Come Scegliere il Personal Trainer? di R.Borgacci

Introduzione

Quella del personal trainer (PT) più adatto alle proprie esigenze può non essere una scelta facile.

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(fonte: Shutterstock)

Diversamente da molte altre figure professionali, quella del "allenatore personale" non è ancora considerata sufficientemente pertinente all'ambito della salute. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che, fin dal suo avvento, il personal trainer si è occupato prevalentemente di agonismo, sia nello sport (atletica, sport di squadra ecc), sia nel body building. Dato l'approccio "tutt'altro che salutare" assunto da molti "dinosauri" del passato – talvolta aggravato da un bagaglio conoscitivo "opinabile" – nell'immaginario collettivo affidarsi ad un operatore simile può essere considerata una scelta addirittura potenzialmente rischiosa.

Questa tendenza risulta, purtroppo, molto fuorviante. Infatti, quella dei personal trainer non è una singola figura lavorativa, bensì una vera e propria categoria di professionisti. Gli ambiti di pertinenza sono quindi piuttosto eterogenei: prevenzione, conservazione, riabilitazione avanzata o recupero funzionale attivo secondario, cultura estetica, kinesiologia, preparazione atletica di sport specifici, posturologia ecc.

Fortunatamente la professione di personal trainer si sta gradualmente sovrapponendo con quella dello scienziato motorio (laureato in scienze motorie) il quale, previa formazione accademica, dovrebbe avere un bagaglio culturale molto ampio che tocca un po' tutti gli ambiti di cui sopra. Ovviamente, a seguito del percorso basilare, risulterà fondamentale specializzarsi ed accumulare esperienza sul campo. Attenzione però, pratica e studio non sono poli opposti, bensì fattori complementari ed essenziali. Da un lato, il personal trainer non può affidarsi al principio del "sbagliando si impara" – perché significherebbe giocare con la salute delle persone – ma dall'altro non può nemmeno lavorare solo "sulla carta".

Come scegliere un personal trainer? Certamente evitando sia "praticoni" – inclusi coloro che hanno conseguito un attestato seguendo poche lezioni nel week end – sia i "topi da biblioteca". Tuttavia la risposta è molto più complessa di così; entriamo più nel dettaglio.

Ruolo

Perché Scegliere un Personal Trainer?

Il personal trainer offre un servizio in grado di soddisfare una domanda / bisogno specifico. Pertanto, la prima regola da seguire sul come scegliere un personal trainer è di cercare il professionista più competente nell'ambito specifico. Sarebbe poco saggio ingaggiare uno specializzato in culturismo per la rieducazione funzionale post traumatica attiva secondaria, così come prediligere un kinesiologo nella pianificazione generale di un pallanuotista di alto livello.

Affidarsi ad un personal trainer qualificato significa garantirsi un professionista delle scienze motorie in grado di consigliare l'attività più idonea alle proprie esigenze. Il programma di allenamento viene studiato in base alle specifiche caratteristiche antropometriche, alle richieste e allo stile di vita; ogni singolo aspetto dovrebbe essere attentamente valutato per poter raggiungere gli specifici obiettivi.

Le sedute o interventi vengono adattati di volta in volta in base allo stato attuale, eventualmente correggendo il tiro e cercando di capire se l'evoluzione prestativa corrisponde alla previsione antecedente la programmazione iniziale.

Un personal trainer che opera a domicilio consente, inoltre, di ottimizzare il tempo da dedicare al progetto, evitando di perdere tempo negli spostamenti. L'attrezzatura potrebbe costituire un limite solo nel caso in cui si voglia obbligatoriamente lavorare con grossi sovraccarichi e macchine isocinetiche, ma ricordiamo che oggi i lavori callistenici sono diventati, oltre che di moda, anche molto efficaci.

Professione

Chi è il personal trainer?

Il personal trainer è il professionista delle scienze motorie e di tutti gli aspetti ad esse collegate. Le sue qualità possono essere suddivise in aspetti tecnici ed aspetti sociali e psicologici.

Dal punto di vista tecnico, il personal trainer deve possedere le competenze necessarie a garantire un elevato livello di professionalità. Gli si richiede, dunque, il possesso di una laurea in scienze motorie o di un diploma ISEF; non hanno la stessa funzione attestati e certificazioni professionali riconosciute – che possono complementare i percorsi di cui sopra ma non rimpiazzarli.

Come anticipato nell'introduzione, è inoltre importante che questa figura abbia una comprovata esperienza nel settore. Nondimeno, chiunque studi per diventare personal trainer, dovrà pur iniziare da qualche parte. I tirocini servono proprio a questo, e possono essere ulteriormente dilungati con contratti di apprendistato o accordi di praticantato tra le strutture / gli esperti e lo studioso. Pertanto, anche un giovane neolaureato può rivelarsi un ottimo personal trainer; bisogna tuttavia considerare il curriculum specifico.

Dal punto di vista sociale e psicologico invece, il personal trainer deve possedere una buona capacità di comunicazione, interpretando correttamente desideri e necessità del cliente.

Come Scegliere

Bagaglio tecnico del personal trainer

Non ci stancheremo mai di ripeterlo, il primo passo da fare nella scelta del personal trainer è l'analisi del curriculum, sia esso costituito dal percorso di studi, così come dall'esperienza sul campo.

Il titolo di studio più importante in Italia è la laurea in scienze motorie, mentre certificazioni e diplomi non sempre assicurano le competenze necessarie. In ogni caso è importante valutare l'esperienza di chi si ha di fronte. Alcuni personal trainer non laureati hanno un bagaglio tecnico e relazionale superiore rispetto ai colleghi anche plurilaureati – in che modo l'abbiano maturato, ahinoi, non è più importante ai fini della scelta.

Esperienza nel settore del personal trainer

Accertatevi che il vostro personal trainer abbia una buona esperienza nel vostro settore di interesse, esistono talmente tanti aspetti dell'attività fisica che è difficile conoscerli tutti nei minimi particolari. È anche fondamentale che un tecnico sappia di cosa sta parlando. Pur conoscendo i fondamenti tecnici del cutting nel body building, un istruttore di nuoto non saprebbe come rispondere a un cliente che in fase pre-gara trascorre notti insonni per i morsi della fame.

Aspetto fisico e presenza del personal trainer

L'aspetto fisico e la presenza del personal trainer hanno maggior importanza nell'ambito del body building o comunque del fitness e del wellness.

Se da un lato non dovete farvi impressionare da masse muscolari imponenti, magari ottenute utilizzando scorciatoie più o meno lecite, dall'altro diffidate di un personal trainer che si presenta in evidente sovrappeso e fuori forma. Il personal trainer deve rispecchiare il concetto generale di salute e benessere; inoltre, è ovvio che nel complesso l'aspetto fisico e la presenza del personal trainer abbiano un aspetto motivazionale non indifferente. Il messaggio subliminale è: se fai ciò che ti dico diventerai come me.

Non bisogna però commettere il madornale errore di pensare che un grande atleta abbia le carte giuste per essere anche un buon personal trainer. All'opposto invece, statisticamente parlando gli sportivi hanno una maggiore attitudine a concentrarsi su sé stessi più che sugli altri, ed anche di "farsi gestire" più che "a gestire terzi"; paradossalmente, è esattamente l'opposto di quello che invece fa un personal trainer. Ricordiamo che non tutti i metodi funzionano su tutti, sia per ragioni psicologiche e comportamentali, sia organiche. Un grande atleta è diventato tale seguendo un metodo, di conseguenza sarà sempre quello che egli proporrà ai suoi clienti; è un errore madornale. La maggior parte di questo tipo di professionista sostiene che chi non riesce a seguire le sue indicazioni sia fondamentalmente un perditempo, senza motivazione; non sempre è così.

Serietà e discrezione del personal trainer

La serietà di un personal trainer può essere valutata anche dal primo colloquio.

Tralasciando per un attimo l'aspetto deontologico del mestiere (l'obbiettivo primario deve sempre essere di "migliorare lo stato di salute dell'utente") focalizziamo invece l'attenzione sul messaggio che il personal trainer intende trasmetterci. Dialogandoci, non si dovrebbe mai avvertire la sensazione di essere invogliati, spinti, illusi o in qualche modo manipolati. Se il personal trainer avesse i requisiti giusti e fosse sicuro dei propri mezzi, non avrebbe ragione di comportarsi in tal modo.

Nessun professionista degno di tale nome garantirà dei risultati assicurati, poiché questi sono strettamente correlati alla compliance degli utenti al metodo. Anche obbiettivi troppo elevati devono far sorgere qualche dubbio, in quanto generalmente è buona norma procedere per step e valutare progressivamente. Ciò non toglie che il counseling, il motivating e l'empowerment siano aspetti necessari; giocano infatti un ruolo determinante e, senza di essi, l'entusiasmo potrebbe venire meno.

Anche la discrezione, aspetto frequentemente sottovalutato, fa del personal trainer un professionista degno di nota. I tecnici non sono vincolati al segreto ma, per ragioni etiche, è fondamentale che i dati sensibili, o anche solo le informazioni di ciascun cliente, rimangano celati.

Quanto Costa

Quanto costa un personal trainer?

I servizi di un personal trainer non devono essere considerati un lusso. Esistono infatti sistemi di lavoro differenti dal tradizionale concetto per cui ad ogni seduta debba essere presente l'allenatore personale. Certo, quest'ultimo metodo garantisce maggior accuratezza, ma non sempre risulta sostenibile. D'altro canto, sarebbe bene evitare l'opposto, cioè di "acquistare" un protocollo di allenamento senza che il tecnico possa osservare e correggere le esecuzioni. Dopo un primo periodo in cui si apprendono i principi fondamentali dell'allenamento, la presenza fisica del personal trainer può ridursi ed essere supportata da colloqui telefonici settimanali, sicuramente meno onerosi per il cliente e più pratici per il tecnico.

Il costo di una singola seduta a domicilio si attesta in genere dai 40 agli 80 euro, mentre in un centro fitness la cifra può scendere intorno ai 25-50 euro. In questi casi, contratti, convenzioni e marketing possono comunque stravolgere qualsiasi previsione. Assicurando una continuità al personal trainer, nulla vieta di poter godere di un prezzo inferiore. Per dirla tutta, sono sempre più in voga le retribuzioni annuali (ad esempio di 1000 euro, che sarebbero poco più di 80 euro mensili e quindi 20 euro settimanali). Un grosso impegno inziale consolida la motivazione a seguire il protocollo e in più conferisce il diritto di rimanere in filo diretto con il tecnico che, oltre a fornire le indicazioni operative, sarà presente almeno due volte al mese per verificare l'andamento e i progressi. Altri personal trainer sono soliti applicare delle agevolazioni per chi acquista un pacchetto di lezioni (ad esempio 10).

Un aspetto collaterale da non sottovalutare è la possibilità di allenarsi in coppia, riducendo del 30-40% il costo individuale. Per contro, aumentando eccessivamente il numero degli utenti si correrebbe il rischio di perdere il significato di "allenatore personale".

È comunque una regola di comportamento saggia diffidare di chi applica tariffe troppo basse e chiedere motivazioni concrete a chi ne applica di troppo alte. I personal trainer dovrebbero ricordare che sono essi a fare il mercato, non il contrario, ragion per cui la concorrenza sleale ed il lavoro in nero tendono a screditare la professione rendendola sempre meno remunerativa.

Riccardo Borgacci

L'autore

Riccardo Borgacci

Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer