Isteroscopia: A Cosa Serve e Come si Esegue?

Isteroscopia: A Cosa Serve e Come si Esegue?
Ultima modifica 25.11.2020
INDICE
  1. Generalità
  2. Cos'è
  3. Indicazioni
  4. Preparazione
  5. Come si Esegue
  6. Recupero
  7. Rischi e Complicanze
  8. Controindicazioni
  9. Risultati

Generalità

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L'isteroscopia è una procedura ginecologica di tipo endoscopico, che permette di osservare dall'interno l'utero ed eventualmente attuare un'azione terapeutica.
Procedura eseguita in regima ambulatoriale, l'isteroscopia può servire per la diagnosi di diverse patologie dell'utero oppure può avere finalità terapeutiche.
L'isteroscopia impone alla paziente di sottoporsi ad alcuni esami preparatori, che servono sostanzialmente a evitare effetti avversi e a sincerarsi che non sussistano controindicazioni.
Dal punto di vistra procedurale, l'isteroscopia si caratterizza l'inserimento in utero, attraverso l'apertura vaginale, di uno strumento-sonda, chiamato isteroscopio.
La durata dell'isteroscopia varia da un minimo di 10 minuti a un massimo di 60 minuti circa.
L'isteroscopia presenta alcuni rischi, più o meno rilevanti; in genere, tuttavia, la procedura si svolge senza particolari problemi.

Utero: un breve ripasso anatomico

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L'utero è l'organo genitale femminile che serve ad accogliere il feto e a garantirne il corretto sviluppo durante la gravidanza.
Impari e cavo, l'utero risiede nella piccola pelvi, tra vescica (anteriormente), intestino retto (posteriormente), anse intestinali (superiormente) e vagina (inferiormente).
Dal punto di vista macroscopico, l'utero è suddivisibile in due regioni:

  • Il corpo dell'utero (o corpo uterino). È la porzione superiore e anche quella più voluminosa dell'organo; con le sue pareti delimita la cosiddetta cavità uterina.
  • Il collo dell'utero (o cervice uterina). Più ristretta e collegata al canale vaginale, è la porzione inferiore dell'organo; al suo interno, si estende il cosiddetto canale cervicale.

Per quanto concerne invece l'aspetto microscopico, l'utero si caratterizza per tre strati cellulari principali; dal più esterno al più interno, questi strati cellulari sono perimetrio, miometrio ed endometrio.

Cos'è

Isteroscopia: Cos’è?

L'isteroscopia è una procedura ginecologica di tipo endoscopico, che permette di analizzare direttamente dall'interno lo stato di salute della cavità uterina, del canale cervicale e dell'endometrio, ed, eventualmente, attuare un qualche tipo di intervento terapeutico.

Realizzata tramite uno strumento chiamato isteroscopio, l'isteroscopia può avere finalità diagnostiche oppure terapeutiche: nel primo caso prende il nome più appropriato di isteroscopia diagnostica, mentre nel secondo caso è meglio nota come isteroscopia operativa (o isteroscopia terapeutica).

A prescindere dalle finalità, l'isteroscopia è una procedura di natura ambulatoriale (o Day Surgery); pertanto, salvo casi particolari, non prevede mai il ricovero della paziente in ospedale.

Cos'è l'Endometrio in breve

L'endometrio è la tonaca mucosa dell'utero.
Grazie all'influenza degli ormoni estrogeni e dell'ormone progesterone, ricopre l'importante compito di garantire un ambiente ideale all'impianto dell'embrione a livello uterino.

Isteroscopio: Cos'è in breve

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L'isteroscopio è una sorta di cannuccia metallica fornita di una telecamera e di una fonte luminosa, a un'estremità, e di un'impugnatura ergonomica e di cavi di collegamento a un monitor, dall'altra.

Grazie alla telecamera e alla fonte luminosa, questo specifico strumento permette ai ginecologi di osservare sul monitor al quale è collegato le pareti interne dell'utero.

L'isteroscopio, pertanto, funge da sonda esplorativa della cavità uterina e del canale cervicale.

Come si vedrà meglio nella sezione dedicata, il ginecologo che effettua l'isteroscopia inserisce l'isteroscopio nell'utero sfruttando il passaggio attraverso l'apertura vaginale.

Isteroscopia e Raschiamento: sono la stessa cosa?

Isteroscopia e raschiamento (o curettage) sono due esami ginecologici differenti.

Infatti, sebbene condividano molte indicazioni, il raschiamento prevede l'impiego di una sorta di cucchiaio tagliente (curetta) che permette soltanto di prelevare o raschiare porzioni di tessuti, ma non di esplorare visivamente su un monitor collegato l'interno dell'utero.

L'isteroscopia, quindi, è un esame più completo del raschiamento.

Non bisogna poi dimenticare che il raschiamento pecca anche di una maggiore invasività.

Raschiamento e Aborto

Il raschiamento è anche la procedura impiegata per rimuovere i prodotti di aborti spontanei e per eseguire aborti volontari o terapeutici.

Per approfondire: Raschiamento: Cos'è e Perché Farlo

Indicazioni

Isteroscopia: A Cosa Serve?

L'isteroscopia ha finalità diversa, a seconda che sia diagnostica o terapeutica (operativa).
Brevemente, l'isteroscopia diagnostica si presta all'individuazione di patologie dell'utero (es: fibromi o polipi uterini), alla ricerca delle cause di sintomi sospetti (es: sanguinamenti anomali dall'utero) e al prelievo di un campione tissutale da sottoporre a biopsia; l'isterectomia terapeutica (od operativa), invece, è una risorsa utile alla cura di svariate malattie dell'utero (es: fibromi o polipi uterini) e alla realizzazione di procedure ginecologiche inerenti la contraccezione, come per esempio la chiusura delle tube.

Isteroscopia Diagnostica: A Cosa Serve?

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L'isteroscopia diagnostica è utile a:

  • Accertare la presenza di fibromi o polipi uterini;
  • Accertare la presenza di tumori benigni dell'utero diversi dai fibromi e dai polipi uterini;
  • Accertare la presenza di aderenze intrauterine (sindrome di Asherman);
  • Capire i motivi di uno stato di infertilità;
  • Valutare lo stato di salute generale dell'endometrio nelle donne in menopausa;
  • Valutare il fenomeno dell'iperplasia endometriale;
  • Risalire alle cause di un'irregolarità nel ciclo mestruale;
  • Risalire alle cause di una perdita anomala di sangue dall'utero;
  • Ricercare le cause delle mestruazioni nelle donne che hanno superato la menopausa;
  • Pianificare nei dettagli un intervento chirurgico a livello dell'utero;
  • Capire i motivi che portano una donna ad avere aborti spontanei ricorrenti;
  • Verificare la presenza anomala di tessuto endometriale nel miometrio (adenomiosi);
  • Accertare la presenza di un'anomalia congenita a carico dell'utero (es: utero bicorne, utero didelfo, utero setto, agenesia uterina ecc.);
  • Prelevare un campione di endometrio da sottoporre, successivamente, a opportune analisi di laboratorio (isteroscopia diagnostica con biopsia). Tale pratica permette di accertare la presenza di un carcinoma endometriale (un tumore maligno dell'endometrio) e stabilirne lo stadio di avanzamento.
Per approfondire: Isteroscopia Diagnostica: in cosa consiste?

Isteroscopia Operativa: A Cosa Serve?

L'isteroscopia operativa è indicata a:

  • La rimozione di polipi uterini;
  • La rimozione di fibromi uterini (miomectomia isteroscopica);
  • La rimozione di tumori benigni dell'utero diversi dai polipi e dai fibromi uterini;
  • La rimozione di aderenze intrauterine;
  • La rimozione dall'utero di residui placentari post- abortivi (cioè successivi a un aborto) o post-partum (ossia successivi a un parto);
  • L'estrazione del cosiddetto sistema intrauterino (o IUS), un particolare dispositivo che, inserito nell'utero, agisce da contraccettivo temporaneo;
  • La realizzazione della cosiddetta sterilizzazione tubarica, una forma di contraccezione permanente. La sterilizzazione tubarica è anche detta chiusura delle tube.
Per approfondire: Isteroscopia Operativa: in cosa consiste?

Preparazione

Isteroscopia: come prepararsi alla procedura

L'isteroscopia richiede una preparazione particolare, in quanto la procedura non è adatta a tutte le donne e, nel caso in cui abbia finalità terapeutica, potrebbe includere il ricorso all'anestesia generale.

Quindi, prima di poter procedere con l'isteroscopia, un ginecologo deve, innanzitutto, stabilire l'idoneità dell'ipotetica paziente alla procedura e, successivamente, fornire tutte le indicazioni relative ai comportamenti da adottare perché l'intero protocollo proceda per il meglio.

Isteroscopia Diagnostica: la Preparazione

Nel caso di un'isteroscopia diagnostica, per stabilire l'idoneità di una donna alla procedura sono generalmente sufficienti un'attenta visita ginecologica e un'accurata valutazione della storia clinica (anamnesi); qualora emerga la possibilità di una gravidanza o di un'infezione del tratto cervico-vaginale, alle indagini sopraccitate si aggiungono, rispettivamente, un test di gravidanza affidabile oppure un tampone cervico-vaginale.

Isteroscopia Operativa: la Preparazione

In caso di isteroscopia operativa, per stabilire l'idoneità di una donna alla procedura servono:

  • Visita ginecologica;
  • Valutazione della storia clinica;
  • Esami del sangue ed elettrocardiogramma (sono fondamentali in ottica anestesia generale);
  • Tampone cervico-vaginale (solo in caso di sospetta infezione a livello genitale);
  • Test di gravidanza (solo in caso di sospetta gravidanza in corso).

Isteroscopia: come vestirsi nel giorno della procedura

Alle pazienti risultate idonee all'isteroscopia, nel giorno della procedura i ginecologi consigliano di indossare vestiti comodi e pratici, perché poi andranno sostituiti in favore di un camice ospedaliero preparato appositamente dal personale medico.

Isteroscopia e Anestesia Generale: come comportarsi

Se l'isteroscopia prevede l'anestesia generale, nel giorno della procedura la paziente deve presentarsi a digiuno da almeno 8 ore; questo vuol dire che, se l'esame è fissato al mattino, l'ultimo pasto concesso è quello della sera precedente.

Il mancato rispetto del digiuno comporta lo slittamento della procedura ad altra data.

È da segnalare che, in genere, la paziente ha il permesso di bere acqua fino a 2-3 ore prima dall'anestesia generale.

Isteroscopia e Ciclo Mestruale: quando farla?

Per le donne mestruate, il momento più indicato per eseguire un'isteroscopia è nei primi sette giorni che seguono le mestruazioni; infatti, l'esecuzione della procedura in questo periodo del ciclo mestruale consente ai ginecologi una visione migliore e più dettagliata dell'utero e delle sue cavità interne.

Per maggiori informazioni relative a come prepararsi all'isteroscopia, si consiglia la lettura dell'articolo dedicato presente qui.

Come si Esegue

Isteroscopia: in cosa consiste la procedura?

Sono quattro i momenti salienti delle procedure di isteroscopia:

  • Il posizionamento della paziente e l'attuazione dell'eventuale anestesia. È il primo momento.
  • L'introduzione dell'isteroscopio all'interno dell'utero e la distensione delle pareti uterine interne. È la fase che comincia dopo il posionamento della paziente e l'eventuale attuazione dell'anestesia. 
  • L'esplorazione interna dell'utero e l'eventuale raccolta di un campione tissutale, nel caso di un'isterectomia diagnostica, oppure l'intervento terapeutico, nel caso di un'isterectomia operativa(*). È la terza fase della procedura.
  • L'estrazione dell'isteroscopio. È il momento conclusivo dell'isteroscopia.

(*)N.B: si ricorda che l'isteroscopia operativa può servire anche per attuare interventi inerenti la contraccezione (es: estrazione del sistema intrauterino; chiusura delle tube).

Posizionamento della paziente

Per le procedure di isteroscopia, la paziente deve accomodarsi su un lettino ginecologico e assumere la cosiddetta posizione ginecologica (gambe sollevate, divaricate e appoggiate ad appositi supporti del lettino).

Anestesia

L'isteroscopia potrebbe prevedere l'anestesia.
In genere, è sufficiente l'anestesia locale per le procedure con finalità diagnostiche, mentre serve l'anestesia generale per le procedure di tipo operativo.

Lo sapevi che…

L'anestesia locale non impone alla paziente di presentarsi a digiuno.

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Introduzione dell'Isteroscopio

L'introduzione dell'isteroscopio avviene tramite la vagina.
Per poter sfruttare il condotto vaginale, il ginecologo utilizza lo speculum.

Distensione dell'Utero

La distensione dell'utero consiste, sostanzialmente, nell'indurre la dilatazione delle pareti di cervice uterina, canale cervicale e cavità uterina.

Per attuare la distensione dell'utero, il ginecologo sfrutta un gas ricco di anidride carbonica o un liquido apposito, che inietta all'interno dell'organo tramite l'isteroscopio introdotto da poco.

La dilatazione dell'utero serve non solo a rendere più agevole il movimento dell'isteroscopio all'interno dell'utero, ma anche a consentire una visione migliore dell'anatomia interna dell'organo e per rendere meno dolorosa l'intera procedura.

Esplorazione dell'Utero e Intervento Terapeutico

Grazie alla telecamera dell'isteroscopio, l'esplorazione dell'utero, la raccolta di un eventuale campione tissutale e gli interventi terapeutici sono estremamente precisi.

Estrazione dell'Isteroscopio

L'operazione di estrazione dell'isteroscopio è molto importante: serve, infatti, a valutare l'integrità dell'istmo uterino, ossia il punto di passaggio tra la cavità interna dell'utero e il canale cervicale.

Isteroscopia: è Dolorosa?

In assenza di anestesia, l'isteroscopia potrebbe risultare fastidiosa o dolorosa. È segnalare, tuttavia, che la sensazione di fastidio o dolore tende ad attenuarsi subito dopo la distensione delle pareti uterine.

Isteroscopia: Quanto Dura la procedura?

La durata dell'isteroscopia dipende dalle finalità della procedura: l'isteroscopia diagnostica dura in genere 10-15 minuti, mentre l'isteroscopia operativa tra i 30 e i 60 minuti.

Isteroscopia: il Rientro a Casa

In genere, le pazienti sottoposte a isteroscopia diagnostica possono rientrare a casa poco dopo la procedura, mentre quelle sottoposte a isteroscopia operativa solo dopo qualche ora e in seguito a una serie di accertamenti medici atti a valutare il buon esito delle varie azioni terapeutiche effettuate.

Per maggiori informazioni relative a come si svolge l'isteroscopia, si consiglia la lettura dell'articolo dedicato presente qui.

Recupero

Isteroscopia: Tempi di Recupero

Dopo un'isteroscopia diagnostica, la paziente può tornare alle normali attività quotidiana già dal giorno seguente la procedura; l'unica limitazione prevista riguarda la sfera sessuale: dovrebbe astenersi da rapporti per almeno 1-2 settimane.

Dopo un'isteroscopia operativa, invece, la paziente deve osservare qualche giorno di assoluto riposo; dopodiché, può riprendere le normali attività quotidiane, ma con estrema gradualità.
Anche in questi frangenti, è importante l'astensione dall'attività sessuale per almeno 7-14 giorni.
È da segnalare che, nell'arco delle prime 24 ore successive alla procedura, nel caso in cui quest'ultima abbia previsto l'anestesia generale, la paziente potrebbe avvertire un leggero senso di confusione che svanisce progressivamente.

Rischi e Complicanze

Isteroscopia: è sicura?

L'isteroscopia è associato a un rischio di effetti avversi e complicanze; tuttavia, nella maggior dei casi, si svolge senza problemi o al massimo causa qualche disturbo minimo, quindi la comunità medica la considera una procedura sicura.

Isteroscopia: gli Effetti Avversi

Per effetti avversi s'intendono problematiche di lieve entità, abbastanza comuni e di carattere temporaneo (24-48 ore la durata massima).

Possibili effetti avversi associati all'isteroscopia sono:

  • Lieve sanguinamento vaginale. È il risultato di lesioni provocate dal passaggio dell'isteroscopio, lungo la cervice uterina e il canale cervicale;
  • Dolore e crampi a livello addominale. Spesso, la sensazione dolorosa è controllabile con un antalgico, come il paracetamolo o l'ibuprofene (un FANS);
  • Senso di stanchezza e/o malessere;
  • Dolore riflesso alla spalla, derivanti dall'impiego del gas ricco di anidride carbonica.

Isteroscopia: le Complicanze

Per complicanze s'intendono problematiche clinicamente rilevanti, che possono verificarsi durante la procedura o alla conclusione e che necessitano di specifiche cure mediche.

Possibili complicanze associate all'isteroscopia sono:

È doveroso puntualizzare che il rischio di complicanze è davvero esiguo: stime riportano, infatti, che meno dell'1% delle donne sottoposte a isteroscopia incappa in una delle suddette complicanze.

Per maggiori informazioni relative ai rischi dell'isteroscopia, si consiglia la lettura dell'articolo dedicato presente qui.

Controindicazioni

Isteroscopia: quando è controindicata?

Sia quando la procedura è diagnostica sia quando è terapeutica, rappresentano una controindicazione all'isteroscopia:

  • Il carcinoma al collo dell'utero e il carcinoma dell'endometrio;
  • La gravidanza;
  • Le infiammazioni pelviche. Esempi di infiammazioni pelviche sono: l'endometrite, la peritonite pelvica, la vaginite acuta, la cervicite acuta e la metrite.

Inoltre, è da segnalare che i ginecologi sconsigliano l'esecuzione dell'isteroscopia in caso di: nulliparità, imene integro e stenosi cervicale.

Risultati

Vantaggi dell'Isteroscopia

L'isteroscopia è una procedura che sta trovando sempre più impiego, in quanto presenta diversi vantaggi:

  • È efficace, sia quando ha finalità diagnostiche sia quando ha finalità terapeutiche;
  • È sicura. Come analizzato in precedenza, il rischio di complicanze è esiguo;
  • È minimamente invasiva e poco dolorosa;
  • Non è generalmente motivo di ricovero. Salvo gravi complicanze, la paziente può tornare a casa immediatamente dopo la procedura o al massimo dopo qualche ora.
  • In determinate situazioni, è una valida alternativa all'isterectomia, alla chirurgia laparoscopica e alla laparotomia.

Isteroscopia con Biopsia: quanto attendere per i Risultati

Per conoscere i risultati di una isteroscopia con biopsia servono, in genere, alcune settimane.

Autore

Antonio Griguolo
Laureato in Scienze Biomolecolari e Cellulari, ha conseguito un Master specialistico in Giornalismo e Comunicazione istituzionale della scienza