Farmaci per la Cura del Morbo di Alzheimer: quali sono?

Farmaci per la Cura del Morbo di Alzheimer: quali sono?
Ultima modifica 23.01.2020
INDICE
  1. Definizione
  2. Cause
  3. Sintomi
  4. Farmaci per la Cura del Morbo di Alzheimer

Definizione

Che cos'è il Morbo di Alzheimer?

Tra le più comuni ed invalidanti patologie di demenza degenerativa, il morbo di Alzheimer riveste purtroppo un ruolo da protagonista: si tratta di una seria malattia a carico delle cellule neuronali, tipica (seppur non esclusiva) dell'età senile oltre i 65 anni. Il morbo di Alzheimer si concretizza essenzialmente nella perdita delle funzionalità cognitive, come memoria e linguaggio.

Cause

Quali sono le Cause del Morbo di Alzheimer?

La causa responsabile dell'esordio del morbo di Alzheimer è ad oggi sconosciuta; tuttavia, le evidenze cliniche parlano chiaro: nel morbo di Alzheimer si assiste ad una progressiva morte delle cellule nervose, al cui interno si osserva l'accumulo extracellulare di placche costituite soprattutto da peptide β-amiloide e l'accumulo intraneuronale di ammassi neurofibrillari costituiti da proteina tau iperfosforilata.

Sintomi

Come si manifesta il Morbo di Alzheimer?

Non si può descrivere un quadro sintomatologico specifico che accompagna il morbo di Alzheimer: ad ogni modo, ciò che sembra accomunare tutti i pazienti affetti sono le fasi con cui la malattia avanza, sebbene la durata della fase e l'intensità dei sintomi caratteristici siano piuttosto variabili. Le fasi sono:

  1. Mild cognitive impairment: lieve diminuzione delle prestazioni cognitive;
  2. Lieve: amnesia progressiva, deficit della cognizione (perdita di memoria);
  3. Intermedia: ansia, disartria, difficoltà a trovare le parole, disorientamento spaziale, depressione, dimenticanze di nomi, linguaggio poco comprensibile;
  4. Avanzata: allucinazionideliri, gravi problemi di salute.
Per approfondire: Sintomi Morbo di Alzheimer

Farmaci per la Cura del Morbo di Alzheimer

Purtroppo, il morbo di Alzheimer rientra tra le patologie neurodegenerative per le quali non si conosce una cura farmacologica specifica: ad ogni modo, i farmaci utilizzati in terapia possono alleggerire i sintomi o comunque prolungare i tempi della prima e della seconda fase del morbo di Alzheimer che, come analizzato, sono costituite da sintomi più lievi e sfumati rispetto alla fase severa/avanzata. Da non dimenticare, comunque, che non è stato individuato alcun farmaco in grado di bloccare l'andamento patologico degenerativo.

NOTA BENE

Le informazioni sui farmaci per il trattamento del morbo di Alzheimer non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere qualsiasi farmaco o prodotto.

Di seguito sono riportati alcuni dei farmaci maggiormente impiegati nella terapia contro il morbo di Alzheimer; tuttavia, spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato e alla sua risposta alla cura.

Inibitori dell'Acetilcolinesterasi

Gli inibitori dell'acetilcolinesterasi aumentano la quantità di acetilcolina nello spazio sinaptico: superando la barriera emato-encefalica, raggiungono il sistema nevoso centrale esercitando la propria attività terapeutica.

Questi farmaci vegono usati nel trattamento del morbo di Alzheimer di grado lieve-moderato per migliorare sintomi cognitivi (diminuzione di memoria e attenzione) e comportamentali (agitazione, apatia, allucinazioni). Fra i principi attivi appartenenti a questo gruppo, ritroviamo:

  • Il donepezil;
  • La rivastigmina;
  • La galantamina.

Memantina

La memantina è indicata per il trattamento di pazienti affetti da morbo di Alzheimer di grado da moderato a grave. Essa agisce antagonizzando in maniera non competitiva i recettori NMDA per il glutammato, uno dei neurotrasmettitori eccitatori più importanti del nostro sistema nervoso centrale. Così facendo, la memantina modula i livelli tonici patologicamente elevati di glutammato che possono comportare una disfunzione neuronale. Difatti, vi sono evidenze secondo le quali il malfunzionamento della neurotrasmissione glutamatergica - e, in particolare, proprio quella mediata dai recettori NMDA - possa contribuire sia alla manifestazione della sintomatologia della sindrome di Alzheimer che all'avanzamento della demenza neurodegenerativa.

Antipsciotici

Per il trattamento dell'aggressività e dei sintomi psicotici che potrebbero manifestarsi nei pazienti affetti da Alzheimer, il medico potrebbe decidere di intervenire con la somministrazione di antipsicotici, quali aloperidolo e risperidone.

Altri Farmaci

In alcuni casi, il medico potrebbe decidere di ricorrere anche alla somministrazione di vitamine antiossidanti.

L'approccio farmacologico con vitamine antiossidanti come la vitamina E è oggetto di controversie e la sua efficacia non sembra essere un fattore comune a tutti i pazienti malati d'Alzheimer che ne hanno sperimentato l'utilizzo.

La vitamina E (nota come alfa-tocoferolo) è idealmente in grado di contrastare la perossidazione lipidica a livello delle membrane dei neuroni, tuttavia, come già detto, i pareri suscitati sono discordanti. Mentre diversi studi scientifici sembrano bocciare la tesi di cui sopra, altri consigliano l'assunzione di farmaci a base di vitamina E (ad esempio, Sursum, Rigentex) per via orale.

È doveroso sottolineare nuovamente che l'efficacia della vitamina E per il trattamento dell'Alzheimer non è ancora del tutto accertata.