Resilienza: Cos'è? Significato in Psicologia e Come Metterla in Pratica di I.Randi

Introduzione

In ambito psicologico, la resilienza può essere definita come la capacità dell'individuo di adattarsi in maniera positiva ad una condizione negativa e traumatica.

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Secondo molti esperti, la resilienza è una capacità appartenente alla natura umana ma che non sempre viene attivata e, anche quando si attiva, non sempre porta a risultati positivi. Difatti, la resilienza di un individuo è influenzata da diversi fattori, individuali, sociali e relazionali. Questa diversità può spiegare, ad esempio, perché in condizioni traumatiche e di forte stress alcuni individui riescono ad uscirne senza riportare effetti negativi a lungo termine, mentre altri "soccombono" sotto la pressione esercitata dall'evento traumatico, arrivando in alcuni casi a sviluppare vere e proprie psicopatologie.

Che cos'è

Che cos'è la Resilienza Psicologica?

Nel corso degli anni, le definizioni attribuite alla resilienza in ambito psicologico sono state differenti. Ad ogni modo, è possibile descrivere la resilienza psicologica come la capacità umana di affrontare con successo un evento molto stressante e/o traumatico che suscita sentimenti negativi e provoca sofferenze, ritornando alla condizione precedente l'evento in questione e uscendone rinforzati se non addirittura trasformati.

In altre parole, la resilienza psicologica può definirsi come la capacità di affrontare, resistere e riorganizzare in maniera positiva la propria vita dopo aver subito eventi particolarmente negativi e traumatici.

Nota Bene

La resilienza NON deve essere confusa con la resistenza, ossia con la capacità di una persona di resistere - quindi di opporsi, non di adattarsi - a particolari fattori, pur sempre di natura negativa o comunque in grado di perturbare le condizioni di normalità.

Tipi di Eventi Negativi

Gli eventi negativi e traumatici che possono mettere a dura prova l'individuo nel corso della vita sono molteplici.

Fra gli eventi negativi che possono perturbare la vita di una persona adulta, ricordiamo: la morte del coniuge o di un famigliare stretto; il divorzio o la separazione; l'insorgenza di gravi malattie; la perdita del lavoro e la prigionia.

Fra gli eventi traumatici che possono perturbare in maniera marcata la vita di giovani e bambini, ritroviamo, invece: la morte di uno o entrambi i genitori; la morte di un fratello o una sorella; il divorzio dei genitori; l'incarcerazione di un genitore; l'allontanamento dalla propria famiglia; la presenza di patologie gravi o deformità congenite chiaramente visibili.

Naturalmente, quelle sopra citate sono solo alcune delle condizioni in grado di creare forti stress e impattare negativamente sulla vita di adulti e bambini, poiché gli eventi traumatici capaci di perturbare la tranquillità di un individuo sono molti e possono variare anche in funzione del contesto sociale in cui esso vive.

Ad ogni modo, gli individui resilienti sono in grado di trovare la forza per affrontare le situazioni di cui sopra, uscendone vincitori e, talvolta, anche migliorati.

Individui Resilienti

Chi sono gli Individui Resilienti?

Gli individui resilienti sono coloro che - di fronte a difficoltà ed eventi traumatici - non si arrendono, ma al contrario, trovano la forza di andare avanti e sono addirittura capaci di trasformare l'evento negativo subito in una fonte di apprendimento che consente loro di acquisire competenze utili per migliorare la propria vita.

I meccanismi di resilienza sono presenti in ciascun essere umano e possono essere messi in atto da chiunque. Pertanto, ciascuna persona è, potenzialmente, un individuo resiliente. Tuttavia, non tutti sono in grado di mettere in pratica la resilienza e, anche se quest'ultima dovesse attivarsi, non è detto che i risultati ottenuti siano positivi e di miglioramento.

Fattori che Influenzano la Risposta Resiliente di un Individuo

La capacità di mettere in pratica la resilienza è diversa da persona a persona perché influenzata da svariati fattori. Più precisamente, la probabilità di sviluppare una risposta resiliente in seguito ad un evento negativo e traumatico è strettamente correlata alla presenza dei fattori di seguito descritti.

Fattori individuali

Si tratta di caratteristiche possedute dall'individuo che possono tornare utili per superare con successo un evento traumatico o stressante. Più nel dettaglio, una persona resiliente è generalmente dotata di:

  • Ottimismo: un individuo ottimista interpreta gli eventi negativi e i problemi che ne derivano come un qualcosa di transitorio che, pur tuttavia, fanno inevitabilmente parte della vita. Quest'atteggiamento dell'individuo ottimista non deve essere confuso con il tentativo di sminuire i problemi.
  • Autostima.
  • Capacità di risolvere i problemi.
  • Capacità di comunicazione.
  • Senso dell'umorismo: l'umorismo non va inteso come un tentativo di ridicolizzare gli eventi traumatici della vita, ma come la tendenza a mantenere una certa distanza dagli eventi negativi e la lucidità necessaria per risolvere i problemi da essi scaturiti. L'umorismo permette, inoltre, di rielaborare l'emozione associata all'evento traumatico, facilitando la comunicazione e la condivisione dell'evento negativo con gli altri.
  • Strategie di coping: si tratta di meccanismi psicologici adattativi che vengono messi in pratica per fronteggiare problemi e stress.
  • Empatia.

Fattori sociali

La resilienza dipende non solo dall'individuo e dalle caratteristiche da esso possedute, ma è influenzata anche dal contesto sociale cui si appartiene. In particolare, individui ben integrati nel proprio contesto sociale e/o che ricevono un adeguato supporto da esso possiedono una maggior probabilità di superare gli eventi avversi con successo.

Fattori relazionali

Oltre a dipendere da fattori individuali e sociali, lo sviluppo della resilienza è correlato anche alla qualità delle relazioni intessute dalla persona, sia prima che dopo l'evento negativo o traumatico. Oltre alla qualità delle relazioni instaurate, anche il sostegno - pratico ed emotivo - fornito da famiglia e amici risulta essere importante nella risposta resiliente.

Curiosità

Nell'attuazione dei meccanismi di resilienza i bambini sembrano essere più avvantaggiati. Questo perché, solitamente, essi sono in grado di attuare cambiamenti e adattamenti più profondi di quanto non facciano gli adulti, spesso ostacolati dal loro bagaglio fatto di esperienze passate e della concezione che hanno dell'ambiente e delle persone che li circondano.

A sostegno di ciò, diversi studi psicologici hanno dimostrato come i bambini vittime di traumi violenti siano in grado di adattarsi e reagire, crescendo e arrivando a strutturare una personalità sana e una vita caratterizzata da relazioni stabili e anche da successi sia scolastici che lavorativi.

Come Metterla in Pratica

Come si Mette in Pratica la Resilienza?

Come accennato, i meccanismi della resilienza sono presenti in ciascun individuo, anche se possono essere influenzati da diversi fattori esterni (relazioni e contesto sociale) evolvendo e sviluppandosi nell'arco della vita della persona.

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Se nell'infanzia la resilienza tende ad essere un comportamento istintivo, nell'età adulta esso dovrebbe essersi evoluto diventando parte integrante dell'atteggiamento dell'individuo. Tuttavia, la capacità di mettere in atto la resilienza dipende molto dalla concezione che gli individui hanno di sé stessi, del mondo e delle persone circostanti. Difatti, se per alcune persone la risposta resiliente ad eventi negativi si attiva in maniera quasi automatica, per altri individui i meccanismi di resilienza non vengono messi in pratica a causa della scarsa opinione che si ha di sé ("sono un fallito", "non ci riesco", ecc.), a causa della considerazione che si ha degli altri ("gli altri riescono e io no", "gli altri sono migliori", ecc.) e a causa della concezione che si ha dell'ambiente circostante, spesso visto come un posto pericoloso, imprevedibile e pieno di insidie e problemi.

Per mettere in atto la resilienza è, pertanto, necessario cambiare la concezione di sé stessi, degli altri e del mondo. Ciò non significa assumere un atteggiamento eccessivamente - e forse anche ingenuamente - ottimistico, ma significa mantenere un atteggiamento realistico che permetta di adattarsi alla realtà in maniera consapevole. Tale adattamento dovrebbe essere effettuato in modo da considerare gli eventi negativi e traumatici come opportunità da sfruttare e da cui trarre utili spunti per la propria crescita e per migliorare la propria vita e non come minacce sotto le quali soccombere.

Lo sapevi che…

Alcuni specialisti del settore, consigliano la pratica della Mindfulness (dall'inglese consapevolezza) per promuovere la resilienza. Tale pratica consiste nello sviluppare la capacità di concentrarsi nel presente e di "staccarsi" dai propri pensieri, osservandoli senza giudicarli, ma considerandoli solo per quello che sono, ossia prodotti della propria mente. A questo proposito, è molto interessante notare che questa la mindfulness deriva dalle tecniche di meditazione utilizzate nel buddhismo.

Ad ogni modo, nonostante quanto finora detto, è doveroso precisare che gli interventi necessari allo sviluppo e alla messa in pratica della resilienza possono variare da individuo a individuo, poiché strettamente correlati alla situazione, all'ambiente e al contesto sociale in cui si vive. Le abilità e i fattori necessari a superare un determinato tipo di evento negativo, infatti, possono essere differenti da quelle necessarie per superare un altro tipo di evento negativo (ad esempio, diagnosi di un tumore e catastrofe naturale).

Altri Tipi di Resilienza

Resilienza in Altri Ambiti e Settori

Il termine resilienza viene utilizzato anche in settori ed ambiti differenti dalla psicologia. Difatti, si parla di resilienza anche in:

  • Biologia: in quest'ambito, il termine viene utilizzato per indicare la capacità di organismi viventi di autoripararsi dopo aver subito un danno.
  • Ecologia: in questo campo, con il concetto di resilienza si vuole indicare la capacità di un sistema ecologico di ritornare allo stato iniziale dopo aver subito modificazioni o perturbazioni.
  • Informatica: in questo caso, la resilienza indica la capacità di un sistema di adattarsi alle condizioni d'uso e di resistere all'usura in maniera tale da consentire la continuità nei servizi erogati.
  • Tecnologia dei materiali: in quest'ambito, la resilienza indica la capacità posseduta da un determinato materiale di resistere alla rottura dinamica, determinata con un'apposita prova d'urto.
  • Sociologia: in campo sociologico, il concetto di resilienza è riferito alle comunità. Nel dettaglio, si parla di comunità resilienti per indicare quelle comunità che, in conseguenza a eventi traumatici (ad esempio, catastrofi naturali, attentati, guerre, ecc.) sopravvivono trovando le forze e le risorse non solo per riprendersi, ma anche per iniziare una nuova crescita.

Quelli sopra citati sono solo alcuni degli ambiti nei quali viene utilizzato il concetto di resilienza. Come si può notare, nonostante la diversità dei suddetti settori, la resilienza viene comunque intesa come la capacità di reagire e affrontare una perturbazione o situazione negativa, a seconda dei casi, per poi ritornare allo stato iniziale antecedente la stessa perturbazione o, addirittura, per raggiungere uno stato migliore di quello di partenza.

Ilaria Randi

L'autore

Ilaria Randi

Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha sostenuto e superato l’Esame di Stato per l’Abilitazione alla Professione di Farmacista