La sgradevole eredità della varicella: il fuoco di Sant'Antonio

La varicella, una volta contratta, produce un'immunità permanente, ma a distanza di anni può essere seguita dall'herpes zoster. Il virus Varicella zoster (VZV), infatti, ha la capacità di rimanere latente nei gangli dei nervi spinali, invasi nel corso dell'infezione primaria, senza dare sintomi e, nel 10-20% dei casi, può riattivarsi, causando il cosiddetto "fuoco di Sant'Antonio" (Herpes zoster).

Il soggetto, quindi, non ripresenterà la varicella, ma una manifestazione cutanea locale caratterizzata da grappoli di vescicole che provocano un dolore urente lungo il decorso del nervo, dove il virus ha stazionato. Gli eventi scatenanti la riattivazione non sono chiari, ma è noto che il fenomeno è più frequente con l'avanzare dell'età e nei pazienti con deficit delle difese immunitarie.

Un soggetto affetto da herpes zoster può trasmettere la varicella (ma non il fuoco di Sant'Antonio) ad un'altra persona che non l'abbia mai contratta (o che non sia stata vaccinata). Affinché si verifichi il contagio, però, è necessario il contatto diretto con le lesioni vescicolari (in cui è presente il virus della varicella). Durante il fuoco di Sant'Antonio, infatti, l'agente virale non colpisce solitamente i polmoni e non può diffondersi per via aerea (a differenza di quanto accade durante la varicella).

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