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Linfodrenaggio - Drenaggio Linfatico Manuale: cos'è e a cosa serve

Linfodrenaggio - Drenaggio Linfatico Manuale: cos'è e a cosa serve
Ultima modifica 16.02.2024
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INDICE
  1. Cos'è il linfodrenaggio?
  2. A cosa serve?
  3. Come si fa il linfodrenaggio?
  4. A chi rivolgersi?
  5. Risultati ed efficacia
  6. Controindicazioni
  7. Cenni di storia del linfodrenaggio

Cos'è il linfodrenaggio?

Il linfodrenaggio - anche noto come drenaggio linfatico manuale - è una particolare tecnica di massaggio che viene praticata in quelle aree corporee in cui vi è un ristagno di fluidi imputabile ad una riduzione della circolazione linfatica.

Attraverso una serie di manipolazioni, il linfodrenaggio favorisce il riassorbimento dei fluidi ristagnanti e stimola il flusso linfatico.

Come si vedrà nel corso dell'articolo, sono diverse le tecniche ad oggi disponibili per effettuare il drenaggio linfatico manuale, naturalmente, tutte sviluppate basandosi su un accurato studio dell'anatomia e della funzione del sistema linfatico.

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A cosa serve?

Per cosa si usa il linfodrenaggio?

Lo scopo del linfodrenaggio è quello di favorire la circolazione linfatica, favorendo la risoluzione di eventuali ristagni che si sono venuti a creare in determinate zone del corpo. Per questo motivo, il ricorso al drenaggio linfatico manuale può essere utile in diversi casi e, nella pratica clinica, può essere applicato in presenza di svariate condizioni, quali ad esempio:

Il linfodrenaggio, inoltre, viene anche proposto per contrastare inestetismi la cui formazione può essere correlata ad un ristagno eccessivo di liquidi.

Come si fa il linfodrenaggio?

Il linfodrenaggio si attua tramite applicazione di un leggero movimento pressorio sulla cute che deve essere lento e delicato, senza provocare dolore. Lo scopo di tali leggere pressioni è quello di determinare lo stiramento dei tessuti sottocutanei e della muscolatura liscia che compone i vasi linfatici, naturalmente, senza danneggiarli o provocare traumi di alcun tipo.

Chiaramente, in questo contesto è fondamentale che l'operatore che eseguirà il linfodrenaggio non solo possieda un'ottima padronanza della tecnica di manipolazione in sé, ma che abbia anche una conoscenza approfondita del circolo linfatico e delle zone da trattare. Solo in questo modo, infatti, si potrà avere la garanzia che il drenaggio linfatico manuale venga effettuato in maniera corretta e sicura.

Ad ogni modo, le manipolazioni - leggere, lente e ripetitive - generalmente partono dal collo e dall'addome, in corrispondenza dei linfonodi qui presenti. I movimenti vengono poi gradualmente spostati verso le aree corporee che si necessita trattare, avendo cura di seguire il fisiologico percorso del sistema linfatico. In qualsiasi caso, il trattamento deve iniziare dai linfonodi funzionanti di modo che possano ricevere i fluidi in eccesso derivanti dal trattamento delle zone in cui è presente il ristagno che si vuole risolvere, partendo dalle zone prossimali per poi procedere verso quelle distali.

Tecniche e metodi

Da quando il drenaggio linfatico manuale è stato messo a punto dal fisioterapista E. Vodder (vedi capitolo "Cenni di storia del linfodrenaggio"), si sono sviluppate diverse tipologie di scuole e tecniche di linfodrenaggio. Fra queste, ricordiamo:

  • Il metodo di Vodder: è il metodo messo a punto dal fisioterapista danese grazie al quale il linfodrenaggio si è diffuso. Si caratterizza per l'esecuzione di movimenti rotatori, manovre di svuotamento, movimenti circolari e manovre di pompaggio.
  • Il metodo Leduc: prevede l'esecuzione di un minor numero di movimenti rispetto al metodo Vodder e si avvale di differenti protocolli terapeutici che variano in funzione del tipo di disturbo che si necessita trattare. Questo metodo prevede dapprima l'esecuzione di manovre che richiamano e raccolgono il fluido linfatico che verrà poi reindirizzato verso il circolo linfatico con le manovre successive.
  • Il metodo di Foldi: si tratta di un'estensione della tecnica messa a punto da Vodder e si caratterizza per l'alternanza di movimenti circolari delle mani a momenti di relax.

Ulteriori metodi sono rappresentati dal metodo di Asdonk e dal metodo di Casley-Smith.

Tutte queste metodiche si differenziano principalmente per il tipo di movimenti eseguiti, tuttavia, esse si basano sui medesimi principi fondamentali sopra descritti e comprendono l'esecuzione di manipolazioni e manovre lente, leggere e circolari, che seguono il flusso del sistema linfatico e che non causano dolore, arrossamento o irritazione della pelle n corrispondenza dell'area trattata.

Quanto dura il linfodrenaggio?

La durata di una seduta di linfodrenaggio può variare in funzione di diversi fattori, come l'area e il disturbo da trattare. Ad ogni modo, indicativamente, una seduta di drenaggio linfatico manuale può avere una durata variabile fra i 15 e i 60 minuti circa.

Lo sapevi che…

Per incrementare gli effetti determinati dal drenaggio linfatico manuale è possibile abbinare alle manipolazioni tecniche di respirazione diaframmatica.

Per il trattamento di alcuni disturbi, invece, il linfodrenaggio può essere associato ad altri trattamenti nell'ambito di un approccio terapeutico più complesso.

A chi rivolgersi?

Il linfodrenaggio è una tecnica che richiede una conoscenza approfondita del sistema linfatico e delle condizioni per le quali questo tipo di messaggio viene effettuato. Per questa ragione, è molto importante che il drenaggio linfatico manuale venga effettuato da un fisioterapista esperto e adeguatamente formato per l'esecuzione di questo tipo di manipolazioni. Questa figura specializzata, infatti, saprà valutare le problematiche che interessano il paziente e - tenendo conto delle sue aspettative - potrà capire se, come e quando applicare il linfodrenaggio.

Risultati ed efficacia

I risultati che ci si prefigge di ottenere con il linfodrenaggio, come già detto, consistono sostanzialmente nell'eliminazione dei ristagni linfatici e nella stimolazione della stessa circolazione linfatica. A questo proposito, è importante precisare che, generalmente, non è sufficiente una singola seduta per avere risultati. Il numero e la durata delle sedute verranno, pertanto, stabilite dal fisioterapista sulla base del disturbo che si necessita trattare.

Se dopo diverse sedute non si vedono risultati e/o se la condizione che ha richiesto l'impiego del linfodrenaggio peggiora, è necessario rivolgersi al medico.

Oltre al beneficio atteso in termini di riduzione del ristagno di fluidi, il linfodrenaggio può anche rivelarsi un'esperienza rilassante e piacevole per il paziente che, di conseguenza, ne può trarre beneficio anche da un punto di vista psicologico ed emotivo e non solo fisico.

Il linfodrenaggio è davvero efficace?

Il materiale disponibile ad oggi in letteratura scientifica non sembra essere al momento in grado di dare una risposta definitiva a questa domanda: mentre alcuni studi sostengono l'utilità in determinati campi di applicazione, altri si manifestano più cauti nell'affermare che il linfodrenaggio possa avere un'utilità maggiore rispetto ad altre forme di trattamento.

Controindicazioni

Linfodrenaggio controindicazioni: quando NON fare il drenaggio linfatico manuale

Visto il meccanismo con cui il linfodrenaggio agisce e la modalità con cui viene effettuato, questa tecnica di massaggio presenta diverse controindicazioni. Difatti, il suo impiego va evitato in presenza di:

Il linfodrenaggio a livello cervicale è altresì controindicato in presenza di aritmie cardiache, ipersensibilità del seno carotideo e patologie della tiroide. Mentre il drenaggio linfatico manuale effettuato a livello addominale risulta controindicato in caso di gravidanza, così come in presenza di dolore addominale, patologie dell'intestino o di altri organi, aneurisma aortico.

Inoltre, va usata particolare cautela nei pazienti che soffrono di asma bronchiale, di ipotensione o di malattia coronarica.

Alla luce di quanto appena detto, perciò, appare chiaro quanto sia importante richiedere il parere preventivo del proprio medico e/o dello specialista prima di effettuare il linfodrenaggio, e di quanto sia importante informare il fisioterapista che effettuerà il linfodrenaggio di qualsivoglia disturbo o malattia si soffra.

Cenni di storia del linfodrenaggio

La "scoperta" del linfodrenaggio, così come la coniazione del nome "Drenaggio Linfatico Manuale" (o DLM), vengono ascritte al fisioterapista danese Emil Vodder e alla moglie Estrid Vodder. Tuttavia, le basi di questa tecnica di massaggio risalgono a tempi precedenti.

Difatti, fu il dottor Alexander Von Winiwarter - alla fine del XIX secolo - a introdurre per primo una particolare e nuova metodica di massaggio allo scopo di contrastare il linfedema. Tale metodica, prevedeva l'esecuzione di un massaggio leggero, seguito da compressione e, infine, dall'elevazione delle estremità del paziente allo scopo di favorire, appunto, il deflusso dei fluidi linfatici.

Tuttavia, questo tipo di massaggio non ebbe grande successo, fino a quando non fu perfezionato dal dottor Vodder che lo rese pubblico nel 1936.

A partire da questa data e per i 40 anni successivi, i coniugi Vodder continuarono la loro attività di fisioterapisti, effettuando dimostrazioni e insegnando il loro metodo. Con il passare del tempo, il numero dei medici, dei massaggiatori e dei fisioterapisti interessati a questa innovativa tecnica di massaggio aumentò sempre di più, fino a quando - nel 1967 - venne fondata la "Società per il Drenaggio Linfatico Manuale del Dott. Vodder".

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Autore

Dott.ssa Ilaria Randi

Dott.ssa Ilaria Randi

Chimica e Tecnologa Farmaceutica
Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha sostenuto e superato l’Esame di Stato per l’Abilitazione alla Professione di Farmacista