Unità Motorie di R.Borgacci

Le fibre muscolari scheletriche si associano tra loro in unità motorie; questa strutturazione è fondamentale ad incrementare il "controllo" dell'accorciamento muscolare altrimenti limitato a livello delle singole fibrocellule.

Cos'è l'unità motoria?

Unità motoriaI muscoli sono innervati da pool (famiglie) di motoneuroni; paragonando il numero delle cellule nervose a quello delle fibrocellule muscolari emerge che i motoneuroni sono di gran lunga inferiori alle fibre da stimolare. Per rigor di logica, ogni motoneurone è deputato all'innervazione di più fibrocellule e, secondo la definizione di Sherrington, l'associazione tra componente nervosa e muscolare costituisce l'UNITA' MOTORIA.
Ogni fibrocellula dell'unità motoria è dotata di una sola placca motrice (giunzione neuromuscolare, tra il nervo e la fibra), il che esclude l'interazione reciproca delle unità motorie. Alla luce di ciò, e considerando il fatto che allo stimolo del motoneurone corrisponde una contrazione simultanea di tutte le fibre da esso innervato, è possibile affermare che: l'unità motoria è la quantità minima di tessuto muscolare che il sistema nervoso può controllare: unità motoria = unità funzionale del movimento.


Accrescimento e definizione delle unità motorie

Durante lo sviluppo, le fibre muscolari non sono ancora totalmente provviste di placche motrici, di conseguenza, non sono ancora ben innervate. I motoneuroni, che in seguito completeranno l'unità funzionale del movimento, crescono longitudinalmente seguendo lo stimolo di un fattore trofico rilasciato dalle fibre muscolari, ma quel che lascia "a bocca aperta" è l'efficienza con cui l'organismo completa il sistema motorio; analizzando il numero dei motoneuroni in accrescimento emerge che il loro numero è superiore a quello generalmente osservato nell'adulto. Questo accade perché, al fine di garantire il rapido completamento delle varie unità motorie, l'organismo consente lo sviluppo di numerosi motoneuroni i quali però, tutti meno quello definitivo, andranno incontro ad apoptosi (morte cellulare). Il motoneurone prescelto è il primo a raggiungere le fibre che solo a questo punto vanno ad interrompere la secrezione del fattore trofico. Come già detto, nell'unità motoria NON possono coesistere più neuroni; nel caso dell'accrescimento, questo può manifestarsi solo per un periodo limitato oltre il quale le cellule nervose di troppo saranno eliminate.

Coesistenza delle unità motorie

Le unità motorie non si contraggono simultaneamente; esse agiscono in maniera asincrona per prevenire il fenomeno di affaticamento e garantire l'erogazione contrattile nel tempo.
Inoltre, le fibre muscolari delle singole unità motorie NON sono contigue ma si mescolano a quelle di altri gruppi funzionali (di per sé innervati) occupando uno spazio circostante di circa il 20-30% del volume muscolare complessivo.
La natura delle unità motorie varia sensibilmente sia all'interno dello stesso muscolo che tra i diversi tessuti; anche il numero di fibre muscolari presenti in ogni singola unità motoria varia sensibilmente ed è assai inferiore nei muscoli deputati a movimenti "delicati o di precisione" (occhio, mano ecc). In pratica, minore è il numero di fibre innervate dalla singola unità motoria, maggiore è il controllo centrale mediante l'aumento o la diminuzione del numero di unità motorie sollecitate.
Le varie unità motorie differiscono tra loro per:

  • Tempo di contrazione (periodo necessario allo sviluppo della forza massima).
  • Forza sviluppata al picco della scossa semplice.
  • Massima forza sviluppata durante un tetano (il tetano corrisponde a numerosi potenziali d'azione erogati in brevissimo tempo).
  • Caduta della forza di contrazione in seguito a un tetano.

Classificazione

In base ai suddetti parametri, le unità motorie si suddividono in tre classi principali:

  • Slow (lente - S): poca forza al seguito di una scossa singola o di una scossa tetanica e tempi di contrazione lenti (>50 millisecondi - ms); solitamente contengono fibre rosse (tipo I).
  • Fast fatigable (rapide e affaticabili - FF): vantano rapidità e forza massimali ma con poca resistenza (dopo 2' la forza si riduce del 75%); sono costituite da fibre bianche (tipo IIB).
  • Fast resistant (veloci e resistenti - FR): hanno caratteristiche intermedie tra le due sopra citate, i tempi di contrazione sono brevi e la forza elevata; a 2' mantengono più del 75% della forza erogata in partenza. Costituite solitamente da fibre bianche (tipo IIA).

NB. E' dimostrato che ogni unità motoria innerva SOLO fibre appartenenti alla stessa categoria e generalmente l'associazione unità motoria/tipo di fibra è quella appena menzionata.
Le unità motorie determinano le caratteristiche atletiche di ogni soggetto; possono essere modificate in parte con l'allenamento e orientarsi (soprattutto le FR) verso un metabolismo piuttosto che un altro, ma essenzialmente, la loro natura non può essere modificata.


Bibliografia:

  • Neurofisiologia del movimento. Anatomia, biomeccanica, chinesiologia, clinica – M. Marchetti, P. Pillastrini – Piccin - pag 29-30.
Riccardo Borgacci

L'autore

Riccardo Borgacci

Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer