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Microbiota vaginale e salute riproduttiva femminile: quale impatto ha la dieta?

Microbiota vaginale e salute riproduttiva femminile: quale impatto ha la dieta?
Ultima modifica 23.04.2024
INDICE
  1. Importanza della flora fisiologica per la fertilità la gravidanza
  2. Fattori non dietetici che influenzano il microbiota vaginale
  3. Fattori dietetici che migliorano o peggiorano il microbiota vaginale
  4. Bibliografia

Il microbiota vaginale è fondamentale per la salute dell'apparato genitale femminile, per il mantenimento della funzione riproduttiva e per il buon decorso della gravidanza.

Tuttavia, la regolazione di questi microrganismi – in termini di ceppi e densità di popolazione – non è ancora del tutto chiara.

In base ad alcuni recenti approfondimenti, sappiamo che gli ormoni ovarici, la dieta e l'esercizio fisico possono regolare la composizione e la stabilità microbica vaginale e possono avere un impatto sulla salute vaginale e riproduttiva.

Inoltre, si ipotizza che l'integrazione alimentare con probiotici in gravidanza possa esercitare un impatto positivo sul microbiota vaginale.

Entriamo nel dettaglio.

Dieta e Microbiota Vaginale: Quali Correlazioni? Shutterstock

Importanza della flora fisiologica per la fertilità la gravidanza

Si ipotizza che il microbiota vaginale si formi principalmente dall'avvento dei microbi dal retto (ultimo tratto intestinale).

Il microbiota vaginale delle donne sane è costituito da un'ampia varietà di generi e specie batterici anaerobici e aerobici dominati dal genere Lactobacillus. Tuttavia, la composizione è raggruppabile in cinque tipi principali di Community-State Types (CST).

L'attività dei lattobacilli aiuta a mantenere l'equilibrio del microbiota vaginale; tale ruolo è fondamentale per lo stato di salute della vagina, perchè produce l'80% dell'acido lattico (oltre a proteine, carboidrati, glicoproteine, acidi lipoteici e cationi bivalenti) e costituisce una "barriera naturale" dai patogeni e dallo stress chimico.

Si rivela importante anche per la fertilità e durante la gravidanza.

Molti studi hanno anche riportato che circa il 20-30% delle donne soffre, almeno una volta, di una carenza di Lactobacillus nella propria microflora vaginale.

Alcuni tipi di CST sono maggiormente associati a scarsi risultati riproduttivi e malattie a trasmissione sessuale (MST), mentre i dominati da specie di Lactobacillus, in particolare Lactobacillus crispatus, sono più correlati alla salute vaginale.

Il dismicrobismo o disbiosi vaginale (VD) o microbiota malsano è uno dei fattori di rischio più importanti per le infezioni vaginali gravi, il parto pretermine e le complicanze perinatali.

Questa condizione è descritta per tre principali cambiamenti nell'ambiente vaginale:

  • un cambiamento nella composizione del microbiota vaginale da Lactobacillus spp. agli anaerobi facoltativi;
  • la produzione di composti amminici da parte del nuovo microbiota batterico;
  • un aumento del pH vaginale a più di 4,5.

La batteriosi vaginale (BV) e l'infezione da Human Papilloma Virus (HPV) sono i disagi più frequenti del tratto riproduttivo inferiore nella donna, ma non sono meno importanti le infezioni vaginali da lieviti (come la candidosi) e virus, e le infezioni del tratto urinario in genere.

Poiché gli attuali tassi di guarigione dalla BV variano tra il 50% e l'80% dopo il trattamento con metronidazolo, essendo le recidive molto comuni, sono necessari trattamenti più efficaci.

Se ne evince che le conseguenze dell'alterazione dei film biologici, principalmente a carico di Gardnerella vaginalis (anaerobico e potenziale patogeno che può causare gravi danni alla mucosa vaginale), debbano essere studiate più in dettaglio per ottenere una migliore cura e prevenzione delle infezioni ricorrenti.

Fattori non dietetici che influenzano il microbiota vaginale

Vari fattori possono influenzare il microbiota vaginale delle donne; di seguito analizzeremo quelli dieta-indipendenti.

Primo fra tutti l'età, perché correlata alla presenza di estrogeni e alla disponibilità di glicogeno per il CST, con relativo abbassamento del pH (fattore protettivo).

In età pre-puberale, le femmine hanno un pH vaginale più alcalino rispetto alle donne fertili (influenzate dagli estrogeni), con colonizzazione da difteroidi (Corynebacterium spp. 78%), Staphylococcus epidermidis (73%) e da Mycoplasma spp.

In fase fertile invece, soprattutto nella fase secretoria di estrogeni e progesterone, il pH si abbassa e prevalgono Lactobacillus spp. e Atopobium e Streptococcus spp. Anche l'uso di contraccettivi ormonali può alterare la dinamica temporale del microbiota vaginale e stabilizzare la popolazione di Lactobacillus, a seconda del contenuto ormonale e del metodo di rilascio.

D'altro canto, il rilascio del mestruo e l'attività sessuale si correlano al cambiamento della microbica vaginale, destabilizzando la concentrazione di Lactobacillus.

Nelle donne in post-menopausa, la diminuzione degli estrogeni provoca nuovamente un aumento del pH, che facilita la presenza di batteri enterici.

Dal punto di vista etnico, la BV è stata a lungo associata all'etnia nera, afro-arabica, zingara e tibetana – a seconda dello Stato nel quale vengono condotti gli studi.

Il fumo di sigaretta è stato messo in relazione con l'aumento della prevalenza di BV in diversi studi epidemiologici e, occasionalmente, in modo dose-dipendente.

Molto recentemente, è stato rivisto il ruolo dello stress sul tratto genitale inferiore femminile. Ad esempio, lavorando con modelli animali, è stato riportato che l'esposizione persistente allo stress psicosociale può portare a un'alterazione degli assi ipotalamo-ipofisi-surrene e simpatico-surrene-midollare. Questo, a sua volta, guida un'inibizione indotta dal cortisolo della deposizione di glicogeno nella vagina, che si traduce in un'interruzione della maturazione epiteliale, cruciale per mantenere l'omeostasi vaginale. Lo stress è quindi un fattore di rischio per BV.

L'uso troppo frequente di detergenti aggressivi, lavande vaginali e tamponi assorbenti interni può aumentare il rischio di BV.

Fattori dietetici che migliorano o peggiorano il microbiota vaginale

La qualità del microbiota e il benessere vaginale sono maggiori, anche grazie alla riduzione della prevalenza di BV e HPV nei soggetti che:

Rappresentano invece fattori negativi:

  • le diete carenti di questi nutrienti;
  • le diete arricchite in carboidrati e/o grassi;
  • l'obesità.

Essendo noto che l'intestino crasso funzioni da "serbatoio extra-vaginale" per lattobacilli e altri batteri, la sua omeostasi microbiologica assume un ruolo piuttosto importante nell'omeostasi vaginale. Ecco perché l'assunzione di probiotici e la funzionalità dell'intestino stesso sono determinanti al mantenimento della flora vaginale.

È stato inoltre dimostrato che il microbiota vaginale è migliore nelle donne che praticano sport regolarmente.

Bibliografia

  • Daily Vaginal Microbiota Fluctuations Associated with Natural Hormonal Cycle, Contraceptives, Diet, and Exercise - Stephanie D. Song, Kalpana D. Acharya, Jade E. Zhu, Christen M. Deveney, Marina R. S. Walther-Antonio, Marc J. Tetel, and Nicholas Chia.
  • Dietary supplementation with probiotics during late pregnancy: outcome on vaginal microbiota and cytokine secretion – Beatrice Vitali, Federica Cruciani, Maria Elisabetta Baldassarre, Teresa Capursi, Enzo Spisni, Maria Chiara Valerii, Marco Candela, Silvia Turroni & Patrizia Brigidi – BMC Microbiology.
  • Reviewing the Composition of Vaginal Microbiota: Inclusion of Nutrition and Probiotic Factors in the Maintenance of Eubiosis" (Antonio Barrientos-Durán, Ana Fuentes-López,Adolfo de Salazar, Julio Plaza-Díaz, Federico García - Nutrients 2020).

Autore

Dott. Riccardo Borgacci

Dott. Riccardo Borgacci

Dietista e Scienziato Motorio
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer