Quali malattie possono essere trasmesse dalle zecche?

Le zecche infette possono essere portatrici di diverse malattie.

La più diffusa è la borreliosi di Lyme, dovuta ad un batterio che vive in genere su piccoli roditori selvatici, volpi, lepri e merli. La fase iniziale di questa malattia è solitamente caratterizzata da un'eruzione cutanea non pruriginosa di colore rosso, simile ad una macchia circolare che tende ad espandersi dal sito di inoculo della zecca. Nel giro di qualche settimana, si sviluppano dolori muscolari ed articolari, spossatezza, brividi, febbre, mal di testa e ingrossamento dei linfonodi. L'intervento precoce è fondamentale: possono subentrare complicanze neurologiche e, se non si ricorre alla terapia idonea (generalmente a base di antibiotici), la malattia di Lyme può portare anche alla morte.

La meningoencefalite da zecche (Tick-Borne Encephalitis, TBE) è una malattia virale acuta che facilmente si può confondere con una banale influenza, in quanto provoca leggera febbre, mal di testa, dolori muscolari a 7-14 giorni dal morso. Tuttavia, se trascurata, può determinare il coinvolgimento del sistema nervoso centrale (encefalite e paralisi flaccida), talvolta con esito letale. Spesso, la malattia rende necessario il ricovero ospedaliero. Nelle zone a rischio è disponibile un vaccino.

La più comune rickettsiosi in Italia è la cosiddetta febbre bottonosa del Mediterraneo, una malattia caratterizzata appunto da febbre, che dura da pochi giorni a due settimane, e un esantema su tutto il corpo. Il nome "bottonosa" deriva dal fatto che, nel punto di inoculo della zecca, può comparire una piccola ulcera con una zona centrale nera e un alone rosso (escara nerastra). Il decorso è solitamente benigno. La malattia guarisce in pochi giorni con un trattamento antibiotico.

Altre malattie meno frequenti sono la febbre ricorrente da zecche (borreliosi), la febbre Q, la tularemia, la erlichiosi, la babesiosi e la febbre emorragica di Crimea-Congo. Le zecche sono anche in grado di provocare reazioni allergiche e una rara forma di paralisi estesa a tutto il corpo (di norma, è sufficiente asportare il parassita per far regredire i disturbi).

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