Dieta Plank: Cos'è? Funziona?
Ultima modifica 14.04.2020
INDICE
  1. Generalità
  2. Come Funziona
  3. Esempio
  4. Efficacia
  5. Controindicazioni ed Effetti Collaterali

Generalità

La dieta Plank (o Planck) è una strategia di dimagrimento iperproteica, repentina, che ha un nome apparentemente riconducibile allo scienziato Marx Planck.

dieta plank Shutterstock

Marx Planck, nato nel XIX secolo e deceduto nel 1947, era uno scienziato fisico di nazionalità tedesca che scoprì e divulgò la "teoria dei quanti" – quindi la "meccanica quantistica".

Per dire il vero, non esiste alcuna correlazione tra il noto personaggio e la dieta Plank; infatti, la "Società Marx Planck" (ente pubblico tedesco di ricerca scientifica) ha negato qualunque filo conduttore tra i progetti di Marx Plank e gli obbiettivi della dieta in questione. Dunque, non esiste alcun legame tra l'icona tedesca della fisica mondiale e il sistema di dimagrimento della dieta Plank. Ovviamente, risulta impossibile capire il motivo di una scelta simile e, quel che è certo, è che la prima impressione sull'affidabilità del protocollo non pare proprio delle migliori.

La dieta Plank è un sistema di calo ponderale da utilizzare solo per 2 settimane, al termine delle quali si "dovrebbe" concludere un dimagrimento di circa 9 chilogrammi. Dopo questi 14 giorni, il peso "dovrebbe" rimanere costante per circa 3 anni, grazie alle modifiche di natura metabolica imposte all'organismo.

Come Funziona

Giungiamo ora alla fatidica domanda: "Come funziona la dieta Plank?"

La dieta Plank potrebbe essere definita una "dieta lampo", ovvero una tecnica di dimagrimento ultra veloce.

Ribadiamo inoltre che si tratta di una dieta iperproteica, che apporta quindi una quantità di proteine notevolmente superiore alle raccomandazioni (di qualunque paese) per una sana e corretta alimentazione.

La dieta Plank riduce drasticamente (e talvolta elimina) alcuni alimenti dal menù ordinario (come lo zucchero e l'olio). Non si fa inoltre alcun riferimento alle porzioni e alle grammature dei cibi scelti. Infine, non è previsto alcun protocollo di attività fisica motoria associato alla dieta.

Esempio

Esempio di Dieta Plank

Di seguito riassumeremo un menù tipico, cioè la vrsione originale, della dieta Plank.

Si tratta di una "bozza" reperibile sul sito web del sistema in questione, ragion per cui, ai fini di una maggior trasparenza, invito tutti i lettori a consultarlo per confermare la veridicità e l'aggiornamento di quanto verrà esposto. Senza distinzioni tra: sesso, età, tipo morfologico, costituzione, BMI iniziale o peso, viene suggerito il seguente menu:


Colazione Pranzo Cena
Giorno 1 Caffè senza zucchero QB* 2 uova sode e spinaci QB poco salati Prosciutto cotto QB
Giorno 2 Caffè senza zucchero QB e un po' di pane 1 bistecca con insalata QB e frutta Prosciutto cotto QB
Giorno 3 Caffè senza zucchero QB e un po' di pane 2 uova sode e insalata con pomodori QB Prosciutto cotto QB e insalata
Giorno 4 Caffè senza zucchero QB e un po' di pane 1 uovo, carote crude o bollite QB e formaggio svizzero Frutta e 1 yogurt
Giorno 5 Carote, limone e caffè senza zucchero QB Pesce al vapore e pomodori 1 bistecca con contorno di insalata
Giorno 6 Tè con succo di limone Pollo alla griglia 2 uova sode e carote
Giorno 7 Tè con succo di limone Una bistecca alla griglia e frutta Tutto quello che si desidera

*QB = Quanto Basta

  • Alcune indicazioni accessorie sono: bere acqua con frequenza e il più possibile (anche oltre i 2 litri al giorno) per contrastare l'eccesso proteico (tentativo di salvaguardare la salute renale).
  • La dieta andrebbe seguita con fedeltà almeno dall'ottavo giorno in poi.

Efficacia

La dieta Plank funziona?

Come tutte le diete iperproteiche – in un modo o nell'altro, ipocaloriche – anche la dieta Plank fa certamente dimagrire; trattandosi di un regime alimentare per la perdita di peso, non si tratta certo di un risultato inaspettato.

La maggior parte dei praticanti della dieta Plank ha raggiunto un risultato positivo, ma sarebbe più importante capire se questo corrisponde all'obbiettivo della dieta Plank: -9kg in 14gg e nessun incremento ponderale per i 3 anni successivi.

Ovviamente, qualsiasi utente (coscienzioso) non dovrebbe riportare alcun commento (se non negativo, per un eventuale aumento di peso prima dei 3 anni) fino allo scadere del tempo di applicazione. Per i più, non è così.

Scrutando i commenti in rete, di cui occorrerebbe comunque accertare la veridicità, molti affermano di aver ottenuto dei risultati molto simili a quanto previsto, quindi tra i 6 e i 9 kg, proporzionalmente al rigore impiegato nel seguire la dieta. Anzitutto, un "più o meno" 3 kg su un obbiettivo di 9 non è assolutamente un buon risultato, poiché corrisponde al 33% rispetto al totale. Tale fluttuazione non indica una buona applicabilità.

Con una dieta nutrizionalmente equilibrata non è possibile (non sarebbe considerata tale) perdere più di 700-1000 g alla settimana, quindi 1,4-2,0 kg in 14 giorni; tuttavia, tale predizione è calcolata sul rapporto tra: stima delle caratteristiche antropometriche, dispendio energetico complessivo e apporto calorico della dieta (quest'ultimo non dovrebbe corrispondere a meno del 70 % rispetto al fabbisogno energetico reale). Che dir si voglia, nonostante sia un metodo più lento (ma anche meno stressante) "azzecca" con notevole precisione la progressione del dimagrimento e, salvo complicazioni, non lascia incognite.

Continuando ad analizzare quanto scritto dagli utenti, è già possibile osservare alcune lamentele sul potenziale di mantenimento; tra l'altro, bisogna sempre tenere a mente che non tutti hanno l'accortezza di comunicare le proprie esperienze negative e che, ahinoi, la mancata compliance alla dieta viene spesso percepita come un fallimento personale, il che riduce esponenzialmente la possibilità di commenti pubblici negativi.

La dieta Plank promette: "nessuna fase di mantenimento al termine della dieta", ma viene poi suggerito di evitare gli alcolici e gli zuccheri (presumibilmente quelli discrezionali di tipo semplice, come il saccarosio), e di limitare i carboidrati (anche se ricordiamo che anche gli zuccheri semplici sono carboidrati; questa precisazione non è chiara).

La cosiddetta "aggressività" della dieta Plank è da intendere come "drasticità" o "incisività"; qualunque parola si utilizzi per definirla, dovrebbe scoraggiare i consumatori più zelanti al suo impiego; d'altronde sembra allettare chi, pur di perdere una taglia, metterebbe a repentaglio la propria salute.

Controindicazioni ed Effetti Collaterali

La dieta Plank fa male?

In merito a quest'ultima affermazione è necessario fare più chiarezza. In sé, dando per scontato un perfetto stato di salute (soprattutto del fegato e dei reni) e un livello di attività fisica non più che "moderato", una dieta iperproteica di 14 giorni non dovrebbe essere nociva per l'organismo. È comunque necessario tenere a mente che bisognerà fare in conti con: costante tendenza all'ipoglicemia, alla chetoacidosi e alla disidratazione, carenza nutrizionale di molti sali minerali e vitamine, carenza di fibre alimentari, fame ecc. Spesso, tali circostanze determinano: crampi, debolezza, astenia, alterazione del sonno ecc.

È anche indispensabile tenere a mente che la dieta Plank, essendo ricchissima di ingredienti di origine animale, potrebbe tendere ad aumentare i livelli di colesterolo nel sangue. Inutile ribadire che un eccesso di quest'ultimo è legato all'insorgenza di aterosclerosi, ragion per cui la dieta Plank è da considerare inadatta alle persone già predisposte all'ipercolesterolemia. Dovrebbero evitare la dieta Plank anche i diabetici gravi, i soggetti con nefropatie o epatopatie, gli iperuricemici (o gottosi), i soggetti in accrescimento, le gestanti e le nutrici. Personalmente, aggiungerei anche tutti quelli che svolgono un'attività lavorativa fisicamente intensa e gli sportivi.

Aldilà di tutto questo, l'aspetto più negativo riguarda l'educazione e l'esperienza vissuta in un simile percorso dimagrante. Accettare un regime alimentare così fortemente sbilanciato significa cedere ad una pulsione di dimagrimento che lascia trapelare un disagio troppo elevato (al giorno d'oggi piuttosto diffuso) e la volontà di raggiungere ad ogni costo un'immagine corporea differente dalla propria; una pessima condizione emotiva. Per di più, trattandosi di un regime alimentare potenzialmente inadeguato al mantenimento e predisponente all'effetto yo-yo, contribuisce all'accumulo di esperienze dietetiche negative che peggiorano inesorabilmente l'autostima e il rapporto con il cibo.

Autore

Riccardo Borgacci
Laureato in Scienze motorie e in Dietistica, esercita in libera professione attività di tipo ambulatoriale come dietista e personal trainer