Cardiopatia Ischemica: cos’è e quali sono i sintomi?

Cardiopatia Ischemica: cos’è e quali sono i sintomi?
Ultima modifica 15.05.2024
INDICE
  1. Cos'è
  2. Tipi
  3. Cause
  4. Sintomi
  5. Diagnosi
  6. Terapia
  7. Prevenzione
  8. Prognosi
  9. Altri articoli su 'Cardiopatia Ischemica'

Cos'è

Cosa vuol dire Cardiopatia Ischemica?

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Cardiopatia ischemica è il termine medico che indica un gruppo di condizioni accomunate da un minor apporto di sangue e nutrienti al miocardio, il muscolo del cuore.

Cardiopatia significa malattia del cuore; ischemia (da cui deriva ischemica) indica un inadeguato apporto di sangue a un tessuto o un organo, dipendente da un problema di circolazione sanguigna.

La cardiopatia ischemica è una sofferenza del cuore che scaturisce da una riduzione dell'apporto sanguigno al miocardio (c'è una discrepanza tra consumo e apporto di sangue al muscolo cardiaco).

La cardiopatia ischemica è anche conosciuta come coronaropatia, malattia coronarica o, ancora, come ischemia miocardica.  

Cuore e Coronarie

Prima di procedere con la descrizione delle cause di cardiopatia ischemica, è doveroso ripassare come il cuore riceve sangue e ossigeno.

A occuparsi del rifornimento sanguigno del miocardio sono le coronarie, due arterie che nascono dal primissimo tratto dell'aorta (radice dell'aorta) e si distribuiscono a destra e sinistra del muscolo cardiaco formando qualcosa di molto simile a una corona (da cui il nome coronarie).

Dalle due coronarie principali, la destra e la sinistra, derivano varie ramificazioni, il cui compito è raggiungere le diverse aree del miocardio, di modo che l'apporto ematico sia appropriato.

La salute e la buona funzionalità del cuore dipendono da un'adeguata irrorazione sanguigna del suo tessuto muscolare; ecco perché, quando la circolazione coronarica è in qualche modo compromessa, il cuore entra in uno stato di sofferenza, che si ripercuote sulle condizioni generali della persona.

I tessuti colpiti da ischemia presentano:

  • Ridotto apporto di ossigeno (ipossia, anossia);
  • Ridotta disponibilità di nutrienti;
  • Ridotta eliminazione delle sostanze di rifiuto.

Queste condizioni si traducono in uno stato di sofferenza tissutale che può compromettere seriamente la funzionalità degli organi colpiti.

Per approfondire: Coronarie: anatomia e fisiologia

Tipi

Cardiopatia Ischemica: infarto e angina pectoris

La cardiopatia ischemica raggruppa due fenomeni: l'angina pectoris e l'infarto del miocardio (o attacco di cuore).

Nell'angina pectoris, il processo ischemico è transitorio/reversibile e non determina danni permanenti al tessuto muscolare cardiaco (l'occlusione è reversibile).

Nell'infarto del miocardio, invece, l'ischemia è protratta, persistente, e comporta una necrosi più o meno estesa del miocardio, con ovvie gravi ripercussioni sulla salute e funzionalità del cuore.

Approfondimento su angina pectoris e infarto del miocardio

La gravità e la durata dell'ischemia determinano la reversibilità o meno del danno cardiaco.

Se l'ischemia perdura nel tempo, la cellula cardiaca può sopportare per circa 20-360 minuti la carenza di ossigeno e nutrienti, dopodiché muore.
La necrosi cellulare prende il nome di infarto e, se coinvolge un numero importante di cellule, può essere fatale per l'individuo.

Una volta morte queste cellule non riacquistano più la loro funzionalità, ma vengono sostituite da tessuto cicatriziale fibroso elettricamente e meccanicamente inerte.

L'angina, invece, è un'ischemia miocardica transitoria con carattere di reversibilità. Si definisce:

  • Stabile se si associa a sforzo fisico costante e non subisce modificazioni significative nel tempo,
  • Instabile se è di recente insorgenza, ingravescente e compare anche a riposo.

Cardiopatia Ischemica Cronica

Per cardiopatia ischemica cronica si intende una condizione cardiaca caratterizzata da un'ostruzione persistente nel tempo dei vasi coronarici, che causa una riduzione dell'apporto di sangue al miocardio.

È la persistenza nel tempo dell'ostruzione a rendere singolare questa forma di cardiopatia ischemica.

Rientrano sotto la diagnosi di cardiopatia ischemica cronica:

  • I pazienti sintomatici con angina pectoris stabile (da non confondersi con l'angina pectoris instabile, che è, invece, una cardiopatia ischemica acuta);
  • I pazienti asintomatici con evidenza clinico-strumentale di un pregresso infarto del miocardio o sindrome coronarica acuta da oltre 1 anno;
  • I pazienti asintomatici portatori di patologia ostruttiva coronarica accertata.

Cardiopatia Ischemica Ipertensiva

Per cardiopatia ischemica ipertensiva si intende una condizione correlata ad alti livelli di pressione arteriosa persistenti nel tempo e non controllati tramite un adeguato trattamento.

A causa di questo stato ipertensivo di lunga durata, il cuore perde parte delle sue funzionalità, ragion per cui risulta pregiudicata l'irrorazione sanguigna di organi e tessuti.

Cause

La cardiopatia ischemica è dovuta a una compromissione, più o meno importante, della circolazione coronarica, a cui segue una riduzione dell'apporto di ossigeno al miocardio.

La cardiopatia ischemica può svilupparsi in modo graduale o improvviso, a seconda che il blocco della circolazione coronarica si instauri, rispettivamente, in modo lento e progressivo oppure velocemente.

Cardiopatia Ischemica: le cause

Nella maggior parte dei casi, la cardiopatia ischemica è conseguenza dell'aterosclerosi, una malattia contraddistinta dall'indurimento e dall'ispessimento delle arterie, e dalla formazione di ateromi occludenti.

Più raramente, dipendono da episodi di vasculite coronarica o di spasmo coronarico.

Cardiopatia Ischemica e aterosclerosi

Anche noto come placca aterosclerotica, l'ateroma è un aggregato di materiale lipidico (soprattutto colesterolo), proteico e fibroso, che, sviluppandosi tipicamente sulla superficie interna dei vasi arteriosi, può pregiudicare in modo più o meno rilevante il flusso sanguigno.

Le placche aterosclerotiche, inoltre, sono suscettibili a lesioni e frammentazioni molto pericolose: le lesioni innescano il processo coagulativo, il quale, richiamando piastrine in sede, ha l'involontario effetto di espandere l'ateroma; le frammentazioni, invece, danno origine a uno o più emboli, cioè corpi mobili circolanti nel sangue capaci di causare l'occlusione completa di un vaso sanguigno di pari dimensioni, anche a notevole distanza dalla sede d'origine.

Nelle cardiopatie ischemiche dovute all'aterosclerosi, i protagonisti del fenomeno ostruttivo possono essere ateromi formatisi e accresciutisi all'interno di una o più coronarie, oppure frammenti di un ateroma localizzato in arterie differenti dalle coronarie.

In genere, non è una causa soltanto a provocare l'aterosclerosi, ma un insieme di condizioni concomitanti; tra i principali fattori di rischio di aterosclerosi, figurano:

Come il lettore avrà notato, lo stile di vita gioca un ruolo cardine nella comparsa dell'aterosclerosi.

Cardiopatia Ischemica e vasculite

Per vasculite coronarica s'intende l'infiammazione delle pareti delle arterie coronarie.

A scatenare tale infiammazione possono essere particolari infezioni, malattie autoimmuni, reazioni allergiche a solventi chimici o farmaci e tumori del sangue.

Cardiopatia Ischemica e spasmo coronarico

Con spasmo coronarico si vuole indicare un restringimento improvviso di un'arteria coronaria, dovuto alla brusca e repentina contrazione della componente muscolare di una porzione di parete vasale.

Fattori di rischio tipici di spasmo coronarico sono l'assunzione di droghe (in particolare, di cocaina, anfetamine o metanfetamine), l'eccessiva esposizione al freddo intenso, i forti stress emotivi e il fumo di tabacco.

Sintomi

Come si manifesta una Cardiopatia Ischemica?

Sebbene alcune forme di cardiopatia ischemica siano asintomatiche, il più delle volte questa condizione si manifesta in modo evidente con sintomi quali:

Complicanze della Cardiopatia Ischemica

Le cardiopatie ischemiche più gravi (come, per esempio, l'infarto del miocardio) possono sfociare nella necrosi del miocardio, un fenomeno irreversibile che può compromettere la salute e la funzionalità del cuore al punto da causare perfino la morte del paziente.

Condizioni spesso successive all'infarto del miocardio, che possono in alcuni casi essere anche motivo di decesso, sono l'insufficienza cardiaca e le aritmie gravi, come per esempio la fibrillazione ventricolare.

L'ischemia di una porzione di miocardio altera l'attività elettrica del cuore, il che porta alla comparsa di aritmie.

Diagnosi

Come riconoscere una Cardiopatia Ischemica?

Per diagnosticare una cardiopatia ischemica e per descriverne le caratteristiche nei dettagli, servono numerosi esami e test; ecco, brevemente, le indagini utili:

  • Esame obiettivo;
  • Anamnesi approfondita, che indaghi tutti i potenziali fattori di rischio (es: paziente fumatore; presenza di obesità; stile di vita sedentario; ecc.);
  • Misura della pressione sanguigna;
  • Esami del sanguemirati a valutare i livelli ematici di colesterolo e trigliceridi;
  • Elettrocardiogramma ed ecocardiogramma;
  • Test da sforzo;
  • Valutazione, dopo prelievo di sangue, dei livelli ematici di biomarker cardiaci (si tratta di molecole tipicamente rilasciate in presenza di un danno o un forte stress a carico del cuore);
  • Radiografia del torace;
  • AngioTAC coronarica(o angio-TC coronarica);
  • Coronarografia.

Terapia

Come si cura la Cardiopatia Ischemica?

Il trattamento della cardiopatia ischemica prevede l'adozione a lungo termine di uno stile di vita all'insegna della salute e, se necessario, il ricorso a farmaci e a procedure interventistiche di tipo chirurgico o non-chirurgico.

L'obiettivo della terapia è migliorare la salute delle coronarie e del cuore più in generale, così da ridurre un'eventuale sintomatologia e prevenire possibili (ulteriori) fenomeni ischemici.

Importante!

Il protocollo terapeutico varia da paziente a paziente, a seconda dell'esatta natura e delle caratteristiche della cardiopatia ischemica presente.
Per alcuni pazienti, è sufficiente una correzione dello stile di vita; per altri, c'è bisogno di una terapia farmacologica ad hoc; per altri ancora, è fondamentale un approccio interventistico combinato all'utilizzo di farmaci nonché all'immancabile adozione di uno stile di vita sano.

Stile di vita nella Cardiopatia Ischemica

L'adozione di uno stile di vita all'insegna della salute è una parte fondamentale del piano terapeutico per la cardiopatia ischemica.

Le principali raccomandazioni sono:

Uno stile di vita sano promuove la salute del cuore, allontanando il rischio di ricadute.

Farmaci per le Cardiopatie Ischemiche

Farmaci che potrebbe trovare impiego nella gestione terapeutico di una cardiopatia ischemica sono:

  • Anticoagulanti(es: eparina) e antiaggreganti (es: aspirina). Sono di beneficio perché migliorano il quadro sintomatologico, riducono le dimensioni di eventuali ateromi presenti, sciolgono eventuali coaguli sanguigni anomali e prevengono la formazione di nuovi ateromi.
  • Nitroglicerina e nitrati in generale. Hanno un effetto vasodilatatore nei confronti delle coronarie.
    Sono indicati contro le crisi di angina pectoris e in presenza di scompenso cardiaco congestizio associato all'infarto del miocardio.
  • Beta-bloccanti, ACE-inibitorie antagonisti del recettore dell'angiotensina II. Sono utili in presenza di cardiopatie ischemiche associate a ipertensione, in quanto la loro assunzione induce una riduzione della pressione arteriosa.
  • Statine. Sono di beneficio in presenza di una cardiopatia ischemica associata a ipercolesterolemia, in quanto la loro assunzione produce una riduzione dei livelli di colesterolo.

Chirurgia e altre procedure interventistiche

Tra le procedure interventistiche utili in caso di cardiopatia ischemica, si segnalano l'angioplastica con stenting e il bypass coronarico; la prima è un intervento non propriamente chirurgico, mentre la seconda è un'operazione chirurgica in piena regola.

Angioplastica coronarica con stenting

L'angioplastica è la procedura medica che permette di eliminare o, quanto meno, ridurre il restringimento o i restringimenti di un vaso sanguigno, mediante l'impiego di un particolare catetere (non ci sono incisioni, motivo per cui non è considerata una procedura chirurgica).
Lo stenting, invece, consiste nel collocamento di una protesi metallica (stent) all'interno di un vaso sanguigno - precedentemente occluso e riaperto tramite angioplastica - allo scopo di mantenerlo pervio nel tempo ed evitare seconde occlusioni.
Nell'angioplastica coronarica con stenting, l'oggetto dell'intervento sono, ovviamente, la o le coronarie che hanno sviluppato l'occlusione.

Bypass coronarico

L'operazione di bypass coronarico consiste nel creare una via al passaggio del sangue alternativa a quella occlusa per mezzo dell'inserimento di un nuovo vaso coronarico.
In altre parole, durante un intervento di bypass coronarico, il medico operante inserisce una nuova coronaria, il cui scopo è sostituire, nelle funzioni, la coronaria originaria ostruita.
Il bypass coronarico è una procedura chirurgica molto delicato, che i cardiochirurghi eseguono solo se strettamente necessario.

Prevenzione

Come prevenire la Cardiopatia Ischemica

Seguire un'alimentazione sana ed equilibrata, praticare regolarmente attività fisica, non fumare, non assumere stupefacenti, mantenere nella norma la pressione sanguigna, il colesterolo ematico e i trigliceridi ematici, e, infine, controllare il peso corporeo al fine di evitare sovrappeso od obesità sono le principali contromisure atte a prevenire le cardiopatie ischemiche e a preservare la salute di cuore e coronarie.

Prognosi

Le persone con una storia clinica di cardiopatia ischemica, in particolare coloro che hanno sofferto di un infarto del miocardio, diventano dei malati cronici, spesso dipendenti da una terapia farmacologica a lungo termine.

Incidono in modo determinante sull'evoluzione di una cardiopatia ischemica le tempistiche di diagnosi e trattamento: una diagnosi precoce allunga senza dubbio la vita e ne migliora la qualità, in quanto permette di attuare una terapia tempestiva.

Cardiopatia Ischemica e aspettative di vita

Da uno studio presente in The American Journal of Cardiology è emerso che:

  • Circa il 68% degli uomini e circa l'89% delle donne con una storia di infarto del miocardio erano ancora vivi a distanza di 10-14 anni dal primo episodio ischemico.

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Autore

Dott. Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza