Denti Sensibili
Ultima modifica 21.01.2020

Il problema della Sensibilità Dentale

Cosa significa avere Denti Sensibili?

Denti sensibili si associano a stimoli dolorosi acuti e pungenti - brevi, ma nello stesso tempo violenti - che insorgono quando cibi dolci, acidi, caldi o freddi entrano a contatto con i denti. Anche uno spazzolamento troppo energico, l'acqua o la pressione generata dall'attività masticatoria possono produrre questa sensazione fastidiosa, spesso intollerabile.

Cause

Da cosa dipende la Sensibilità dei Denti?

Più che di denti sensibili, gli odontoiatri preferiscono parlare di ipersensibilità dentinale. Questa condizione riconosce cause patologiche; in tal caso, i denti sensibili possono essere segno di:

  • Usura dello smalto da bruxismo (digrignamento notturno), eccessiva frequenza o intensità di lavaggio dei denti ecc.;
  • Carie incipiente o avanzata (a seconda della soglia di sensibilità del paziente);
  • Trauma dentale maggiore o microtraumatismi ripetuti.

oppure non patologiche, come risultato di:

  • Recessione gengivale da spazzolamento troppo aggressivo e tecnicamente scorretto, oppure da infiammazione gengivale);
  • Alcune terapie odontoiatriche (es. detartrasi) ed interventi di chirurgia parodontale;
  • Variante fisiologica in pazienti ipersensibili, ossia con una bassa soglia del dolore.

L'ipersensibilità dentinale è quella sensazione di fastidio, e a volte dolore, provocata dall'esposizione dei denti a stimoli fisici (caldo e freddo), chimici e osmotici (dolce e salato), e meccanici (il contatto con lo spazzolino).

Usura dello smalto

Denti Sensibili: cosa provoca l'erosione dello smalto?

DenteNell'immagine a lato possiamo osservare la struttura anatomica di un dente. All'esterno è presente lo smalto, un tessuto di colore bianco, molto resistente e mineralizzato, che ha il compito di proteggere il dente dalle aggressioni esterne.

Questo strato protettivo può essere eroso, tuttavia, dagli acidi prodotti dalla placca batterica, da cibi particolarmente acidi (pompelmi, macedonie, arance, limoni, freddi, succo d'arancia, spremute, bevande gassate, pomodori ecc.) o dall'utilizzo inopportuno dello spazzolino o di dentifrici aggressivi (come quelli sbiancanti).

Sotto lo smalto è presente la dentina, un tessuto osseo giallognolo molto resistente, che ha la funzione di proteggere la polpa sottostante dalle variazioni di temperatura e dalle sollecitazioni meccaniche.

Denti sensibili: possibili cause

Quando gli strati di smalto e dentina si assottigliano, allora gli stimoli sopraccitati raggiungono indirettamente lo strato dentinale più interno, che riveste la polpa dentale, struttura particolarmente ricca di vasi sanguigni e di terminazioni nervose. La dentina è infatti percorsa da canalicoli microscopici chiamati tubuli, collegati alla parte pulpare, vitale e sensibile, dove si trovano terminazioni nervose che una volta irritate provocano dolore.

Recessione gengivale

Denti Sensibili: perchè si verifica la retrazione gengivale?

Oltre all'erosione dello smalto, un'altra causa piuttosto comune di sensibilità dentinale è data dalla retrazione gengivale, che segue i fenomeni infiammatori delle gengive, rappresentando il "secondo stadio di gravità" della malattia parodontale. In simili circostanze viene scoperto il colletto dei denti, cioè la zona di passaggio tra corona e radice, normalmente protetta e "sigillata" dalla gengiva. Di conseguenza, si assiste all'esposizione della dentina dei colletti dentali, tenera e porosa, perciò sensibile agli stimoli dolorosi - come freddo, caldo o pressione - che vengono trasmessi ai nervi pulpari attraverso i tubuli contenuti nella dentina esposta. Negli strati più profondi, inoltre, la dentina non è più coperta dallo smalto, ma da un sottile strato di matrice amorfa e fibre collagene.

Trattamento dei Denti Sensibili

Come Curare la Sensibilità dei Denti

In caso di alterata sensibilità di denti e gengive, la prima cosa da fare è rivolgersi al dentista, per accertare l'assenza di cause patologiche come la carie, le fratture o la malattia parodontale. Qualora i denti sensibili siano scorporati da simili patologie, risulta utile l'impiego di collutori e dentifrici specifici, contenenti fluoro o altre sostanze rimineralizzanti, capaci di dare sollievo dalla sensibilità e proteggere lo smalto danneggiato. Com'è noto, infatti, il fluoro esibisce un'azione mineralizzante sulle superfici dello smalto dentario ("indurimento") dei giovani e di rimineralizzazione su quello degli adulti. Tale azione è positivamente associata ad un leggero potere antiplacca e ad un'attività desensibilizzante netta (negli adulti), in quanto determina la formazione di uno strato di fluoruro di calcio che forma una pellicola protettiva, rimineralizzante e desensibilizzante. Alcuni dentifrici al fluoro, specifici per denti sensibili, si trovano in forma di gel, da spalmare due o tre volte al giorno sulla dentatura senza sciacquare. In presenza di denti sensibili risultano potenzialmente utili anche dentifrici a base di idrossiapatite, una componente naturale che agisce creando una barriera fisiologica contro ipersensibilità, placca, tartaro e carie. Non a caso, l'idrossiapatite è la componente prevalente di ossa e denti.

Nei casi di maggiore sensibilità dentale, esistono anche degli interventi professionali, basati sull'applicazione di resine fluorate che sigillano i tubuli dentinali. Questi preparati vengono applicati nelle aree sensibili dello smalto. Il dentista può inoltre avvalersi di dispositivi elettromedicali (laser, ionoforesi) per favorire la rimineralizzazione dentale e la chiusura dei canalicoli, mentre l'ultima spiaggia per la "cura" dei denti sensibili è la devitalizzazione (da evitare, se possibile). Infine, se la sensibilità è causata da recessioni gengivali, è possibile trattare il problema con un intervento di chirurgia gengivale, allo scopo di fornire una nuova copertura della radice ed una protezione che possa risolvere il problema dei denti sensibili.