Melata: Proprietà Nutrizionali, Ruolo nella Dieta e Come Usarla in Cucina di Riccardo Borgacci

Cos’è

Cos'è la melata?

La melata – in inglese: "honeydew" – è un fluido appiccicoso, ricco di zuccheri, secreto da piccoli insetti che si nutrono della linfa delle piante. Tra le creature in grado di produrre la melata spiccano soprattutto afidi e cocciniglie.

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(fonte: Shutterstock)

La produzione di melata avviene tramite la "digestione" dei liquidi vitali della pianta e la conseguente espulsione di scorie. Questi insetti parassitano le piante succhiandone la linfa, la elaborano assorbendo il necessario, ed eliminano dall'ano la melata.

La melata viene raccolta da varie specie animali; tra le molte, per l'uomo assumono una grande importanza le api mellifere, che – soprattutto con scarsità di nettare nell'ambiente – sono in grado di trasformare questa sostanza in miele scuro dal sapore molto intenso. Il miele di melata, al quale si attribuisce un ipotetico valore medicinale, è particolarmente apprezzato in varie parti dell'Europa e dell'Asia. A parere di molti, il miele di melata sarebbe ricco di nutrienti e vanterebbe un potere antisettico, antibatterico, antinfiammatorio ed energizzante. Non è particolarmente diffuso in Italia, dove tradizionalmente si consuma il miele di nettare, ed in particolare il miele di castagno, il miele millefiori ed il miele di acacia.

In passato, la melata ha avuto un ruolo importante anche per la sopravvivenza della specie umana in varie parti del mondo con clima arido e desertico, ad esempio in Africa, Australia, Medio Oriente, Mesopotamia ed Egitto. Oggi invece, la melata viene consumata prevalentemente sotto forma di miele di melata – prodotto soprattutto nelle foreste di conifere.

In cucina trova applicazioni simili a quelle del miele tradizionale, quindi viene usato sostanzialmente come dolcificante e condimento; per altri – ma senza alcuna prova a supportare l'ipotesi – è un ottimo integratore alimentare – anche associato a propoli.

Proprietà Nutrizionali

Proprietà nutrizionali del miele di melata

Il miele di melata è un prodotto molto calorico. Apporta meno calorie degli altri tipi di miele, ma si avvicina comunque alle 300 kcal per 100 g, delle quali la maggior parte è fornita da zuccheri semplici / solubili quali glucosio, fruttosio e saccarosio. Proteine e lipidi sembrano contenuti in quantità marginali.

Il miele di melata non apporta colesterolo, fibre, lattosio, glutine e istamina; purine e fenilalanina sono irrilevanti. Può contenere molecole potenzialmente allergizzanti, ragion per cui i soggetti con reazioni avverse a varie componenti vegetali come ad esempio i pollini dovrebbero informarsi con attenzione.

Il miele di melata fornisce vari minerali, tra i quali soprattutto calcio, magnesio, sodio e potassio; le quantità sono obbiettivamente moderate. Tra le vitamine spiccano il retinolo ed alcuni carotenoidi (vit A), vitamina C (acido ascorbico) e poche del complesso B; anche in questo caso, le concentrazioni sono variabili e non sempre significative. È inoltre possibile trovare anche polifenoli e altri antiossidanti, così come batteri probiotici.

Nota: a causa della pastorizzazione – obbligatoria per la messa in commercio – una parte delle vitamine termolabili (ad esempio la vit C) e tutti i batteri in esso contenuti (buoni e cattivi), vengono inesorabilmente compromessi.

Dieta

Ruolo del miele di melata nella dieta

Il miele di melata è un alimento che si presta, in porzioni adeguate e con frequenza di consumo normale, alla dieta delle persone sane. Quantità eccessive sono sempre controindicate, poiché aumentano le calorie nella dieta per l'eccesso di zuccheri semplici. Ciò può nuocere anche alla persona sana, ma soprattutto all'obeso, al diabetico tipo 2 e all'ipertrigliceridemico. Può inoltre aumentare il rischio di carie dentaria.

È invece pertinente negli schemi nutrizionali del celiaco, dell'intollerante al lattosio e all'istamina, dell'iperuricemico e del fenilchetonurico. Fanno eccezione le forme allergiche specifiche.

Il miele di melata non ha implicazioni di tipo digestivo.

Sono in molti ad usare il miele di melata come dolcificante sostitutivo allo zucchero da tavola. A parità di porzione, la media dei mieli contiene oltre il 30% di glucidi e di calorie in meno. Bisogna tuttavia segnalare un potere edulcorante inferiore; per questa ragione, talvolta, è necessario utilizzarne quantità maggiori per ottenere lo stesso effetto dolcificante. In definitiva, rimpiazzare lo zucchero da tavola con il miele comporta un vantaggio calorico solo nel caso in cui si mantenga la stessa porzione; usarne più del dovuto vanificherebbe il vantaggio nutrizionale di cui sopra.

La porzione media di miele di melata è di circa 20 g (< 60 kcal).

Cucina

Uso culinario del miele di melata

In cucina, il miele di melata ha un utilizzo molto simile a quello degli altri tipi di miele, anche se possiede caratteristiche organolettiche e gustative piuttosto uniche nel suo genere.

Il miele di melata ha una spiccata funzione dolcificante, che trova largo impiego nelle bevande, come tè, tisane, latte e caffè, ma anche nelle ricette, come torte e impasti di vario genere.

Il miele di melata può essere usato in sostituzione o alternato alle confetture, agli sciroppi come lo sciroppo d'acero, al latte condensato ed alle creme spalmabili, su pancake e waffel, sul pane, sulle fette biscottate ecc.

Alcuni lo usano come fosse un integratore alimentare, assieme a due-tre gocce di propoli tutte le mattine.

Descrizione

Breve descrizione del miele di melata

Il miele di melata ha un gusto meno dolce di quello prodotto dal nettare. È di consistenza liquida e non cristallizza. Ha un colore scuro e poco traslucido. Il profumo è intenso, spesso con note rilevanti di resina, mentre il sapore può ricordare vagamente il caramello.

Biologia

Melata e biologia

Gli afidi sono insetti che appartengono alla Superfamiglia biologica Aphidoidea; le cocciniglie invece, vengono inquadrate nella superfamiglia Coccoidea – mentre in passato appartenevano al gruppo, ormai obsoleto, Homoptera. Le Superfamiglie Aphidoidea e Coccoidea appartengono all'Ordine biologico Hemiptera, Subordine Sternorrhyncha ed Infraordine Aphidomorpha. Anche certi bruchi delle farfalle appartenenti alla Famiglia Lycaenidae e alcune falene producono melata. Può essere secreta da alcuni funghi, in particolare dall'ergot – leggi anche: Segale Cornuta.

Questi insetti sono in grado di penetrare il floema o libro – complesso di tessuti viventi con una triplice funzione: trasporto o conduzione, riserva e sostegno – grazie al proprio apparato boccale, succhiando il liquido zuccherino ed espellendolo dall'ano. Potrebbero essere paragonati a zecche, pulci, pidocchi e cimici dei letti per gli esseri umani e gli animali.

La melata è la base per la trofobiosi, un'associazione simbiotica tra organismi che forniscono ed altri che ricevono del cibo. Il fornitore di cibo viene indicato col sostantivo inglese di trophobiont – dal greco "trophē" che significa "nutrimento" e "biosi" che rappresenta l'abbreviazione di "simbiosi" inglese.

Si nutrono di melata, o comunque la prelevano, alcune specie di uccelli, vespe, api senza pungiglione – un gruppo di api della Tribù Meliponini – e le api mellifere – che, come abbiamo detto, dalla melata possono elaborane del miele. Recenti studi hanno dimostrato che il miele di melata viene prodotto da oltre 40 specie di api selvatiche, autoctone e per lo più solitarie, nello stato della California. Parachartergus fraternus, una specie di vespa eusociale, raccoglie la melata per nutrire le proprie larve in fase di accrescimento. Le formiche possono raccogliere, o "mungere", la melata direttamente dagli afidi e da altri produttori di melata, che beneficiano della loro presenza capace di allontanare molti predatori come le coccinelle o le vespe parassitoidi (Crematogaster peringueyi). Animali e piante in un accordo simbiotico mutuale assieme alle formiche sono detti in "mirmecofilia".

In Madagascar, alcune specie di geco appartenenti ai Generi Phelsuma e Lygodactylus hanno la particolare abitudine di far espellere la melata dalle flatidi, stuzzicandole col muso, per cibarsene.

La melata può causare non pochi problemi alle piante; l'esempio tipico è quello delle muffe fuligginose su molte piante ornamentali, una vera e propria rovina per i giardinieri. Inoltre, la melata, cadendo dalle piante, sporca i veicoli parcheggiati sotto gli alberi e risulta difficile da pulire dalla carrozzeria.

Riccardo Borgacci

L'autore

Riccardo Borgacci

Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer