Coronarie
Ultima modifica 27.08.2021
INDICE
  1. Generalità
  2. Coronarie
  3. Coronaropatia

Generalità

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Le coronarie e la coronaropatia sono temi di estremo interesse quando si parla di salute del cuore.
Le coronarie sono i vasi arteriosi che riforniscono di ossigeno il muscolo cardiaco (o miocardio), mantenendolo così in vita e perfettamente funzionale.
La coronaropatia, invece, è, come anche suggerisce il nome, una malattia delle arterie coronarie, malattia dalla quale dipende una sofferenza del cuore.
Questo articolo si occuperà di analizzare l'anatomia e la fisiologia delle coronarie, e di trattare nei dettagli la coronaropatia.

Coronarie

Arterie Coronarie: Cosa Sono?

Le arterie coronarie, o semplicemente coronarie, sono i vasi arteriosi deputati a rifornire di sangue ossigenato i tessuti del cuore, miocardio in primis.

Coronarie funzionali sono fondamentali a mantenere in vita il muscolo cardiaco e ad assicurarne un'attività efficiente; un miocardio in salute è sinonimo di un cuore in grado di pompare verso organi e tessuti i giusti quantitativi di sangue ossigenato.

Per approfondire: Coronarie: Anatomia e Fisiologia

Coronarie: Anatomia

Le coronarie propriamente dette sono due: la coronaria destra, che si estende verso la porzione destra del cuore, e la coronaria sinistra, che si sviluppa sulla porzione sinistra del cuore.

Le coronarie originano dal primissimo tratto dell'aorta ascendente, tratto che è conosciuto come radice aortica e che presenta tre caratteristiche insenature note come seni aortici (seno aortico anteriore, seno aortico posteriore sinistro e seno aortico posteriore destro).

Nell'allontanarsi dall'aorta e nel distribuirsi sul miocardio, entrambe le coronarie si ramificano in vasi minori, che a loro volta si suddividono ulteriormente; questo sistema di ramificazione assicura una vascolarizzazione minuziosa del cuore, che consente di nutrire ogni cellula del tessuto muscolare e non solo.

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Coronaria Destra: Origine e Branche

La coronaria destra origina dal seno aortico anteriore, anche noto come seno aortico destro.

Dal seno aortico anteriore, la coronaria destra si porta verso la sezione destra del cuore e, con un orientamento infero-diagonale, imbocca e transita attraverso il cosiddetto solco coronarico destro, fino a raggiungere la crux cordis.

Il solco coronarico destro è la scanalatura visibile all'esterno del cuore, che segna la separazione interna tra l'atrio destro e il ventricolo destro.
La 
crux cordis, invece, è il solco cruciforme che si forma sulla parte inferiore del lato posteriore dal cuore, per effetto dell'incontro tra i solchi coronarici (linea di separazione tra un atrio e il suo ventricolo sottostante) e il setto interventricolare (lamina di tessuto cardiaco che separa i due ventricoli).

Nel seguire il suddetto percorso (solco coronarico destro – crux cordis), la coronaria destra emette tre branche collaterali, che, nello specifico, sono:

  • L'arteria discendente posteriore (o arteria interventricolare posteriore). Dotata di piccole sottobranche, questa branca della coronaria destra si estende nella parte posteriore del ventricolo destro.
  • L'arteria marginale destra. Tale branca della coronaria destra si distribuisce lungo la superficie anteriore del ventricolo destro.
  • L'arteria del nodo seno-atriale e del nodo atrio-ventricolare. Questa branca della coronaria destra si dirige laddove il cuore presenta il suo sistema di conduzione elettrica, cioè l'insieme di componenti che controllano il battito cardiaco.
    È da segnalare che l'arteria del nodo seno-atriale e del nodo atrio-ventricolare è, nel 60% delle persone, una branca della coronaria destra e, nel restante 40% degli individui, una sottobranca della branca dell'arteria coronaria sinistra nota come arteria circonflessa sinistra.
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Coronaria Sinistra: Origine e Branche

La coronaria sinistra origina dal seno aortico posteriore sinistro, anche noto come seno aortico sinistro.

A partire dal seno aortico posteriore sinistro, l'arteria coronaria sinistra si porta verso la sezione sinistra del cuore e, con un orientamento infero-diagonale, s'incunea nel solco coronarico sinistro per circa 20 millimetri; dopodiché, interrompe il proprio decorso, dividendosi in due branche, che sono:

  • L'arteria discendente anteriore sinistra (o arteria interventricolare anteriore). Questa branca terminale della coronaria sinistra si distribuisce nella porzione anteriore del lato sinistro del cuore.
    L'arteria discendente anteriore sinistra comprende diverse sottobranche, i cui nomi sono: arterie diagonali (o branche diagonali) e arterie settali (o branche settali).
  • L'arteria circonflessa sinistra. Tale branca terminale della coronaria sinistra è protagonista di un lungo decorso, che comincia dal lato sinistro al cuore e termina dietro il ventricolo sinistro.
    Come la branca precedente, anche l'arteria circonflessa sinistra include diverse sottobranche, che sono: la arteria atriale sinistra (o branca atriale sinistra), l'arteria marginale sinistra (o branca marginale sinistra) e, in un 40% delle persone, l'arteria del nodo seno-atriale e del nodo atrio-ventricolare (si ricorda che, nel 60% degli individui, questa vaso arterioso è una branca dell'arteria coronaria sinistra).

Coronarie: le Varianti Anatomiche

In alcune persone, le coronarie presentano un'anatomia differente da quella sopra riportata.
Infatti, può capitare che:

  • L'arteria discendente posteriore, anziché essere una branca della coronaria destra, sia una sottobranca dell'arteria circonflessa sinistra (branca terminale dell'arteria coronaria sinistra) o una ramificazione dell'arteria coronaria destra e dell'arteria circonflessa sinistra.
    Approssimativamente, variazioni d'origine dell'arteria discendente posteriore si osservano in un 33% delle persone (nel restante 67%, l'arteria discendente posteriore deriva dalla coronaria destra);
  • Le coronarie, anziché essere due, siano tre. In tal caso, la terza coronaria prende il nome di arteria coronaria posteriore;
  • Una delle due coronarie, anziché essere un vaso unico, sia un vaso doppio, in cui le due strutture vascolari corrono parallele;
  • L'arteria del nodo seno-atriale e del nodo atrio-ventricolare, anziché essere una branca della coronaria destra, sia una branca dell'arteria circonflessa sinistra (quindi, di fatto, sia indirettamente una branca della coronaria sinistra).

Coronarie: Fisiologia

Le coronarie hanno il compito di rifornire di sangue ossigenato il tessuto muscolare delle pareti del cuore nonché i muscoli papillari delle valvole atrio-ventricolari (valvola tricuspide, tra atrio destro e ventricolo destro, e valvola mitrale, tra atrio sinistro e ventricolo sinistro).

Più nei dettagli, la coronaria destra alimenta:

  • L'atrio destro;
  • Il ventricolo destro, con l'arteria marginale destra;
  • Il 25-35% del ventricolo sinistro (parete posteriore e inferiore), con l'arteria discendente posteriore;
  • Il muscolo papillare postero-mediale delle valvole atrio-ventricolari. A irrorare di sangue questo muscolo è l'arteria discendente posteriore destra;
  • Nel 60% delle persone, il sistema di conduzione elettrica. L'apporto di sangue ossigenato a quest'area cardiaca spetta all'arteria del nodo seno-atriale e del nodo atrio-ventricolare.

La coronaria sinistra, invece, nutre:

  • L'atrio sinistro, con l'arteria discendente anteriore sinistra;
  • La parete anteriore del ventricolo sinistro, con l'arteria discendente anteriore sinistra (tra il 45-55% della superficie) e l'arteria circonflessa sinistra (superficie rimanente);
  • Il setto interventricolare, con l'arteria discendente anteriore sinistra;
  • Il muscolo papillare antero-laterale delle valvole atrio-ventricolari, con l'arteria circonflessa sinistra;
  • Nel 40% della popolazione, il sistema di conduzione elettrica del cuore, con una branca dell'arteria circonflessa sinistra.

L'apporto sanguigno garantito dalle coronarie al cuore è fondamentale per la sopravvivenza dell'organismo: un cuore che riceve il giusto apporto di sangue ossigenato è in salute e svolge adeguatamente la sua funzione di pompa sanguigna, funzione che serve a fornire ossigeno a tutti gli altri organi del corpo.

Coronaropatia

Coronaropatia: Cos’è?

Letteralmente, il termine "coronaropatia" significa "malattia delle arterie coronarie".

In presenza di coronaropatia, si assiste a un restringimento o a un'ostruzione dei vasi coronarici, tale per cui risulta compromesso l'apporto di sangue ossigenato al miocardio.

Ricevendo meno ossigeno del necessario, il tessuto muscolare cardiaco entra in uno stato di sofferenza, che ne pregiudica l'attività.

Le conseguenze di questo processo sono essenzialmente due: da un lato, c'è un declino della salute e della funzionalità del cuore; dall'altro, complice l'evento appena menzionato, risulta alterato l'afflusso di sangue ai vari organi e tessuti del corpo umano.

Lo sapevi che…

Sinonimo di coronaropatia è malattia coronarica.

Coronaropatia e Cardiopatia Ischemica

L'occlusione parziale o totale dei vasi coronarici e il conseguente ridotto apporto di sangue al miocardio pongono le basi per una condizione che prende il nome di cardiopatia ischemica o ischemia del miocardio.

La parola "cardiopatia" è indicativa di una malattia o sofferenza del cuore, in questo caso del miocardio.

Il termine "ischemica", invece, fa riferimento all'ischemia, il processo patologico caratterizzato da una riduzione dell'apporto di ossigeno e nutrienti a un dato organo o tessuto del corpo umano.

La cardiopatia ischemica raggruppa due fenomeni: l'angina pectoris e l'infarto del miocardio (o attacco di cuore).

Nell'angina pectoris, il processo ischemico è transitorio/reversibile e non determina danni permanenti al tessuto muscolare cardiaco (l'occlusione è reversibile).

Nell'infarto del miocardio, invece, l'ischemia è protratta, persistente, e comporta una necrosi più o meno estesa del miocardio, con ovvie gravi ripercussioni sulla salute e funzionalità del cuore.

Riepilogando, quindi, una coronaropatia può innescare un processo ischemico in sede miocardica; tale processo può essere transitorio (angina pectoris) o persistente (infarto del miocardio); in questo secondo caso, il miocardio va incontro a necrosi più o meno estesa e la sopravvivenza dell'individuo è a forte rischio.

Per approfondire: Cardiopatia Ischemica: Cause e Terapia

Quanto è diffusa la Coronaropatia in Italia?

In Italia, la coronaropatia e la cardiopatia ischemica a essa connessa rappresentano la principale causa di morte.

Secondo quanto riportato dall'Istituto Superiore di Sanità, il 28% dei decessi nel Territorio Italiano sarebbe imputabile alla cardiopatia ischemica (attacco di cuore, più nello specifico).

Se fino a qualche anno fa la coronaropatia riguardava più frequentemente gli uomini, oggi il gap con il sesso femminile si è ridotto, complice un aumento del numero di malati fra le donne.

Cause di Coronaropatia

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Nella maggior parte dei casi, le coronaropatie sono conseguenza dell'aterosclerosi, una malattia contraddistinta dall'indurimento e dall'ispessimento delle arterie, e dalla formazione di ateromi occludenti.

Più raramente, dipendono da episodi di vasculite coronarica o di spasmo coronarico.

Coronaropatia e Aterosclerosi

Anche noto come placca aterosclerotica, l'ateroma è un aggregato di materiale lipidico (soprattutto colesterolo), proteico e fibroso, che, sviluppandosi tipicamente sulla superficie interna dei vasi arteriosi, può pregiudicare in modo più o meno rilevante il flusso sanguigno.

Le placche aterosclerotiche, inoltre, sono suscettibili a lesioni o frammentazioni molto pericolose: le lesioni innescano il processo coagulativo, il quale, richiamando piastrine in sede, ha l'involontario effetto di espandere l'ateroma; le frammentazioni, invece, danno origine a uno o più emboli, cioè corpi mobili circolanti nel sangue capaci di causare l'occlusione completa di un vaso sanguigno di pari dimensioni, anche a notevole distanza dalla sede d'origine.

Nelle coronaropatie dovute all'aterosclerosi, i protagonisti del fenomeno ostruttivo possono essere ateromi formatisi e accresciutisi all'interno di una o più coronarie, oppure frammenti di un ateroma localizzato in arterie differenti dalle coronarie.

In genere, non è una causa soltanto a provocare l'aterosclerosi, ma un insieme di condizioni concomitanti; tra i principali fattori di rischio di aterosclerosi, figurano:

Come il lettore avrà notato, lo stile di vita gioca un ruolo cardine nella comparsa dell'aterosclerosi.

Coronaropatia e Vasculite

Per vasculite coronarica s'intende l'infiammazione delle pareti delle arterie coronarie.

A scatenare tale infiammazione possono essere particolari infezioni, malattie autoimmuni, reazioni allergiche a solventi chimici o farmaci e tumori del sangue.

Coronaropatia e Spasmo Coronarico

Con spasmo coronarico si vuole indicare un restringimento improvviso di un'arteria coronaria, dovuto alla brusca e repentina contrazione della componente muscolare di una porzione di parete vasale.

Fattori di rischio tipici di spasmo coronarico sono l'assunzione di droghe (in particolare, di cocaina, anfetamine o metanfetamine), l'eccessiva esposizione al freddo intenso, i forti stress emotivi e il fumo di tabacco.

Sintomi

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Come si manifesta la Coronaropatia?

La coronaropatia potrebbe essere asintomatica; tuttavia, soprattutto quando sfocia in angina pectoris o infarto del miocardio, si manifesta in maniera sufficientemente evidente, con sintomi quali:

Complicanze della Coronaropatia

La complicanza più grave delle coronaropatie è la necrosi del tessuto muscolare cardiaco, fenomeno anche noto come infarto del miocardio.

La necrosi del miocardio è un evento irreversibile, che può compromettere la salute e la funzionalità del cuore al punto da risultare perfino fatale per il paziente.

Condizioni spesso successive all'infarto del miocardio, che possono in alcuni casi essere anche causa di morte, sono l'insufficienza cardiaca e le aritmie gravi, come per esempio la fibrillazione ventricolare.

Diagnosi

Come Riconoscere una Coronaropatia: gli Esami

Nella diagnosi di coronaropatia, gioca un ruolo chiave la valutazione del rischio cardiovascolare; tale valutazione si basa sulle informazioni provenienti da:

  • L'esame obiettivo;
  • Un'anamnesi approfondita, che indaghi tutti i potenziali fattori di rischio (es: paziente fumatore; presenza di obesità; stile di vita sedentario; ecc.);
  • La misurazione della pressione sanguigna;
  • La realizzazione di esami del sangue mirati a valutare i livelli ematici di colesterolo e trigliceridi.

Valutato il rischio cardiovascolare, hanno poi un'importante valenza diagnostica indagini come:

Terapia

Come Curare una Coronaropatia?

Il trattamento delle coronaropatie prevede l'adozione a lungo termine di uno stile di vita all'insegna della salute e, se necessario, il ricorso a farmaci e a procedure interventistiche di tipo chirurgico o non-chirurgico.

L'obiettivo della terapia è migliorare la salute delle coronarie e del cuore più in generale, così da ridurre un'eventuale sintomatologia e prevenire possibili (ulteriori) fenomeni di cardiopatia ischemica.

Importante!

Il protocollo terapeutico varia da paziente a paziente, a seconda dell'esatta natura e delle caratteristiche della coronaropatia presente.
Per alcuni pazienti, è sufficiente una correzione dello stile di vita; per altri, c'è bisogno di una terapia farmacologica ad hoc; per altri ancora, è fondamentale un approccio interventistico combinato all'utilizzo di farmaci nonché all'immancabile adozione di uno stile di vita sano.

Modifiche dello Stile di Vita: Cosa Fare?

Lo stile di vita indicato a chi soffre di coronaropatia prevede:

  • L'adozione di una dieta sana e bilanciata;
  • L'abolizione del fumo e di qualsiasi tipo di stupefacente;
  • Un consumo minimo di alcolici;
  • Il raggiungimento e il mantenimento di uno stato di normopeso;
  • Il controllo della pressione arteriosa e del colesterolo;
  • La pratica regolare di un'equilibrata attività fisica.

Trattamento Farmacologico della Coronaropatia

Tra i farmaci in uso in presenza di coronaropatia, figurano:

  • Gli anticoagulanti (es: eparina) e gli antiaggreganti (es: aspirina). Sono di beneficio perché migliorano il quadro sintomatologico, riducono le dimensioni di eventuali ateromi presenti, sciolgono eventuali coaguli sanguigni anomali e prevengono la formazione di nuovi ateromi.
  • La nitroglicerina. È un farmaco con effetti dilatatori nei confronti delle coronarie, che però è efficace solo nel bel mezzo di un episodio di angina pectoris o di infarto del miocardio.
  • beta-bloccanti, gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II. Sono utili in presenza di coronaropatie associate a ipertensione, in quanto la loro assunzione induce una riduzione della pressione arteriosa.
  • Le statine. Sono di beneficio in presenza di una malattia coronarica associata a ipercolesterolemia, in quanto la loro assunzione produce una riduzione dei livelli di colesterolo.

Chirurgia e altre Procedure Interventistiche

Tra i trattamenti chirurgici adatti a contrastare il fenomeno delle coronarie ostruite, rientrano l'angioplastica con stenting e l'operazione di bypass coronarico.

  • Angioplastica con stenting: l'angioplastica è la procedura medica che permette di eliminare o, quanto meno, ridurre il restringimento o i restringimenti di un vaso sanguigno, mediante l'impiego di un particolare catetere.
    Lo stenting, invece, consiste nel collocamento di una protesi metallica (stent) all'interno di un vaso sanguigno - precedentemente occluso e riaperto tramite angioplastica - allo scopo di mantenerlo pervio nel tempo ed evitare seconde occlusioni.
    Com'è intuibile, in un contesto di coronaeropatia, l'angioplastica con stenting ha per oggetto la coronaria o le coronarie vittime di occlusione (angioplastica coronarica con stenting).
  • Bypass coronarico: l'intervento di bypass coronarico consiste nel creare una via al passaggio del sangue alternativa a quella occlusa, per mezzo dell'inserimento di un nuovo vaso coronarico.
    In altre parole, durante un intervento di bypass coronarico, il medico operante inserisce una nuova coronaria, il cui scopo è sostituire, nelle funzioni, la coronaria originaria ostruita.
    Il bypass coronarico è un intervento chirurgico molto delicato, che i cardiochirurghi eseguono solo se strettamente necessario.

Prevenzione

Come Prevenire la Coronaropatia

Seguire un'alimentazione sana ed equilibrata, praticare regolarmente attività fisica, non fumare, non assumere stupefacenti, mantenere nella norma la pressione sanguigna, il colesterolo ematico e i trigliceridi ematici, e, infine, controllare il peso corporeo al fine di evitare sovrappeso od obesità sono le principali contromisure atte a prevenire la coronaropatia e a preservare la salute delle coronarie.

Prognosi

Le persone con una coronaropatia che sviluppano una cardiopatia ischemica, in particolare un infarto del miocardio, diventano dei malati cronici, spesso dipendenti da una terapia farmacologica a lungo termine.

Incidono in modo determinante sull'evoluzione di una coronaropatia le tempistiche di diagnosi e trattamento: una diagnosi precoce allunga senza dubbio la vita e ne migliora la qualità, in quanto permette di attuare una terapia tempestiva.

Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza