuni alimenti.

Cibo Milligrammi (mg)

Bistecca di manzo, cotta, 115 g circa

56-162

Carne macinata, cotta, 115 g circa

87-99
Latte intero, 235 ml circa 8

Merluzzo, cotto, 115 g circa

4-7

Petto di pollo, cotto, 115 g circa

3-5
Gelato, 120 g circa 3
Formaggio, cheddar, 55 g circa 2

Pane integrale, 2 fette

0,2
Asparagi, cotti, 120 g circa 0,1

In media, gli esseri umani onnivori assumono 2-12 μmol / die / kg di peso corporeo, che rappresenta il 75% del contenuto totale nell'organismo. La produzione endogena (autonoma dell'organismo) invece, ha un'importanza di circa 1,2 μmol / die / kg di peso corporeo, che corrisponde al 25% della carnitina corporea. In pratica, ¾ della carnitina necessaria è assunta per via esogena – con gli alimenti – e solo ¼ viene sintetizzata dall'organismo.

I vegetariani puri, ovvero i vegani, senza alimenti di origine animale ricavano dagli alimenti solo circa 0,1 μmol 7 die / kg di peso corporeo.

Carnitina come integratore alimentare

La carnitina è largamente diffusa come integratore alimentare energizzante sia fisico che mentale. Come vedremo in un articolo a sé stante, rappresenta anche una vera e propria cura per i deficit primari e secondari (genetici o acquisiti).

La carnitina è dotata di scarsissima tossicità come risulta da dati di farmacovigilanza.

Ilaria Randi

L'autore

Ilaria Randi

Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha sostenuto e superato l’Esame di Stato per l’Abilitazione alla Professione di Farmacista