Carenza di Vitamina D: Un Problema Mondiale

Tratto da: “Vitamin D deficiency: a worldwide problem with health consequences” – 2008.
La carenza di vitamina D è oggi identificata come una vera e propria pandemia.
La causa principale di carenza di vitamina D non ha nulla a che fare con l'alimentazione; si tratta infatti della mancanza o insufficienza di esposizione solare della pelle. Pare che la sintesi cutanea di questa molecola sia la fonte principale di vitamina D per la maggior parte degli umani, mentre con la dieta si ottempera al fabbisogno primario solo in percentuali decisamente modeste.
Pochissimi alimenti contengono naturalmente la vitamina D ed i cibi che ne vengono arricchiti risultano soventemente inadeguati a soddisfare sia le necessità in età adulta, sia la stessa in età pediatrica. La carenza di vitamina D provoca rachitismo nei più giovani e tende ad esacerbare l'osteopenia, l'osteoporosi nonché certe fratture negli adulti/anziani (soprattutto donne). La carenza di vitamina D è stata anche associata ad un aumentato del rischio di certi tumori, alcune malattie autoimmuni, ipertensione primaria e diverse malattie infettive.
Un livello ematico di 25-idrossivitamina D  > 75 nmol/L (o 30 ng/mL) è ritenuto indispensabile a massimizzare gli effetti benefici che questa molecola steroidea esercita per la salute umana. In assenza di una adeguata esposizione solare, per raggiungere questi livelli, sono necessari ALMENO 800-1000 UI di vitamina D3 o D (nei bambini tanto quanto negli adulti). Anche la vitamina D2 può essere utilizzata per mantenere giuste concentrazioni ematiche di 25-idrossivitamina D, purché in presenza di condizioni fisiologiche e non patologiche.