Prolattina in Gravidanza
Ultima modifica 04.10.2019
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos’è
  3. Gravidanza e Allattamento

Generalità

La prolattina (PRL) è un ormone polipeptidico prodotto dall'ipofisi anteriore, la cui attività si concentra prevalentemente sulla mammella.

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Il suo ruolo biologico è particolarmente importante nel corso della gestazione, in quanto prepara e stimola lo sviluppo della ghiandola mammaria in funzione dell'allattamento; sotto lo stimolo della prolattina e di altri ormoni della gravidanza, la mammella raggiunge il massimo della sua attività funzionale con il parto. Come suggerisce il nome, infatti, la prolattina è uno degli ormoni responsabili della produzione di latte (lattazione).

Cos’è

Prolattina in Gravidanza: punti chiave

  • La prolattina (sinonimi: PRL, ormone lattogenico) è un ormone polipeptidico costituito da 198 amminoacidi secreto dall'adenoipofisi o ipofisi anteriore (cioè il lobo funzionale anteriore della ghiandola pituitaria).
  • In generale, la prolattina è implicata in processi che vanno dalla lattazione al controllo dell'equilibrio idro-salino, fino al comportamento sessuale e all'immunoregolazione. Una piccola quantità di prolattina si trova anche nell'uomo.
  • L'organo bersaglio principale della prolattina è la mammella. In epoca puberale, quest'ormone partecipa insieme agli estrogeni allo sviluppo del seno. In gravidanza, prepara la ghiandola mammaria alla lattazione e la mantiene dopo il parto per consentire.
  • Da segnalare che concentrazioni troppo elevate di prolattina - dovute ad esempio ad un'iperfunzione dell'ipofisi, un'adenoma ipofisario secernente prolattina (prolattinoma) ed altri disturbi endocrini - possono provocare irregolarità del ciclo mestruale (amenorrea), galatorrea, anovulazione e infertilità.

Sintesi e secrezione della Prolattina

La prolattina viene prodotta principalmente dalle cellule lattotrope dell'ipofisi anteriore, sotto lo stimolo degli estrogeni.

La secrezione della prolattina segue un ritmo circadiano (ossia viene i livelli variano nell'arco delle 24 ore) e viene influenzata da molti fattori, come l'alimentazione e lo stress. Nel dettaglio, i valori sono massimi durante le ore notturne, mentre si assiste ad un lento e progressivo calo della sintesi dell'ormone sino alle 8-10 del mattino, per stabilizzarsi poi su valori relativamente costanti.

Inoltre, i valori di prolattina risultano più elevati nelle donne dopo la pubertà per i diversi livelli degli estrogeni che caratterizza il periodo fertile.

Gravidanza e Allattamento

A cosa serve la Prolattina in Gravidanza?

La prolattina promuove lo sviluppo delle mammelle e prepara le ghiandole mammarie all'allattamento che inizia dopo il parto. Questo ormone agisce dopo il parto sull'inizio (galattogenesi) e sul mantenimento della lattazione (galattopoiesi).

Nonostante la prolattina e gli estrogeni agiscano entrambi per la preparazione del seno per l'allattamento, l'escrezione del latte non avviene poiché gli elevati livelli plasmatici di estrogeni e progesterone durante la gravidanza, inibiscono la lattazione.

Nel seno, il progesterone stimola lo sviluppo del tessuto ghiandolare, responsabile della secrezione di latte che viene prodotto dopo il parto, mentre l'evoluzione dei dotti galattofori è stimolato dagli estrogeni.

Lo sapevate che…

Il principale scopo fisiologico dei capezzoli consiste nell'eiezione del latte materno nel periodo che segue l'evento del parto. Questo fenomeno permette l'inizio dell'allattamento.

Il latte viene prodotto nelle mammelle da un insieme di ghiandole acinose (chiamate alveoli) ed è portato ai capezzoli attraverso i dotti galattofori. Dopo il parto, infatti, la diminuzione degli estrogeni e del progesterone consente l'effetto stimolante della prolattina sulla secrezione del latte da parte delle cellule degli alveoli e permette che avvenga la lattazione.

Per ottenere il latte, il neonato deve semplicemente succhiare i capezzoli (atto noto come suzione), determinando un flusso di latte attraverso i condotti. La suzione stimola, infatti, la contrazione delle cellule mioepiteliali che circondano gli alveoli e spinge il latte a scorrere attraverso i dotti galattofori (eiezione).

Come cambiano i livelli dei Prolattina in Gravidanza

In gravidanza, i livelli circolanti di prolattina aumentano precocemente, poco dopo l'incremento degli estrogeni. Dalla fine del primo mese di gravidanza, infatti, il seno inizia a prepararsi a produrre latte. In maniera progressiva, le concentrazioni di prolattina raggiungono livelli simili a quelli che si riscontrano nel puerperio durante la lattazione: al termine della gestazione, sono fino a dieci volte superiori rispetto a quelli di una donna non gravida.

Fino al secondamento post-partum, però, l'ormone subisce l'azione antagonista degli estrogeni: una volta cessato l'effetto di quest'ultimi, la prolattina è responsabile prima della produzione del colostro, poi della montata lattea.

Nelle ultime settimane di gravidanza e durante il travaglio, in realtà, la stessa prolattina diminuisce per poi aumentare bruscamente subito dopo il parto e raggiungere il proprio picco nel giro di due ore. Successivamente, la prolattina ricomincia a diminuire progressivamente e dopo quattro settimane torna ai livelli del pre-parto.

Il mantenimento della lattazione è garantito dalla suzione del neonato che stimola la secrezione di prolattina e la comparsa di picchi significativi, indispensabili per la prosecuzione dell'allattamento.

Al contrario, se l'allattamento al seno viene interrotto, vengono ripristinati i valori ormonali valori basali e nel giro di circa 10 settimane ricompare l'ovulazione, fino a quel momento inibita.

Ossitocina e Dopamina: effetti sulla Prolattina

Durante l'allattamento, l'ossitocina promuove l'eiezione del latte dalle mammelle, quindi la sua attività ormonale è sinergica a quella della prolattina. L'ossitocina favorisce il secondamento (cioè l'espulsione della placenta) e previene le eventuali emorragie post-partum. Nelle ore che seguono la nascita, in condizioni fisiologiche, il livello più alto di ossitocina è associato ad un elevato livello di prolattina. L'azione combinata di questi ormoni sul tessuto mammario stimolano la lattazione. La dopamina (detta anche ormone inibente il rilascio della prolattina, PIH) interviene sulla secrezione adenoipofisaria di prolattina, invece, inibendola.

Autore

Giulia Bertelli
Laureata in Biotecnologie Medico-Farmaceutiche, ha prestato attività lavorativa in qualità di Addetto alla Ricerca e Sviluppo in aziende di Integratori Alimentari e Alimenti Dietetici