Come riconoscere le zecche

Le zecche sono artropodi appartenenti alla classe degli aracnidi (come i ragni e gli scorpioni) e all'ordine degli acari. Si dividono in due grandi famiglie: le Ixodide (zecche dure) provviste di uno scudo rigido sul dorso e le Argaside (zecche molli) prive di protezione dorsale. Le zecche hanno dimensioni di pochi millimetri, un corpo ovale e appiattito e otto zampe; i maschi sono di colore rosso-marrone scuro (sono simili ad un granello di pepe), mentre le femmine sono grigiastre.

Le zecche sono dotate di un apparato boccale pungente e succhiatore, adatto alla loro vita da ematofagi obbligati e temporanei: infestano abitualmente animali domestici e selvatici per nutrirsi del loro sangue. Gli ospiti che preferiscono sono piccoli roditori, lepri, volpi, cervi e uccelli, ma possono approfittare anche di ricci, tassi, cani ed altri mammiferi, anfibi e rettili; l'uomo rappresenta una vittima occasionale. Una zecca tende ad insediarsi maggiormente su testa, collo, gambe e spazi interdigitali, dove può restare attaccata all'involontario ospite da alcune ore a diversi giorni.

Questi parassiti colpiscono soprattutto nella bella stagione, quando si risvegliano dal letargo invernale. Le zecche si appostano sulle estremità di arbusti o su un filo d'erba, attendendo il passaggio di un animale. Quando avvertono la presenza di un potenziale "ospite", vi si attaccano (è sufficiente vengano sfiorate), quindi si posizionano sulla pelle e la trafiggono, introducendo il rostro (parte del loro apparato buccale). Il morso, in genere, non viene nemmeno avvertito, poiché durante il pasto ematico questi parassiti emettono una sostanza leggermente anestetica. Così ancorate, le zecche iniziano a succhiare il sangue e a nutrirsi per alcuni giorni, fino a che, sazie, si staccano dall'ospite, lasciandosi cadere sul terreno.

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